I terremoti e l'attività sismica in Giappone hanno una lunga storia, essendo un'area ad alto rischio sismico a causa della sua posizione geografica situata in prossimità dei confini delle maggiori placche tettoniche. Dal primo terremoto documentato nel 599 fino all'ultimo, il terremoto della penisola di Noto del 2024, questa voce ripercorre la storia dei terremoti di maggiore intensità avvenuti sul suolo nipponico.
Retroterra geologico
Le isole del Giappone si trovano in una zona vulcanica all'interno della cintura di fuoco del Pacifico. Esse sono principalmente il risultato di grandi movimenti oceanici verificati nel corso di centinaia di milioni di anni a partire dalla metà del Siluriano al Pleistocene a causa della subduzione della placca delle Filippine sotto la placca dell'Amur e della placca di Okinawa a sud, e della subduzione della placca pacifica sotto la placca di Ochotsk a nord. Il Giappone era originariamente collegato alla costa orientale del continente eurasiatico. I movimenti oceanici hanno spinto il Giappone verso est, formando il Mar del Giappone circa 15 milioni di anni fa.
Lo stretto dei Tartari e lo stretto di Corea si formarono molto più tardi. Oggi l'arcipelago giapponese è considerato un arco insulare maturo ed è il risultato di diverse generazioni di subduzione delle placche. Approssimativamente, 15.000 km di pavimento oceanico sono passati sotto l'area giapponese negli ultimi 450 milioni di anni, rendendola ormai pienamente subdotta.
Frequenti scosse di terremoto di bassa intensità e occasionali attività vulcaniche si verificano periodicamente in tutte le isole. Terremoti distruttivi, spesso con conseguenti tsunami, si verificano più volte nei secoli!
Storia Anche se alcune fonti riportano come primo terremoto documentato della storia del Giappone un sisma avvenuto nella provincia di Yamato, in delle aree che oggi corrisponde alla prefettura di Nara, il 23 agosto 416, il primo ad essere stato documentato in modo affidabile ebbe luogo nella prefettura di Nara il 28 maggio 599, durante il regno dell'imperatrice Suiko, distruggendo numerosi edifici in tutta provincia di Yamato.. Earthquake catalogue 47 (2–3); Collections: 04.06.05. Historical seismology; Annals of Geophysics, URL consultato in data 3 luglio 2013 (estratto in inglese)
Nel 1899 fu pubblicata, ad opera della Commissione imperiale d'inchiesta sui terremoti, la prima raccolta sistematica dei dati storici disponibili sui terremoti, chiamata Catalogo dei dati storici sui terremoti giapponesi. All'indomani del grande terremoto del Kantō del 1923 la Commissione imperiale venne sostituita dalla Earthquake Research Institute dell'Università di Tokyo. Al giorno d'oggi, i cataloghi compilati da Tatsuo Usami sono considerati la fonte più autorevole di informazioni sui terremoti storici, con l'edizione del 2003 che cataloga 486 diversi terremoti che ebbero luogo tra il 416 e il 1888.
Terremoti di maggiore intensità
XV secolo Durante l'era Meiō, il terremoto di Nankai del 1498, probabilmente un evento doppio, di magnitudine stimata di 8,3 M (8,6 Ms) causò un elevatissimo numero vittime, stimato fra e . Il grande tsunami che seguì distrusse l'edificio che ospitava il Grande Buddha nel tempio di Kōtoku-in a Kamakura, ma la statua resistette all'impatto e – da allora – è rimasta all'esterno del tempio.
XVI secolo Il 18 gennaio 1586, un forte terremoto devastò la baia di Ise. Gli scritti riportano la scomparsa di alcune isole nella baia.
XVIII e XIX secolo Il terremoto di Genroku del 1703 uccise circa 2.300 persone dell'antica Edo. Il terremoto probabilmente ebbe il suo epicentro in una zona compresa tra la baia di Sagami e punta della penisola di Bōsō, colpendo inoltre la zona lungo la fossa di Sagami nell'area sudorientale della penisola di Bōsō. Questo terremoto provocò successivamente uno tsunami che colpì le zone costiere della penisola di Bōsō e della baia di Sagami. Quest'ultimo causò più di 6.500 morti, in particolare nella penisola di Bōsō. Il terremoto, lo tsunami e altre cause correlate causarono più di 10.000 morti..
