In ambito religioso e teologico, la creazione è l'opera di una o più divinità che, per propria volontà, dà luogo al creato, ossia con un atto deliberato porta all'esistenza ciò che prima non esisteva. Questo processo potrebbe essere concepito come istantaneo, oppure esplicandosi in un cammino evolutivo più o meno complesso, riferibile sia all'origine del mondo sia dei singoli esseri viventi.
Creazione o eternità del mondo?
Il concetto di creazione non è prerogativa di tutte le religioni. Alcune di esse non ne fanno menzione. Secondo la mitologia greca, per esempio, il mondo è sempre esistito in forma di caos, ovvero in una sorta di disordine primordiale che è poi mutato in cosmo dando origine agli dei. La concezione greca delle origini del mondo, pertanto, non implica la creazione da parte di una divinità.Michael Case, On the Eternity of the World in Late Antiquity. In appendice all'articolo sono citati testi da Platone a Proclo.
Già nel De Caelo di Simplicio è presentato un argomento anticreazionista frequente nei filosofi pagani che deducevano la coeternità dell'universo a Dio dal fatto che una creazione temporale del cielo avrebbe negato Dio in quanto motore immobile e anche in quanto causa prima immutabile. citando Simplicio, De Caelo, 96, III, 7-9.Vedere
Creazione o evoluzione? Nell'Ottocento emerse, contrapposta all'idea di creazione, l'ipotesi dell'evoluzione, presupponendo l'una incompatibile con l'altra. Infatti l'evoluzione così concepita implicava lo sviluppo di una caratteristica insita sia negli esseri viventi che negli esseri inanimati, ritenuta indipendente dalla volontà di un'entità soprannaturale. Nel 1950 papa Pio XII, nell’enciclica Humani Generis, precisava che "I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori", come ripreso anche nel Catechismo della Chiesa cattolica (Compendio del 2005, quesiti: 7"7. Quali sono le prime tappe della Rivelazione di Dio? Dio, fin dal principio, si manifesta ai progenitori, Adamo ed Eva, e li invita ad un'intima comunione con lui. Dopo la loro caduta, non interrompe la sua rivelazione e promette la salvezza per tutta la loro discendenza. Dopo il diluvio, stipula con Noè un'alleanza tra lui e tutti gli esseri viventi.", 75"75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo? L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, disobbedendo Gli, ha voluto diventare «come Dio» senza Dio, e non secondo Dio (Gn 3,5). Così Adamo ed Eva hanno perduto immediatamente, per sé e per tutti i loro discendenti, la grazia originale della santità e della giustizia." e 76"76. Che cos'è il peccato originale? Il peccato originale nel quale tutti gli uomini nascono è lo stato di privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da noi «contratto», non «commesso»; è una condizione di nascita, e non un atto personale. A motivo dell'unità di origine di tutti gli uomini, esso si trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione». Questa trasmissione rimane un mistero che non possiamo comprendere.")Corrado Augias e Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori, 2012, pp. 230-231, ISBN 978-88-04-59702-5; Antonio Corsello, Errori nella Bibbia. Fede contro ragione, ILA Palma, 1999, pp. 51-54, ISBN 88-770-4386-5.; AdamoSant'Adamo Primo uomo Url consultato il 12 febbraio 2019; Archivio: ed EvaSant'Eva Prima donna Url consultato il 12 febbraio 2019; Archivio: sono infatti venerati come santi dalla Chiesa cattolicaCon un richiamo al Martirologio Romano, per la data del 24 dicembre..
