Borgosatollo (Borsadól in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia, posto immediatamente a sud del capoluogo, nella Bassa Bresciana.
Geografia fisica Il territorio comunale si estende su una superficie di circa 8,5 km² appartenente alla pianura padana, posta a sud-est del capoluogo di provincia e a nord della cosiddetta Bassa Bresciana. Esso confina a nord con Brescia, a est con Castenedolo, a ovest con Poncarale e San Zeno Naviglio, a sud con Ghedi e Montirone. L'abitato principale dista circa 11 chilometri dal centro storico del capoluogo e circa 93 chilometri da Milano.
Dal punto di vista altimetrico, il territorio comunale risulta compreso tra i 120 m s.l.m. della frazione Gerole e i 108 m s.l.m. della località Belleguardello..
La struttura geologica è caratterizzata da due tipi di depositi alluvionali fluvioglaciali: a valle della zona delle risorgive, risalente al periodo Wurm, e quelli a monte della stessa zona, questi ultimi ricoperti da limi più recenti.
Il territorio di Borgosatollo rientra come Classificazione sismica in zona 3 (sismicità bassa)
Idrografia
Per quanto riguarda l'idrografia, Borgosatollo è solcato da una rete di canalizzazioni a scopo irriguo. Il Garza scorre nella fascia orientale ai confini coi comuni di Brescia e di Castenedolo, mentre il Naviglio attraversa i territori della frazione Gerole e della località Venezia, passando nella fascia settentrionale del territorio comunale. Altre vie d'acqua ritenute di rilievo da Pola (2006) sono la seriola Molinera, la seriola Molinara, la Motella e le rogge Piffiona e Vescovada, mentre Mazza (1986) indica anche la Cominetta e il Rio Rino... L'uso dei canali è per lo più agricolo, in passato erano presenti anche due mulini alimentati dall'acqua. A Borgosatollo erano presenti numerosi fontanili la cui alimentazione, ridottasi negli ultimi decenni del XX secolo, era legata al fenomeno delle risorgive Paesaggio
Il paesaggio all'interno del territorio di Borgosatollo è quello prevalente della Bassa Bresciana, formato da campi aperti, ora caratterizzati dalla coltivazione di mais. Un tempo il paesaggio di questo paese era formato dalla cosiddetta piantata padana tipica tipologia prevalente lungo la fascia agricola della Pianura Padana.
Essa consisteva nell'affiancare alla coltivazione prevalente del fondo anche una coltivazione parallela posta nelle strisce di terreno che dividevano i fondi o lungo le rive dei canali di irrigazione. In queste strisce di terreno venivano piantati filari di alberi i quali avevano un duplice scopo: riparare le coltivazioni spezzando e proteggendole dalle raffiche di vento e dare a sua volta una coltivazione aggiuntiva. Per meglio sfruttare queste strisce nel territorio della Bassa Bresciana, veniva scelto il sistema di gelso maritato con la vite. La vite serviva alla produzione di uva mentre il gelso veniva capitozzato stagionalmente per ricavarne legna per il riscaldamento e le foglie venivano usate come alimento per i bachi da seta. La lavorazione dei bachi da seta veniva svolta nell'allora filanda, posta presso palazzo Facchi (ora oratorio femminile).
I Gelsi Nel 1929 al tempo in cui al comune di Borgosatollo era integrato anche il territorio di Montirone, si contavano 36 500 esemplari di gelso disposti a filare.
Di questo antico sistema di paesaggio vi restano attualmente poche tracce, per quanto riguarda la piantata padana sono ancora visibili alcuni esemplari di gelso maritato con vite nel territorio a nord della frazione di Piffione.
Nel 2007 il comune di Borgosatollo ha realizzato un censimento per rilevare gli alberi monumentali presenti all'interno del proprio territorio. Riscontrando la presenza di quasi 1000 esemplari di valenze storica (esemplari con più di 50 anni). L'esemplare più vecchio con oltre duecento anni risulta risalente all'epoca napoleonica.
A dimostrazione del pregio paesaggistico di questi esemplari, nel 2022 due dei filari posti nella frazione di Piffione sono stati riconosciuti come elementi di pregio paesaggistico storico ed iscritti nell'apposito registro degli Alberi Monumentali d'Italia redatto dal Ministero dell'Agricoltura.
