La rivoluzione di agosto (in lingua vietnamita: Cách mạng tháng Tám) fu l'insurrezione del popolo del Vietnam che ebbe luogo nell'agosto fino al 2 settembre del 1945. Fu organizzata dal movimento Viet Minh, egemonizzato dal Partito Comunista Indocinese di Ho Chi Minh, dopo che alla fine della seconda guerra mondiale si era creato un vuoto di potere nel Paese con la resa del Giappone, il cui esercito nel marzo precedente aveva occupato l'Indocina francese ed aveva disarmato e imprigionato i colonizzatori europei. Entro fine mese, i Viet Minh si assicurarono il controllo di gran parte del Paese e, il 2 settembre, Ho Chi Min proclamò l'istituzione della Repubblica Democratica del Vietnam e l'indipendenza nazionale.
Premesse La Francia aveva conquistato il Vietnam tra il 1858 ed il 1885. L'occupazione della Cambogia fu portata a termine nel 1906 e quella del territorio dell'odierno Laos nel 1907. Fondata nel 1887 con capitale a Saigon, la federazione coloniale Indocina francese assorbì gradualmente tutti i territori conquistati nella regione. Nel 1902 la capitale fu spostata ad Hanoi. Le prime organizzazioni anti-colonialiste indocinesi nacquero in Vietnam agli inizi del XX secolo ed erano di stampo monarchico e illuminista. Le prime dimostrazioni ebbero luogo nel 1908 e furono duramente represse dal governo coloniale. Al termine della prima guerra mondiale, le ribellioni cominciarono anche tra i vietnamiti arruolati nell'esercito coloniale. Vi partecipò anche il giovane imperatore vietnamita Duy Tân, che fu catturato e deportato nella remota isola della Reunion. Tra i più importanti capi delle rivolte vi fu Phan Bội Châu, che preparò l'insurrezione sotto il profilo politico e militare ma fu catturato e messo agli arresti domiciliari a vita nel 1925. Phan Boi Chau and the Rise of Nationalism, countrystudies.us
Nascita del movimento comunista Nel 1925, l'espatriato comunista vietnamita Ho Chi Minh fondò in Cina la Lega della Gioventù Rivoluzionaria (Thanh Nien Cach Menh Dong Chi Hoi), allo scopo di esercitare giovani patrioti vietnamiti alla rivoluzione. In quel periodo fondò anche la Lega della Gioventù Comunista (Thanh Nien Cong San Doan), ma fu costretto alla fuga in Russia nel 1927 quando il leader nazionalista cinese Chiang Kai-shek ruppe l'alleanza con i comunisti. Ho Chi Minh and the Communist Movement, countrystudies.us Negli anni successivi si crearono segretamente diverse organizzazioni comuniste in Vietnam, che furono unificate nel febbraio del 1930 con la fondazione a Hong Kong del Partito Comunista del Vietnam, ribattezzato poco tempo dopo Partito Comunista Indocinese (PCI) per coinvolgere anche le popolazioni di Laos e Cambogia.