Il 24 dicembre 1854, un terremoto di magnitudo 8.4 gradi della scala Richter colpì la baia di Suruga. Il sisma, noto come grande terremoto dell'Ansei (dal nome dell'era in cui avvenne) causò oltre 10.000 morti tra la regione di Tōkai e le Kyūshū.Kawade Shobō Shinsha Editorial Team (eds.). "Ansei Daijishin" (安政大地震, "Great Earthquakes of Ansei"). Ō-Edo Rekishi Hyakka (大江戸歴史百科, "Historical Encyclopedia of Great Edo"). Tokyo: Kawade Shobō Shinsha Publishers, 2007. p. 253. L'epicentro si ebbe in prossimità della baia di Suruga e colpì principalmente la regione del Tokai, ma furono registrati danni perfino a Edo. Lo tsunami che ne conseguì causò danni lungo tutta la costa della penisola di Bōsō, nell'odierna prefettura di Chiba e nella provincia di Tosa (odierna prefettura di Kōchi). Altri 120 terremoti e scosse di varie intensità furono registrati a Edo tra il 1854 e il 1855. Più tardi, l'11 novembre 1855 un terremoto di magnitudo 6.9 colpì nei pressi della foce del fiume Arakawa. La grande scossa fu registrata dai sismografi dopo le 10 di sera, e ad esso seguirono circa 30 scosse di assestamento che proseguiroono fino all'alba. I dati del tempo riferiscono di 6.641 morti all'interno della città, 2.759 feriti e gran parte della città distrutta in un incendio, che portò molte persone a rimanere senza abitazione. Le scosse di assestamento continuarono per venti giorni.
Il 9 aprile 1858, il terremoto dello Hietsu, avvenuto nella faglia di Atotsugawa (che collega il monte Tate nella prefettura di Toyama e il valico Amō nella prefettura di Gifu, sull'isola di Honshū) si stima abbia ucciso 200-300 persone. Fu anche la causa della frana del monte Tonbi bloccando il corso superiore del fiume Joganji.
Il 28 ottobre 1891, il terremoto di Mino-Owari colpì le ex province di Mino e Owari all'interno della pianura di Nōbi durante il periodo Meiji. Causò la morte di 7.273 persone e distrusse oltre 140.000 edifici.
Il 20 giugno 1894, il terremoto Meiji-Tokyo colpì la baia di Tokyo durante l'era Meiji. Il sisma ebbe il suo epicentro al centro della città di Tokyo espandendosi fino alla vicina prefettura di Kanagawa, colpendo in particolare le città di Kawasaki e Yokohama. L'intensità del terremoto del 1894 non è stata accertata, ma si pensa che il sisma si sia verificato a causa della subduzione della placca del Pacifico sotto la regione del Kantō.
La costa di Sanriku, nella parte settentrionale del Giappone, è protagonista fin dall'antichità di una notevole attività sismica. Il 15 giugno 1896, un terremoto di magnitudo 8.5, il terremoto Meiji-Sanriku, si verificò al largo della costa di Sanriku nella prefettura di Iwate, provocando uno tsunami di 25 metri, 35 minuti dopo il terremoto, distruggendo centinaia di case e uccidendo oltre 27.000 persone. Altri tsunami si verificarono anche nelle Hawaii e in California. L'area verrebbe colpita ancora molte volte nel corso della sua storia.
XX secolo
Un terremoto di magnitudo 7.9, il grande terremoto del Kantō colpì la pianura del Kantō sull'isola di Honshū alle 11:58 della mattina del 1º settembre 1923. Diverse fonti sostengono che la durata del terremoto sia stata tra i 4 e i 10 minuti. Il sisma ebbe il suo epicentro sotto l'isola di Izu Ōshima nella baia di Sagami. Devastò Tokyo, la città portuale di Yokohama, estendendosi alle prefetture di Chiba, Kanagawa e Shizuoka, causando danni diffusi in tutta la regione del Kantō. Per rendere l'idea della potenza e l'intensità del terremoto, il sisma del 1923 riuscì a spostare in avanti di quasi due metri la grande statua del Buddha (dal peso di 93 tonnellate) a Kamakura. Le stime sulle vittime variano da un numero di circa 100.000 a un massimo di 142.000 morti.
