Le guerre della lega delio-attica (477-449 a.C.) furono una serie di campagne militari condotte dalla lega delio-attica, guidata da Atene, e i suoi alleati, contro l'impero achemenide: questi conflitti rappresentano una continuazione delle guerre persiane.
L'alleanza tra le poleis greche, incentrata su Sparta e Atene, che aveva vinto la seconda guerra persiana, aveva inizialmente sfruttato questo successo catturando le guarnigioni persiane di Sesto (479) e Bisanzio (478), in Tracia. Dopo la conquista di Bisanzio, gli Spartani scelsero di non continuare la guerra, mentre Atene decise di andare avanti, costituendo attorno a sé una nuova alleanza, conosciuta come "lega delio-attica". Nel corso dei successivi trent'anni, Atene avrebbe progressivamente assunto una posizione più egemonica nella lega, che gradualmente si evolse in una sorta di impero ateniese.
Nel 470 a.C. la lega di Delo fece una campagna in Tracia e nell'Egeo per rimuovere le rimanenti guarnigioni persiane dalla regione, comandata soprattutto dal politico ateniese Cimone. Nella prima parte del decennio successivo, Cimone iniziò una campagna in Asia Minore, cercando di rafforzarvi la posizione greca: nella battaglia dell'Eurimedonte, in Panfilia, gli Ateniesi e la flotta alleata ottennero una doppia vittoria, distruggendo la flotta persiana e poi sbarcando dalle loro navi per attaccare e sbaragliare l'esercito nemico.
Verso la fine del 460 a.C. gli Ateniesi presero la decisione ambiziosa di sostenere una rivolta nella satrapia egiziana dell'impero persiano. Anche se le forze greche avevano ottenuto un successo iniziale, non furono in grado di catturare la guarnigione persiana a Menfi, nonostante un assedio triennale; i Persiani poi contrattaccarono, comandati da Megabizo, e la forza ateniese fu posta sotto assedio per un anno e mezzo, per poi essere distrutta. Questo disastro, insieme con la guerra in corso in Grecia, dissuase gli Ateniesi dal riprendere il conflitto con la Persia.
Nel 451 a.C., quando in Grecia fu concordata una tregua, Cimone fu in grado di guidare una spedizione a Cipro. Tuttavia, mentre assediava Kition, Cimone morì, e la forza ateniese decise di ritirarsi, ottenendo un'altra doppia vittoria nella battaglia di Salamina in Cipro al fine di tornare in patria. Questa campagna segnò la fine delle ostilità tra la lega e la Persia, e alcuni storici antichi sostengono che sia stato concordato un trattato di pace, la pace di Callia, per cementare la fine definitiva delle guerre tra Greci e Persiani.
Fonti Le fonti disponibili
Purtroppo la storia militare della Grecia tra la fine della seconda guerra persiana e la guerra del Peloponneso (479-431 a.C.) è scarsamente attestata dalle fonti antiche giunte fino a noi: questo periodo, a volte indicato come pentecontaetia dagli storici antichi, fu un periodo di relativa pace e prosperità per la Grecia.. La fonte più ricca e più vicina agli avvenimenti è la Guerra del Peloponneso di Tucidide, che è generalmente considerata dagli storici moderni come una fonte primaria affidabile.... Tucidide parla di questo periodo solamente in una digressione sulla crescita del potere ateniese negli anni precedenti la guerra del Peloponneso, quindi il racconto è breve, probabilmente selettivo, e totalmente mancante di date; tuttavia, esso è usato dagli storici per ricostruire una struttura base del periodo, sulla quale si possono aggiungere i dettagli ricavati da altri scrittori o da fonti archeologiche.
Molti dettagli in più su questi anni sono forniti da Plutarco, nelle sue biografie di Aristide e soprattutto di Cimone; Plutarco scrisse sei secoli dopo gli eventi in questione, quindi è una fonte molto secondaria, ma spesso nomina esplicitamente le sue fonti, permettendo un certo grado di verifica delle sue dichiarazioni.Per esempio Temistocle, 25 si riferisce direttamente a Guerra del Peloponneso, I, 137. Nelle sue biografie Plutarco si riferisce in modo esplicito a molte storie antiche piuttosto dettagliate riguardanti questo periodo che non sono giunte fino a noi, omesse nel breve resoconto di Tucidide.
