La conoscenza di Cristo si riferisce a due possibili temi cristologici, a volte correlati: il primo tratta di come i cristiani vengano a conoscere Cristo, il secondo si focalizza sulla conoscenza che Cristo ha avuto del mondo. Dibattiti relativi alla conoscenza di Cristo hanno avuto un posto centrale nella cristologia per secoli.Raymond Moloney, The knowledge of Christ, 2000, pp. 4-11. ISBN 0-8264-5130-6 Nel XX secolo l'interazione tra i due concetti è stata riassunta nel titolo di un libro di Hans Urs von Balthasar (1980): Kennt uns Jesus - Kennen wir ihn? (Gesù ci conosce? Noi conosciamo Gesù?)Hans Urs von Balthasar, trad. Gesù ci conosce? Noi conosciamo Gesù?, Morcelliana, 1982. ISBN 978-88-372-1489-0; trad. Does Jesus know us--do we know him?, 1983, p. 11. ISBN 0-89870-023-X

Gli insegnamenti cristiani su cosa significhi "conoscere Cristo" in effetti hanno dato origine al campo della cristologia, iniziando dalla discussione di Paolo di Tarso in sulla relazione tra Cristo e Dio.Ralph P. Martin, Brian J. Dodd, Where Christology began: essays on Philippians 2, 1998, pp. 1-3. ISBN 0-664-25619-8Veronica Koperski, The knowledge of Christ Jesus, 1996, pp. 5-17. ISBN 90-390-0132-4

Differenti tradizioni cristiane hanno raccomandato vari modi di ottenere una migliore conoscenza di Cristo. Mentre alcune tradizioni si concentrano sulla condivisione delle sofferenze di Gesù in terra, altre enfatizzano l'importanza delle Scritture; mentre altre ancora propongono che leggere le scritture deve essere accompagnato da specifici esercizi spirituali e contemplazioni.

Gli approcci per discutere la "conoscenza di Cristo" generalmente hanno usato due metodologie distinte: una che si basa esclusivamente sull'analisi del testo del Nuovo Testamento, l'altra basata su un ragionamento teologico che deduce ulteriori principi al di là del testo. Questi due approcci, così come i metodi di interpretazione di passi evangelici specifici, hanno dato luogo a divergenti vedute tra i cristiani che affrontano tale argomento.

Conoscere Cristo

La Lettera ai Filippesi è stata oggetto di molta ricerca cristologica. Lo studioso neotestamentario Ralph P. Martin (1925-2013) asserisce che può essere considerato l'inizio della disciplina di cristologia, riferendosi specificamente alla ricca analisi che l'Apostolo Paolo iniziò in in merito alla relazione tra Cristo e Dio. Veronica Koperski vede quale inizio dell'analisi di come i cristiani vengono a conoscere Cristo.

La dichiarazione paolina in è preceduta dalla sua affermazione in relativa al valore supremo della conoscenza di Cristo sopra tutto il resto. In Paolo usa il verbo greco gignoskein (γιγνώσκω) che implica "conoscenza personale" piuttosto che comprensione intellettuale. Non è scopo di Paolo "conoscere di Cristo" bensì conoscere Cristo.William Barclay, The letters to the Philippians, Colossians, and Thessalonians, 2003, pp. 72-75. ISBN 0-664-22676-0

Nel 325 il Credo niceno citava lo Spirito Santo, ma fu solo nel 381 durante il Concilio di Costantinopoli che venne formalmente affermato che i cristiani acquisiscono la conoscenza di Cristo mediante lo Spirito Santo che li illumina per Cristo.L. Charles Jackson, Faith of Our Fathers: A Study of the Nicene Creed, 2007, page xxviii. ISBN 1-59128-043-5

Agostino d'Ippona discute il riferimento alla conoscenza di Cisto nel suo Sermone 169. Agostino considera la potenza della risurrezione non solo come il risorgere dai morti, ma come un doppio potere che Cristo esercita sui cristiani: in primo luogo in termini di risurrezione futura, in secondo luogo, in termini di loro redenzione Molti altri pensatori cristiani, da Ambrosiaster a Giovanni Crisostomo seguirono questa tendenza e equipararono la conoscenza di Cristo alla devota vita cristiana.

