Operazione Marita fu il nome in codice del piano di invasione tedesco della Grecia durante la seconda guerra mondiale. Essa fu pianificata con lo scopo di risolvere la "questione balcanica", in un momento in cui la Jugoslavia, dopo un primo avvicinamento all'Asse, correva il rischio di ricadere sotto la sfera di influenza del Regno Unito e dell'Unione Sovietica, e la Grecia, dopo gli insuccessi dell'offensiva italiana, aveva visto aumentare la presenza alleata sul suo territorio.
La situazione politica e militare L'attacco italiano alla Grecia
La Grecia nel 1940 era governata da Ioannis Metaxas, un politico filofascista sostenuto da Re Giorgio II, riportato al trono il 3 novembre 1935, a seguito di un colpo di Stato militare che aveva ripristinato la monarchia dopo che questi era stato deposto 11 anni prima, con la proclamazione della repubblica. Metaxas venne contattato alle ore 03.00 della mattina del 28 ottobre dall'ambasciatore italiano ad Atene Emanuele Grazzi che gli consegnò un ultimatum nel quale l'Italia accusava la Grecia di violazione della neutralità, unite alla richiesta di occupazione di alcuni punti del territorio greco che avrebbero favorito le operazioni navali italiane nel mar Egeo, e quindi anche nel mar Mediterraneo, e si concedeva un tempo di sole tre ore per accettarne le condizioni; il primo ministro rifiutò, anche per mancanza di tempo per esaminare le richieste, tali condizioni e di conseguenza, alle ore 06.00, le prime truppe italiane di stanza in Albania iniziarono l'avanzata su di un fronte largo circa 150 chilometriIl primo ministro greco Metaxas rispose Alors, c'est la guerre. Vedi ..
La campagna italiana di Grecia, voluta da Mussolini per tentare di bilanciare i successi ottenuti fino a quel momento dalla Germania, avrebbe dovuto ricalcare le modalità della guerra lampo ma, contrariamente alle previsioni, la resistenza dell'esercito greco, unite alla difficoltà dovute alla natura del territorio e dallo scarso equipaggiamento dell'esercito italiano, fecero ben presto arrestare l'offensiva, tramutandola in una guerra di posizione, senza avanzamenti significativi da entrambe le parti, tanto che il 4 dicembre, il capo di stato maggiore generale, il maresciallo Pietro Badoglio, venne sostituito con il generale Ugo CavalleroIl generale Ugo Cavallero fu nominato comandante anche delle truppe di stanza in Albania al posto del generale Ubaldo Soddu. Vedi .; Metaxas consentì a truppe inglesi di insediarsi a Creta ed a Suda e, nei mesi successivi, le forze greche riuscirono a passare al contrattacco, penetrando in territorio albanese. La situazione sul fronte italo greco e la presenza di forze inglesi sul suolo ellenico indussero, il 27 marzo 1941, Hitler ad ordinare all'OKW di preparare un piano per l'invasione sia della Grecia che della Jugoslavia, il cui assetto interno, condizionato in quel momento dall'Unione Sovietica e dalla Gran Bretagna, rischiava di limitare il controllo tedesco sul paese.
L'intento britannico
Il 29 gennaio 1941 Ioannis Metaxas morì ed al suo posto gli succedette Alexandros Korizis; questi fu partecipe ad un incontro, avvenuto ad Atene il 22 febbraio, tra il Ministro della Guerra inglese Anthony EdenAnthony Eden, ricoprì, durante il Governo presieduto da Winston Churchill, anche l'incarico di Ministro degli esteri. ed il suo consulente militare, il generale John Dill: l'argomento era la possibilità di inviare un corpo di spedizione Alleato in Grecia, vista la presenza sempre maggiore di truppe tedesche in Bulgaria ed in Romania, unita allo schieramento di truppe bulgare al confine, che presagivano un attacco al paese a sostegno dell'Italia che in quel momento si trovava in grande difficoltà.
