Fu docente universitario e tra i fondatori, e più volte presidente, dell'Unione zoologica italiana. A Napoli fu direttore della Stazione zoologica, della Scuola di Farmacia, del gabinetto di Antropologia, dell'Istituto e del Museo zoologico e fu preside della Facoltà di Scienze naturali della R. Università e presidente della Società dei Naturalisti.Cfr. , e .

Biografia Francesco Saverio Monticelli, barone di Cerreto,Cfr. . figlio di Carlo e di Beatrice De FerranteCfr. apparteneva a una nobile famiglia benestante di origine pugliese, che vantava tra gli antenati un illustre protagonista dell'ambiente scientifico napoletano della prima metà dell'Ottocento, l'abate Teodoro Monticelli, noto cultore di geologia.Cfr. , e .

La formazione giovanile e gli inizi della carriera accademica A Napoli, dopo i primi studi all'Istituto della carità dei Padri Rosminiani, completò il percorso scolastico conseguendo la licenza liceale al Liceo Classico "Umberto I", dove fu tra i primissimi allievi dello zoologo Antonio Della Valle.Cfr. Monticelli, e . Nel luglio del 1885 si laureò in Scienze naturali con Salvatore TrincheseCon una tesi sul seno cutaneo interdigitale dellOvis aries, Linn., poi pubblicata nel 1888 con le «pubbliche grazie al mio ottimo maestro Prof. Trinchese, che mi fu largo di consigli e di incoraggiamenti, e sotto la direzione del quale ho menato a termine il presente studio» (cfr. Monticelli, ).

Trinchese era ordinario di anatomia e di embriologia comparate, preside di facoltà della R. Università e tra i fondatori della Società dei Naturalisti in Napoli. e, nello stesso mese, conseguì il diploma di abilitazione all'Insegnamento nelle scuole secondarie.Dalla Scuola di Magistero della R. Università di Napoli (cfr. ).

Ma non si dedicò all'insegnamento e, nell'aprile del 1886, vinse un assegno straordinario di perfezionamento e l'assegnazione per un triennio di un tavolo di studio presso la Stazione zoologica Anton Dohrn, messo a concorso dal Ministero della Pubblica Istruzione.Cfr. . Qui Monticelli iniziò quelle ricerche che lo avrebbe portato a dare significativi contributi alla conoscenza anatomo-morfologica, istologica, embriologica e sistematica della fauna elmintologica endo ed ectoparassita, facendone uno dei più autorevoli zoologi italiani «eletto tra i primi venti elmintologi del mondo».Cfr. e . Il riferimento è alla presenza di Monticelli nel gruppo dei primi venti parassitologi stranieri eletti, nel 1911, membri corrispondenti della Helminthological Society of Washington (cfr. ).

Con i titoli acquisiti con la pubblicazioni di queste prime ricerche Monticelli conseguì, nel 1888 dopo soli tre anni dalla laurea, l'abilitazione alla docenza privata con effetti legali in zoologia nell'Università di Napoli,Con il R. Decreto ministeriale del 5 ottobre 1888 (cfr. ). Nell'Università di Napoli tenne, nel 1890-91, un corso libero di zoologia (cfr. ). e partecipò a numerosi concorsi a cattedra, ottenendone l'eleggibilità.Nel 1890 ottenne l'eleggibilità nel concorso alle cattedre di zoologia. fisiologia e anatomia comparata per professore ordinario nella R. Università di Cagliari e per professore straordinario nella R. Università di Sassari (cfr.) e nel concorso per professore straordinario di anatomia comparata nella R. Università di Genova (cfr.). Nel 1891 ottenne l'eleggibilità nel concorso alla cattedra di zoologia. fisiologia e anatomia comparata per professore ordinario nella R. Università di Cagliari (cfr.).