Tommaso d'Aquino si riferisce spesso al desiderio di Gesù di insegnare, ma sottolinea che a differenza delle parole di altri insegnanti, le parole di Gesù non possono essere comprese semplicemente ascoltando o leggendole, ma richiedono di essere ascoltate attraverso lo Spirito Santo. Tommaso scrive che la radice e la sorgente della nostra conoscenza di Dio è Cristo, il Verbo divino, e che tutta la conoscenza di Dio fluisce ai fedeli dalla fonte che è Cristo.Reading John with St. Thomas Aquinas di Michael Dauphinais & Matthew Levering, 2005, p. 89. ISBN 0-8132-1405-X L'Aquinate considera due gruppi di persone che si impediscono la conoscenza di Cristo: il primo gruppo è formato da coloro la cui sensualità li confina al mondo terreno dei sensi e non si aprono alla crescita spirituale; il secondo gruppo sono coloro che sono moralmente corrotti.Reading John with St. Thomas Aquinas, cit., p. 205.

La Riforma protestante pose maggiore accento sulla conoscenza di Cristo attraverso le Sacre Scritture piuttosto che sul condividere le sue sofferenze o mediante la Comunione.Leslie Houlden, Jesus: the complete guide, 2006, p. 219. ISBN 0-8264-8011-X Il concetto di grazia fu al centro della teologia di Martin Lutero, che credeva che l'opera soteriologica di Cristo avvenisse tramite il Vangelo, affermando che le opere e le parole di Cristo erano la via per conoscerlo.Leslie Houlden, Jesus: the complete guide, cit. p. 565. il grande collaboratore di Lutero, Filippo Melantone criticava l'approccio di Tommaso d'Aquino e della cristologia scolastica. La sua convinzione orientata verso la salvezza rispecchiava la concentrazione di Lutero sulla giustificazione e lo portò a coniare la dichiarazione: "Conoscere Cristo significa conoscere i suoi benefici e non riflettere sulle sue nature e modi di incarnazione". Melantone cancellò poi questa dichiarazione da edizioni successive del suo Loci Communes (1521), ma è rimasta associata alle sue idee e a quelle dei seguaci di Lutero.Mini S. Johnson, Christology: Biblical And Historical, 2005, pp. 80-81. ISBN 81-8324-007-0

Giovanni Calvino considera la comprensione della missione di Cristo come elemento essenziale per conoscerlo: conoscere Cristo implica una comprensione del perché fu inviato. Nell'opinione di Calvino gli esseri umani non sono in grado di comprendere Dio di per sé, e lo si può solo iniziare a conoscere per mezzo di Cristo.Stephen Edmondson, Calvin's Christology, 2004, pp. 86-87. ISBN 0-521-54154-9 Nel suo Institutio christianae religionis (II.XV) Calvino critica coloro che conoscono Cristo "solo di nome", per esempio coloro che insegnano semplicemente che Cristo è il Redentore senza capire o insegnare il modo di come egli redima. Per Calvino conoscere Cristo implica conoscere la sua potenza e dignità in termini del suo triplice ufficio:Stephen Edmondson, Calvin's Christology, 2004, p. 170. ISBN 0-521-54154-9 l'ufficio profetico (la funzione di Profeta e di Maestro) l'ufficio sacerdotale (la funzione di Sacerdote) l'ufficio regale (la funzione di Re e di Medico)

Per il contemporaneo di Lutero, Ignazio di Loyola, la capacità di conoscere Cristo può essere migliorata attraverso specifiche forme di esercizi di meditazione. Gli Esercizi spirituali di Ignazio richiedono circa 30 giorni di meditazione, di contemplazione e di immagini mentali, con l'obiettivo di conoscere Cristo più intimamente e di amarlo più profondamente.Benjamin Lee Wren, Teaching world civilization with joy and enthusiasm, 2004, p. 236. ISBN 0-7618-2747-1 Tali esercizi vengono tuttora usati dai gesuiti.

