Negli scacchi vengono talvolta posti in essere dei comportamenti irregolari (alcuni dei quali noti anche con l'espressione inglese cheating, coniugazione del verbo to cheat, ovvero "barare") che consistono nell'infrangere deliberatamente le regole del gioco, solitamente di nascosto, al fine di ottenere un vantaggio a favore proprio, della propria squadra o di altri giocatori con i quali si è stretto un accordo.

Storia Il problema delle irregolarità nel gioco accompagna da sempre gli scacchi. Una leggenda narra che re Canuto d'Inghilterra avrebbe addirittura fatto uccidere un nobile danese a seguito di una contesa legata ad una partita a scacchi irregolare.. Trucchi e aiuti esterni compaiono anche nell'immaginaria partita di scacchi tra Apollo e Mercurio descritta da Marco Gerolamo Vida nel suo poema Scacchia ludus, composto intorno al 1513.

Alcuni famosi inganni sono legati alle macchine per il gioco degli scacchi: il più conosciuto è quello dell'automa noto come Il Turco (1769), che era in realtà manovrato da un giocatore umano, e analoghi celebri imbrogli sono vennero realizzati nel caso di Ajeeb (1868) e Mephisto (1886). A partire dalla fine del XX secolo, grazie allo sviluppo dei software scacchistici, alla diffusione di computer portatili, palmari, agli smartphone e ai sistemi di comunicazione senza fili, il problema diventa principalmente l'opposto, ovvero l'uso illecito di mezzi informatici per aiutare gli umani.

Tipologie di imbroglio Esiste la possibilità di barare in modi ed in momenti diversi: prima, durante e dopo la partita. Le modalità più comuni per avvantaggiarsi in maniera irregolare consistono nel ricevere indicazioni durante il gioco da spettatori complici, aiutarsi con un computer nell'analisi della partita in corso, alterare il proprio rating Elo, violare la regola sul tocco dei pezzi, concordare il risultato (tipicamente la patta) con un altro giocatore colluso (anche a vantaggio o svantaggio di giocatori terzi), infastidire l'avversario in vario modo o fare uso di tattiche psicologiche. Alcune azioni che possono avvantaggiare un giocatore a danno dell'avversario non sono esplicitamente proibite dal regolamento (nella cui prefazione è specificato che le regole potrebbero non coprire ogni possibile situazione di gioco), dunque il ritenerle accettabili o meno dipende da un giudizio di tipo etico. Tuttavia l'articolo 12.1 del regolamento FIDE fornisce all'arbitro una certa libertà d'azione in questo senso, prevedendo che i giocatori non possano prendere iniziative che arrechino discredito alla partita"The players shall take no action that will bring the game of chess into disrepute." Cfr. Traduzione italiana FSI del regolamento, cfr. . Ad esempio, reinserire nella scacchiera, senza farsi notare, un pezzo precedentemente catturato è una mossa illegale (e quindi sanzionabile con un'aggiunta di tempo all'avversario e il ripristino sulla scacchiera della posizione immediatamente precedente), ma in un simile caso la regola 12.1 può essere invocata dall'arbitro per applicare sanzioni più pesanti (anche la vittoria a tavolino) e punire il comportamento antisportivo.

Gli imbrogli irregolari non devono tuttavia essere confusi con altre situazioni di gioco note come swindle (che in inglese significa imbroglio, fregatura), nelle quali un giocatore in posizione chiaramente perdente tenta di ribaltare la partita sfruttando il senso di sicurezza dell'avversario e cercando di farlo cadere in qualche trappola.. Queste situazioni si svolgono nel pieno rispetto delle regole e non possono essere classificate come imbrogli o irregolarità; tuttavia, vengono considerate da alcuni giocatori come comportamenti moralmente scorretti ed antisportivi, in quanto privano l'avversario di una vittoria meritata, nonostante siano spesso sequenze di mosse affascinanti (anche se non vincenti di per sé, ma basate su un errore avversario, a differenza delle usuali combinazioni)..

Collusione

Nella storia degli scacchi non sono rare le accuse di collusione. Tipicamente si tratta di giocatori che perdono volontariamente o concordano preventivamente la patta per consentire a loro stessi o a qualche altro giocatore di ottenere un vantaggio, come una norma per il titolo di grande maestro, o per manipolare la classifica ed eventualmente l'assegnazione di premi. Tali comportamenti sono trattati esplicitamente e condannati nei regolamenti di alcune federazioni, come la USCF..

Molti maestri sovietici furono accusati di collusione reciproca a sfavore dei giocatori delle altre nazioni nel periodo tra il 1940 e il 1964, quando la scuola sovietica dominava incontrastata il panorama scacchistico internazionale. I maestri dell'URSS avrebbero alterato in questo modo molti tornei, anche se esistono pareri discordanti sull'effettiva entità di questo cartello scacchistico. Le accuse di collusione sono state sostenute anche da un'analisi statistica delle partite compiuta da ricercatori della Università Washington a Saint Louis.

Uno degli apici più significativi di questo fenomeno è ritenuto il torneo dei candidati che si tenne a Curaçao nel 1962, preliminare al campionato del mondo di scacchi del 1963. In quell'occasione si conclusero con la patta tutti e dodici gli scontri diretti fra i primi tre classificati, ovvero il vincitore Tigran Petrosjan (che concluse a 17,5 punti) e i secondi classificati ex aequo Paul Keres e Efim Geller (17 punti). Furono partite abbastanza brevi, in media solo 19 mosse ciascuna.. Dopo la conclusione del torneo, in un articolo dell'edizione dell'agosto 1962 di Sports Illustrated intitolato The Russians Have Fixed World Chess, Bobby Fischer (arrivato quarto, con 14 punti) accusò i "russi" (in realtà i sovietici) di essere collusi fra loro a danno degli altri giocatori; secondo il grande maestro statunitense i primi tre classificati si sarebbero messi d'accordo per concludere con la patta i loro scontri diretti, mentre Viktor Korčnoj era d'accordo per perdere contro di loro..