Nei mesi che seguirono, i comunisti ingrossarono rapidamente la propria base raccogliendo nuovi membri soprattutto tra le fasce più povere della popolazione, e in estate fu organizzata la prima grande rivolta anti-francese nelle province centro-settentrionali di Nghe An e Nghe Thin. La risposta delle autorità coloniali fu durissima e la repressione causò moltissime vittime tra i manifestanti e gran parte dei vertici del partito furono arrestati in tutto il Vietnam e all'estero. The Nghe-Tinh Revolt, countrystudies.us
Fondazione del movimento Viet Minh Il periodo che seguì fu di paziente ricostruzione, attraverso l'educazione dei membri del partito e con l'acquisizione di nuovi membri. Al primo Congresso nazionale del PCI svoltosi a Macao nel 1935, emerse l'indicazione data dal Comintern di cercare l'alleanza con i partiti nazionalisti in Indocina per fare un fronte unito anti-colonialista. Una svolta nella lotta comunista di liberazione si ebbe con lo scoppio della seconda guerra mondiale, in particolare dopo l'invasione tedesca della Francia, che indebolì il governo dell'Indocina Francese privandolo di gran parte dei rifornimenti. Il governo di Vichy fu costretto a sottostare alle richieste dell'Impero del Giappone nel 1940, permettendo alle truppe di Tokyo di stazionare in Indocina in cambio del riconoscimento giapponese della sovranità francese sulla regione. Il ridimensionamento dei francesi permise ai comunisti delle province settentrionali di organizzarsi al meglio sulle montagne ma a sud il movimento subì enormi perdite. World ear II and japanese occupation, countrystudies.us
Nel febbraio del 1941, dopo trent'anni di assenza, Ho Chi Minh rientrò segretamente in patria ed organizzò un quartier generale nelle grotte di Pac Bo, vicino alla frontiera cinese, dove in marzo si tenne l'ottava sessione plenaria del partito. Fu in tale circostanza che venne fondato il movimento Viet Minh, un progetto egemonizzato dal PCI a cui potevano accedere i patrioti vietnamiti di qualsiasi ideologia, pronti a fare un fronte comune per l'indipendenza. Il progetto intese creare un'unità tra le masse rurali e il nazionalismo della classe media urbana. Establishment of the Viet Minh, countrystudies.us Negli anni successivi, i Viet Minh espansero i territori sotto il proprio controllo nella regione settentrionale di Viet Bac, malgrado Ho Chi Minh fosse stato catturato in Cina dove fu detenuto per circa due anni prima di riunirsi alla lotta nel 1944.
Occupazione giapponese del 1945
Con la riorganizzazione della Francia nel movimento anti-nazista France Libre guidato dal generale de Gaulle, il 9 marzo 1945 i giapponesi occuparono militarmente l'intera Indocina francese e crearono l'Impero del Vietnam, uno Stato fantoccio indipendente ma sotto la propria tutela. A capo dello Stato fu posto l'Imperatore vietnamita Bảo Đại e a primo ministro l'intellettuale Trần Trọng Kim. Il trattato del 1883 con cui era stato imposto il protettorato sul Vietnam fu dichiarato nullo e i francesi furono imprigionati o costretti alla fuga nelle zone rurali. La situazione dell'Impero giapponese era comunque ormai compromessa nel quadro del conflitto mondiale, e il Partito Comunista Indocinese trasse profitto dal disarmo dei francesi e dal fatto che il controllo dei giapponesi si limitava ai maggiori centri urbani. I giapponesi divennero il nuovo nemico da scacciare ed il piano di attuazione consisteva nel prendere prima il controllo delle campagne e poi avanzare verso i centri urbani. Tra i vari comandanti che si distinsero in questo periodo vi fu il comunista Võ Nguyên Giáp, che avrebbe avuto un ruolo centrale nella politica del Paese nei decenni successivi.
Il popolo vietnamita rispose in massa alle sollecitazioni dei comunisti un po' ovunque, formando nuovi gruppi e organizzazioni di resistenza; ad Hanoi furono reclutati nuovi operai, contadini si unirono nella Provincia di Quang Ngai. Un'organizzazione comunista giovanile reclutò combattenti a Saigon, che presto divennero un milione nell'intera Cocincina. Fu affidato al generale Giap il comando del neonato Esercito di Liberazione del Vietnam, il nucleo di quello che sarebbe diventato l'Esercito Popolare Vietnamita.
Nel giugno del 1945, Viet Minh si era compiutamente organizzato nella zona di Viet Bac sia a livello militare che amministrativo. Aveva iniziato la ridistribuzione delle terre che erano state dei francesi ai contadini più poveri, erano state abolite le corvée, istituiti corsi per l'istruzione popolare e annunciati il suffragio universale e le libertà democratiche. A capo del direttivo fu posto Ho Chi Minh, e i territori liberati di Viet Bac contavano su un milione di abitanti. A sud era più esteso il controllo dei giapponesi, che potevano contare sull'appoggio di grosse sette buddhiste locali. I comunisti erano comunque in crescita con diverse organizzazioni nel sud, tra cui le maggiori erano la Gioventù d'Avanguardia e la Federazione dei Sindacati Vietnamiti.
