La Società Sportiva Dilettantistica Marsala 1912 a r.l., in passato Sport Club Marsala 1912 e comunemente nota come Marsala, è una società calcistica italiana con sede nella città di Marsala. Milita in Eccellenza Sicilia, la quinta divisione del Campionato italiano di calcio.

Il primo club cittadino fu fondato nel 1912, con la denominazione di Marsala Football Club, grazie al commerciante inglese Sir Enrico Clark, amministratore dello stabilimento vinicolo Ingham, a Lilibeo, che ne divenne il presidente. Il Marsala figura tra le società calcistiche più antiche di Sicilia per gli oltre 100 anni di storia del club, dove ha vissuto il suo periodo di maggiore popolarità tra gli anni cinquanta e gli anni novanta, nei quali prese parte a numerosi campionati di Serie C. Tornato tra i professionisti nel 1995, riconquistò la Serie C1 nel 1998. La società attuale è ripartita dal campionato di Promozione nel 2022, facendosi portatrice dell'intera tradizione calcistica lilybetana. Gioca le sue gare interne allo Stadio Antonino Lombardo Angotta.

Storia Dalle origini fino agli anni sessanta Nel 1870 un commerciante inglese di nome John Woodhouse, proveniente da Liverpool, trovatosi a Marsala e venuto a conoscenza dell'alta alcolicità dei vini prodotti dalle uve inzolia e catarratto e, vedendo che per il gusto s'avvicinavano molto ai famosi vini della Spagna e del Portogallo, provvide alla loro lavorazione e diede vita all'industria del vino cui diede il nome della città: Marsala. Gli inglesi portarono quindi il calcio a Marsala. Anche se mancano documenti, appare comunque più che attendibile la data del 1912 cui si fa ascendere la fondazione della prima società calcistica marsalese, quasi certamente "Marsala Football Club", secondo la moda inglese. Come inglese ne era anche il presidente, Sir Enrico Clark, amministratore dello stabilimento vinicolo Ingham, a Lilibeo.

In questi primi 24 mesi di attività, lo Sport Club Marsala ebbe come presidente Enrico Clark, mentre allenatore e direttore tecnico fu un altro inglese, Raffaele White. La squadra aveva ancora tre cittadini d'oltre manica, il portiere Felice Andersson, il centro-mediano Gerardo Thompson ed il mediano Fitzgerald. Oltre al campo del Piazzale dei Mille, i primi anni di vita si svolsero in un terreno da gioco che sorgeva appena fuori dal quartiere Porta Nuova. A pochi metri da dove, qualche decennio dopo, sarebbe sorto lo Stadio della Vittoria, con capienza di circa 4.000 spettatori, che chiuse cinquanta. Il Marsala arriva per la prima volta nel terzo livello calcistico italiano nel 1942-43, anno in cui arriva 6º nel girone N di Serie C.

Nel 1954 la squadra venne rilevata da Antonino Lombardo Angotta, facoltoso uomo politico e sociale marsalese. Lombardo Angotta presiedette la società per dieci anni, facendo costruire (inaugurato nel 1956 in occasione di Marsala-Reggina) lo Stadio municipale che oggi porta il suo nome e il cavalcavia per raggiungerlo. Nei dieci anni di presidenza di Lombardo Angotta, il Marsala sfiorò la promozione in Serie B nel 1959-60, secondo dietro al Foggia. Nella metà degli anni sessanta la squadra passò al presidente Aurelio D'Asta, che la riportò in Serie C dopo la retrocessione del 1965. Il Marsala torna in Serie C (terza serie unificata) nel 1968 ai danni dell'Acireale, in uno spareggio giocatosi a Palermo il 2 giugno.

Gli anni settanta e ottanta Finite le ere Lombardo Angotta e D'Asta, il Marsala tornò nelle mani degli imprenditori vinicoli. Silvano Lombardo, titolare della omonima azienda produttrice del vino marsala, rilevò la società.

Nel 1977-78, la squadra giovanile del Marsala ha conquistato il Torneo Dante Beretti riservato alle formazioni di Serie C, battendo in finale la SPAL per 3-0. Nel 1978, a causa della ripartizione della Serie C unica in C1 e C2, il Marsala, classificatosi solo al 16º posto, fu retrocesso in Serie C2.