L'accordo per le patte è ritenuto vero da diverse fonti, ma i tre giocatori sospettati non hanno mai confermato. In una intervista rilasciata nel 2002, Jurij Averbach (che all'epoca era leader della squadra sovietica) ha giustificato i fatti sostenendo che l'ormai anziano Keres stesse solo cercando di risparmiare le proprie energie, mentre il risultato tra Petrosjan e Geller sarebbe dovuto alla grande amicizia fra i due, per i quali le patte nei loro scontri diretti non erano una novità. L'accusa di Fischer a Korčnoj è invece meno credibile in quanto quest'ultimo, nonostante l'insofferenza verso il regime (che lo porterà a fuggire dall'Unione Sovietica nel 1976, subendo il ritiro del passaporto e il ripudio da parte della sua ormai ex federazione) non ha mai confermato la verità di quelle supposizioni, sostenendo invece di essere rimasto stupito per le brevi patte viste nel torneo che, se effettivamente fossero state davvero concordate, sarebbero state programmate a sua insaputa. Inoltre il distacco di Fischer dal trio russo era notevole e non era necessario sacrificare volontariamente le partite di Korčnoj per assicurare il predominio dei sovietici nel torneo. Un altro elemento che depone a sfavore delle tesi di Fischer è costituito dal fatto che i risultati della collusione favorirono Petrosjan, che non era in buon rapporti con Korčnoj.

A seguito delle pesanti accuse mosse, la FIDE reagì cambiando il formato dei successivi tornei dei candidati al fine di eliminare possibili complicità fra i partecipanti. A partire infatti dal ciclo di qualificazioni successivo, che avrebbe portato al mondiale del 1966, il torneo round-robin è stato sostituito da una serie di match ad eliminazione diretta, con quarti di finale e semifinale al meglio delle dieci partite e una finale al meglio delle dodici.

Aiuti esterni nella posizione aggiornata

I sovietici furono accusati anche di fornire e impiegare aiuti nell'analisi della posizione aggiornata: ad esempio, Pál Benkő ha affermato che, nel corso dello stesso torneo dei candidati di Curaçao, Petrosjan e Geller gli offrirono il loro aiuto per la sua partita contro Keres, che però lui ha rifiutato..

Un celebre caso di aiuto durante l'aggiornamento avvenne alle Olimpiadi degli scacchi del 1962, disputate a Varna. Nel corso dell'incontro fra Unione Sovietica e Stati Uniti si affrontarono in prima scacchiera il campione del mondo in carica Michail Botvinnik e il diciannovenne Bobby Fischer; quando la partita tra i due venne aggiornata, il giocatore statunitense era in una posizione vincente. Botvinnik era molto preoccupato per il risultato e la sua tensione era aggravata dal fatto di avere una pessima considerazione del giovane americano, che considerava un nemico dell'Unione Sovietica soprattutto alla luce delle sue accuse di collusione mosse verso i sovietici pochi mesi prima (dopo il torneo dei candidati del 1962). Fischer cenò da solo e andò a dormire presto, dopo una breve analisi della posizione. L'intera squadra sovieticaFormata, oltre che dallo stesso Botvinnik, da Michail Tal', Boris Spasskij, Paul Keres, Efim Geller e l'allenatore Semën Furman. si riunì invece fino alle cinque e mezza del mattino successivo per analizzare la posizione, chiedendo anche per telefono il parere di Jurij Averbach, grande esperto di finali, che si trovava a Mosca. Geller individuò la possibilità di patta e Botvinnik si presentò il giorno dopo di ottimo umore sulla scacchiera, sorprendendo il giovane statunitense, il quale, fiducioso del suo vantaggio, non si aspettava di dover fronteggiare un'intera notte di analisi congiunta effettuata da sette GM sovietici.. Fischer si vide costretto ad offrire la patta; questa vicenda lo colpì tanto che nei successivi due anni non partecipò ad eventi internazionali, ritenendo che Botvinnik fosse un giocatore non all'altezza del titolo, che si manteneva ai vertici grazie ad una grande abilità politica, e sostenendo di non voler più avere a che fare con i "bari comunisti"..

Un altro caso noto avvenne nel torneo di Wijk aan Zee del 1969, dove Efim Geller riuscì a battere Friðrik Ólafsson grazie ad una idea fornitagli da Botvinnik nell'analisi della posizione aggiornata, mentre si consultava con questi e con Paul Keres.

Con lo sviluppo della tecnologia la pratica dell'aggiornamento è stata abbandonata, in quanto è impossibile prevenire l'uso del computer nell'analisi. Gli aiuti esterni alla sala di gioco nell'analisi della posizione aggiornata, quando questa venisse ancora applicata, sono consentiti nei regolamenti di alcune federazioni (come la USCF) in quanto rilevare le infrazioni è giudicato tecnicamente impossibile e la regola costituirebbe solo uno svantaggio per i giocatori onesti che la rispettasseroUnited States Chess Federation's Official Rules of Chess, art. 20F1..

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