Bertinoro (Bartnóra o, più anticamente, Bartnu̯óra in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna.

Il centro storico, posto sulla sommità del monte Cesubeo, ha origine medievale ed è documentato come castrum poi civitas, sede vescovile dal 1361. Il territorio comunale si estende tra le prime propaggini collinari e la pianura lungo la Via Emilia e comprende le sorgenti del torrente Bevano.

Geografia fisica

Sito sulle colline romagnole, a pochi chilometri a monte della Via Emilia, fra Forlì e Cesena, a sud di Forlimpopoli, Bertinoro, tipico borgo di origine medievale, occupa la cima del monte Cesubeo.

Adiacente all'abitato è Monte Maggio (già Monte dei Cappuccini), conservatosi ricoperto di bosco; coi suoi 328 metri rappresenta il punto più alto. Non lontano da Bertinoro nasce il torrente Bevano, che si getta in mare nei pressi di Lido di Classe, dove prende il nome di Bevanella, unica foce ancora intatta del Mare Adriatico settentrionale. Nel Bevano vivono gamberi americani (Orconectes limosus), lucci e anguille. Il confine del territorio comunale con quello di Forlì risulta diviso in due tratti dal territorio comunale di Forlimpopoli.

Origini del nome Il toponimo deriva da un latino medievale Brittinorum, spiegabile come genitivo del nome etnico dei Britti, cioè ‘bretoni’, legato forse a un convento altomedievale di monaci provenienti dalla Bretagna; ma all'origine potrebbe essere anche un nome personale Britto, Brictus o Berto.

Storia Età antica Tracce di un pozzo e manufatti del Neolitico e dell'età del Bronzo furono rinvenuti nel 1870 a Panighina, a circa 2,5 chilometri dal centro di Bertinoro. Si tratta di resti di ciotole e altri oggetti che testimoniano culti legati alle acque curative. Altri reperti indicano una frequentazione della collina di Casticciano, a pochi chilometri dall'abitato di Bertinoro, già in età eneoliticaDa Il luogo acquisì importanza con la costruzione di vie di comunicazione che collegavano questa parte di Romagna con Forum Livii e Ariminum. Si ritiene che in epoca romana il sito dell'odierna Bertinoro non fosse ancora abitato..

Medioevo Nell'Alto Medioevo le cime del monte Cesubeo e di monte Maggio, che misura ed è più alto del Cesubeo, furono dotate di una fortificazione difensiva; entrambe le rocche avevano merlatura ghibellina. I torrioni e le mura erano integrati sugli speroni di roccia naturali che da soli rappresentavano già un baluardo difensivo per i castra. A quel tempo l'influenza della città di Ravenna giungeva fino a queste terre. Ravenna era anche il principale alleato, nel Nord Italia, della dinastia germanica erede di Carlo Magno. Fu durante il regno di Ottone III (imperatore del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002) che l'arcivescovo di Ravenna istituì la contea bertinorese., ricavandone il territorio dal comitatus di Forlimpopoli. Monte Maggio era il castello vicino e rivale di Bertinoro. All'inizio dell'XI secolo il conte Ugo di Bertinoro stipulò un accordo di tipo vassallatico con l'arcivescovo Giovanni di Ravenna. Ugo mise sotto l'autorità di Giovanni e quella dei suoi successori il castello insieme ai diritti che da esso dipendevano. In cambio l'arcivescovo s'impegnò a distruggere il castrum di monte Maggio ed a trasferire i suoi abitanti nel Castrum Cesubeum.Marco Sassi, Castelli in Romagna, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2005, pp. 59-60. Castrum Cesubeum fu rifondato come Castrum Brittinori. Il nuovo titolo di Conte fu assegnato presumibilmente ad un casato locale, fedele all'imperatore e legato da un rapporto vassallatico al metropolita ravennate. La dinastia comitale mantenne il titolo per oltre un secolo e mezzo, esaurendosi nel 1177.. Successivamente la contea bertinorese fu devoluta all'imperatore. Attorno a quell'anno la rocca di Bertinoro ospitò l'imperatore Federico I di Svevia e la sua corte.