Terminato il triennio di perfezionamento, Monticelli continuò i suoi studi presso alcune delle più importanti istituzioni scientifiche europee, in ambito zoologicoFu al British Museum di Londra, al Muséum national d'Histoire naturelle di Parigi, al Naturhistorisches Museum di Vienna, allo Zoologisches Institut der Universität di Lipsia, al Tierärztlichen Hochschulen e al Museo zoologico di Berlino e poi ancora ai Musei zoologici di Greifswald, Lipsia, Bruxelles, Copenaghen e di Halle e, infine, alla Station marine de Wimereux nel dipartimento del Pas-de-Calais nel nord della Francia (cfr. ). Presso queste istituzioni Monticelli ebbe, tra l'altro, l'opportunità di esaminare i tipi originali conservati nelle varie collezioni elmintologiche europee. poi tornò a Napoli nel 1892 e fu nominato, per concorso, reggente di Storia naturale nel R. Istituto tecnico di PalermoCfr. . Fu nominato con il R. Decreto ministeriale del 12 ottobre 1892 (cfr.). ma ottenne l'aspettativa per motivi di famiglia.Il congedo gli fu accordato dal 1º gennaio 1893 al 30 settembre 1894 con i R. Decreti ministeriali del 31 dicembre 1892 e del 3 dicembre 1893 (cfr., e ).

Nel 1893, conseguì la libera docenza in zoologia, anatomia e fisiologia comparata presso la R. Università di NapoliCon il R. Decreto ministeriale del 20 giugno del 1893 (cfr.). e, nel 1893-94, tenne un corso privato con effetti legali di anatomia e fisiologia comparata oltre quello di zoologia che già svolgeva dal 1892.Cfr..

Nel novembre del 1894 si trasferì a Sassari, nominato professore straordinario di zoologia, anatomia e fisiologia comparate nonché direttore del relativo gabinetto presso la R. Università.Con il R. Decreto ministeriale del 9 ottobre 1894 (cfr.). Dopo un anno fu trasferito, col suo consenso e con lo stesso grado, all'Università di CagliariCon il R. Decreto ministeriale del 29 ottobre 1895 (cfr.). poi, nel dicembre del 1897, a quella di ModenaCon il R. Decreto ministeriale del 15 dicembre 1897 (cfr.). e, dal 1º gennaio del 1900 a Napoli per concorso, come ordinario di zoologiaCon il R. Decreto ministeriale del 17 dicembre 1899 (cfr. ). e direttore dell'annesso Museo zoologico sulla cattedra che era stata tenuta fino a poco prima dall'entomologo Achille Costa.Monticelli ebbe assegnata anche la cattedra di zoologia presso la Scuola di farmacia (cfr.) di cui sarebbe stato direttore nel 1913 (cfr.); nel 1914 (cfr. ); nel 1915 (cfr.) e nel 1921. Sempre alla R. Università di Napoli fu direttore della Scuola di Magistero in scienze nel 1902 (cfr.); Preside della Facoltà di Scienze fisiche e naturali nel 1902 (cfr. ) e nel 1912 (cfr.). Nel 1906 e nel 1907 fu direttore incaricato del Gabinetto di antropologia (cfr. e ) e, infine, nel 1925 fu incaricato dell'insegnamento di Zoologia ed anatomia comparate e parassitologia nella Facoltà di Medicina e chirurgia (cfr.). L'ampliamento del Museo zoologico ed il nuovo Istituto di Zoologia Fin dall'inizio del suo incarico, Monticelli si adoperò per potenziare il Museo zoologico, sia valorizzandone la funzione didattica e divulgativa con l'incremento della superficie espositiva e delle collezioni esposte sia, soprattutto, facendone sede di ricerca e di alta formazione sul modello della Stazione zoologica divenuta, in quegli anni, un centro internazionale di ricerche biologiche d'avanguardia.Cfr. .

