Il sandinismo è un'ideologia patriottica e antimperialista, di tendenza socialista e nazionalista, basata sul pensiero di Augusto César Sandino e sviluppatasi in Nicaragua all'inizio degli anni sessanta. Essa ha ispirato la nascita del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale in opposizione al regime dittatoriale di Anastasio Somoza Debayle.

Contesto La politica nicaraguense tra il 1840 e il 1850, caratterizzata dalla rivalità tra l'élite liberale di León e quella conservatrice di Granada, era sfociata in una guerra civile.

Nel 1856 l'avvocato statunitense William Walker, spinto dai liberali di Leòn, si autoproclamò presidente del Nicaragua sulla base di finte elezioni[Louisville Times, Nicaragua and President Walker, December 13, 1856].. Per rafforzare il suo precario potere politico chiese l'aiuto dei sudisti americani dichiarandosi sostenitore dello schiavismo e revocando il decreto di abolizione della schiavitù in Nicaragua da lui stesso precedentemente emanato. In questo modo suscitò l'interesse di Pierre Soulé, influente uomo politico di New Orleans che contribuì ad aumentare il numero dei sostenitori della causa di Walker. Nonostante questi aiuti l'esercito di Walker era ormai impotente anche per un'epidemia di colera che aveva decimato le sue file e per le numerose diserzioni[Jamison, James Carson. With Walker in Nicaragua: Reminiscences of an Officer of the American Phalanx, Columbia, MO: E.W. Stephens, 1909].. Il 1º maggio 1857 Walker si arrese alle forze delle nazioni centro americane guidate dall'Honduras. Di ritorno a New York, pur accolto come un eroe, si alienò la simpatia di una parte dell'opinione pubblica accusando la Marina degli Stati Uniti di essere stata la causa della sua disfatta. Nel 1857, tornato in Centroamerica, fu fermato dalla flotta inglese e consegnato al governo dell'Honduras, che lo fece fucilare il 12 settembre 1860Peace Reporter Scheda sul Nicaragua..

Sostenuto dai conservatori, nel 1893 giunse al potere il generale José Santos Zelaya, il quale oltre a porre fine alla disputa con il Regno Unito sulla costa atlantica reincorporando la Mosquito Coast nel Nicaragua, promosse da un lato l'emancipazione politico-economica del Paese dalla sfera di influenza statunitense, dall'altro l'unificazione del Centroamerica.

Nel 1909 gli Stati Uniti fornirono sostegno alle forze che si ribellarono al presidente Zelaya, costretto infine alle dimissioni. Tra il 1910 e il 1926 il Nicaragua venne guidato dal partito conservatoreProgetto Luciano America Latina, Breve storia del Nicaragua.. Nel 1927 i Marines occuparono il Nicaragua allo scopo di impedire che la costruzione del canale del Nicaragua venisse realizzata da un paese diverso dagli Stati Uniti. Le truppe statunitensi però si dovettero ritirare per il ridimensionamento dei finanziamenti militari dovuti alla Grande depressioneCasa Vivaldi, Il Nicaragua .

In opposizione al regime conservatore e contro l'occupazione degli USA, tra il 1927 e il 1933 si sviluppò un movimento di guerriglia con a capo Augusto César Sandino. Gli Stati Uniti mantennero comunque il controllo del Paese dando appoggio politico ed economico ad Anastasio Somoza García, che sconfisse Sandino assassinandolo nel 1934. Somoza diede inizio a una lunga dittatura familiare dal 1936 al 1979, con azioni di governo a favore delle classi agiate e aprendo ai capitali stranieri. A Somoza Garcìa succedettero i figli Luis Somoza Debayle e Anastasio Somoza Debayle, che divenne capo della Guardia Nazionale. Il regime dei Somoza trovò un ostacolo nel Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), costituitosi nel 1961.

Dopo il terremoto di Managua del 1972 Somoza si appropriò di gran parte degli aiuti internazionali destinati alla ricostruzione della città, provocando l'ostilità della comunità internazionale e internamente la ribellione delle forze sandiniste. Somoza cercò di mantenere il potere reprimendo in modo violento il dissenso che si manifestò in tutto il paese. Il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter rifiutò a Somoza gli aiuti militariAssociazione Italia-Nicaragua, Vamos Muchachos: La lotta del FSLN contro Somoza..

