Yeezus è il sesto album in studio del rapper statunitense Kanye West, pubblicato il 18 giugno 2013 dall'etichetta discografica Roc-A-Fella.

L'album inizialmente si chiamava Thank God For Drugs. Per la produzione dell'album, la quale è iniziata nel salotto di un loft parigino, West ha raccolto intorno a sé una cerchia di collaboratori, tra i quali Mike Dean e i Daft Punk. Yeezus presenta collaborazioni con Assassin e King L, nonché musicisti con cui il rapper aveva lavorato precedentemente come Justin Vernon, Frank Ocean, Chief Keef, Kid Cudi e Charlie Wilson. Quindici giorni prima della data di pubblicazione fissata per Yeezus, West si è avvalso del contributo da parte del produttore Rick Rubin per riorganizzare il suono del disco in favore di un approccio maggiormente minimalista.

A differenza dei precedenti album di West, Yeezus è caratterizzato da un panorama sonoro elettronico e abrasivo, con drum machine e sintetizzatori distorti. Attinge da generi quali industrial, acid house, elettronica, punk, drill e horrorcore, pur mantenendo l'uso non convenzionale dei campionamenti tipico di West. I critici musicali hanno considerato Yeezus il lavoro più sperimentale di West, che lo ha descritto come «una protesta contro la musica» ed ha escluso brani ritenuti troppo melodici o simili ai suoi lavori precedenti. I temi dei testi includono l'uso di droghe, la politica razziale, il sesso e le relazioni.

Ampiamente acclamato dalla critica specializzata, Yeezus ha ottenuto un punteggio di 84/100 su Metacritic, basato su 46 recensioni; nel 2020 è stato inserito alla 269ª posizione della classifica riguardante i 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone. L'album ha debuttato direttamente al primo posto della Billboard 200 statunitense, vendendo copie nella prima settimana e superando di l'album Born Sinner del rapper J. Cole. Yeezus ha inoltre ricevuto una candidatura come miglior album rap ai Grammy Awards 2014.

Antefatti Dopo l'uscita del suo quinto album in studio, My Beautiful Dark Twisted Fantasy (2010), Kanye West ha collaborato con l'amico di lunga data Jay-Z al progetto Watch the Throne (2011). Nel luglio 2012, il produttore No I.D. ha rivelato di aver lavorato al sesto album da solista (e settimo in totale) di West e che sarebbe uscito dopo Cruel Summer (2012), una compilation realizzata in collaborazione tra gli artisti dell'etichetta discografica di West, la GOOD Music. Per Yeezus, West ha coinvolto diversi collaboratori, tra cui Kid Cudi, Charlie Wilson, S1, gli Heatmakerz, Mike Dean, Hudson Mohawke, Skrillex, Young Chop, Chief Keef, Frank Ocean, Odd Future, Travis Scott, The-Dream, Cyhi the Prynce, Malik Yusef, King L, John Legend, James Blake, RZA, Mase e Pusha T.

Durante la realizzazione di Yeezus, West è stato influenzato principalmente dal design e dall'architettura minimalisti e ha visitato cinque volte una mostra di arredamento al Louvre. Una singola lampada di Le Corbusier rappresentò la sua «più grande fonte di ispirazione». West collaborò a stretto contatto con l'architetto Oana Stănescu e intraprese «viaggi di studio» nelle abitazioni progettate da Le Corbusier. Affascinato dalle osservazioni di Stănescu sulla natura insolita e radicale delle scelte progettuali di Le Corbusier, West applicò questa riflessione alla propria vita, ritenendo che «i visionari possano essere fraintesi dai loro contemporanei meno illuminati». West ha inoltre incontrato l'architetto Joseph Dirand e l'interior designer belga Axel Vervoordt, e si è fatto consegnare al loft «rare lampade di Le Corbusier, sedie di Pierre Jeanneret e oscure riviste di body art provenienti dalla Svizzera». West voleva inoltre che l'album fosse fortemente influenzato dalla sua città natale e, per trarne ispirazione, ha ascoltato la musica house degli anni '80 più strettamente legata a Chicago. Anche il film La montagna sacra di Alejandro Jodorowsky è stato fonte di ispirazione per l'album e il tour che ne è seguito. L'album era originariamente intitolato Thank God for Drugs.

