Il fantasma del Moulin Rouge (Le Fantôme du Moulin-Rouge) è un film muto del 1925 sceneggiato e diretto da René Clair.
Trama Julien Boissel è un deputato, un uomo serio e diffidente delle donne. Pensa che la fidanzata non lo ami più. Cerca di distrarsi e si reca al Moulin Rouge. Incontra lì, per caso, il dottor Robini, esperto in spiritismo. Costui gli promette di liberarlo dal suo tormento rendendolo incorporeo e invisibile. La sua misteriosa scomparsa incuriosisce un reporter che si mette ad indagare.
Nel frattempo lui, divenuto puro spirito se ne va in giro per Parigi facendo scherzi a ignari passanti. Durante le sue scorribande scopre che la fidanzata lo ama ancora e piange la sua morte, ma che il padre di lei, l'ha promessa a un ricco editore privo di scrupoli.
Il dottore viene arrestato e rinchiuso in carcere con l'accusa di averlo assassinato. Dopo altre peripezie, Julien recupera il proprio corpo e sposa la fidanzata. Produzione Il film viene girato tra la tarda estate e l'inizio dell'autunno del 1924 e distribuito nel marzo del 1925, poco dopo l'uscita di Parigi che dorme. Prima Il film uscì nel febbraio del 1925 al Colisée e al Madeleine.
Al Colisée Era accompagnato da musiche di Bach, Beethoven, Berlioz, Mozart ed altri.Giovanna Grignaffini, René Clair, p. 36. Al Madeleine troviamo, ad accompagnare le immagini dello stesso film, ancora Mozart, Saint-Saëns, Chausson, Čajkovskij ed altri. «Ciò dimostra che ai tempi del muto si curava a volte l'accompagnamento musicale più di quanto non sia stato fatto dopo, quando fu inventata la registrazione sonora»G. Charensol, R. Regent, Un maestro del cinema. René Clair, p.61 La musica come argine alle parole attraverso le quali l'avvento del sonoro avrebbe minacciato, secondo Clair, la settima arte. «Ma il film parlato non è tutto, esiste anche il film sonoro. È sul film sonoro che poggiano le ultime speranze dei partigiani del cinema senza parole, (...)».
Critica Tecnica cinematografica Clair in questo film, che appare di volta in volta un giallo, una storia d'amore, una commedia fantastica, fa un grande uso della sovrimpressione. Essa gli serve: per rappresentare l'elemento fantastico (lo spirito che lascia il corpo, richiama l'uso già fattone da Victor Sjöström in Körkarlen, Il carretto fantasma; per ottenere effetti comici, "...cilindri che si moltiplicano, conigli che compaiono nei luoghi e nei momenti più impensati, giornali che prendono spontaneamente fuoco, automobili che partono da sole"; per l'organizzazione complessiva del testo.Giovanna Grignaffini, René Clair, pp. 36-38. Note
Bibliografia G. Charensol, R. Regent, Un maestro del cinema. René Clair, introduzione di Fernaldo Di Giammatteo, Milano e Roma, Bocca, 1955 Angelo Solmi, Tre maestri del cinema: Carl Dreyer, René Clair, Charlie Chaplin, Milano, Vita e Pensiero, 1956 Jean Mitry, Rene Clair, Parigi, Ed. Universitaires, 1960 Barthélémy Amengual, René Clair, Seghers, coll. "Cinéma d'aujourd'hui", Paris, 1963. Giovanna Grignaffini, René Clair, Il Castoro Cinema n. 69, Editrice Il Castoro, 1980 Arturo Invernici, Angelo Signorelli (a cura di), René Clair, Bergamo, Stamperia Stefanoni, 2008
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