Il 19 luglio 1979 l'abbattimento della dittatura di Anastasio Somoza Debayle grazie alla Rivoluzione sandinista da parte del FSLN rappresentò la fine del regime e l'inizio di un nuovo governo sotto la giunta provvisoria di Daniel Ortega, Violeta Barrios de Chamorro, Moise’s Hassan, Sergio Ramírez e Alfonso Robelo.[Sergio Ramirez, Adiòs Muchachos, Una memoria della rivoluzione sandinista, Genova, Frilli, 2003]. Dopo la conquista del potere, i sandinisti iniziarono un programma di sviluppo integrale del Paese; sul piano economico nazionalizzarono le proprietà straniere e incoraggiarono lo sviluppo dei progetti locali.

La Rivoluzione sandinista, culmine di un'epoca di ribellione e di trionfo di ideali e sentimenti, rifiutò l'imperialismo e si presentò come una nuova e originale via al socialismo, capace di coniugare democrazia e marxismo-leninismo; in realtà avviò riforme non molto radicali, limitandosi a favorire la partecipazione dei lavoratori alla nuova economia nazionale. Alcuni leader religiosi e capi delle comunità indigene della costa atlantica non nascosero una certa ostilità nei confronti del governo rivoluzionario in seguito all'espropriazione di territori che il Regno Unito aveva assegnato nei secoli precedenti ai MiskitoMassimo Introvigne, Augusto César Sandino: fra spiritismo e Rivoluzione.. I sandinisti non compresero pienamente la situazione socio-culturale di quest'area del Paese.

Le elezioni nazionali del 4 novembre 1984 decretarono la vittoria dei sandinisti. Le operazioni di voto furono certificate come libere e regolari, da osservatori internazionali.Marco Cantarelli, Elezioni viziate da mancanza di pluralismo, 18 maggio 2007.

Il 10 gennaio 1985 Daniel Ortega divenne presidente e Sergio Ramirez vicepresidente del Nicaragua. Il governo di Ortega si ispirò alla politica di Fidel Castro; gli sforzi per la ricostruzione sociale ed economica furono minati da un lato dall'embargo imposto dagli Stati Uniti, i quali temevano che un altro governo comunista si affermasse in America centrale, dall'altro dalla guerriglia dei Contras, armata e appoggiata dalla CIA.

Nel 1990 i sandinisti furono inaspettatamente battuti dal partito Union Nacional Opositora (UNO) di Violeta Chamorro, sostenuto dagli Stati Uniti. Il governo Chamorro ottenne successi nel consolidamento delle istituzioni democratiche, nella riconciliazione nazionale e nella stabilizzazione economica, realizzata privatizzando le imprese statali.Associazione Italia-Nicaragua, Ritorna la democrazia: Il neoliberismo in Nicaragua. Al governo Chamorro seguì il governo di Arnold Alemàn, capo dell'Alleanza Liberale di centro-destra, che continuò a liberalizzare l'economia completando progetti infrastrutturali come autostrade, ponti e pozzi; la sua amministrazione fu però accusata di corruzione e Alemàn venne arrestato e condannato.Webspace, Articoli sul Nicaragua, 1998-2003.

Le elezioni presidenziali e legislative del 4 novembre 2001 segnarono la vittoria dell'industriale Enrique Bolaños, e la sconfitta del candidato del FSLN Daniel Ortega. Il nuovo presidente promise di rinvigorire l'economia, creare posti di lavoro, combattere la corruzione e appoggiare la guerra contro il terrorismo. Successivamente vi fu un susseguirsi di governi che attuarono una politica corrotta all'insegna dell'ulteriore impoverimento della popolazione.

Dopo anni di opposizione, il 5 novembre 2006 le elezioni presidenziali riportarono al potere il leader sandinista Daniel Ortega, riconfermato poi alle elezioni del 2011 e del 2016.Il Sole 24 ore, Nicaragua: Ortega vince le elezioni presidenziali, 7 novembre 2006. Il nuovo corso sandinista andò a sommarsi alla grande ondata progressista che in quegli anni interessava l'America Latina. In particolare, il governo di Ortega aderì alla corrente più marcatamente antimperialista, stringendo una forte alleanza con Cuba e Venezuela e aderendo all'Alleanza Bolivariana (ALBA) creata nel 2004 da Fidel Castro e Hugo Chávez.

