LHamburger Sport-Verein, o HSV, noto però in italiano più semplicemente come Amburgo, è una società polisportiva tedesca con sede ad Amburgo. Fondata nel 1887, è la seconda più antica della nazione, dopo il Monaco 1860. La sezione calcistica milita in Bundesliga, la prima divisione del campionato tedesco di calcio, a partire dalla stagione 2025-2026, e gioca le partite casalinghe al Volksparkstadion, che può contenere 57.000 spettatori. Fino alla stagione 2017-18 è stata, per lungo tempo, l'unica squadra sempre presente in Bundesliga, retrocedendo per la prima volta al termine della stessa, dopo 54 anni e 261 giorni, cioè 55 campionati consecutivi.

Tra le squadre più prestigiose nel panorama calcistico tedesco, vanta la vittoria di sei titoli nazionali, tre Coppe di Germania e due Coppe di Lega. A livello internazionale si è aggiudicata una Coppa dei Campioni (1982-1983), una Coppa delle Coppe (1976-1977) e due Coppe Intertoto. Ha inoltre disputato in due occasioni la finale della Supercoppa UEFA (1977 e 1983) e una volta quella della Coppa UEFA (1981-1982), entrando a far parte del gruppo di quindici squadre europee che hanno giocato almeno una finale in tutte le storiche competizioni confederali europee.

Storia Gli albori È il 29 settembre 1887 quando due società sportive di Amburgo, il Der Hohenfelder Sportclub e il Wandsbek-Marienthaler Sportclub, si uniscono per formare lo Sports Club Germania. Questo sodalizio, dedito inizialmente solo all'atletica comincia ad interessarsi al calcio a partire dal 1891. La squadra inizia presto ad ottenere successi a livello locale, e nel 1900 diventa anche uno dei membri fondatori della Federazione calcistica tedesca.

LHamburger Sport-Verein nasce invece il 2 giugno 1919, quando al Germania si uniscono altri due club cittadini, lHamburger FC e lFC Falke. La nuova società, nota in Italia semplicemente come Amburgo, assume come data di fondazione quella del Germania, e adotta anche i suoi stessi colori sociali: il blu, il nero e il bianco.

Gli anni venti e i primi successi

L'Amburgo comincia a vincere con una certa regolarità il campionato della Germania settentrionale, evento che garantisce agli anseatici l'accesso alla fase nazionale. Qui la squadra raggiunge la finale al secondo tentativo, nella stagione 1921-1922; questo anche grazie anche ai gol di Otto Harder, spesso capocannoniere in carriera nonché uno dei migliori calciatori ad aver mai indossato la maglia del club. Però la sfida, che viene disputata contro il Norimberga vincitore delle ultime due edizioni, termina sul 2-2 anche dopo i tempi supplementari. È quindi necessario rigiocare la partita, ma durante la ripetizione gli avversari rimangono in soli sette uomini; l'arbitro deve sospendere da regolamento la gara, che si trova sul punteggio di 1-1. In un primo momento la Federazione assegna il titolo all'Amburgo, ma in seguito una serie di ricorsi fanno ritornare l'organismo sui suoi passi, tanto che alla fine il campionato 1922 si conclude senza alcun vincitore.

L'Amburgo non deve comunque attendere molto per festeggiare il suo primo successo: l'anno successivo, infatti, raggiunge nuovamente la finale, che questa volta si conclude con la vittoria per 3-0 sull'Union Oberschöneweide. Il secondo titolo arriva invece cinque anni dopo, nella stagione 1927-1928, quando ad essere sconfitto per 5-2 nell'ultimo atto è l'. Un'altra finale era stata raggiunta anche nel campionato 1923-1924, e si era sempre disputata contro il Norimberga; questa volta gli avversari avevano però vinto per 2-0.