Nel 1174 la contessa Aldruda Frangipane condusse gli abitanti di Bertinoro alla liberazione di Ancona, assediata dall'arcivescovo di Magonza e dalla flotta veneziana.

Nel 1278 il nuovo casato imperiale, gli Asburgo, cedette alla Chiesa i diritti imperiali su Bologna e la Romagna: anche Bertinoro passò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa..

Nel 1306 per volere di Pino degli Ordelaffi, fu edificato il Palazzo Comunale nell'area della piazza centrale sottostante la rocca. Da allora divenne ininterrottamente la sede del comune. Sempre in questi anni il castrum venne abbellito con la Colonna degli Anelli, presente tuttora in Piazza della Libertà accanto al Palazzo Comunale, e con una serie di opere architettoniche.

Conteso da Rimini, Forlì e Cesena, nel 1318 fu assegnato da papa Giovanni XXII ad Amerigo da Castel Lucio, conte di Romagna. Passò poi agli Ordelaffi e infine (1360) al cardinale Albornoz, che vi trasferì la sede vescovile e la elevò a città.

Nel 1361 Bertinoro fu elevata a sede vescovile, titolo trasferito dalla vicina Forlimpopoli. Nei documenti ufficiali del tempo passò dall'essere indicata come castrum a civitas.. Dieci anni dopo, secondo il censimento fiscale del cardinale Anglico de Grimoard (Descriptio provinciæ Romandiolæ), Bertinoro contava 177 focularia, per una popolazione complessiva di circa 700-800 abitanti..

Età moderna

Nel 1394 papa Bonifacio IX cedette la contea ai Malatesta di Rimini, che divennero così i nuovi signori di Bertinoro. Dal 1449 al 1469 fu sotto il dominio dei Malatesta, per passare poi a quello degli Ordelaffi. Dopo la signoria di Cesare Borgia (1500-1504), nel 1523 fu data da papa Clemente VII in feudo a Lionello Pio dei conti Carpi; poi, agli Aldobrandini.

A partire dal XIV secolo è attestata la presenza di una comunità ebraica a Bertinoro. In un documento del 1444 si legge che gli ebrei del contado avevano la facoltà di vendere terreni. A Bertinoro nacque attorno al 1455 Obadiah Yare ben Abraham, rabbino e commentatore della Mishnah che nel 1486 si trasferì a Gerusalemme. La comunità ebraica dovette trasferirsi coattivamente a Lugo oppure a Cento o a Ferrara per effetto della bolla Hebraeorum gens di Pio V del 1569.

Nel 1548 Bertinoro contava 930 abitanti.. Nel 1580 la città tornò definitivamente alla Chiesa. Successivamente fu edificata la nuova cattedrale, intitolata a santa Caterina.

Dall'Unità d'Italia in poi

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con decreto ministeriale del 13 ottobre 1922. Vi è rappresentata, in campo rosso, l'antica colonna in pietra nota come la Colonna delle Anella o Colonna dell'Ospitalità, eretta nel XIII secolo di fronte al palazzo comunale come simbolo dell'antica tradizione di accoglienza della città, alla quale sono infissi 12 anelli dove i viaggiatori potevano legare i loro cavalli per essere ospitati dalle varie famiglie locali. Nel 1570 la colonna venne rimossa; ritrovata nel 1922 fu ripristinata il 5 settembre 1926. Il motto latino che accompagna lo scudo è riferito alla colonna: Hospitalitatis monumentum, Il gonfalone, concesso con DPR del 27 aprile 1995, è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Duomo

Concattedrale, costruita nel 1500 sui resti del piccolo oratorio di Santa Caterina. In stile bramantesco conserva un notevole quadro di santa Caterina d'Alessandria ed un crocifisso ligneo del 500 al quale si lega un racconto.

Pieve di San Donato in Polenta

Pieve di San Donato nella frazione di Polenta è una chiesa citata da Giosuè Carducci nel suo canto La chiesa di Polenta. Conserva ancora molte parti della costruzione originale (colonne, capitelli, cripta) della fine del secolo IX. Subì un forte restauro alla fine del Settecento che ne modificò l'aspetto originario. Un secondo restauro fu effettuato alla fine dell'Ottocento, conclusosi nel 1898 con la costruzione del campanile.