A partire dal XIV secolo nell'Impero Bizantino si sviluppò la tradizione dell‘esicasmo (dal greco ἡσυχασμός hesychasmos, da ἡσυχία hesychia, calma, pace, tranquillità, assenza di preoccupazione), dottrina e pratica ascetica che si era già diffusa tra i monaci dell'Oriente cristiano fin dai tempi dei Padri del deserto (IV secolo). Praticata da Gregorio del Sinai e sostenuta da Gregorio Palamas, questo stile di preghiera mistica e contemplazione continua ad essere utilizzato nella Chiesa ortodossa come una pratica spirituale che facilita la conoscenza di Cristo.Robert Browning, The Byzantine Empire, 1992, p. 238. ISBN 0-8132-0754-1Donald MacGillivray Nicol, The last centuries of Byzantium, 1261-1453, 2008, p. 211. ISBN 0-521-43991-4

Nella tradizione cattolica, altri santi oltre Ignazio di Loyola hanno proposto la preghiera e la contemplazione delle Scritture come percorso per conoscere meglio Cristo. nel suo Camino de Perfección (1567), Teresa d'Avila insegnò alle sue suore come cercare di arrivare a conoscere Cristo usando la preghiera mentale.Teresa d'Avila, Il Cammino della Perfezione, traduzione e note di Letizia Falzone, Alba (Cuneo), Edizioni Paoline, 1976, p. 145. Mentre la Chiesa cattolica approva la meditazione cristiana come benefica per conoscere Cristo, nella lettera Orationis formas emessa dalla Congregazione per la dottrina della fede il 15 ottobre 1989, specificamente si ammonisce contro l'utilizzo di stili meditativi non cristiani (per esempio, gli stili modificati buddhisti) per tentare di conoscere Cristo."LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SU ALCUNI ASPETTI DELLA MEDITAZIONE CRISTIANA", sito ufficiale del Vaticano.

La conoscenza di Cristo

Durante l'Età apostolica, era comune nella tradizione ebraica presumere che i profeti in generale avessero illuminazioni speciali, che più tardi vennero chiamate col termine "scienza infusa" nella teologia cristiana. Viene fatto un riferimento esemplificativo in dove il fariseo si aspettava che un profeta conoscesse la donna che lo aveva toccato.Raymond Moloney, The knowledge of Christ, 2000, pp. 30-39. ISBN 0-8264-5130-6

Tre livelli specifici di conoscenza vengono spesso discussi in cristologia come conoscenza beatifica, infusa e acquisita.Thomas Gerard Weinandy, Jesus the Christ, 2003, pp. 88-91. ISBN 1-931709-68-8 Coloro (come Tommaso d'Aquino in ST III, q. 9) che aderiscono al principio della Perfezione di Cristo, perfetto Dio e perfetto uomo (secondo il simbolo atanasiano), ragionano affermando che egli debba aver avuto una conoscenza beatifica di Dio ("visione beatifica") e di tutte le cose dal Verbo sin dall'inizio, a causa della sua perfezione. Ciò fu possibile perché l'anima di Cristo fu creata e poté avere quindi esperienza della visione beatifica (dentro di sé, essendo essa stessa divino-umana), ricevere la conoscenza infusa dallo Spirito Santo Dio e quella umanamente acquisita mediante apprendimento, condividendo in tutto la natura umana che nei profeti esperisce la conoscenza infusa e, in Paradiso, la visione beatifica. Tuttavia, i concetti di Tommaso non sono generalmente accettati da tutti i cristiani.James Fodor, Frederick Christian Bauerschmidt, Aquinas in dialogue, 2004, p. 19. ISBN 1-4051-1931-4. Vedi anche Gerald O'Collins, ''Christology: A Biblical, Historical, and Systematic Study of Jesus Christ, OUP, 1995, pp. 266-280 - Cristologia: Uno studio biblico, storico e sistematico su Gesù Cristo, Queriniana, 1997-2007; le rispettive proposizioni teologiche vengono esaminate nella successiva sezione: "Chiesa cattolica".

Specifici passi evangelici come e indicano che Gesù fosse un rivelatore di conoscenza nuova, basata sulla sua speciale relazione con Dio Padre: "nessuno conosce chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare". Questi due passi inoltre possono essere letti ad implicare un'uguaglianza nella relazione tra il Figlio e il Padre.