Gli anni in Gauliga e in Oberliga Nel 1933 nella Germania nazista viene creata la Gauliga, campionato anch'esso composto da molti gironi regionali. Questo non è un periodo di grandi successi per l'Amburgo, che raggiunge al massimo la semifinale nazionale nella stagione 1937-1938 e in quella successiva. Il club ottiene tuttavia successi a livello locale, conquistando la Gauliga Nordmark nel 1937, nel 1938, nel 1939 e nel 1941; un successivo frazionamento del gruppo porta il club a giocare nella Gauliga Hamburg, che gli anseatici vincono nel 1945.

Nel dopoguerra l'Amburgo diventa la prima squadra tedesca ad andare in tour negli Stati Uniti dopo la fine della seconda guerra mondiale; intanto però la città anseatica diventa parte della neonata Germania Ovest, dove il campionato viene naturalmente riorganizzato. Il club viene inserito nell'Oberliga Nord, una delle cinque massime divisioni nazionali del periodo; qui conquista tutte le edizioni del torneo tranne due, quella del 1949 e quella del 1954. Proprio in quest'ultimo anno la nazionale tedesca, di cui fanno parte anche Fritz Laband e anche Josef Posipal, diventa campione del mondo in Svizzera. Di questo Mondiale rimane celebre la finale, passata alla storia come miracolo di Berna, e Posipal è uno dei giocatori che scendono in campo in questo incontro.

Intanto nel 1953 l'Amburgo aveva iniziato a giocare al Volksparkstadion; probabilmente però l'avvenimento più importante dell'anno era stato il debutto in prima squadra del sedicenne Uwe Seeler. Costui, soprannominato Uns Uwe, il nostro Uwe, è infatti considerato uno dei migliori centravanti di tutti i tempi. In questo periodo l'Amburgo raggiunge per la prima volta la finale della DFB-Pokal nell'edizione 1955-1956, anche se è sconfitto dal Karlsruhe. Nelle due stagioni successive il club raggiunge altrettante finali, questa volta nel campionato nazionale; anche qui è però battuto, prima dal , poi dallo .

Gli anseatici tornano a vincere una finale del campionato nazionale dopo trentadue anni, nella stagione 1959-1960: questa volta ad essere sconfitto è il , col risultato di 3-2. I tedeschi vengono poi eliminati dal Barcellona nella semifinale della successiva Coppa dei Campioni, ma gli spagnoli hanno la meglio solo dopo tre incontri. Nel 1963 viene conquistata invece la prima DFB-Pokal: ad essere battuto nell'ultimo atto è il Borussia Dortmund, col punteggio di 3-0.

L'ingresso in Bundesliga e la prima finale europea L'Amburgo partecipa così alla Coppa delle Coppe 1963-1964, dove sconfigge il Barcellona negli ottavi ma viene fermato nei quarti. Intanto però ad inizio stagione era cambiata la formula del massimo campionato tedesco: d'ora in avanti le migliori squadre nazionali avrebbero giocato tutte insieme in un unico girone all'italiana, la Bundesliga. A questa prima edizione avevano poi preso parte sedici squadre provenienti dalle cinque Oberligen, e naturalmente i successi nella Nord erano stati sufficienti all'Amburgo per garantirsi un posto nella neonata competizione. Qui però, anche se Seeler diventa subito capocannoniere, la squadra fatica ad ottenere risultati soddisfacenti, scivolando anzi presto nella metà inferiore della graduatoria dopo l'iniziale sesto posto del 1964.

Nonostante i risultati non esaltanti in campionato, gli anseatici raggiungono nel 1967 la finale della DFB-Pokal, dove vengono però battuti 4-0 dal . Partecipano comunque ugualmente alla Coppa delle Coppe 1967-1968: i bavaresi hanno infatti appena vinto il trofeo continentale, e vi accedono quindi di diritto. E proprio in questa manifestazione l'Amburgo raggiunge per la prima volta una finale europea, che si disputa il 23 maggio 1968 a Rotterdam. L'avversario è il di Nereo Rocco, che alla fine riesce a conquistare il trofeo grazie alla doppietta realizzata da Kurt Hamrin.

