Il Marocco è un Paese dell'Africa settentrionale che confina con l'Algeria e Mauritania a sud ovest e si affaccia a nord est al Mar Mediterraneo, a nord ovest e a ovest all'Oceano Atlantico. Si estende su una superficie di 710.000 km².
Il rilievo L'orografia del Marocco è caratterizzata da quattro grandi sistemi montuosi (Rif, Medio Atlante, Alto Atlante, Anti Atlante), i quali - insieme con gli altopiani e le pianure adiacenti - conferiscono al rilievo un'impronta variata ed energica.
La catena del Rif
Il Rif, che occupa la parte più settentrionale del Paese, corre pressappoco parallelamente alla costa mediterranea, dallo Stretto di Gibilterra fino al corso inferiore del fiume Muluia presso il confine algerino. Esso descrive un arco con la concavità rivolta verso la penisola iberica e si collega geologicamente - oltre lo Stretto di Gibilterra - alle catene più meridionali della penisola iberica stessa (Cordigliera Betica), al pari delle quali appartiene al complesso dei corrugamenti alpini dell'Europa del Sud.
Questa affinità del Rif rispetto all'Europa meridionale è confermata dal fatto che lo Stretto di Gibilterra ha, sotto l'aspetto della cronologia geologica, un'origine relativamente recente. Infatti, prima che un braccio di mare venisse a separare il Rif dalla Cordigliera Betica, il Mediterraneo si collegava all'Atlantico a sud del Rif stesso, lungo il cosiddetto corridoio di Taza, e prima ancora molto più a nord, in corrispondenza del bacino del Guadalquivir (Spagna).
La catena del Rif si sviluppa su una lunghezza di circa 300 km e su una larghezza di 100. In realtà, più che di una catena, si tratta di un insieme di massicci montuosi, tra i quali sono incise profonde valli, che divergono da un lato verso il Mediterraneo e dall'altro verso il corso del Sebou. Lo spartiacque, che divide questi due versanti, supera in generale i 2000 m, culminando a 2452 m col Djebel Tidiquin.
Nel tratto adiacente allo Stretto di Gibilterra (Djebala o Yebala) l'altitudine diminuisce, ma l'erosione, favorita dalle piogge di origine atlantica, rende ancor più tormentata la morfologia del terreno. Presso Ceuta lo sperone roccioso detto El-Acho che si stacca dal Djebel Haus (826 m) rappresenta una delle due «colonne d'Ercole», poste - secondo gli antichi - ai confini del mondo (l'altra corrisponde alla roccia di Gibilterra).
Anche nella parte orientale del Rif, tra i fiumi Kert e Muluia (regione del Garet), l'altitudine è più modesta, ma qui in luogo dell'umidità atlantica influisce sulla morfologia del terreno il clima subdesertico, donde viene una grande abbondanza di detriti che ingombrano i larghi letti dei torrenti.
Il Medio Atlante
Dall'estremità meridionale del Rif, da cui lo separa il già citato corridoio di Taza (558 m), si stacca la catena del Medio Atlante, che si spinge verso sud-ovest fino a saldarsi all'Alto Atlante con i monti Beni Mellal. Essa è delimitata ad est dalla valle superiore della Muluia, su cui incombe col Jbel Bou Naceur (3354 m), che è la sua montagna più alta, mentre ad ovest digrada verso la pianura costiera atlantica del Gharb.
Sebbene possieda molte cime elevate, il Medio Atlante presenta in prevalenza l'aspetto di un altopiano, sia pure quasi sempre superiore ai 1000 m. Il paesaggio è tuttavia molto vario a seconda dell'altitudine e della natura delle rocce. Per esempio, negli alti bacini dei fiumi Oum Er-Rbia e Bou Regreg si trovano terreni di origine vulcanica, incisi da profonde gole, mentre più a nord compaiono terreni calcarei crivellati da doline, che possono ospitare laghi periodici. In genere, però, le valli che scendono verso l'Atlantico sono ben dotate d'acque ed ospitano molti dei principali fiumi marocchini. Anzi la fascia pedemontana, chiamata Dir, che si stende in tale direzione ai piedi del Medio ed anche dell'Alto Atlante, deve la sua fertilità proprio alla ricchezza delle sue risorse idriche.
