Rivarolo (Rieu o Roieu in genovese) è un quartiere di Genova nella bassa Val Polcevera, compreso tra i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano a sud, Bolzaneto a nord, Sestri Ponente ad ovest.
Ad est il crinale sinistro della Val Polcevera, sul quale corre la lunga cortina delle mura seicentesche di Genova divide Rivarolo da San Teodoro, Oregina e Staglieno, ma non esistono strade di collegamento dirette con questi quartieri.
Descrizione del quartiere L'ex circoscrizione di Rivarolo fa parte insieme ai quartieri di Bolzaneto e Pontedecimo del Municipio V Valpolcevera e comprende le unità urbanistiche "Rivarolo", "Borzoli Est", "Certosa", "Teglia" e "Begato", che complessivamente avevano al 31 dicembre 2022 una popolazione di abitanti.
Importante snodo ferroviario genovese è stato comune autonomo, con la denominazione di Rivarolo Ligure, fino al 1926, quando con il regio decreto-legge n. 74 del 14 gennaio 1926, nell'ambito della creazione della cosiddetta Grande Genova, insieme ad altri diciotto comuni fu aggregato a quello di Genova, la cui nuova entità amministrativa diventò operativa dal 1º luglio 1926.Regio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74
Toponimo Diverse sono le ipotesi circa il toponimo "Rivarolo", da alcuni fatto risalire alla posizione del borgo sulla riva del torrente Polcevera. Questa tesi contrasta con il fatto che l'abitato più antico, come la maggior parte dei paesi della Valpolcevera, sorgeva più a monte, al riparo dalle piene del torrente. Probabilmente l'origine del nome va ricercata nel termine "Roieu" che nel dialetto antico significava "rovereto" (bosco di roveri).Corinna Praga, "Genova fuori le mura" Chiamato Riparolium negli Annali del Giustiniani del 1535, fu in seguito diviso in Rivarolo Soprano (la zona attorno alla chiesa di S. Maria Assunta e quella della Costa, alla destra del torrente Torbella) e Rivarolo Sottano (Certosa e Borghetto, alla sinistra del Torbella).
Territorio Il territorio dell'ex circoscrizione di Rivarolo si estende su entrambe le sponde del Polcevera, nella parte bassa della valle, e comprende le valli di alcuni dei suoi affluenti, il principale dei quali è il torrente Torbella. Altri rivi minori sono il rio Maltempo, nella zona detta "Bersaglio" e, sul versante destro, il Pianego e il Trasta. I principali centri (Rivarolo, Certosa e Teglia) si trovano sulla sinistra del torrente, allineati lungo la ex Strada statale 35 dei Giovi. Sull'argine che divide gli abitati dal torrente, costruito intorno alla metà dell'Ottocento, corre la linea ferroviaria Genova-Torino.
In collina sul versante sinistro sorgono gli antichi borghi di Begato, Garbo e Fregoso e il moderno quartiere di edilizia popolare denominato "Valtorbella" (comunemente chiamato CIGE). Sul versante destro della valle si trovano le frazioni di Fegino e Trasta, che fino al 1926 appartenevano al soppresso comune di Borzoli e che insieme formano l'unità urbanistica "Borzoli Est".Nel 1927, un anno dopo la costituzione della Grande Genova, l'ex comune di Borzoli fu smembrato: la zona ovest fu accorpata alla delegazione (circoscrizione) di Sestri Ponente e la zona est a quella di Rivarolo.
Storia Dalle origini al Settecento
Le prime notizie del borgo di Rivarolo risalgono ad un documento del XII secolo, in cui è fatto riferimento a dei terreni nei pressi della chiesa di Santa Maria della Costa, la cui esistenza è documentata dall'anno 1012. A quell'epoca intorno alla chiesa e lungo la via che da Begato scendeva ai guadi del torrente in direzione di Fegino e del ponente genovese si formò il borgo della Costa, detto anche Rivarolo Soprano.
Nel medioevo i Fieschi, signori della zona, vi fecero costruire un palazzo e, sulla collina della Pigna, un castello, distrutto nel corso degli scontri avvenuti nel 1325 tra guelfi e ghibellini. In ricordo di quel fortilizio, i cui pochi ruderi erano visibili fino a pochi decenni fa, la collina è chiamata anche Castelluccio, toponimo rimasto alla via che sale alla sua sommità (il toponimo Pigna faceva invece riferimento ad un secolare pino che sorgeva sulla collina, raffigurato anche nello stemma del comune di Rivarolo e che fu abbattuto da un violento temporale il 5 marzo 1926).