Churchill aveva in precedenza manifestato l'intenzione di aprire un "fronte balcanico" che, oltre alla Grecia, avrebbe compreso anche la Jugoslavia e la Turchia e la spedizione diplomatica inviata nella capitale ellenica ebbe esito positivo e fu concordato l'invio di un contingente di oltre uomini che avrebbe compreso truppe inglesi, australiane, neozelandesi e della Polonia libera, assumendo la denominazione di forza W.. La spedizione tuttavia non fu esente da polemiche e da pareri contrari: il generale Dill tentò privatamente di opporsi, lamentando che l'invio di una consistente forza in Grecia, a fronte della possibilità di un attacco su larga scala da parte dei tedeschi, si sarebbe dimostrata inutile, in quanto troppo debole rispetto alle forze che il nemico stava ammassando sul confine greco, aggiunto al fatto che il contingente di terra contava una sola brigata corazzata ed era quasi totalmente privo di reparti dell'aviazione, i cui pochi caccia e bombardieri disponibili nelle basi greche erano già impiegati contro gli italiani, e che tali risorse venivano sottratte al fronte del Nordafrica, dove stavano iniziando ad affluire i reparti dell'Afrika Korps tedesco.
Churchill, a dispetto di tali obiezioni, riteneva che, attraverso l'aiuto offerto alla Grecia, questa avrebbe presumibilmente acconsentito a mettere a disposizione della Royal Air Force le grandi basi aeree di Salonicco, fatto al quale, fino a quel momento, essa si era opposta al fine di non offrire pretesti alla Germania, e tale concessione avrebbe garantito ai bombardieri inglesi la possibilità di arrivare ai campi petroliferi di Ploiești, e quindi, il 2 marzo, dette il via alla cosiddetta Operazione Lustre, ossia il trasporto delle truppe e dei materiali in Grecia, che venne completata il giorno 26, con l'arrivo nei porti del Pireo e di Salonicco..
Il colpo di Stato in Jugoslavia
Il 1º marzo 1941 la Bulgaria aderì al patto Tripartito, con la promessa della Tracia da parte della Germania, ed il relativo accesso al mar Egeo; contestualmente fu firmato un patto di non aggressione tra il paese balcanico e la Turchia che, da una parte, rassicurò quest'ultima sull'intenzione della Germania di non violare la sua neutralità ma, nello stesso tempo, provocò le reazioni dell'Unione Sovietica sulla violazione della sua zona di sicurezza, anche se la protesta formale non fu seguita da alcuna mobilitazione di truppe; il giorno successivo le truppe tedesche destinate all'invasione della Grecia iniziarono a schierarsi in territorio bulgaro e questo causò, il 5 marzo, la rottura dei rapporti diplomatici tra Londra e Sofia.. La Jugoslavia restava dunque l'ultimo paese neutrale dell'area balcanica e per questo fu sottoposto ad intense pressioni diplomatiche da parte di Hitler, di Winston Churchill e dello stesso Re d'Inghilterra Giorgio VI ma il 20 marzo il Principe Paolo comunicò al suo governo che il paese avrebbe aderito al patto Tripartito, adesione che venne formalizzata a Vienna il giorno 25.
L'adesione della Jugoslavia al patto Tripartito sollevò un'ondata di proteste nel paese ed il 27 marzo un colpo di Stato guidato dal generale Dušan Simović, pose sul trono Pietro II di IugoslaviaIl colpo di Stato fu idealmente organizzato dal Regno Unito ma realizzato materialmente con la collaborazione di elementi sovietici. Vedi .; il nuovo Governo stipulò immediatamente un patto di non aggressione con l'Unione Sovietica ma attese fino al 2 aprile per comunicare alla Germania che non sarebbe stato stipulato nessun accordo formale con la Gran Bretagna, facendo intendere che l'accordo tra le potenze dell'Asse e la Jugoslavia non sarebbe stato sciolto. Il ritardo fu sufficiente ad Hitler per confermare gli ordini diramati il 27 marzo al momento del colpo di Stato, la cosiddetta direttiva 25, che autorizzava lo Stato maggiore tedesco ad elaborare i piani di invasione della Jugoslavia, che sarebbe iniziata, contestualmente a quella della Grecia, la cosiddetta operazione Marita, il 6 aprileHitler dichiarò ai suoi più stretti collaboratori che la Jugoslavia doveva essere cancellata per sempre. Vedi ., posticipando la data di inizio della già pianificata operazione Barbarossa dalla metà di maggio alla fine di giugno.
