Fu un frate francescano e compagno di Francesco d'Assisi.
Il personaggio, forse di fantasia, ha tratti curiosi e caratteristici che testimoniano una spiritualità di "santa pazzia"Pietro Zovatto, "Storia della spiritualità italiana", Città Nuova, 2002, pagg. 68-69.
Le sue vicende sono descritte, in un genere comico-letterario molto raro al suo tempo, nell'agiografia Vita di Frate Ginepro, spesso allegata ai Fioretti di san Francesco.
Le sue ossa ("rite recognita") furono riposte nel 1958 - a settecento anni dalla morte - nella chiesa da sempre francescana dell'Aracoeli.
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