Lungo la via diretta a Begato, sulla collina soprastante la chiesa, nel 1612, in un terreno acquistato dagli Spinola, i frati francescani avrebbero costruito il convento di N.S. della Misericordia, con annesso ospitale, poi divenuto nel 1862 sede dell'Ospedale Celesia, ancora oggi parzialmente operante. I successivi lavori di ristrutturazione e di ampliamento dell'ospedale non consentono più di riconoscere la struttura originaria dell'edificio, ad eccezione dell'annessa cappella.
Nel frattempo, verso la fine del XIII secolo, i monaci Certosini si erano stabiliti con un altro grandioso monastero a Rivarolo Sottano, località che avrebbe poi da loro preso il nome di Certosa.
Per la sua posizione il borgo fu più volte al centro di fatti d'armiÈ ricordato ad esempio il transito nel 1507 dell'esercito francese, guidato dallo stesso re Luigi XII, venuto alla riconquista di Genova (come ricorda il Guicciardini nella Storia d’Italia) e che si era alloggiato con la sua corte nell'Abbazia di San Nicolò del Boschetto, nei pressi di Fegino., ma gli eventi più negativi sono quelli avvenuti durante la guerra del 1746-1747, con l'occupazione dei dintorni di Genova da parte delle truppe austriache. Nei primi mesi del 1747 gli austriaci, cacciati da Genova nel dicembre 1746 in seguito alla rivolta iniziata con il leggendario episodio del Balilla, occuparono i dintorni da dove posero l'assedio alla città nel tentativo di riconquistarla. In quei mesi moltissimi cittadini persero la vita, per gli scontri bellici e per le privazioni patite, molte case e chiese furono distrutte o gravemente danneggiate, tra queste la chiesa di Santa Caterina di Begato e il convento di N.S. della Misericordia.Le cronache raccontano che durante la guerra del 1746 un esercito austriaco si era accampato nel letto asciutto del Polcevera, nella zona di Teglia. Il 4 settembre 1746 un improvviso acquazzone causò una piena del torrente, distruggendo le masserizie e provocando la morte di numerosi soldati. L'episodio ebbe una notevole risonanza ed è citato da numerosi autori (tra i quali il Casalis, nel testo citato in bibliografia), anche stranieri (vedere A Classical Tour Through Italy di J. Chetwode Eustace, Londra, 1821).
Lo sviluppo della zona coincise con l'apertura, nel 1772, della prima strada di fondovalle da Sampierdarena, voluta dal doge G.B. Cambiaso. Il nucleo storico di quel periodo, ancora ben riconoscibile, nonostante l'impetuoso sviluppo edilizio del Novecento, è costituito dal borgo, attraversato dall'attuale Via Celesia, situato tra la sponda sinistra del torrente Polcevera (il cui letto, prima della costruzione dell'argine a metà dell'Ottocento, era molto più ampio dell'attuale) e la sovrastante collina, con la chiesa dell'Assunta e il convento di N.S. della Misericordia.
Sempre al Settecento risalgono alcuni insediamenti signorili, quali la villa Pallavicini, nel centro di Rivarolo e quella della famiglia Lomellini, detta "Villa Buena", fin dal 1879 sede di un istituto scolastico privato, ancora oggi attivo.
L'Ottocento Nel 1800 la discesa delle truppe napoleoniche pose fine alla plurisecolare storia della Repubblica di Genova. Con il dominio francese e le nuove suddivisioni amministrative, all'inizio dell'Ottocento Rivarolo divenne un comune autonomo, che in origine comprendeva anche la frazione di Murta, passata al comune di Bolzaneto nel 1869.