Le forze in campo
Per l'invasione della Grecia il 6 aprile 1941 la Germania schierò le forze precedentemente inviate in Bulgaria in previsione dell'attacco; queste comprendevano la 12ª armata, comandata dal feldmaresciallo Wilhelm List, forte di 5 divisioni di fanteria e 3 corazzate, il XVIII corpo di montagna, comandato dal generale Franz Böhme, integrato dalla divisione SS Leibstandarte, comandata dallObergruppenführer Josef Dietrich, e dalla IV. Luftflotte, comandata dal generale Alexander Löhr, forte di circa aeroplani, la cui zona di operazioni si estendeva anche alla Jugoslavia.
L'esercito greco, comandato dal Generale Alexander Papagos, al momento dell'attacco tedesco disponeva di tre armate, composte da 5 divisioni ed una brigata di fanteria, 14 divisioni di montagna, una divisione motorizzata, dotata di soli 24 carri armati leggeri di produzione italiana ed olandese e di qualche autocarro italiano, ed una divisione di cavalleria, per un totale di uomini, comprese reclute; l'aviazione, dopo gli scontri avvenuti nei mesi precedenti contro la Regia Aeronautica, disponeva di soli 41 caccia e la marina era dotata di una piccola flotta che comprendeva un vecchio incrociatore corazzato, più alcune antiquate unità: 2 incrociatori leggeri, 8 cacciatorpediniere, di cui 4 italiani della classe Idra, 13 torpediniere, 2 motosiluranti e 6 sommergibili.
Gli Alleati, schierati nel nord del paese nei pressi del monte Olimpo, disponevano di un contingente, comandato dal generale Henry Maitland Wilson, formato dal I corpo d'armata australiano, comandato dal generale Thomas Blamey, dalla 2ª divisione neozelandese, comandata dal generale Bernard Freyberg, da due divisioni inglesi e da una brigata polacca, per un totale di circa uomini..
L'operazione Le direttrici di marcia e la caduta di Salonicco
Il 6 aprile 1941, alle ore 06.00, la 12ª armata tedesca, preceduta dal fuoco di sbarramento dell'artiglieria ed accompagnata dalle incursioni dei bombardieri in picchiata Stuka, superò le frontiere della Bulgaria e della Jugoslavia per dare inizio all'invasione della Grecia; l'avanzata doveva svilupparsi lungo due direttrici principali: ad ovest il grosso delle forze corazzate doveva avanzare superando Skopje, allo scopo di attraversare il confine greco nei pressi di Florina, mentre la 2ª divisione corazzata, comandata dal generale Rudolf Veiel, doveva muoversi in direzione di Strumica per dirigersi verso Salonicco; il XVIII corpo di montagna era incaricato di oltrepassare la cosiddetta linea Metaxas, una barriera fortificata lunga circa 150 chilometri lungo il confine bulgaroLa linea Metaxas fu realizzata allo scopo di sfruttare al meglio la natura del terreno montagnoso a difesa del paese contro l'allora nemica Bulgaria, era un complesso di trincee e di bunker annidati lungo le montagne, la cui costruzione tuttavia, iniziata nel 1930, al momento dell'attacco tedesco, non era stata del tutto completata. Vedi ., presidiata dalle unità dell'armata greca della Macedonia Orientale, comandata dal generale Konstantinos Bakopoulos, mentre reparti di fanteria tedesca, integrati da truppe bulgare, ebbero il compito di occupare Xanthi e Komotini, e con esse la regione della Macedonia orientale e Tracia, Taso, Samotracia e le isole del mar Egeo site di fronte alla Turchia.