La fonte principale esistente più tarda è la storia universale (Bibliotheca historica) scritta da Diodoro Siculo nel I secolo; gran parte degli scritti di Diodoro riguardanti questo periodo sembrano essere derivati dallo storico greco Eforo, molto precedente, che aveva scritto anche lui una storia universale.. Tuttavia, da quel poco che si sa di Eforo, gli storici generalmente si oppongono alla sua versione della storia: infatti, per questo periodo, sembra che egli abbia semplicemente riciclato le ricerche di Tucidide, ma giungendo a delle conclusioni completamente diverse. Diodoro, che è stato spesso respinto dagli storici moderni,. non è quindi considerato una fonte particolarmente affidabile per questo periodo: in effetti uno dei suoi traduttori, Oldfather, a proposito del resoconto di Diodoro della campagna dell'Euridonte afferma che "... i tre capitoli precedenti rivelano Diodoro nella luce peggiore...".Oldfather, note a Diodoro, XI, 62.
Infine, riguardo a questo periodo, ci sono varie prove archeologiche, fra cui le utilissime iscrizioni contenenti gli elenchi dei tributi della lega di Delo..
La ricostruzione della cronologia Tucidide fornisce un elenco sintetico dei principali eventi che si verificarono tra la fine della seconda invasione persiana e lo scoppio della guerra del Peloponneso, ma quasi nessuna informazione cronologica.. Sono stati fatti vari tentativi per ricomporre la cronologia, ma non c'è una risposta definitiva: la premessa principale di questi tentativi è che Tucidide abbia descritto gli eventi nell'ordine cronologico corretto..
L'unica data fermamente accettata è il 465 a.C., anno dell'inizio dell'assedio di Taso; essa è basata sui commenti fatti da un antico studioso anonimo a uno dei manoscritti esistenti delle opere di Eschine, il quale annotò che il disastro a Nove-Modi avvenne sotto l'arconte Lisiteo (in carica fra il 465 e il 464 a.C.).. Tucidide menziona questo attacco ai Nove-Modi come collegato all'inizio dell'assedio di Taso, e poiché afferma che l'assedio terminò dopo tre anni, esso risale di certo al 465-463 a.C.
Allo stesso modo, lo studioso anonimo fornisce una data probabile per l'assedio di Eione: questa annotazione pone la sua caduta nell'arcontato di Fedone (in carica fra il 476 e il 475 a.C.).. L'assedio potrebbe quindi essere stato compreso, verosimilmente, o tra il 477 e 476 a.C. o tra il 476 e il 475 a.C. La battaglia dell'Eurimedonte, invece, può essere datata al 469 a.C. basandosi sull'aneddoto di Plutarco sull'arconte Apsefione (in carica fra il 469 e il 468 a.C.), che scelse Cimone e i suoi generali come giudici in una gara: il collegamento è che Cimone aveva recentemente ottenuto una grande vittoria, molto probabilmente proprio la battaglia dell'Eurimedonte. Tuttavia, dato che la battaglia dell'Eurimedonte sembra essere stata dopo l'assedio ateniese di Nasso (ma prima dell'assedio di Taso), la data è chiaramente in contrasto con quella di Nasso; così, mentre alcuni accettano come data il 469,Perrin, note a Plutarco, Temistocle, 25.. un'altra scuola di pensiero la posticipa al 467 a.C.;. una terza ipotesi, dal momento che la battaglia sembra essere precedente all'assedio di Taso, piazza la battaglia nel 466 a.C.
