Il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major ) è un picchio di medie dimensioni con il piumaggio bianco e nero e una macchia rossa sulla parte bassa dell'addome. I maschi e i giovani presentano anche macchie rosse sul collo o sulla testa.
È diffuso in gran parte dell'Eurasia e in alcune aree del Nordafrica. Nonostante maggior parte del suo areale sia una specie stanziale, gli esemplari delle regioni settentrionali possono effettuare migrazioni in seguito a scarsi raccolti di pigne. Alcuni individui hanno una tendenza innata a vagabondare, e ciò ha portato la specie a ricolonizzare spontaneamente l'Irlanda o a fare la sua comparsa come visitatrice occasionale in Nordamerica. I picchi rossi maggiori usano il becco come uno scalpello per scavare negli alberi in cerca di cibo o per costruire le cavità dove fare il nido, nonché per tamburellare per tenersi in contatto e per segnalare il possesso di un territorio; presentano particolari adattamenti anatomici per fronteggiare gli stress fisici provocati dall'azione di martellamento.
Il picchio rosso maggiore è diffuso in aree forestali di ogni tipo ed ha una dieta molto varia, in quanto è in grado di estrarre semi dalle pigne, larve di insetto dall'interno degli alberi o uova e nidiacei di altri uccelli dai loro nidi. Nidifica in cavità scavate in alberi sia vivi che morti, con il fondo rivestito di trucioli. Ogni covata comprende in genere da quattro a sei uova di colore bianco lucido. Entrambi i genitori si dedicano alla cova, all'alimentazione dei pulcini e alla pulizia del nido. Quando i giovani si levano in volo, per una decina di giorni ancora continuano ad essere nutriti dai genitori, ed ogni genitore nutre parte della nidiata.
Il picchio rosso maggiore è strettamente imparentato con altri membri del suo genere. Presenta un gran numero di sottospecie, alcune delle quali talmente distinte da poter essere considerate potenziali nuove specie. Occupa un areale vastissimo, ha una popolazione molto numerosa e non è minacciato su vasta scala, e viene pertanto classificato come «specie a rischio minimo».
Tassonomia I picchi costituiscono una famiglia di uccelli molto antica, costituita da tre sottofamiglie, i torcicolli, i picchioli e i picchi veri e propri, i Picinae. La più numerosa delle sei tribù appartenenti ai Picinae è quella dei cosiddetti picchi bianchi e neri, un gruppo al quale appartiene il picchio rosso maggiore. Tra le numerose specie del genere Dendrocopos, i parenti più stretti del picchio rosso maggiore sono il picchio dell'Himalaya, il picchio del Sind, il picchio di Siria e il picchio alibianche, nonché, forse, il picchio del Darjeeling. Sono stati segnalati ibridi nati dall'incrocio con il picchio di Siria.
Il picchio rosso maggiore venne descritto da Linneo nel suo Systema Naturae del 1758 con il nome di Picus major. È stato successivamente trasferito nel suo genere attuale, Dendrocopos, dal naturalista tedesco Carl Ludwig Koch nel 1816. L'appellativo generico, Dendrocopos, è la combinazione delle due parole greche dendron, «albero», e kopos, «che batte». L'epiteto specifico major, invece, deriva dal latino maior, «maggiore».