La decade si apre con l'annata 1980-81, quando il Marsala si classificò quarto.

Nel 1984 la società, affrontò una difficile crisi societaria, retrocedendo per tre stagioni consecutive, passando così dalla Serie C2 al campionato di 1ª Categoria. DAl campionato 1986-87 viene rilevata dall'Architetto Giacomarro, conquistando la promozione.

Lo stadio Antonino Lombardo Angotta è in ristrutturazione e la squadra gioca le partite interne al Campo "Ciavolo", oggi abbandonato. Il testa a testa con il Castellammare Calcio culmina in uno spareggio, disputatosi sul campo neutro di Castelvetrano il 24 maggio 1987. Il Marsala, con una rete dal limite dell'area di rigore, realizzata dall'instancabile centrocampista Salvatore Guaiana batte 1-0 il Castellammare e ritorna in Promozione. Nel 1987-88 si classifica 4º nel campionato di Promozione Siciliana, dove gioca la stracittadina con il Pro Marsala, società calcistica fino a poco tempo prima conosciuta come PLO (Polisportiva Lilybeum Olimpia) Pizzo. In virtù del 4º posto, della fusione con il Pro Marsala per la mole di spettatori presenti allo stadio e in trasferta, la lega decide di ammettere il sodalizio siciliano in Serie D dopo una stagione di Promozione Siciliana.

La stagione 1988-89, in serie D, è segnata dalle reti di Mario Guidotti, attaccante di Viareggio. Guidotti, tra il 1988 e il 1994, in tre stagioni e mezza di militanza nel Marsala, conterà 41 reti.

Anni novanta Nella stagione 1991-92 il Marsala riuscì ad ottenere un terzo posto.

Nel 1994-95, la squadra, intanto passata sotto l'amministrazione dell'avvocato Diego Maggio, dirigente, dal 2018 in pensione, della ex Provincia Regionale di Trapani (nonché ex giocatore e in seguito allenatore del Marsala Volley 1919, squadra con la quale ottenne nel campionato 1994/'95 a promozione in serie C2), venne affidata a Mario Buccilli, ciociaro di Sora storico seguace di Zdeněk Zeman, di cui fu suo secondo al Fenerbahçe. Buccilli era stato un difensore in Serie B, dove aveva giocato con Sambenedettese, Avellino e Rimini. La squadra ritorna in Serie C2 dopo 11 anni (ultima volta nel 1984).

La squadra ritorna ai Lombardo degli anni settanta, nella persona di Marika Lombardo, coniuge di Domenico Giacomarro, ex calciatore di serie A nell'Hellas Verona.

Nel 1995-96, Buccilli dopo la riconferma, venne esonerato e la squadra venne affidata a Giuseppe Raffaele. Il Marsala 1912 raggiunse la salvezza ai play out. La stagione 1995-96 è segnata dai gol di Giovanni Sorce, ex Parma e Licata. Lo stesso Sorce infatti, tornerà due anni più tardi a Marsala, per vincere il campionato e conquistare una promozione in Serie C1.

Nella stagione 1996-1997, sulla panchina del Marsala siede Giorgio Taormina, ex calciatore di Serie B. La squadra colleziona risultati negativi non riuscendo ad uscire dalla crisi, così Taormina viene esonerato e sostituito da Antonucci, anch'egli poi esonerato per richiamare Taormina. Nella finestra di mercato di gennaio, Domenico Giacomarro lascia addirittura il Marsala per passare all'Altamura Calcio, squadra pugliese antagonista nella lotta serrata per la salvezza. Taormina viene esonerato nuovamente, per dar spazio a Massimo Morgia. Morgia ridisegna la squadra col suo 3-4-3, inserisce il centrocampista Mauro Picconi (ex Ternana e Lucchese in B, a Marsala per tre anni, in cui nell'ultimo, il 1999, da capitano) e il difensore Flavio Chiti, ex Foggia in Serie A.

La squadra si presenta ai play out contro l'Altamura dell'ex Giacomarro. il Marsala rimane in Serie C-2.

Nell'estate del 1997, la squadra venne affidata al presidente Leonardo Mannone e al riconfermato allenatore Massimo Morgia. La squadra al debutto in casa batte il Sora di Michele Marcolini per 2-0. Il Marsala vinse il campionato con una giornata d'anticipo.

