Ubi sunt (letteralmente "dove sono?") è un'espressione tratta dal latino Ubi sunt qui ante nos fuerunt?, ovvero "dove sono coloro che furono prima di noi?". Ubi nunc...? ("E ora, dove sono?") è una variante comune.Vedere alcuni esempi in James W. Bright, The 'ubi sunt' Formula, "Modern Language Notes" 8/3 (March 1893-94)

Inteso a volte come un'espressione di nostalgia, il motivo dellubi sunt è piuttosto una meditazione sulla morte e sull'impermanenza della vita che, a seconda del contesto in cui è citata, può condurre a conclusioni angoscianti o, al contrario, anche a un invito vitalistico all'amore e al godimento, con la figura retorica di significato nota come carpe diem.Ubi sunt è la frase d'apertura di molte poesie medievali e si riscontra, per esempio, nella seconda stanza dell'inno studentesco De brevitate vitae, conosciuto per il suo incipit come Gaudeamus igitur: Ubi sunt qui ante nos / In mundo fuere?, "Dove sono ora coloro / che furono al mondo prima di noi?" Questo tema è stato ampiamente visitato dai poeti latini medievali: se anche non avevano a disposizione Cicerone, conoscevano però molto bene il verso di Boezio Ubi nunc fidelis ossa Fabricii manent?, "Dove giacciono ora le ossa del fedele Fabrizio?".

Esempi

Francese Il poeta medievale François Villon si ispira visibilmente al tema nella sua Ballade des dames du temps jadis, "Ballata delle dame del passato", con la domanda Mais où sont les neiges d'antan? ("Ma dove sono le nevi di un tempo?"),

Un altro famoso autore medievale, Rutebeuf, scrisse dei "Poemi della sventura", Poèmes de l'infortune, che contengono questi versi:

Ovvero, all'incirca: "Cosa è stato dei miei amici, che avevo tenuto tanto vicini e tanto amato?". Nella seconda metà del ventesimo secolo il cantautore monegasco Léo Ferré musicò questa poesia, rendendola famosa: la canzone si intitolava Pauvre Rutebeuf.

Tedesco

Il ritornello citato di Villon è ripreso nell'ironica, amara canzone di Berthold Brecht e Kurt Weill Nannas Lied, che esprime il ricordo labile e senza rimorsi di una vecchia prostituta con questi versi:

Spagnolo In "Coplas por la muerte de su padre"Canzone per la morte di suo padre, il poeta spagnolo Jorge Manrique scrisse strofe altrettanto famose sui suoi contemporanei che la morte aveva rapito:

Persiano Nella poesia persiana medievale, il tema dell'''Ubi sunt? pervade tutto il Rubʿayyāt, ovvero le "Quartine" opera del matematico e poeta ʿUmar Khayyām:

Inglese

Antico inglese (anglosassone) Un'atmosfera generale di "ubi sunt" emana dall'intero testo di Beowulf. La letteratura anglosassone, al tempo in cui Beowulf fu scritto, esprimeva il senso di inevitabile sventura tipico del lamento dell'"Ubi sunt": con la conquista dei Bretoni romanizzati gli Anglosassoni si ritrovarono a contemplare maestose costruzioni di pietra e raffinati decori celtici che suggerivano l'idea di un passato tanto glorioso quanto perduto (si parla di "opere di giganti" in The Ruin). Le maggiori opere anglosassoni in tema "ubi sunt" sono The wanderer ("Il viandante"), Il lamento di Deor, The Ruin e The Seafarer ("Il navigante"), tutte parte di una collezione nota come "Il libro di Exeter, la più importante collezione a noi pervenuta di letteratura in inglese antico. The Wanderer è un ottimo esempio dell'uso frequente, nella letteratura "Ubi sunt", dell'interrogativa retorica. In anglosassone si legge il passaggio seguente (versi 92-96):

Nel XX secolo, J.R.R. Tolkien, scrittore e studioso di letteratura inglese, utilizzerà l'incipit di questa strofa per una poesia dei Rohirrim nella seconda parte della sua opera fantasy Il Signore degli Anelli, Le due torri; è ripresa, nella versione di Tolkien, anche nel film di Peter Jackson Il Signore degli Anelli - Le due torri.

Medio inglese La poesia del tredicesimo secolo "Ubi Sunt Qui Ante Nos Fuerunt" è un esempio in medio inglese che rispecchia la tradizione medievale:Margaret Ferguson, Mary Jo Salter, Jon Stallworthy ed., The Norton Anthology of Poetry, Fourth Edition, W. W. Norton & Company, New York – London, 1996, p. 13, ISBN 0-393-96820-0

William Dunbar Il Lament for the Makaris ("Lamento per i poeti", ca. 1505) del makar (poeta scozzese, bardo) William Dunbar consiste in una parte introduttiva (riportata qui di seguito) seguita da una lista di poeti scozzesi del passato con il ritornello latino Timor mortis conturbat me ("la paura della morte mi sconvolge") al termine di ciascuna delle 25 quartine:

Shakespeare

La figura dellUbi sunt figura anche in varie opere di Shakespeare. Quando Amleto trova i teschi al cimitero, si esprime così:

Where is Bohun? In un'arringa forense del 1625 riguardante la Contea di Oxford, il Giudice Ranulph Crewe elenca le grandi dinastie nobiliari del Medioevo, estinte nella Guerra delle due rose e altre avversità, e parla così:

Quando questo passaggio è stato citato nella Camera dei lord negli anni settanta, Charles Stourton, ventiseiesimo Barone di Mowbray (il titolo nel frattempo era stato ripristinato), esclamò in risposta "Mowbray è qui", tra fragorosi applausi., by Huon Mallalieu, p. 3

XVIII secolo L'interesse per il tema dell'''Ubi sunt ha conosciuto una rinascita negli ultimi anni del Settecento, in seguito alla pubblicazione della "traduzione" dei Canti di Ossian da parte di James Macpherson. L'ottavo dei Frammenti di antica poesia raccolti nelle altopiani della Scozia vede Ossian piangere così:

Questo e i successivi testi ossianici di Macpherson, Fingal (1761) e Temora (1763), alimentarono il gusto dei romantici per la malinconia e il primitivo.

XX secolo

Il componimento che più di ogni altri riprende questo tema e lo sviluppa in tutto l'opera è l'Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology), ripresa poi da Fabrizio De André nel suo disco Non al denaro non all'amore né al cielo liberamente ispirato all'opera di E.L.Masters. La poesia (e la canzone di De André) che sintetizza al meglio il messaggio è senza dubbio "La collina" nella quale il poeta imposta nell'incipit tutto l'opera e il "Dove sono?" è la domanda di ogni seguente ottetto, intervallato dalla frase ultimativa "dormono, dormono sulla collina" :

Note

Bibliografia

Voci correlate Carpe diem Memento mori Timor mortis conturbat me Vanitas

Collegamenti esterni

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