Inizialmente di basso rango, Gustavo ascese al trono con sanguinosi eventi tra cui la morte violenta del padre, che portò poi alla sua elezione a re il 6 giugno 1523 (attualmente festa nazionale in Svezia). La sua entrata trionfale a Stoccolma undici giorni dopo segnò in maniera definitiva la fine in Svezia delle monarchie elettive medievali come l'Unione di Kalmar, che aveva unito le nazioni scandinave sin dal 1397, e diede inizio a una monarchia ereditaria sotto la guida della casata dei Vasa.
Personalità enigmatica, Gustavo I venne acclamato come il liberatore della patria contro i danesi ma venne considerato anche un monarca tirannico e dispotico, in grado di reprimere brutalmente le rivolte di Dalarna, di Västra Götaland e di Småland. Gustavo alzò le tasse, pose fine al feudalesimo e portò avanti la riforma in Svezia, nominando personalmente vescovi e governatori locali. I suoi 37 anni di regno videro una completa rottura non solo con la supremazia danese nell'Unione ma anche nei confronti della chiesa cattolica romana, i cui beni in Svezia vennero nazionalizzati con la fondazione della Chiesa Luterana di Svezia che Gustavo pose sotto il proprio diretto controllo. Egli fu il primo vero sovrano aristocratico nato in Svezia da genitori svedesi e fu sotto questo aspetto un dotato propagandista e burocrate.
Successivamente Gustavo I venne etichettato come il "padre della nazione" per il suo grande contributo alla Svezia. Gustavo del resto amava compararsi a Mosè, in quanto egli riteneva di avere letteralmente liberato il suo popolo donandogli uno Stato sovrano. Come persona, Gustavo era noto per i metodi rudi e per il cattivo temperamento, ma anche per la sua passione per la musica e il suo ruolo come politico. Egli fondò inoltre una delle più antiche orchestre d'Europa, la Kungliga Hovkapellet (Orchestra Reale di Corte), composta da dodici musicisti con diversi strumenti a fiato e a percussione, ma nessuno con strumenti a corde.
Biografia
I primi anni Gustav Eriksson, figlio di Cecilia Månsdotter Eka e di Erik Johansson Vasa, nacque probabilmente nel 1496. Il luogo di nascita fu presumibilmente il Castello di Rydboholm, a nord-est di Stoccolma, il castello di residenza di suo padre, Erik. Il neonato prese il nome di Gustavo dal nonno di Erik, Gustav Anudsson Vasa.Larsson 2005, p. 21.
I genitori di Erik Johansson erano Johan Kristersson e Birgitta Gustafsdotter rispettivamente membri delle dinastie Vasa e Sture, entrambe esponenti dell'alta nobiltà svedese. Birgitta Gustafsdotter era la sorella di Sten Sture il Vecchio, reggente di Svezia. Erik, come parente e alleato dello zio, ereditò lo status di reggente dell'Uppland e del Södermanland quando quest'ultimo morì nel 1503.Larsson 2005, p. 25ff.
Secondo le ricerche genealogiche condotte dagli storici Birgitta Gustafsdotter e Sten Sture (e di conseguenza anche Gustavo) erano discendenti del re Sverker II di Svezia, attraverso la nipote del re Sverker, Benedikte Sunesdotter (che aveva sposato Svantepolk Knutsson, figlio del duca di Reval).