L'Alto Atlante
L'Alto Atlante si stende a sud del Medio Atlante ed anzi con la sua parte nord-orientale corre pressappoco parallelamente a questo, che s'interpone perciò tra esso e le pianure costiere atlantiche. L'Alto Atlante può essere diviso, con riferimento al Tizi-n'Tichka (Tizi in berbero significa passo) alto 2270 m ed alla valle dell'Oued Rdat, in due parti nettamente diverse dal punto di vista della struttura e del rilievo.
L'Alto Atlante occidentale costituisce la parte più stretta (circa 70 km), ma più elevata della catena. Esso culmina col Djebel Toubkal (4165 m), che è la cima più alta del Marocco e dell'intera Africa settentrionale, e presenta l'aspetto di un bastione di rocce primarie (scisti metamorfici, calcari cristallini, graniti), il quale domina verso nord la pianura di Marrakesh, che raggiunge i 900 m, e verso sud la pianura del Sous.
Questa parte dell'Alto Atlante è un blocco di terreni molto antichi, sottoposti successivamente a fratture e sollevamenti, e coperti da una tenue coltre sedimentaria, che è stata solo debolmente interessata dal corrugamento alpino. Perciò la sezione assiale di questo tratto della catena ha spesso forme tozze e spianate, con altopiani che strapiombano con ripide pareti sulle valli sottostanti. Ma sopra i 3700 m il paesaggio assume caratteri vari a causa dell'impronta lasciata dalla glaciazione quaternaria.
Sotto tale aspetto, comunque, è particolarmente notevole l'intensa erosione operata dalle precipitazioni alimentate dall'oceano, le quali hanno inciso nel rilievo un gran numero di solchi vallivi, separati da creste aguzze. Questa intensa azione erosiva ha interrotto frequentemente le valli con gole selvagge, mentre ha dato origine ad ampi conoidi di deiezione in corrispondenza dello sbocco delle valli stesse nella pianura.
Ad E del Tizi-n'Tichka, l'Alto Atlante orientale vede aumentare la sua larghezza media fino a un centinaio di chilometri. Le cime raggiungono ancora altitudini considerevoli, per lo meno nel primo tratto, che comprende l'Ighil M'Goun (4071 m) e il Djebel Ayachi (3751 m). Però l'aspetto generale è diverso, cioè più monotono, nel senso che l'erosione è meno progredita a causa della maggiore aridità del clima, dovuta alla distanza dall'oceano, nonché a causa della diffusione dei terreni calcarei, i quali favoriscono la circolazione sotterranea delle acque. Cionondimeno anche nell'Alto Atlante orientale alcuni fenomeni particolari imprimono una certa varietà alla morfologia del terreno, come le doline, le conoidi di deiezione e le profonde chiuse che caratterizzano soprattutto le valli del versante meridionale.
Ancora più ad est, cioè oltre il Djebel Ayachi, l'Alto Atlante orientale si deprime e si dirama in catene divergenti. Ivi la montagna trapassa nell'arido altopiano di Dahra, prossimo al confine algerino. Molte valli incidono i fianchi dell'Alto Atlante, alcune parallele ed altre trasversali rispetto all'asse della catena. Esse rappresentano le aree di concentrazione della popolazione e le principali direttrici della circolazione. Importanti, sotto questo secondo aspetto, sono alcuni passi, come il Tizi-Machou e il Tizi-n'Test, che uniscono la pianura di Marrakesh a quella del Sous; il già citato Tizi-n'Tichka, che da Marrakesh conduce nell'alta valle del Dra e quindi nel Sahara; il Tizi-n'Talghemt, che - più a N - unisce la valle della Muluia a quella dell'Oued Ziz, ecc. Le valli che scendono verso l'Atlantico sono naturalmente più ricche d'acqua di quelle rivolte a sud, ma anche in queste ultime si possono trovare fertili plaghe irrigue come i bacini superiori del Sous e del Dra.
L'Anti Atlante
La più meridionale delle catene montuose del Marocco è costituita dall'Anti Atlante, saldato all'Alto Atlante dal massiccio del Djebel Siroua (3304 m), che ha un'origine vulcanica. L'Anti Atlante presenta ben maggiori analogie con i rilievi sahariani che non con quelli mediterranei. Infatti questo sistema montuoso, formato da rocce antiche, pur raggiungendo i 2000 m, è caratterizzato da vasti tavolati, percorsi da deboli ondulazioni o punteggiati da qualche picco isolato.
