La Nuova Camorra Organizzata (acronimo: NCO) fu un'organizzazione criminale italiana di stampo mafioso, fondata da Raffaele Cutolo.

Creata agli inizi degli anni '70, operò in Campania ingrandendosi enormemente nel decennio successivo, coinvolgendo gli altri clan della Camorra in sanguinose guerre. Nonostante la sua breve vita, è considerata una delle mafie italiane più potenti.

Si considerò estinta alla fine degli anni ottanta, quando molti dei boss furono uccisi o arrestati; fu quindi soppiantata dalla Nuova Famiglia, una confederazione di clan creata ad hoc da boss quali Michele Zaza, i fratelli Nuvoletta, Umberto Ammaturo, Antonio Bardellino, Pasquale Galasso, Carmine Alfieri, Luigi Giuliano e Nicola Nuzzo.Oltre a Cutolo stesso, gli esponenti più importanti furono Rosetta Cutolo, Vincenzo Casillo, Nicola Nuzzo, Pasquale Barra, Sergio Bianchi, Davide Sorrentino, Antonino Cuomo, Giuseppe Puca, Alfonso Rosanova, Pasquale Scotti, Raffaele Catapano e Pasquale D'Amico. Per la gerarchia della NCO, vedere l'apposita sezione.

Storia I primi anni Il fondatore di questa organizzazione fu Raffaele Cutolo, originario di Ottaviano, un piccolo centro dell'area vesuviana della provincia di Napoli, il quale iniziò la sua carriera criminale nel 1963 con l'omicidio di Mario Viscito. Creò l'organizzazione durante la sua detenzione nel padiglione Milano del carcere di Poggioreale a Napoli all'inizio degli anni settanta, insieme con vari compagni di cella tra cui Raffaele Catapano, Pasquale D'Amico e Michele Iafulli..

Il mito delle origini Nel tentativo di rendere mitica la nascita della sua organizzazione, Cutolo si ispirò, inizialmente, ai rituali della Bella Società Riformata, l'organizzazione camorristica napoletana di XIX secolo, e della confraternita della garduna, associazione criminale spagnola del XVII secolo; alcuni storiografi invece ritengono che Cutolo si ispirò ai miti e ai rituali della 'Ndrangheta, alla quale si era affiliato tramite i Mammoliti e i De Stefano, dopo aver fatto uccidere in carcere il loro rivale Mico Tripodo.

Uno dei documenti audio ritrovati che testimoniano questi rituali e l'aspetto leggendario imposto da Cutolo è il cosiddetto "giuramento di Palillo", un giuramento cerimoniale di iniziazione registrato su audiocassetta sequestrato a Giuseppe Palillo, affiliato di Cutolo, al momento del suo arresto. La cassetta conteneva suoni e canzoni e un lungo monologo. La voce non fu riconoscibile in maniera chiara, essendo l'audio di pessima qualità, ma tutto lasciava pensare che fosse quella dello stesso Cutolo. La cerimonia veniva definita, nel gergo camorristico, "battesimo", "fidelizzazione" o "legalizzazione." L'apertura del monologo si soffermava sul valore dell'omertà: Omertà bella come m'insegnasti, pieno di rose e fiori mi copristi, a circolo formato mi portasti dove erano tre veri pugnalisti. La storia leggendaria, diffusa da Cutolo per rendere mitica la vera origine della Camorra e della sua personale rifondazione della stessa, racconta di alcuni cavalieri camorristi spagnoli che, dopo essere stati esiliati dalle loro terre, giunsero in Campania, in Calabria, in Sicilia e in Sardegna dove fondarono una "società divina e sacra".

Sempre secondo le leggende cutoliane, dopo una nuova dispersione, fu trovato l'accordo per la definitiva riconciliazione nelle stanze del castello di Ottaviano, luogo che per Cutolo aveva da sempre avuto un valore simbolico. Fino a quando sette cavalieri raccolsero il potere della società e lo consegnarono a Cutolo. Seguiva poi la descrizione della cerimonia con il taglio sul braccio e il patto di sangue per rendere effettiva la "fedelizzazione". Tra i passaggi più significativi del giuramento di Palillo, documento esemplare degli ideali di tutta la controcultura criminale cutoliana, che faceva leva sulla disoccupazione dilagante e sulle ingiustizie sociali, vi era il seguente, che suonava profetico e al tempo stesso cupo e minaccioso nei confronti degli stessi affiliati:

La formula d'apertura era: "Con parole d'omertà è formata società". Il giuramento finale era: "Giuriamo di dividere con lui gioie, dolori, sofferenze... però se sbaglia e risbaglia ed infamità porta è a carico suo ed a discarico di questa società e responsabilizziamo il suo compare di sangue". L'elenco di tutti i "fidelizzati" sarebbe poi stato conservato presso una delle stanze del castello di Ottaviano, nascosto in una nicchia nella parete e tenuto in cura da sua sorella, Rosetta Cutolo..

La crescita della NCO Servendosi dei ricavati delle tangenti imposte dai suoi fedelissimi fuori dal carcere, Cutolo riesce ad investire attentamente i guadagni all'interno dello stesso carcere di Poggioreale per aiutare le condizioni dei giovani detenuti, soprattutto quelli destinati a uscire presto. Tra le motivazioni addotte dal Cutolo per attrarre sempre più nuovi affiliati vi sono quelle legate a quelle che lui riteneva le ingerenze di Cosa nostra negli affari criminali campani; solo con un'organizzazione forte ed unita Napoli e la Campania avrebbero potuto contrastare la forte avanzata dell'organizzazione siciliana, soprattutto nel campo del contrabbando e dello smistamento di stupefacenti. Oltre a tentare di costruire un'identità regionale su basi delinquenziali, Cutolo usa anche il suo ascendente per ricomporre liti e dispute all'interno del carcere. I risultati non si fanno attendere: la popolarità tra gli ex-detenuti è altissima i legami di gratitudine sono molto saldi e un mare di soldi comincia ad affluire nelle casse del Professore. Già nel 1980 la NCO poteva contare su circa affiliati.