Santuari Santuario della Madonna del Lago, luogo di devozione mariana di antichissima origine. Vi è custodita un'icona mariana di scuola greco-bizantina dell'VIII secolo, considerata miracolosa.. Santuario di Casticciano, edificato nel 1613 sulla sommità di un'alta collina, fu consacrato a santuario nel 1709.

Architetture civili Palazzo comunale Palazzo comunale, detto Palazzo Ordelaffi, edificato nel 1306 da Pino I Ordelaffi, signore di Bertinoro è forse il più bel palazzo di Bertinoro e si affaccia direttamente sulla piazza della Libertà, dalle cui balaustre si gode di un vasto panorama. Il palazzo, alto 40 metri, è dotato di diverse sale visitabili. Di particolare interesse: la prima, detta "del Popolo", in quanto qui soleva riunirsi la cittadinanza per prendere le decisioni sulla cosa pubblica; la Sala Magna, decorata da preziosi quadri e la Sala del fuoco, chiamata in questo modo dato il focolare originale che ancora domina la sala.Posto più in basso rispetto alla Rocca, strappò ad essa il rango di centro del paese, tanto che la vita comunale si sviluppò più intorno al palazzo. Colonna dell'Ospitalità La Colonna degli Anelli (o "delle Anella"In romagnolo esiste il femminile di "anello".) è il monumento principale di Bertinoro e simbolo dell'ospitalità e volontà di pace fra i Popoli. Collocata nella centrale piazza della Libertà è, oggi, una colonna di sasso bianco dotata di 12 anelli (ricostruita e inaugurata nel 1926). Originariamente serviva da abbeveratoio per i cavalli (e gli animali in genere) dei forestieri in visita al paese, cui si legavano le briglie dei cavalli. Vecchie carceri

Stabilimento termale di Fratta Terme

Lo stabilimento termale di Fratta Terme offre una varietà di acque termali. Dalle 11 sorgenti distribuite lungo il corso del rio Salso, sgorgano infatti 7 acque con caratteristiche particolari, ricche di sali minerali, ipotermali: salse, salsobromoiodiche, sulfuree, salso-sulfuree, ferruginose, magnesiache e arsenicali. Sorgenti di acque termali sono presenti anche alla Panighina, e per bere le acque curative la località era molto frequentata fino alla metà del Novecento. Ville Villa Norina, nella quale soggiornò Antonio Canova, proprietà delle famiglie Fabri Guarini, Toricelli Ciamponi, Canestri Trotti. Villa Clementina-Petrucci in località Dorgagnano.

Architetture militari Rocca

La rocca fu costruita probabilmente intorno all'anno Mille su diversi speroni di roccia. Il sistema difensivo comprendeva una robusta cerchia di mura rinforzate da quattro torrioni, un ponte levatoio ed una serie di porte fortificate. La rocca fungeva anche da prigione e da deposito di provviste alimentari ed acqua. Dopo aver ospitato Federico Barbarossa nel 1177, le sue mura accolsero personaggi legati alle famiglie Sforza e Borgia, fino a divenire sede vescovile. È sede del Museo di arte sacra e del Centro universitario di Bertinoro.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 815 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco 146 1,34% Romania 140 1,28%

Religione Nel 1360 Bertinoro fu eretta in sede vescovile della Chiesa cattolica. Nel 1986 è stata unita alla Diocesi di Forlì. Il Duomo di Bertinoro conserva tuttora questo nome, ed è intitolato a Santa Caterina d'Alessandria.

A Bertinoro è presente una Casa della Carità della Congregazione mariana delle Case della Carità, in cui svolgono servizio persone consacrate (le Carmelitane Minori ed i Fratelli della Carità) e persone laiche "ausiliari".

Nel 1895 fu fondata nella cittadina romagnola la congregazione delle Suore clarisse francescane missionarie del Santissimo Sacramento.

Cultura Bertinoro è citato nella Divina Commedia:

Biblioteche La biblioteca comunale, intitolata al letterato bertinorese Aldo Spallicci, dispone di tre sedi: una nel capoluogo, una nella frazione Santa Maria Nuova e un'altra nella frazione Fratta Terme.

Università