Gera Lario (Gera in dialetto comasco, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Fa parte della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio ed è attraversato dal torrente San Vincenzo, sul quale è anche presente una centrale elettrica.

Storia La zona era frequentata dai romani. Lo attestano una necropoli scoperta presso la frazione di Sant'Agata, il ritrovamento, presso la chiesa di San Vincenzo, di un mosaico risalente al duecento, e il rinvenimento in una cascina di un architrave di un tempio dedicato a Giove.. Su quest'ultimo reperto, conservato a Como presso il Museo archeologico Paolo Giovio, è presente un'iscrizione commemorativa di un voto fatto alla predetta divinità da parte della popolazione preromana degli Auneuniates.. Da Gera passava inoltre la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano).

Tra i secoli XII e XVI, Gera appartenne alla Repubblica delle Tre Pievi fino al 1512, quando i Grigioni della Repubblica delle Tre Leghe conquistarono tutto il territorio dell'Alto Lario mantendolo sotto il proprio controllo fino al 1524. Con la riconquista di tale territorio da parte dei soldati spagnoli del Ducato di Milano, questi ultimi fecero di Gera un proprio avamposto.

Sotto il profilo religioso, il territorio di Gera fece parte della pieve di Olonio fino al 1444, anno in cui la sede plebana fu trasferita a Sorico. Sempre inserito della pieve di Sorico sia da un punto di vista religioso (dal 1587 sede di una parrocchia) sia da quello politico-amministrativo, nel 1644 il territorio di Gera è attestato all'interno del feudo delle Tre Pievi (Sorico-Gravedona-Dongo), concesso alla famiglia Gallio dal 1580 fin'oltre la metà del XVIII secolo.

Inserito nella pieve di Sorico fino alla fine del Settecento, nel 1751 il comune di Gera comprendeva già il cassinaggio di Sant'Agata.

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregamento dei comuni di Montemezzo, Sorico e Trezzone a quello di Gera, che cinque anni più tardi venne a comprendere anche il soppresso comune di Bugiallo. Tutte le decisioni del periodo napoleonico furono tuttavia abrogate con la Restaurazione.

Nel 1929 il comune di Gera cambiò la propria denominazione in "Gera Lario" (R.D. 13 maggio 1929, n. 954).

L'8 agosto 1951 Gera Lario fu colpita da un'alluvione che provocò la morte di 17 persone.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi il 3 dicembre 2001.

Le tre croci rosse in campo argento ricordano che Gera Lario era annesso al territorio delle Tre Pievi; il leone è ripreso dall'arma della famiglia Gallio, feudatari locali, di cui fu membro il cardinale Tolomeo GallioBlasone della famiglia Gallio: Troncato: nel 1º d'argento, al leone illeopardito al naturale, accostato da due rami fogliati di verde, incurvati e affrontati; nel 2º d'argento, a tre bande di rosso, ordinate in fascia; il tutto abbassato sotto il capo d'oro, caricato di un'aquila di nero, coronata d'oro.; la pianura di azzurro, con riflessi argentati, rappresenta il lago su cui si affaccia il paese.

Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Vincenzo

La parrocchiale di Gera fu realizzata nel XV secolo, sulla base di una chiesa romanica. dell'XI-XII secolo. A sua volta, quest'ultima fu edificata laddove in età romana si trovavano un tempietto dedicato a Giove e una villa.. Al periodo romano risale un pavimento con decorazione a mosaico. (nell'area battesimale). oltre a una stele funebre del III-IV secolo inglobata nello stipite di sinistra. Resti delle colonne che sorreggevano la navata dell'edificio romanico sono visibili ancora oggi, al di sotto del piano di calpestio dell'attuale navata. Internamente, numerosi dipinti realizzati tra Cinquecento. e Seicento...

Chiesa di Nostra Signora di Fátima La chiesa di Nostra Signora di Fátima (1614-1634), gravemente danneggiata dall'alluvione del 1951 fu riconsacrata come "Santuario dei Pescatori" da Felice Bonomini nel 1963. A pianta ottagonale, al suo interno conserva un'effige della Madonna proveniente da Fátima e benedetta in San Pietro da Giovanni XXIII nel 1959, oltre ad alcune opere decorative di Giovanni Battista Pozzi (artista valsoldese attivo anche presso la chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo di Gravedona).

Altro A Gera Lario si trovano anche numerose cappellette ed edicole votive, nonché antiche case con facciata decorata da affreschi su temi sacri.

Architetture civili e militari Nell'area terminale del molo del porto turistico si trova un faro votivo, costruito nel 1957 in memoria dell'alluvione che sei anni prima aveva colpito il paese.

In territorio di Gera Lario si trova anche il Ponte del Passo, che permette di attraversare il fiume Mera.

Valicando il Ponte del Passo si giunge nel cosiddetto Pian di Spagna, dove si trova il cosiddetto forte d'Adda (noto anche come Fortino d'Adda o Stallone), postazione difensiva del XVII secolo che costituiva una delle strutture accessorie del forte di Fuentes.

Siti archeologici Resti della vecchia Olonio Alcuni scavi realizzati in località Ponte del Passo hanno ritrovato i resti della vecchia Olonio.

Tra i reperti si menzionano le fondamenta dell'edificio di culto che anticamente ospitava il quartier generale della pieve di Olonio, riferimento per il territorio fino a quando, nel 1444 la sede plebana fu spostata a Sorico per via delle continue esondazioni dovute alla piene del fiume Adda. Gli scavi hanno evidenziato una struttura realizzata in più fasi.

Al livello più basso si sono riscontrate le fondamenta di una struttura risalente all'età tardo-romana, realizzata con materiali databili al IV secolo; in questo contesto, gli scavi hanno anche portato alla luce una moneta recante l'effige di Costantino. A un livello superiore si è ricostruita la pianta di un oratorio rettangolare, chiuso da un'abside semicircolare e ampliato nella navata in una fase successiva; in questo contesto, è stata trovata una moneta in rame del VI secolo. A una fase protoromanica, forse del X secolo, risale invece una struttura a tre navate chiuse da altrettante absidi. Le navate si sarebbero sviluppate a partire da quella del precedente oratorio, la quale avrebbe costituito una delle laterali. Al XII-XIII secolo potrebbe invece risalire un ultimo intervento che comportò la trasformazione dell'abside centrale in un'area a pianta rettangolare coperta da una volta. Quest'ultima fase confermerebbe le descrizioni dell'antica Pieve attestate da vari testi giunti fino a noi.

Nella zona degli scavi si trovano anche i resti di un edificio a pianta quadrangolare e dotato di peristasi, forse di origine celtica, oltre ai resti dell'antica Torre di Olonio, distrutta dagli Svizzeri nel XVI secolo.

Società Evoluzione demografica Demografia pre-unitaria

1751: 450 abitanti 1771: 559 abitanti 1805: 454 abitanti 1809: abitanti (dopo l'annessione di Montemezzo, Sorico e Trezzone) 1853: 545 abitanti

Demografia post-unitaria

Amministrazione

Note

Bibliografia

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