Clima
Il clima a Borgosatollo è caldo e temperato, con piovosità significativa durante tutto l'anno.
La temperatura media annuale è di 13 °C, essendo luglio il mese con temperature più alte (27,8 °C) e gennaio il mese con temperature più basse (-0,3 °C).
La piovosità media annuale è di 1091 mm. In particolare le piogge sono più scarse nel mese di gennaio (54 mm) e più abbondanti nel mese di novembre (125 mm).
Nel periodo invernale è frequente la nebbia e anche le gelate e la neve.
Secondo la classificazione climatica Borgosatollo appartiene alla zona E.
Origini del nome Secondo Mazza (1986), il toponimo deriverebbe da buscolo satulo, ovvero bosco frondoso, denominazione che risulta nell'elenco dei beni del Capitolo della Cattedrale di Brescia redatto nel XIII secolo.. Nel Quattrocento, la dicitura Bosco viene sostituita con Borgo, ottenendo il nome latino di Burgus saturus e quella dialettale di Borsadól.. Nel XVI secolo la versione in volgare era Borsadol che divenne Borsadollo nel XVII secolo. Bosio (2006) scarta l'ipotesi del bosco, presupponendo che la conformazione del terreno borgosatollese non consentisse la crescita di una flora lussureggiante. Ipotizza che l'origine del nome possa essere longobarda, come per la vicina località di Belleguardo, e che si sia persa in tempi successivi per l'esigenza di latinizzare o volgarizzare i toponimi.
Storia Epoca romana e alto medievale Esigui sono i reperti di epoca romana e longobarda, dai quali non si può desumere l'esistenza di insediamenti umani nella zona di Borgosatollo in quei periodi storici. Due tombe romane a spioventi con cippi sepolcrali a testa tonda, le cui lapidi sono conservate presso il Museo romano di Brescia, sono state rinvenute nel 1933 durante i lavori di scavo del canale Garza. Di attribuzione longobarda è invece un'altra tomba, rinvenuta in località Casello. Essa era delimitata da pietre di medolo e conteneva sei scheletri e alcuni reperti. Bosio (2006) riporta che l'origine del toponimo di Scodelle, secondo il Bonaglia, sarebbe da attribuirsi alla presenza della popolazione germanica e che anche Belleguardo, anticamente noto come Bereguardo, avrebbe un'origine simile..
Il basso Medioevo Fino al Duecento, il territorio di Borgosatollo era incolto a causa delle caratteristiche del terreno, sostanzialmente ghiaioso, e per la mancanza di una rete irrigua. In quel periodo, per iniziativa della repubblica comunale bresciana e del vescovo Berardo Maggi, furono costruite delle derivazioni del Naviglio Grande bresciano, quali il Naviglio Inferiore, la roggia San Pola, la Mora o Avogadra e la Vescovada, che permisero di bonificare il terreno fino all'attuale via San Francesco d'Assisi..
Borgosatollo nel Trecento fu coinvolto nelle guerre fra Scaligeri e Visconti, data la sua posizione strategica. Secondo Mazza (1986) furono costruiti due castelli: uno sul Naviglio, nei pressi del ponte lungo la rotabile che collegava Poncarale a Castenedolo e Rezzato, e uno in prossimità dell'attuale contrada del Castello, a difesa degli abitanti..
Durante la seconda metà del Trecento, i Visconti erano divenuti stabili dominatori del bresciano e decisero di ripopolare le zone devastate dalle guerre e dalla pestilenza del 1348 con abitanti provenienti dalle valli bergamasche della val di Scalve e della val Seriana. Anche Borgosatollo vide il popolarsi di nuovi nuclei familiari provenienti da quelle zone..
Attorno al 1380, gli abitanti del paese che non avevano ottenuto la cittadinanza bresciana si costituirono in comune con un sistema, quello delle Vicinie, che fu mantenuto in auge fino al 1797.. Secondo l'Estimo visconteo del 1385, il comune appartenne alla quadra di Capriano con Mairano.