Nella partita contro il , il Marsala perse per 0-3.

Successivamente il Marsala conquistò la matematica promozione in Serie C1. Nei play off, il eliminò il nelle semifinali, e il Benevento Calcio in finale, conquistando la C1 e facendo compagnia al Marsala nel salto di categoria.

Durante la stagione 1997-98, fu organizzato il Trofeo "Marsala Città del Vino". Si trattò di un triangolare disputato dalla compagine siciliana contro e Amburgo. La prima partita, Marsala-Feyenoord, vide il Marsala vittorioso per 1-0 con gol di Emanuele Germano. La seconda partita, Amburgo-Feyenoord, terminò 1-1. Nella terza partita, Marsala-Amburgo finì ai rigori con i tedeschi vittoriosi; decisivo, sia a calciare che a parare, il portiere Hans-Jörg Butt.

Nell'estate del 1998, per festeggiare la vittoria del campionato di Serie C2, si giocò un'amichevole contro il Napoli Calcio, capitanato da Francesco Baldini e Igor Protti, che militava in Serie A. Il Marsala vinse per 1-0, grazie ad un gol di Francesco Marino.

Nella stagione 1998-1999 Morgia chiede due acquisti per andare tentare la promozione in Serie B. La società non accetta. L'allenatore toscano passa al portandosi in rosanero i difensori Simone Fortini e Francesco Tondo, il centrocampista Mauro Picconi, gli attaccanti Erbini e Giovanni Sorce, il preparatore atletico Vincenzo Teresa e il Direttore Generale Antonio Schio. Tommaso Napoli va alla Nocerina.

Viene ingaggiato il nuovo direttore sportivo, Michele Pirro. La squadra venne affidata ad Agatino Cuttone.

Nonostante dopo due giornate la squadra si trovasse al primo posto a punteggio pieno, deluse molto nel girone d'andata, così l'allenatore Agatino Cuttone venne esonerato.

Nel girone di ritorno la squadra, venne guidata da Luigi Carducci in panchina. Il girone di ritorno è caratterizzato dalle reti del bomber Calvaresi e di Patrice Evra. Nonostante le tante vittorie e un duello con l'Ancona, la squadra non riesce però ad evitare i play-out, steccando lo scontro diretto in casa con l'Avellino, appaiato a pari punti ma in vantaggio negli scontri diretti. I play out vengono giocati con la Battipagliese. La squadra vince all'andata (vittoria in Campania 0-1) e pareggia al ritorno (1-1).

La squadra 1999-2000 si appresta a disputare il campionato di Serie C1. La squadra venne affidata ad Angelo Orazi che non riuscì a salvarla. L'ultimo posto a pari merito con l'Atletico Catania sancì la retrocessione in Serie C2, essendo il Marsala in svantaggio negli scontri diretti.

Anni duemila In estate un fallimento portò la società ad una radiazione. Al fallimento del Marsala è stata dedicata una puntata della trasmissione di Raitre "Sfide". Leonardo Mannone, presidente del Marsala, fu letteralmente truffato dalla camorra dei Casalesi che dovevano intascare una ingente somma di denaro proveniente dall'Ungheria. In quegli anni, un'operazione simile si poteva compiere soltanto come finanziamento a scopo benefico, cioè beneficenza, oppure tramite il contratto d'acquisto di una società sportiva. I casalesi si avvalsero della figura di Giorgio Chinaglia, come garanzia e, una volta d'accordo su tutto, fu organizzata una conferenza stampa di presentazione della nuova società nella quale erano presenti Stefano Desideri, ex centrocampista di Roma e , che avrebbe dovuto essere il nuovo allenatore, e Odoacre Chierico che avrebbe ricoperto il ruolo di direttore generale. Una volta firmato il preliminare d'acquisto, gli acquirenti presero il denaro dall'Ungheria e scomparirono nel nulla e Mannone non riuscì ad adempiere gli impegni presi. Nonostante le cessioni record di Patrice Evra e Paolo Cozzi al Monza per 1,2 miliardi di lire, la società, nonostante non avesse i conti in rosso, fu costretta a dichiarare fallimento e il Marsala dovette così abbandonare la serie C1 per andare a giocare nell'Eccellenza Siciliana.