L'Amburgo, nel quale si distingue anche Willi Schulz, ottiene migliori risultati in Bundesliga a partire dalla stagione successiva, fino ad arrivare al quinto posto del campionato 1970-1971. Questo piazzamento permette al club di partecipare alla prima edizione della Coppa UEFA, anche se viene qui eliminato al primo turno. Alla fine di questa stagione si assiste però al ritiro di Uwe Seeler, che lascia il calcio dopo aver sempre e solo militato nell'Amburgo; con questa maglia ha segnato 304 gol in 476 gare di campionato ed è stato più volte capocannoniere, conquistando inoltre per ben tre volte il premio di calciatore tedesco dell'anno.

Gli anni d'oro Nel 1973 l'Amburgo trionfa nella prima edizione della DFB-Ligapokal, dopo aver sconfitto in finale il Borussia M'Gladbach con un netto 4-0; altri eventi rilevanti nello stesso periodo sono l'esordio in prima squadra di Manfred Kaltz, che diventerà una bandiera del club, e l'ingaggio dell'allenatore Kuno Klötzer. Nella prima stagione con il nuovo tecnico gli anseatici non riescono ad ottenere risultati brillanti in Bundesliga, però raggiungono la finale della DFB-Pokal. Qui vengono battuti dall'Eintracht Francoforte, ma grazie a questo traguardo partecipano alla Coppa UEFA 1974-1975. In questa competizione i tedeschi arrivano fino ai quarti dove sono eliminati dalla , e poco dopo raggiungono anche un buon quarto posto in campionato. Un ulteriore miglioramento si ha l'anno seguente: l'Amburgo arriva infatti alla semifinale della Coppa UEFA dove è sconfitto dal Bruges, mentre in patria ottiene sia il secondo posto in Bundesliga che la seconda DFB-Pokal; questo trofeo viene conquistato in seguito alla vittoria contro il nell'ultimo atto.

L'Amburgo, al quale si è appena unito anche Felix Magath, partecipa così alla Coppa delle Coppe 1976-1977. Qui arriva piuttosto facilmente in semifinale, dove sconfigge invece con qualche difficoltà l', ed accede così alla sua seconda finale europea. Questa si svolge l'11 maggio 1977 ad Amsterdam contro i campioni in carica dell', che possono contare sui pilastri olandesi Arie Haan e Rob Rensenbrink, e sono inoltre favoriti dai pronostici. Ad ogni modo i belgi sono battuti disputando una gara tatticamente accorta, mentre i gol, che arrivano nei minuti finali, portano le firme di Georg Volkert, su calcio di rigore, e di Magath.

Klötzer lascia dopo il trofeo europeo, ma nella stagione successiva si registra l'importante acquisto di Kevin Keegan. Il giocatore ha appena conquistato la Coppa dei Campioni col , perciò sono proprio gli inglesi ad affrontare l'Amburgo nella Supercoppa UEFA; il doppio confronto termina però nettamente a favore dei Reds.

Per la stagione 1978-1979 vengono ingaggiati l'allenatore Branko Zebec e il giovane talento Horst Hrubesch, mentre a fine anno solare Keegan vince il primo Pallone d'oro. Intanto in campionato l'Amburgo, dopo aver inseguito a lungo il Kaiserslautern, conquista finalmente il primo titolo in Bundesliga, il quarto in totale, e partecipa in seguito alla Coppa dei Campioni 1979-1980. Qui i tedeschi eliminano il in semifinale sconfiggendolo per 5-1 nel ritorno in Germania prima di giungere alla finale, che si disputa proprio a Madrid. Ad attenderli nella capitale spagnola trovano i campioni in carica del Nottingham Forest, che passano in vantaggio al diciannovesimo con John Neilson Robertson e conquistano poi la coppa grazie ad una difesa impeccabile e ad un rapido contropiede. Intanto in campionato gli anseatici si sono classificati al secondo posto, mentre Keegan ha vinto il secondo Pallone d'oro; questa è però anche la sua ultima stagione nel club. Nel 1980 viene ingaggiato Franz Beckenbauer, giocatore di fama mondiale anche se giunto ormai a fine carriera; Zebec lascia la panchina in dicembre, comunque la squadra ottiene un altro secondo posto in Bundesliga.