Augusto César Sandino L'attività politica di Augusto César Sandino ebbe inizio nel 1927 nella lotta contro l'occupazione statunitense del Nicaragua. Pur avendo perso alcuni combattimenti, Sandino inflisse sanguinose sconfitte ai militari statunitensi. La lotta conobbe varie fasi. Nella battaglia di El Bramadero del 1929 le truppe di Sandino sconfissero i marines e in quella di Ocotal le truppe statunitensi si videro costrette a usare l'aviazione per rompere l'assedio; Ocotal subì così il primo bombardamento aereo della storia dell'America centrale.Lucas Vidgen, Adam Skolnick, Nicaragua, Guide EDT/Lonely Planet, 28 gennaio 2010.

Gli ufficiali statunitensi, non riuscendo a sconfiggere la guerriglia, diedero vita a un nuovo esercito nicaraguense: la Guardia Nazionale del Nicaragua. Franklin Delano Roosevelt, presidente statunitense, ordinò il ritiro delle sue truppe dai paesi caraibici. Il 1º gennaio 1933 le forze statunitensi abbandonarono il Nicaragua senza aver catturato né ucciso Sandino.Lorenzo Vitelli, Sandino: dignità e rivoluzione, 1º ottobre 2012 Sandino sottopose al presidente nicaraguense, il liberale Juan Batista Sacasa, una proposta di pace che venne accettata; il 2 febbraio 1933 ebbe ufficialmente termine la guerra civile.Termometro politico, Augusto César Sandino - Patria libre o Morte!, 15 settembre 2010. Il 21 febbraio 1934 Augusto Sandino venne ucciso sul monte La Calavera.

L'abilità di Sandino di arrivare al cuore della gente, con un linguaggio religioso più che politico, alimentò il culto della sua personalità facendone l'idolo di una società. Sandino, in Nicaragua e in America centrale, lasciò un'eredità ideale tale da far raccogliere, in campo popolare e nazionale, elementi della cultura tradizionale e forze politiche che contrastarono l'imperialismo statunitense e i suoi risvolti concreti nel governo politico del paese.

Grazie alla guerriglia contro i militari statunitensi, Sandino divenne un simbolo globale della lotta all'imperialismo.

Nascita del sandinismo L'ideologia politica del sandinismo venne ripresa nel 1962 da Carlo Fonseca Amador, fondatore e massimo dirigente del FSLN che pose fine al regime dittatoriale della famiglia Somoza, divenendo comandante della Rivoluzione Popolare Sandinista. Tre furono le caratteristiche principali che formarono lo stile rivoluzionario di Carlo Fonseca: superare le tesi "dell'invasione" ereditata dalle guerre civili post-indipendenza, iniziando la lotta armata all'interno del territorio nazionale; dare una base specifica nazionale alla teoria rivoluzionaria universale, partendo dal pensiero e dall'azione di Augusto César Sandino e assumendo l'opzione socialista in un contesto capitalista; chiamare all'unità nazionale nella lotta contro la dittatura dominante dei Somoza, integrando tutte le forze e i movimenti nazionali al FSLN, mantenendo l'indipendenza dei loro segni politici e ideologici.

Fine dittatura di Somoza Dal 1936 al 1979 il Nicaragua fu dominato dal regime dittatoriale della famiglia Somoza. Anastasio Somoza Debayle, secondo figlio di Anastasio Somoza García, fu capo della Guardia Nazionale, presidente del Nicaragua dal 1967 al 1979.

Nonostante Anastasio Somoza seguisse le orme del padre per la feroce repressione di ogni dissenso, egli venne rieletto nel 1974, grazie alla messa al bando dei partito d'opposizione del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale. La Chiesa cattolica si schierò contro il regime. Uno dei critici più importanti del regime fu Ernesto Cardenal, prete e poeta nicaraguense, che successivamente venne nominato ministro della cultura nel governo sandinista.