Nel 1814, a seguito delle decisioni del Congresso di Vienna la ex Repubblica Ligure napoleonica, e quindi anche il comune di Rivarolo, passò al Regno di Sardegna. Così il Casalis descriveva il comune di Rivarolo Ligure nel 1834:
Verso la metà dell'Ottocento, con l'arginatura del torrente e la costruzione della ferrovia ebbe inizio lo sviluppo industriale della Valpolcevera, che ne determinò anche un grande sviluppo demografico, urbanistico e viario. La crescita urbanistica, divenuta impetuosa soprattutto a partire dalla fine dell'Ottocento ha modificato significativamente la topografia della cittadina, con la costruzione di numerose case di abitazione, insediamenti industriali e infrastrutture stradali e ferroviarie in aree in precedenza agricole, con la totale urbanizzazione dell'area compresa tra il nucleo antico di Rivarolo e la frazione di Certosa.Gli abitanti, che erano circa nel 1850, divenuti all'inizio del Novecento e circa subito dopo la prima guerra mondiale per arrivare agli attuali (dopo aver superato i negli anni settanta).
Nel 1859 fu inaugurata la stazione ferroviaria, nel 1862 nei locali del soppresso convento di N.S. della Misericordia entrò in funzione l'ospedale Celesia, la prima struttura sanitaria moderna della Valpolcevera. Nel 1881 entrò in servizio la linea tranviaria a cavalli, poi elettrificata nel 1905.
L'aumento della popolazione e lo sviluppo industriale resero insufficiente la vecchia viabilità settecentesca, per cui furono aperte nuove strade più ampie, utilizzando anche in parte i terreni che prima della costruzione dell'argine facevano parte del greto del torrente Polcevera.
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento furono costruiti la strada consorziale lungo l'argine e il ponte sul Polcevera, che collegava Rivarolo con Fegino e Borzoli, premessa allo sviluppo urbanistico delle aree sulla sponda destra del torrente, all'epoca ancora sotto la giurisdizione del comune di Borzoli.Maurizio Lamponi, "Valpolcevera, come eravamo"
Il Novecento Con il regio decreto-legge n. 74 del 14 gennaio 1926, nell'ambito della creazione della cosiddetta Grande Genova, il comune fu soppresso e aggregato con altri 18 a quello di Genova, la cui nuova entità amministrativa diventò operativa dal 1º luglio 1926.
Gli anni venti del Novecento hanno visto lo sviluppo urbanistico e residenziale verso la collina della Misericordia, favorito dall'apertura, nel 1923, della strada carrozzabile per l'ospedale Celesia (via P. Negrotto Cambiaso).
Il miglioramento del collegamento viario sulla strada principale di fondovalle comportò, negli anni trenta, la demolizione delle vecchie case che formavano il rione del Borghetto, tra Certosa e Rivarolo, in corrispondenza del ponte sul torrente TorbellaIl ponte era detto “dei Carabinieri” perché nei pressi ebbe sede per molti anni un distaccamento dell'Arma dei Carabinieri. Negli anni sessanta comandante di questo distaccamento fu il maresciallo Felice Maritano, che in seguito, passato a far parte del Nucleo Speciale Antiterrorismo, cadde il 17 ottobre 1974 in uno scontro a fuoco con i terroristi delle Brigate Rosse a Robbiano di Mediglia, nell'hinterland milanese., affluente del Polcevera.
L'espansione edilizia nelle zone collinari è proseguita anche nel secondo dopoguerra: negli anni settanta sono stati costruiti i quartieri di edilizia popolare denominati Valtorbella e Diamante, nel linguaggio giornalistico e in quello corrente chiamati rispettivamente CIGE e Begato. Quest'ultimo toponimo più propriamente corrisponde all'antico borgo situato più a monte di questi nuovi insediamenti.
Frazioni e località Certosa
Certosa (in genovese Certoza ) è una località che, con l'incedere dell'urbanizzazione, negli anni '70 e '80 ha iniziato a costituire un'unica area urbana insieme a Rivarolo. Con i suoi abitanti è l'unità urbanistica più popolosa dell'intero quartiere. Prende il nome dalla Chiesa di San Bartolomeo della Certosa, complesso monastico fondato alla fine del Duecento da Bartolino Dinegro, ricostruito nel 1562 e restaurato nell'Ottocento, che comprende la chiesa di S. Bartolomeo e un sontuoso chiostro cinquecentesco con porticato.
A Certosa sbocca la galleria, lunga , inaugurata nel 1908, già percorsa dai tram elettrici e successivamente dalla metropolitana di Genova, che provenendo dal centro ha qui il suo capolinea periferico.