La parte più occidentale dell'Anti Atlante, grazie alla vicinanza dell'oceano, gode ancora di un grado di umidità che permette un certo sviluppo della vegetazione e dell'insediamento umano, ma verso E l'ambiente si fa sempre più arido e desertico. Ciò si nota soprattutto ad oriente della valle trasversale del Dra, dove all'Anti Atlante propriamente detto succede quel suo prolungamento che è il Djebel Sargho, il quale prosegue fino alla regione del Tafilalet.
Le pianure Il Rif, il Medio Atlante e la parte occidentale dell'Alto Atlante abbracciano, come si è detto, simili ad un grande anfiteatro rivolto verso l'Atlantico, un insieme di pianure e di altopiani, che costituiscono la parte più popolata e più ricca dell'intero Marocco. In questa si possono distinguere due grandi zone: a nord, la pianura del Sebou; a sud, la cosiddetta meseta.
Il bacino del Sebou comprende subregioni diverse dal punto di vista fisico, cioè il già citato corridoio di taza, la media valle del Sebou con le valli laterali, la pianura costiera del Gharb (in arabo = occidente), le colline che rappresentano gli estremi contrafforti meridionali del Rif, le pianure di origine lacustre di Fès e Meknès. Tutte queste plaghe, comunque, hanno in comune una economia agricola abbastanza sviluppata e una popolazione relativamente densa.
A S del fiume Regreg si stende la meseta marocchina, così chiamata dagli studiosi per le sue analogie con la meseta spagnola, vale a dire con l'altopiano che occupa l'interno della penisola iberica. La sua altitudine è però modesta perché resta compresa fra i 150–200 m della zona litoranea e i 700–900 m della zona più interna. Si tratta di un penepiano cristallino, nascosto sotto un manto sedimentario più o meno spesso e orlato verso il mare da una fascia di pianure, coperte da dune recenti.
Il tratto più settentrionale della meseta, compreso tra il Regreg e l'Oum Er-Rbia, è rappresentato dalla pianura della Chaouïa. Questa possiede una cimosa costiera, larga una ventina di chilometri (sahel), formata da terre sabbiose, ricche di fosfato di calcio. L'Outa, ossia la zona pianeggiante che si stende per una trentina di chilometri più all'interno, è costituita invece da terreni argillosi, ricchi di potassa e di azoto, e da terreni sabbiosi ricchi di fosforo. Succede quindi una zona più elevata, che comprende l'altopiano degli Ouled Abdoun, ricco di fosfati, contenuti in giacimenti sabbiosi, spessi in media 1,80 m e posti ad una quarantina di metri di profondità. Ancor più nell'interno, dove qualche elevazione del suolo supera gli 800 m, si stende l'altopiano di Tadla. Quest'ultimo, che è lievemente inclinato verso la valle dell'Oum er-Rbia, è dominato dalle montagne del Medio Atlante.
Sulla sinistra dell'Oum er-Rbia la pianura costiera rappresenta il Paese dei Doukkala. È un territorio fertile e ben coltivato, in cui alle aziende indigene si affiancano quelle moderne, organizzate dagli europei. Più addentro si stende lo Haouz di Marrakesh, che è invece una piana vasta e monotona, coltivabile appena per un terzo della sua area. Essa è interrotta solo dalla piccola catena dei Djebilet (dall'arabo = montagnole), la quale culmina a 1057 m e può essere considerata come la ramificazione più occidentale del Medio Atlante. Sia le pendici dei Djebilet che la piana dello Haouz sono dotate di numerosi impianti di irrigazione.
Altre notevoli pianure del Marocco sono quelle della bassa Muluia e del Sous. La prima si affaccia al Mediterraneo tra il Rif ed il massiccio di Beni Snassene, che confina con l'Algeria. La sua terra è fertile, ma a causa delle insufficienti precipitazioni la sua valorizzazione agraria è stata molto laboriosa. Più nell'interno, invece, ma sempre nella valle della Muluia, la pianura di Tafrata, che si stende a 600 m di altitudine, è ancora incolta e spopolata.