All'inizio del 1900 l'Istituto e il Museo di zoologia consistevano unicamente in una grande sala espositiva e in sei piccoli locali, mancando completamente di laboratori.La grande sala, di oltre quaranta metri di lunghezza, diventata poi il Salone maggiore del Museo zoologico, era stata edificata a partire dal 1842, durante la direzione di Giosuè Sangiovanni. Inaugurata solennemente il 20 settembre nel 1845 in occasione del VII Congresso degli Scienziati Italiani era stata ottenuta soprelevando l'edificio del complesso ex gesuitico della Casa del Salvatore accanto al Museo Mineralogico (cfr. ) e (cfr. ). I sei piccoli locali erano adibiti essenzialmente a deposito dei volumi della biblioteca e dei campioni della raccolta entomologica, divenuta successivamente la Collezione Costa, ricca allora di circa 100.000 esemplari. (cfr. ). Monticelli, convinto che «un Istituto senza laboratorio serve poco ai fini della scienza» e, non potendo per allora fare altro, adattò un ampio deposito a laboratorio per gli studenti «che raccogliesse ed invitasse i giovani a studiare, a produrre, a formare, dirò, una scuola».In oltre vent'anni, moltissimi furono gli studenti iniziati alla ricerca zoologica in quel laboratorio e molti furono i laureati che, formatisi alla scuola di Monticelli, si sarebbero poi affermati in ambito accademico, tra questi Giulio Trinci, Giulio Tagliani, Umberto Pierantoni, Giulio Cotronei, Gesualdo Police, Ernesto Caroli, Attilio Cerruti, Ermete Marcucci, Mario Salfi, Giuseppe Zirpolo, Augusto Stefanelli e Arturo Palombi (cfr. ). Attrezzò con vasche, terrari e acquari un piccolo terrazzo facendone uno stabulario e fece costruire un corridoio centrale attraverso i locali preesistenti ricavando nuovi vani indipendenti per la direzione, il personale, il laboratorio di tassidermia, la biblioteca e la custodia della collezione entomologica.Cfr. .

Successivamente, riuscì a farsi assegnare l'ex salone del Museo di Anatomia normale, che trasformò in Cattedra per le lezioni di zoologia,Cfr. . Si trattava di una sala adiacente al Museo zoologico, edificata contemporaneamente al Salone maggiore e inizialmente destinata al Museo anatomico. Nel 1861, in seguito allo smembramento di questo Museo in tre sezioni, la sala fu destinata al Museo di anatomia normale e quando questo fu trasferito nell'ex Convento di Santa Patrizia, Monticelli ottenne che la vecchia sede fosse destinata al Museo zoologico di cui andò a costituire il cosiddetto Salone minore (cfr. ). e ottenne un importante ampliamento dell'Istituto incorporando numerosi locali, nello stesso edificio di via Mezzocannone, che erano sedi di altre facoltà, trasferitesi altrove.Si trattava dei locali precedentemente occupati dall'Istituto e Museo di geologia, dalla Scuola di magistero e lettere e dalla direzione dell'Istituto Chimico farmaceutico e di tossicologia (cfr. ).

Ma tutti questi interventi, se da una parte operavano una «trasformazione rapidissima, razionale, la migliore che si potesse escogitare ed ottenere», restavano comunque adattamenti di ambienti preesistenti. Monticelli, invece, coltivava sempre l'idea di un Istituto completamente nuovo e continuava a sottoporre all'Amministrazione progetti e richieste di finanziamenti.Cfr. .

«Dopo continue lotte, strenuamente combattute e felicemente vinte» un suo progetto fu approvato e, nel 1910, iniziarono i lavori per la costruzione, dalle fondamenta, di una nuova ala a sud del vecchio complesso architettonico della Casa del Salvatore,Cfr. . da destinare al nuovo Istituto di zoologia. I lavori, interrotti e poi ripresi dopo la fine della Grande guerra, terminarono solo nel 1922 e diedero corpo a un «Istituto che si può dire uno dei primi d'Italia e senza forse di Europa».«Quattro piani forniti di numerose stanze per la Direzione, il personale assistente, per la Biblioteca, per i tecnici, il tassidermista, i laboratori per gli studenti, le stanze per i ricercatori privati, la sala per la collezione elmintologica, la sala per la fauna napoletana, un laboratorio di chimica, un'auletta per lezioni per Naturalisti con una raccolta delle forme più notevoli dei varii tipi animali» (cfr. ). Il trasferimento nel nuovo Istituto avvenne nel 1923 e i vecchi locali furono aggregati al preesistente Istituto e Museo di mineralogia (cfr. ).

L'istituzione della Collezione Centrale Elmintologica Italiana