Lo storico del cristianesimo Remo CacittiCorrado Augias e Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori, 2012, pp. 230-231, ISBN 978-88-04-59702-5., in merito alla storicità dei personaggi di Adamo ed Eva e del conseguente peccato originale, evidenzia che la Chiesa "continua a ritenerla centrale nella sua dottrina, come ribadisce anche l'ultimo catechismoIl riferimento al Catechismo è Catechismo della Chiesa cattolica (1992), 390: «Il racconto della caduta (Gn 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all'inizio della storia dell'uomo. La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori». A sua volta, il Catechismo rimanda alla costituzione conciliare Gaudium et spes, 13: «Costituito da Dio in uno stato di giustizia, l'uomo però, tentato dal Maligno, fin dagli inizi della storia abusò della libertà, erigendosi contro Dio e bramando di conseguire il suo fine al di fuori di lui»., che definisce il peccato originale «un fatto accaduto all'inizio della storia dell'umanità»"Aggiunge lo studioso: "Un «fatto», dunque, nonostante le ricerche abbiano restituito a quel racconto il suo carattere mitico. Tanto più che la creatura uscita dalle mani di Dio «a sua immagine e somiglianza», cede al peccato alla prima tentazione offerta da un improbabile serpente che parla. Come ha scritto il teologo [cristiano] Vito Mancuso, davanti a una tale fragilità «bisognerebbe parlare di un difetto di fabbricazione»"..
Oggi, in alcune dottrine, come per esempio nell'evoluzionismo teista cattolico, si tende a negare questa contrapposizione. La creazione in senso teologico si riferisce alla volontà e al potere di Dio, ma ciò non esclude che Dio possa creare utilizzando anche caratteristiche evolutive presenti nelle creature.
Un'ipotesi alternativa di creazione, non incentrata sulle concezioni teleologiche e soteriologiche sostiene che la divinità non esprime alcuna supervisione etica delle modalità evolutive, per cui il fine della creazione non è più coincidente con la nascita della specie umana. Questo pensiero è proprio di concezioni deistiche, secondo cui la divinità non si occupa di etica. Questo concetto si oppone al pensiero delle religioni rivelate.
Questo tipo di impostazione è totalmente differente rispetto a quanto sostenuto da interpretazioni nello stile dell'Intelligent Design, poiché non esprime nessuna teleologia analoga a quella delle interpretazioni classiche. Tale accezione di creazione è dunque in sintonia con il paradigma dell'evoluzionismo; è materia di dibattito se l'Intelligent Design debba o meno essere considerato una forma di Creazionismo.
Caos e Cosmo
La parola greca "caos" indica un vuoto abissale illimitato, che secondo la Teogonia di Esiodo precedette la nascita della Terra (Gea), pur comparendo all'improvviso senza essere esistito dall'eternità. Dato, però, che è difficile immaginare la nascita del mondo dal nulla (Ex nihilo nihil fit), la parola caos venne poi utilizzata e tuttora si utilizza per indicare una condizione di disordine della materia. In particolare un universo si definisce caotico se caratterizzato dall'assenza di ordine.
Secondo molte mitologie l'universo caotico è preesistente al cosmo, l'universo razionale e ordinato. Il caos, che imperava nel periodo precedente alla formazione del mondo reale, avrebbe consentito la formazione del cosmo e, quest'ultimo, quella del mondo reale. Anche nella Bibbia Dio avrebbe anzitutto creato "il cielo e la terra", cioè il "tutto"Nella cultura mesopotamica il Cielo e la Terra sono An e Ki, le due divinità primigenie da cui prendono origine non solo il mondo ma anche preliminarmente tutti gli dèi. La locuzione, quindi, è un merismo per indicare il tutto, il substrato con cui è stato formato il reale per separazione degli opposti. e successivamente avrebbe ordinato il mondo separando la luce dalle tenebre, le acque superiori da quelle inferiori, ecc.
La creazione secondo le religioni e le culture del mondo Segue un elenco descrittivo per ordine alfabetico dei principali miti della creazione tramandati da popolazioni di diverse religioni e culture.