Il 27 marzo 1927, un terremoto di magnitudo 7.6, noto come terremoto di Kita-Tango, colpì la penisola di Tango nella prefettura di Kyoto uccidendo 3.020 persone. Quasi tutte le case di Mineyama (ora parte di Kyōtango) furono distrutte, mentre la scossa fu avvertita fino a Tokyo e Kagoshima.
Il 2 marzo 1933, la costa di Sanriku fu nuovamente colpita quando il terremoto di Sanriku causò circa 3.000 morti. Poiché l'epicentro del sisma avvenne a 290 km al largo dell'isola di Honshu, la maggior parte delle vittime rimase uccisa in seguito al conseguente tsunami, piuttosto che a causa del terremoto stesso. Circa 5.000 case furono distrutte, delle quali 3.000 furono completamente spazzate via dalle onde che raggiunsero l'altezza massima di 28,7 metri. Lo tsunami causò danni lievi anche alle Hawaii, dove un'onda anomala di 2,9 metri fu registrata a Napoopoo.
Il 10 settembre 1943, il terremoto di Tottori del 1943, di magnitudo 7.2, colpì il distretto di Ketaka nella prefettura di Tottori, uccidendo 1.083 persone. Anche se il terremoto si verificò durante la seconda guerra mondiale, le informazioni sul disastro non vennero censurate, ma bensì arrivarono volontari e soccorritori da diverse parti dell'impero giapponese, tra cui Manchukuo. Il terremoto di Tottori ebbe il suo epicentro nel distretto di Kentaka, ora parte della città di Tottori, mentre la magnitudo del terremoto fu di 6.0 all'interno della città e di 5.0 ad Okayama sul Mare Interno di Seto. Altri due forti terremoti si verificarono durante la guerra: il terremoto di Tōnankai del 1944 (8.1 gradi della scala di magnitudo del momento sismico) e il terremoto di Mikawa del 1945 (6.8 della scala Richter) che causarono rispettivamente 1.223 e 2.306 morti.
Il 20 dicembre 1946 un sisma di magnitudo 8.1, il terremoto di Nankaidō del 1946 uccise 1.362 persone a Nankaidō. Il sisma fu avvertito dalla parte meridionale dell'isola di Honshu fino alle Kyushu.
Il 28 giugno 1948, un terremoto del IX grado della scala Mercalli, noto come terremoto di Fukui, colpì un'area in prossimità della città di Maruoka, nella prefettura di Fukui, causando 3.769 vittime e 21.750 feriti. La scossa più forte venne registrata nella città di Fukui, la quale raggiunse il grado 6 della scala Shindo (equivalente dell'attuale 7).
Tra il 1994 e il 1995 si verificarono altri due intensi terremoti, il primo colpì nuovamente la costa Sanriku, il secondo, conosciuto col nome di terremoto di Kobe o grande terremoto dell'Hanshin, colpì l'estremità settentrionale dell'isola di Awaji, nella parte meridionale della prefettura di Hyōgo, uccidendo 6.434 persone, ferendone 43.792 e distruggendo 249.180 edifici. Il sisma raggiunse il magnitudo di 7.2 (gli attuali 7.3) gradi della scala di magnitudo dell'Agenzia meteorologica giapponese, mentre le scosse durarono per circa 20 secondi. Il focus del sisma fu individuato a 16 km sotto il suo epicentro, sull'estremità settentrionale di Awaji, a 20 km di distanza dalla città di Kōbe.
XXI secolo Nel 2003 la costa Sanriku fu nuovamente colpita da una serie di terremoti, tra cui il terremoto di Miyagi-Oki del 26 maggio, che ferì 171 persone e causò danni per 97,3 milioni di dollari. Due mesi più tardi, il 26 luglio, un altro sisma causò il ferimento di 676 persone e procurò danni per 194,5 milioni di dollari.
Il 23 ottobre 2004, il terremoto di Chūetsu del 2004 misurò 6.9 gradi di magnitudo della scala Richter colpendo la città di Ojiya, nella prefettura di Niigata. Accadde alle 17:56 di sabato, venendo avvertito in quasi tutta la metà dell'isola di Honshu, ma anche nelle regioni del Tohoku, Hokuriku, Chūbu e Kantō.