Rivoluzione di agosto e indipendenza Il 13 agosto 1945, subito dopo i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki con cui gli Alleati piegarono definitivamente il Giappone, il comitato centrale del PCI riunito a Tan Trao diede indicazioni di dare il via all'insurrezione generale durante il Congresso Nazionale di Viet Minh, e istituì un comitato rivoluzionario alla cui guida fu posto il segretario del PCI Trường Chinh. Il 16 agosto, il Congresso di Viet Minh ratificò le decisioni prese a Tan Trao; a capo del nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, che rappresentava il governo provvisorio, fu posto Ho Chi Minh (gravemente malato in quel periodo). Il giorno dopo fu ufficialmente adottata la bandiera rossa con la stella gialla, e Ho lesse un appello alla Nazione per aderire all'insurrezione. The General Uprising and Independence, countrystudies.us
Il 15 agosto, l'imperatore Hirohito aveva annunciato la resa del Giappone; la notizia si diffuse ad Hanoi il 16 e subito il comando militare giapponese locale consegnò il potere alle autorità vietnamite, che il giorno dopo furono deposte dalle forze Viet Minh. I rivoluzionari si armarono e la mattina seguente fu proclamato a una folla di cittadini ad Hanoi l'inizio della rivolta. La folla occupò i principali edifici di potere senza incontrare resistenze; la vittoria ad Hanoi si estese subito agli altri capoluoghi delle province del Tonchino, che a loro volta occuparono le sedi dell'amministrazione. In Annam e in Cocincina, malgrado il PCI non avesse potuto espandersi come al nord, Huế e Saigon seguirono la sorte di Hanoi nel giro di pochi giorni. Il 25 agosto, l'imperatore Bảo Đại fu costretto ad abdicare. Le principali resistenze incontrate dai Viet Minh, ad opera dei gruppi buddhisti Hoa Hao e Cao Dai che cercavano di affermarsi in ambiti locali, si registrarono nel Delta del Mekong, dove in settembre iniziarono scontri armati.
Il 28 agosto Ho Chi Minh annunciò ad Hanoi, nuovo quartier generale Viet Minh, la formazione del governo provvisorio nazionale del quale era presidente e ministro degli Esteri, Giap era ministro degli Interni e Pham Van Dong delle Finanze, mentre il deposto imperatore fu nominato consigliere. Il 2 settembre, Ho Chi Min proclamò ad Hanoi davanti a mezzo milione di vietnamiti l'istituzione della Repubblica Democratica del Vietnam e chiuse il discorso con l'appello di riconoscere l'indipendenza del Paese alle forze alleate, vittoriose nel conflitto mondiale.
Sviluppi successivi In conformità con gli accordi siglati a luglio dai rappresentanti degli alleati alla Conferenza di Potsdam, un esercito di cinesi del Kuomintang di Chiang Kai-shek entrarono nel nord del Vietnam a inizio settembre per disarmare i giapponesi. Ho Chi Minh ordinò di evitare scontri armati e ne approfittarono i nazionalisti vietnamiti, appoggiati dai cinesi, che ottennero di entrare in un governo di coalizione capeggiato da Ho e con vicepresidente il leader nazionalista Nguyen Hai Than. Furono fissate elezioni generali per gennaio, per le quali 70 dei 350 seggi sarebbero spettati ai nazionalisti, e gli altri a chi veniva eletto, compresi gli stessi nazionalisti.
Ritorno dei francesi Difficoltà maggiori per i comunisti vi furono al sud, dove i francesi furono liberati dalle carceri dai britannici, ai quali la Conferenza di Potsdam aveva delegato per il sud del Paese compiti analoghi a quelli assegnati ai cinesi per il nord. I francesi occuparono Saigon e si mossero poi verso il delta, dove la presenza delle sette buddhiste costrinse i comunisti a rifugiarsi nelle aree più remote.