Aborigeni australiani Nella cultura degli aborigeni australiani, la creazione del mondo ha un ruolo importante. Questa risale al Tempo del sogno, in cui gigantesche creature, i totem, attraversarono la Terra cantando di ciò che incontravano nel sogno, rocce, pozze d'acqua, animali, piante, e così facendo portarono questi elementi alla creazione vera e propria.
Indiani d'America Apache Per gli Apache, all'inizio dei tempi non esisteva nulla, ovunque era buio. Improvvisamente emerse, sospeso a mezz'aria, un sottile disco, giallo da un lato, e bianco dall'altro. All'interno sedeva un piccolo uomo barbuto, chiamato, l'Autore, ossia, "Colui che vive al di sopra". Quando guardò nel buio infinito, la luce apparve in alto. Quando guardò in giù, si creò un mare di luce. Quando guardò ad est, creò le strisce gialle dell'alba, mentre ad ovest, tinte di diversi colori apparvero ovunque. Vi erano anche nubi di diversi colori. Creò anche tre altri dei: una piccola ragazza, un Dio Sole e un piccolo ragazzo. Poi creò i fenomeni celesti, i venti, la Tarantola e la terra, nella forma di una pallina marrone non più grande di un fagiolo, mescolato con il sudore di quattro Dei nelle mani del Creatore. Il mondo fu espanso fino alla sua attuale forma dagli Dei che prendevano a calci la piccola palla marrone. Il Creatore disse al Vento di andare dentro alla sfera e di farla esplodere. Ma la Tarantola, molto scorretta e indisciplinata, intrecciò un filo nero, e, attaccandolo alla sfera, scappò ad est, tirandolo con tutta la sua forza. La Tarantola ripeté quest'azione con un filo blu, tirandolo questa volta verso sud, con un filo giallo verso l'ovest e con un filo bianco verso nord. Con poderosi strattoni in ogni direzione, la sfera si allargò fino ad una grandezza non misurabile, così diventò la Terra! Non vi erano colline, montagne o fiumi, ma solo pianure soffici e prive di alberi. Allora il Creatore creò il resto degli esseri e tante bellezze della Terra che divennero feconde.
Cherokee Per il popolo Cherokee, in principio, vi era solo l'acqua. Tutti gli animali vivevano sopra di essa ed il cielo era sommerso. Erano tutti curiosi di sapere cosa ci fosse sotto l'acqua ed un giorno Dayuni'si, lo scarabeo acquatico, si offrì volontario per esplorarla, ma in superficie non riuscì a trovare nessun terreno solido. Per cui decise di esplorarla sotto la superficie, fino al fondo, e, tutto quello che trovò, fu del fango che portò in superficie. Dopo averlo raccolto, iniziò a spargerlo dappertutto, fino a che non divenne la Terra così come la conosciamo.
Dopo che tutto ciò accadde, uno degli animali attaccò questa nuova terra al cielo con quattro stringhe. La terra era ancora troppo umida, così gli animali inviarono il grande falco nel Galun'lati per prepararla. Il falco volò e quando raggiunse la terra dei Cherokee era così stanco che le sue ali iniziarono a colpire il suolo. Ogni volta che colpivano il suolo si formava una valle od una montagna. Gli animali poi decisero che era troppo buio, così crearono il sole e lo misero lì dove è tutt'oggi.
Hopi Gli anziani dicono che il primo Hopi aveva scelto di vivere uno sterile deserto, così essi avrebbero sempre dovuto pregare per avere la pioggia. Per questo non avrebbero mai perso la fede nelle loro cerimonie, mantenendo il legame con Madre Natura e il Creatore. Gli anziani sostenevano che i veri Hopi rappresentassero tutti i popoli pellerossa attraverso l'autorità a loro conferita dal creatore, il dio Maasaw.
Irochesi Secondo un demiurgo degli Irochesi, in principio non esisteva una terra su cui vivere, ma solo un abisso d'acqua, ma sopra, nel Grande Blu, vi era una comunità chiamata, il "Mondo del Cielo", che comprendeva una donna che sognava.