L'età veneta Nella prima metà del Quattrocento, Borgosatollo passò sotto la Repubblica di Venezia come tutto il territorio bresciano. In questo periodo furono edificate la chiesa di Santa Maria Assunta, divenuta in seguito parrocchiale, e quella della Trinità, posta fuori dal paese e funzionante come ospizio. Nel 1439 il Castello fu brevemente occupato da Taliano del Friuli per poi tornare sotto il controllo della Serenissima..
Il paese fece parte inizialmente della quadra di Ghedi, mentre in seguito passò a quella di Rezzato.
Nel Catastico bresciano di Giovanni Da Lezze (1610) non risulta la presenza di alcun fortilizio, per cui Coccoli (2006) presume che il Castello fosse stato abbattuto in precedenza.. Il Podestà veneto segnalò la presenza della chiesa della Trinità, segnalandola come non officiata, e di quella di San Michele in Piffione.
Nel 1611, l'esercito della repubblica veneta si scontrò con i banditi che erano protetti a Borgosatollo dal nobile Filippo Franzoni che fu catturato l'anno seguente e condannato al carcere a vita; il suo palazzo fu demolito. Nello stesso periodo fu edificata la chiesa dei Santi Faustino e Giovita presso le Gerole.
Il 1º agosto 1762 fu posata la prima pietra della nuova parrocchiale, costruita su progetto di Antonio Marchetti. Lo stesso architetto, nel 1780 fu chiamato dal nobile Antonio Guerrini per ristrutturare il palazzo familiare, che fu completato dieci anni dopo...
Nella Descrizione generale del 1764, il comune risultò appartenente ancora alla quadra di Rezzato.
L'epoca napoleonica e asburgica Nel corso del 1796, il territorio bresciano era stato occupato dalle forze repubblicane francesi. Nel marzo dell'anno seguente fu istituita la Repubblica Bresciana che in novembre confluì nel dipartimento del Mella della Cisalpina. Cessò di funzionare il sistema delle Vicinia sostituito ben presto da un'assemblea di cittadini la cui composizione fu stabilita in base al censo. Nel maggio 1797 l'istituzione comunale fu inserita all'interno del Cantone del Garza Orientale che fu ribattezzato Distretto dalle leggi di maggio e ottobre 1798. Dopo la parentesi austro-russa (1799), nel 1801 il comune fu assegnato nel Distretto I di Brescia e in tale veste si mantenne dopo la trasformazione della Cisalpina in Repubblica Italiana..
Dopo l'istituzione del napoleonico regno d'Italia (1805), Borgosatollo fu classificato come comune di terza classe ed entrò a far parte del Cantone IV di Brescia, appartenente al Distretto I che aveva il medesimo capoluogo.
Nel 1814, il paese fu occupato dalle forze austriache. In seguito al Congresso di Vienna, entrò a far parte della provincia di Brescia del Regno Lombardo-Veneto di cui gli Asburgo d'Austria furono casa regnante. Con la notificazione del febbraio 1816, l'amministrazione municipale fu assegnata al Distretto I di Brescia.
Proprietà nobiliare in epoca napoleonica
Famiglia Guarneri 779,25 pertiche Famiglia Crotta: 688,12 pertiche Famiglia Luzzago 596,83 pertiche (presenti in minor quantità anche gli Archetti, i Chizzola e i Caprioli).
Proprietà nobiliare in epoca asburgica Fam. Garneri 814,83 pertiche Fam. Richiedei 511,26 pertiche Fam. Crotta 413,04 pertiche (presenti in minor quantità anche la fam. Cigola).
Dopo l'Unità A seguito degli eventi della seconda guerra d'indipendenza italiana (1859), Borgosatollo entrò a far parte del Regno di Sardegna (dal 1861, Regno d'Italia). Sulla base del decreto Rattazzi fu inserito nel Mandamento IV di Rezzato, appartenente al Circondario I della nuova provincia di Brescia.
A cavallo dei secoli XIX e XX, nel paese s'impiantò la ditta Facchi & Fisogni che per prima sperimentò in Italia il sistema di distribuzione frazionata del latte, sia intero sia scremato, distribuendolo in bottiglie di vetro in tutto il capoluogo di provincia.
Con regio decreto 4 dicembre 1927, n. 2350, fu soppresso il vicino comune di Montirone il cui territorio fu assegnato a quello di Borgosatollo. Nel 1955 fu ripristinata l'autonomia municipale montironese, concretizzatasi l'anno seguente..