La datazione di Nasso è strettamente connessa con altri due eventi contemporanei. Tucidide sostiene che Pausania, essendo stato privato del comando dopo l'assedio di Bisanzio, vi tornò come privato cittadino subito dopo e prese il comando della città fino alla sua espulsione da parte degli Ateniesi; egli poi attraversò il Bosforo e si stabilì a Colonae in Troade, fino a quando fu accusato di aver collaborato coi Persiani e richiamato a Sparta per essere processato. Tucidide, però, non fornisce alcuna cronologia di questi eventi.. Poco dopo, sempre secondo il suo resoconto, gli Spartani accusarono lo statista ateniese Temistocle, allora in esilio ad Argo, di complicità nel tradimento di Pausania; Temistocle allora fuggì da Argo, rifugiandosi forse in Asia Minore. Tucidide afferma che durante il suo viaggio, Temistocle finì per sbaglio a Nasso, in quel momento assediata dagli Ateniesi.. I tre eventi (tradimento di Pausania, fuga di Temistocle e assedio di Nasso), quindi, accaddero in rapida successione, e sicuramente dopo il 474 a.C. (la prima data possibile per l'ostracismo di Temistocle); essi sono generalmente collocati tra il 470 e il 469 a.C.,. ma se questa data è accettata ci sono diverse incongruenze nel racconto di Temistocle. Di conseguenza, è stata proposta una data molto più tarda per l'espulsione di Pausania da Bisanzio, e, tenendola per giusta, questi tre eventi andrebbero collocati intorno al 467 a.C., risolvendo il problema riguardo Temistocle e probabilmente spiegando anche alcuni dettagli incidentali citati nella biografia di Cimone scritta da Plutarco; tuttavia, questa linea temporale modificata non è universalmente accettata dagli storici.
Le campagne in Egitto e a Cipro sono un po' più facili da datare. Tucidide dice che la campagna d'Egitto è durata sei anni e che, tre anni più tardi, gli Ateniesi e gli Spartani firmarono una tregua di cinque anni; questo trattato di tregua è noto per essere stato stretto nel 451 a.C., per cui la campagna d'Egitto si svolse fra il 460 e il 454 a.C.. La campagna di Cipro, che seguì direttamente la tregua, risale quindi al 451-450 a.C..
Antefatto
Le guerre persiane avevano le loro radici nella conquista delle poleis greche dell'Asia Minore, e in particolare della Ionia, da parte dell'impero persiano di Ciro il Grande, poco dopo il 550 a.C. I Persiani trovarono gli Ioni difficile da governare, tanto che alla fine incoraggiarono l'instaurazione di un tiranno in ogni città ionica;. gli stati greci, in passato, erano stati governati spesso da tiranni, ma a quell'epoca questa era una forma di governo in declino..
Attorno al 500 a.C. la Ionia sembra essere matura per una ribellione contro i tiranni, sostenuti dai Persiani. La tensione crescente sfociò in una rivolta, causata dalle azioni del tiranno di Mileto Aristagora: questi, nel tentativo di salvarsi dalla punizione che gli sarebbe stata inflitta dai Persiani per aver sostenuto una spedizione fallimentare nel 499 a.C., Aristagora scelse di dichiarare Mileto una democrazia.. Questo scatenò rivoluzioni simili tra gli Ioni e le altre popolazioni greche della regione, dando inizio alla rivolta ionia.. Atene ed Eretria si lasciarono trascinare in questo conflitto da Aristagora e, nel 498 a.C., contribuirono alla cattura e all'incendio della capitale della satrapia persiana, Sardi;. dopo questo fatto, la rivolta ionia continuò per altri cinque anni, prima di essere totalmente domata dai Persiani (493 a.C.). Tuttavia, con una decisione di grande importanza storica, il re persiano Dario il Grande decise che, nonostante la rivolta fosse stata estinta con successo, bisognava Atene ed Eretria per averla sostenuto:. la rivolta ionica aveva minacciato gravemente la stabilità del suo impero, e gli stati della Grecia continentale avrebbero continuato a minacciarne la stabilità se non fossero stati combattuti, quindi Dario cominciò così a meditare la completa sottomissione della Grecia, a cominciare con la distruzione di Atene ed Eretria.
Nei due decenni successivi ci sarebbero due invasioni persiane della Grecia, comprendenti anche alcune delle più famose battaglie della storia. Durante la prima invasione la Tracia, la Macedonia e le isole dell'Egeo furono annesse dall'impero persiano, ed Eretria fu distrutta;. l'invasione, però, si concluse nel 490 a.C. colla decisiva vittoria ateniese nella battaglia di Maratona..