Le offerte in danaro sono però il primo passo per creare una falange di fedelissimi. Il passaggio da gruppo di affiliati legati da un patto di sangue a organizzazione affaristica ramificata come una holding e connessa con la politica e con gli ambienti finanziari, avvenne dopo il terremoto del novembre del 1980, quando le cellule cutoliane cominciarono ad infiltrarsi negli appalti per la ricostruzione o a richiedere tangenti ai grossi cantieri che nascevano come funghi a Napoli e provincia e in buona parte della Campania.

Nella relazione sulla camorra, presentata nel 1993 dalla Commissione Parlamentare antimafia, la veloce diffusione della NCO da semplice banda carceraria ad holding mafiosa viene spiegata come segue:

Anche le alleanze con altre realtà delinquenziali extra-regionali diventano numerose: oltre che con la Sacra Corona Unita pugliese (da lui fu creato un ramo nel 1979 capeggiato dai fratelli Spedicato e Guerrieri che gli si ribellò successivamente per la sua indipendenza), Cutolo stringe i rapporti con la 'Ndrangheta, in particolare con le cosche Piromalli, De Stefano e Mammoliti.Dai rifiuti ai rituali. Ecco come la Camorra si "saldò" alle 'ndrine. Calabria Ora del 3 ottobre 2008 Con la sua breve latitanza tra il 1978 e il 1979, Cutolo stringe anche accordi con le bande lombarde di Renato Vallanzasca (detto "il bel Renè") e Francis Turatello e quelle pugliesi (Nuova Camorra Pugliese e Sacra Corona Unita) e la Banda della Magliana romana. Il collaboratore di giustizia Antonio Mancini (ex membro della Banda della Magliana) racconta:

Il contrasto con la Nuova Famiglia e la fine

Quando considera la sua organizzazione oramai matura, Cutolo decide di imporre una tassa persino sulle casse di sigarette a tutti gli altri clan camorristici di Napoli. Nel 1978 Michele Zaza (noto contrabbandiere napoletano legato con la mafia siciliana) e i suoi creano una banda denominata Onorata Fratellanza, ma Cutolo non se ne preoccupa e si infiltra in nuovi territori: quando tenta di prendere il controllo della zona del centro di Napoli (Forcella, Duchesca, Mercato, via del Duomo) nelle mani dei potenti Giuliano, questi si alleano con i clan di San Giovanni a Teduccio e di Portici e con i boss Carmine Alfieri e Pasquale Galasso.

Alla fine del 1978 nasce la cosiddetta Nuova Famiglia, formatasi da una precedente alleanza denominata "Onorata Fratellanza", una confederazione di clan creata ad hoc per eliminare i cutoliani. Il conflitto che ne scaturì fu molto cruento, nel 1979 solo nel napoletano si registrano 71 omicidi; l'anno successivo sono 134 e salgono a 193 nel 1981, a 237 nel 1982, a 238 nel 1983, per scendere a 114 nel 1984.. Anche la NF fece un uso propagandistico dell'affiliazione con relativo cerimoniale per attrarre sempre più giovani sbandati. Il giuramento ufficiale di affiliazione fu trovato nell'auto di Mario Fabbrocino e ricalcava in maniera spudorata quello della NCO, rifacendosi ai valori della fedeltà e dell'omertà.

Quando nella Nuova Famiglia subentrarono anche i Nuvoletta, gli Alfieri, i Galasso, i Misso della Sanità e soprattutto i Casalesi, la guerra si conclude con un indebolimento dei cutoliani e con un rafforzamento della presenza camorristica nel napoletano. Alla fine degli anni '80 una serie di blitz e una catena di omicidi (tra cui quello del figlio di Cutolo, Roberto, e quello del suo avvocato, Enrico Madonna), decretarono il tramonto dell'organizzazione. Dopo la fine della NCO, scoppiò una guerra all'interno della Nuova Famiglia, tra i Nuvoletta-Gionta contro i Bardellino-Alfieri.

La struttura

Al vertice vi era Raffaele Cutolo, definito "il vangelo", che faceva le veci del vecchio capintesta della Bella Società Riformata ma, a differenza di questi che veniva eletto nel corso di riunioni tenute da rappresentanti dei vari quartieri di Napoli, Cutolo è il capo indiscusso per volontà divina, da cui dipende la vita e la morte di tutti.

Al livello sottostante vi è la cassiera dell'organizzazione, la sorella Rosetta Cutolo. Seguono quindi i santisti, ossia i bracci destri di Cutolo, che cambiarono nel corso degli anni. Tra di essi vi furono Corrado Iacolare, Vincenzo Casillo, Raffaele Catapano,Pasquale Barra, Antonio Cuomo, Giuseppe Puca. Seguono quindi gli sgarristi, i capizona o referenti territoriali che si divisero Napoli e Salerno con le rispettive province. Gli affiliati vennero definiti semplicemente picciotti. Vi erano infine gruppi speciali di affiliati, definiti batterie, ossia la manovalanza di sicari pronti a uccidere chiunque al primo comando.. Alla cerimonia di affiliazione dovevano partecipare cinque persone: il vangelo, un affiliato favorevole e uno sfavorevole, il contabile e il maestro di giornata. Gli ultimi due avevano il compito di "registrare" la "fedelizzazione" in caso di esito positivo.