Sottospecie Il numero delle sottospecie di picchio rosso maggiore riconosciute dai vari autori variano molto, da un minimo di 14 a quasi 30. Questo è dovuto al fatto che i cambiamenti sono clinali ed esistono molte forme intermedie. Attualmente le sottospecie riconosciute sono 24:
D. m. major (), la sottospecie nominale, diffusa dalla Scandinavia e dalla Polonia nord-orientale fino alla Siberia occidentale;
D. m. brevirostris (), diffusa dalla Siberia occidentale a quella orientale, nonché nelle regioni nord-orientali della Cina e in quelle settentrionali della Mongolia;
D. m. kamtschaticus (), endemica della penisola di Kamchatka;
D. m. anglicus , endemica della Gran Bretagna;
D. m. pinetorum (), diffusa in Europa centrale;
D. m. parroti , endemica della Corsica;
D. m. harterti , endemica della Sardegna;
D. m. italiae (), diffusa in Italia, Sicilia e Slovenia occidentale;
D. m. hispanus (), diffusa nella penisola iberica;
D. m. canariensis (), endemica di Tenerife;
D. m. thanneri , endemica di Gran Canaria;
D. m. mauritanus (), endemica del Marocco;
D. m. numidus (), diffusa nelle regioni settentrionali di Algeria e Tunisia;
D. m. candidus (), diffusa dalla Romania e dalle regioni meridionali dell'Ucraina fino alla Grecia;
D. m. paphlagoniae (), diffusa nelle regioni settentrionali della Turchia;
D. m. tenuirostris , diffusa nella regione del Caucaso e nella Transcaucasia;
D. m. poelzami (), diffusa nell'Azerbaigian sud-orientale, nell'Iran settentrionale e nel Turkmenistan sud-occidentale;
D. m. japonicus (), diffusa in Siberia sud-orientale, Cina nord-orientale, Corea e Giappone settentrionale e centrale;
D. m. wulashanicus , endemica della Mongolia Interna;
D. m. cabanisi (), diffusa nelle regioni orientali della Cina;
D. m. beicki (), diffusa in Cina centrale;
D. m. mandarinus (), diffusa dalla Cina meridionale e dalla Birmania orientale fino alle regioni settentrionali di Laos e Vietnam;
D. m. stresemanni (), diffusa in India nord-orientale e nel territorio compreso tra la Birmania nord-orientale, il Tibet sud-orientale e la Cina centro-meridionale;
D. m. hainanus , endemica dell'isola di Hainan.
Tuttavia, le analisi del DNA mitocondriale suggeriscono che D. m. poelzami della regione del mar Caspio, D. m. japonicus del Giappone e D. m. cabanisi della Cina potrebbero meritare lo status di specie a tutti gli effetti. Nonostante il suo aspetto caratteristico, invece, D. m. canariensis di Tenerife, nelle isole Canarie, sembra essere strettamente imparentato con la sottospecie nominale D. m. major..
La sottospecie fossile D. m. submajor visse nel Pleistocene medio durante la glaciazione di Riss (tra 250.000 e 300.000 anni fa) in Europa, a sud della calotta di ghiaccio. Talvolta viene considerata come specie distinta, ma non differisce in modo significativo dal picchio rosso maggiore attuale, le cui sottospecie europee sono probabilmente sue discendenti dirette.
Descrizione
Il picchio rosso maggiore adulto misura di lunghezza, pesa ed ha un'apertura alare di . Le regioni superiori sono di colore blu-nerastro, con zone bianche ai lati della faccia e del collo. Dalle scapole si dipartono alcune linee nere che giungono fino alla nuca, alla base del becco e a metà del petto. Sulle scapole vi è una grossa macchia bianca e le penne remiganti sono a strisce bianche e nere, così come la coda. Le regioni inferiori sono bianche, fatta eccezione per una zona scarlatta sul basso ventre e il sottocoda. Il becco è grigio-ardesia molto scuro, le zampe sono grigio-verdastre e l'iride è di colore rosso scuro. I maschi presentano una macchia color cremisi sulla nuca, assente nelle femmine, che per il resto sono molto simili. I giovani hanno un piumaggio meno lucente di quello degli adulti, con sfumature marroni sulle regioni superiori e regioni inferiori di colore bianco sporco. I disegni del piumaggio sono meno definiti che negli adulti e la parte bassa del ventre non è rossa, bensì rosa. I giovani, inoltre, hanno una macchia rossa sulla sommità del capo, meno estesa negli esemplari di sesso femminile.