La resistenza alla Danimarca Il supporto al partito degli Sture Fin dalla fine del XIV secolo la Svezia era stata parte dell'Unione di Kalmar con Danimarca e Norvegia. La dominazione danese in quest'unione aveva portato a numerose rivolte in Svezia. Durante l'infanzia di Gustavo una parte della nobiltà svedese aveva tentato già di rendere indipendente la Svezia. Gustavo e suo padre Erik supportarono il partito di Sten Sture il Giovane, reggente di Svezia dal 1512, e le sue guerre contro il re danese Cristiano II. Dopo la Battaglia di Brännkyrka nel 1518, dove le truppe di Sten Sture batterono le forze danesi, venne stabilito che re Cristiano e Sten Sture si sarebbero incontrati a Österhaninge per discutere dei possibili negoziati. Per garantire la salvezza del re, gli svedesi dovettero inviare in Danimarca sei aristocratici in ostaggio sin quando i negoziati non si fossero conclusi. Cristiano si rifiutò di negoziare e per di più violò gli accordi portando con sé a Copenaghen gli ostaggi. I sei ostaggi rapiti erano Hemming Gadh, Lars Siggesson (Sparre), Jöran Siggesson (Sparre), Olof Ryning, Bengt Nilsson (Färla) e Gustav Eriksson (Gustavo Vasa). Gustavo venne tratto in prigionia ma venne trattato molto bene dai danesi dopo che gli venne fatto giurare di non scappare. Una ragione per questo trattamento di favore è da ricercarsi nel fatto che re Cristiano di Danimarca sperava di riuscire a convincere i sei uomini a schierarsi con lui, di modo da rivoltare la nobiltà contro Sten Sture. Questa strategia si dimostrò un successo con tutti gli uomini a eccezione di Gustavo, il quale rimase fedele al partito di Sture.Larsson 2005, p. 38ff.
Nel 1519 Gustav Eriksson fuggì dalla fortezza di Kalø e si recò nella città anseatica di Lubecca dove giunse il 30 settembre. Come riuscì a fuggire non è certo, ma secondo la leggenda fuggì nascosto in un carro di buoi, dal momento che poi egli ebbe il soprannome di "re coda di bue" e "Gustavo cul di vacca", soprannomi che personalmente non apprezzava, arrivando al punto di condannare a morte chi li avesse adoperati.Larsson 2005, p. 42.
Mentre si trovava a Lubecca, Gustavo ebbe modo di conoscere gli sviluppi delle azioni del suo partito in Svezia. Mentre si trovava in città, Cristiano II mobilitò un attacco alla Svezia per cercare di fiaccare il potere di Sten Sture e dei suoi sostenitori. Nel 1520 le forze del re Cristiano trionfarono e Sten Sture morì a marzo di quello stesso anno, sebbene molte delle piazzeforti svedesi tra cui la capitale Stoccolma, continuarono a resistere ai danesi. Gustavo lasciò quindi Lubecca con una nave e sbarcò a sud di Kalmar il 31 maggio 1520.Larsson 2005, p. 43-45.
Secondo le fonti più autorevoli Gustavo sarebbe rimasto inattivo per i primi mesi del suo ritorno sul suolo svedese, mentre secondo altre fonti egli sarebbe stato identificato e avrebbe addirittura ricevuto un invito per l'incoronazione del re Cristiano di Svezia che ebbe luogo quando venne catturata Stoccolma nel novembre di quell'anno. Sebbene re Cristiano avesse promulgato l'amnistia per tutti i suoi nemici politici del partito Sture, Gustav Eriksson non si fidava del re danese che infatti, dopo quattro giorni di bagordi e di festa, fece rinchiudere tutti gli oppositori nel suo castello per poi giustiziarli il giorno successivo nel Bagno di sangue di Stoccolma ove 100 persone vennero uccise nella Stortorget, tra cui il padre di Gustav, Erik Johnasson e suo nipote, Joakim Brahe. Gustavo a quel tempo risiedeva stabilmente a Räfsnäs non lontano dal Castello di Gripsholm.Larsson 2005, p. 45ff.
A Dalarna Gustav Eriksson aveva ragione di temere per la sua vita e pertanto lasciò Räfsnäs. Egli viaggiò nella provincia di Dalarna, nella parte nord-ovest della Svezia. Ciò che accadde in questo periodo ci viene tramandato dalla cronaca di Peder Svart, il quale scrisse una biografia fortemente celebrativa di Gustav Eriksson. Le avventure di Gustavo a Dalarna possono essere indicate come parte del patrimonio culturale letterario svedese, ma non possono essere verificate pedissequamente a livello storico. Si pensa che egli avesse raggiunto questa regione per ottenere nuove truppe dai contadini della provincia, ma inizialmente la sua azione ebbe poco successo. Avendo fallito in questo compito e braccato dagli uomini di Cristiano II, a Gustavo non restò altra scelta che spostarsi in Norvegia. Mentre si trovava in viaggio da Mora attraverso Lima per raggiungere la Norvegia, il popolo locale decise però di abbracciare la sua causa convincendolo a riprendere i combattimenti.Larsson 2005, p. 52ff.