Le varie sottospecie differiscono tra loro per la colorazione del piumaggio e per l'aspetto generale, con le forme settentrionali più grandi e dotate di becco più grosso e regioni inferiori di colore bianco candido; di conseguenza, le sottospecie D. m. major e D. m. kamtschaticus, delle regioni settentrionali dell'Eurasia, sono grandi e sorprendentemente bianche, mentre D. m. hispanicus nella penisola iberica e D. m. harterti in Corsica e Sardegna sono molto più piccole e con regioni inferiori più scure. D. m. canariensis e D. m. thanneri delle isole Canarie sono simili alla forma iberica, ma hanno i fianchi bianchi. In Marocco, gli esemplari di D. m. mauritanus hanno regioni inferiori bianche con del rosso al centro del petto e quelli che nidificano a quote più elevate sono più grandi e scuri di quelli che vivono nelle colline sottostanti. D. m. numidus, che vive in Algeria e Tunisia, ha un aspetto molto caratteristico, con una banda sul petto formata da piume nere rosse all'estremità. La forma del Caspio, D. m. poelzami, è piccola, ha il becco relativamente lungo e regioni inferiori marroni. D. m. japonicus, del Giappone, presenta meno bianco sulle scapole ma di più sulle ali. Le due forme cinesi, D. m. cabanisi e D. m. stresemanni, hanno testa e regioni inferiori marroncine, e spesso un po' di rosso sul petto. In entrambe le razze la colorazione delle regioni inferiori tende gradualmente a divenire più scura man mano che si procede verso il sud dei loro rispettivi areali.
Il picchio rosso maggiore è simile ad altre specie del suo genere. Il picchio di Siria è privo della striscia nera sulle guance presente nel suo cugino, ed ha regioni inferiori più bianche e chiazza rossa sulla parte bassa del ventre di colore più chiaro; tuttavia, gli esemplari giovani di picchio rosso maggiore presentano spesso una striscia incompleta sulle guance, il che potrebbe farli scambiare erroneamente per picchi di Siria. Il picchio alibianche ha, come indica il nome, una macchia bianca sulle ali molto più estesa di quella del picchio rosso maggiore. Il picchio del Sind è molto simile al picchio di Siria, e si differenzia dal picchio rosso maggiore per le stesse caratteristiche.
Muta Dopo la stagione della riproduzione, gli adulti di picchio rosso maggiore vanno incontro ad una muta completa che si protrae per circa 120 giorni. Nel Nord, D. m. major inizia la sua muta tra metà giugno e la fine di luglio per terminarla in ottobre o novembre; nelle forme delle zone temperate, come D. m. pinetorum, la muta ha luogo prima, tra inizio giugno/metà luglio e metà settembre/fine ottobre; e la sottospecie meridionale D. m. hispanicus inizia la muta a fine maggio o giugno per finirla in agosto. Nei giovani ha luogo una muta parziale, durante la quale vengono conservate le copritrici alari e rimpiazzate le piume del corpo, della coda e le remiganti primarie. Questa muta, dopo la quale si sviluppa un piumaggio più simile a quello degli adulti, inizia a fine maggio/inizio agosto e termina a metà settembre/fine novembre, variando a seconda della latitudine come nel caso della muta degli adulti.
Voce Il richiamo del picchio rosso maggiore risuona come un kik acuto, che può essere ripetuto fino a creare un suono simile a quello prodotto scuotendo un sonaglio di legno, krrarraarr, quando il volatile viene disturbato. Il richiamo di corteggiamento, gwig, viene emesso soprattutto durante il volo di parata. Questa specie tamburella con il becco su alberi e rami morti, e talvolta, se disponibili, su strutture costruite dall'uomo, per mantenersi in contatto con il partner e per dichiarare il possesso del territorio.
Entrambi i sessi tamburellano con il becco, ma il maschio lo fa più di frequente, specialmente nel periodo che va dalla metà di gennaio fino al periodo in cui i giovani si levano in volo. Entro i confini del suo areale, quello rosso maggiore è il picchio che tamburella più velocemente, al ritmo di circa 10-16 colpi al secondo; generalmente picchietta in serie della durata di un secondo appena, seppur ripetute frequentemente. Fino agli inizi del XX secolo si riteneva che questi tambureggiamenti fossero prodotti da vocalizzazioni, e fu soltanto nel 1943 che fu infine provata la loro natura puramente meccanica.
Distribuzione e habitat