La guerra di liberazione svedese Gustav Eriksson venne nominato hövitsman, vedendo crescere sempre più le sue forze. Nel febbraio del 1520 esse consistevano di quattrocento uomini, gran parte dell'area del lago Siljan. Il primo significativo scontro della Guerra di liberazione svedese che aveva ora inizio, ebbe luogo nell'aprile di quell'anno presso Brunnbäck, dove i ribelli sconfissero le locali armate del re. Né in questa battaglia né in quelle successive della guerra, Gustavo prese parte direttamente alle operazioni militari sul campo, lasciando ampio spazio di manovra ai ribelli stessi. Altre parti della Svezia come per esempio le province il Götaland e le province di Småland e Västergötland, videro altre ribellioni in atto. Gli esponenti dell'aristocrazia del Götaland abbracciarono la causa di Gustav Eriksson e a Vadstena nell'agosto di quell'anno lo proclamarono reggente di Svezia.Larsson 2005, p. 59ff.
L'elezione di Gustav Eriksson a reggente e il suo riconoscimento anche da parte di eminenti personalità che pure sostenevano la causa di Cristiano II, cambiò le carte in tavola in maniera definitiva. Molti degli uomini rimasti fedeli al re di Danimarca, scelsero di lasciare la Svezia, altri vennero uccisi. Come risultato il Consiglio Privato di Svezia perse i propri membri che vennero rimpiazzati dai sostenitori di fiducia di Gustav Eriksson. Gran parte delle città e dei castelli fortificati del paese vennero conquistati dai ribelli di Gustavo, ma le fortezze più importanti tra cui la capitale Stoccolma continuarono a resistere sotto il controllo danese. Nel 1522, dopo alcuni negoziati tra il popolo di Gustav Eriksson e Lubecca, la città anseatica decise di aderire alla guerra contro la Danimarca che minava la prosperità dei suoi commerci. Nell'inverno del 1523 le forze accoppiate attaccarono le aree della Scania, dell'Halland, di Blekinge e di Bohuslän. Durante l'inverno di quell'anno, Cristiano II venne detronizzato e rimpiazzato da Federico I. Il nuovo re pretese apertamente la restituzione del trono svedese e pensava così facendo che anche Lubecca avrebbe abbandonato la causa dei ribelli svedesi. La città tedesca però, preferendo una Svezia indipendente piuttosto che una più potente Unione di Kalmar guidata dalla Danimarca, mosse a proprio vantaggio la guerra e fece pressione sui ribelli. La città chiese in cambio di aiuti nella guerra, un futuro commercio privilegiato con il governo svedese. Il Consiglio Privato di Gustav Eriksson sapeva che il supporto proveniente da Lubecca si sarebbe dimostrato cruciale. Come risposta, il consiglio decise di nominare Gustav Eriksson re.Larsson 2005, p. 67ff.
L'elezione a re
L'elezione cerimoniale del reggente Gustav Eriksson a re di Svezia fu possibile quando i membri principali dell'aristocrazia si ritrovarono a Strängnäs nel giugno del 1523. Quando i consiglieri di Svezia ebbero prescelto Gustavo a re, egli volle incontrarsi anche con due rappresentanti della città di Lubecca, i quali supportarono la sua elezione senza esitazione e anzi osannarono tale atto come voluto da Dio. In un successivo incontro con il consiglio, Gustavo annunciò di aver accettato questa proposta di elezione e poco dopo si svolse quindi la cerimonia ufficiale, guidata dal diacono di Strängnäs, Laurentius Andreae. Il giorno successivo, vescovi e sacerdoti svedesi incontrarono Gustavo a Roggeborgen e lo condussero alla Cattedrale di Strängnäs ove il re sedette nel coro affiancato dai suoi consiglieri e dai rappresentanti di Lubecca, oltre a molti altri. Dopo il canto del "Te Deum", Laurentius Andreae proclamò ufficialmente Gustav Eriksson re di Svezia. Gustavo non era ancora stato incoronato.Larsson 2005, p. 74ff.
La presa di Stoccolma