Registrazione e produzione

Nel 2012, West ha iniziato a registrare il suo sesto album in studio con alcuni collaboratori, tra cui No I.D. e DJ Khaled. Le prime registrazioni sono state effettuate nel gennaio 2013 nel salotto del suo loft privato in un hotel di Parigi, indicato nei crediti dell'album come «No Name Hotel». West ha mantenuto le composizioni semplici per poter ascoltare i brani con maggiore chiarezza; un basso troppo potente o una maggiore complessità avrebbero semplicemente sovrastato la scarsa acustica della stanza. I rumori provenienti dal loft, che a volte duravano per tutta la notte, hanno suscitato le lamentele dei vicini. Secondo alcune indiscrezioni, lui e la sua allora fidanzata Kim Kardashian si sarebbero trasferiti nel loft affinché West potesse iniziare a lavorare all'album.

L'atmosfera in studio è stata descritta dal collaboratore Evian Christ come «molto concentrata», e West ha coinvolto ancora una volta diversi collaboratori stretti. Il produttore Hudson Mohawke ha sottolineato l'atmosfera inclusiva e «di gruppo» delle sessioni, durante le quali più collaboratori lavoravano su brani simili, da cui alla fine venivano selezionati elementi diversi. A tutti i partecipanti è stata assegnata una canzone su cui lavorare, con l'invito a tornare il giorno dopo per ascoltarla e discuterne; un processo che Anthony Kilhoffer ha paragonato a una lezione di arte. La produttrice Arca ha raccontato che inizialmente le era stato chiesto di inviare della musica a West, precisando di avergli inviato di proposito il materiale forse più strano che avesse, e che West ne era rimasto entusiasta. Descrivendo lo stile collaborativo di West, Arca ha affermato:

Con l'intenzione di «minare il carattere commerciale» dell'album, diverse tracce sono state escluse dal prodotto finale perché ritenute troppo melodiche o troppo in linea con il materiale precedente di West. West ha stabilito i parametri relativi al suono e allo stile, insistendo affinché non ci fossero «oscillazioni del basso» che ricordassero il dubstep. Il processo di registrazione dell'album è stato descritto come «molto grezzo» da Thomas Bangalter, membro del duo elettronico francese Daft Punk, che ha prodotto quattro brani dell'album, aggiungendo che West «rappava – o meglio, urlava in modo quasi primitivo». Mentre gli album precedenti, in particolare My Beautiful Dark Twisted Fantasy, hanno richiesto molto tempo in studio, Yeezus è stato descritto da Kilhoffer come «il disco che abbiamo realizzato più velocemente». Nel maggio 2013, i dirigenti della Def Jam hanno ascoltato il «prodotto finale» (che sarebbe stato poi modificato), descrivendo l'album come «cupo». Il musicista statunitense Travis Scott ha affermato che i frammenti che aveva ascoltato di Yeezus sembravano provenire dall'anno 3000 e ha ricordato «ricordi folli» legati alla sua frequentazione di West durante la registrazione dell'album.

Il giornalista di W Christopher Bagley riferisce che il processo creativo di West rasentava spesso il perfezionismo. Nel marzo 2013, West descrisse l'album a Bagley come quasi completato, salvo poi ritrattare questa affermazione un mese dopo, affermando che l'album era «completo solo al 30%». West ha apportato diverse modifiche dell'ultimo minuto a Yeezus, ingaggiando il cofondatore della Def Jam Recordings, Rick Rubin, come produttore esecutivo per ulteriori registrazioni a pochi giorni dall'uscita; le modifiche hanno comportato la ri-registrazione di brani interi e la riscrittura di intere strofe. La versione preliminare in cui West interpretava Rubin durava quasi tre ore e mezza. Le indicazioni di West a Rubin erano di orientare la musica verso uno «stile minimalista ed essenziale», eliminando spesso elementi già registrati. In un'intervista del settembre 2013 con il conduttore radiofonico Zane Lowe, West ha detto di Rubin che «non è un produttore, è un riduttore».

Per diversi giorni tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 2013, West e un «gruppo a rotazione di amici intimi, collaboratori e seguaci» si sono rinchiusi nello studio Shangri-La di Rubin a Malibù per portare a termine l'album. Rubin riteneva impossibile rispettare la scadenza e tutti i partecipanti finirono per lavorare per lunghe ore senza giorni di riposo per portare a termine il disco. West aveva previsto che l'album contenesse 16 brani, ma Rubin suggerì di ridurne il numero da 16 a 10, affermando che gli altri avrebbero potuto essere riservati per un seguito. Rubin ha citato come esempio Bound, che era «una canzone R&B piuttosto convenzionale, realizzata in stile adult contemporary», prima che West decidesse di sostituire l'accompagnamento musicale con un campione minimalista, «una linea di basso a nota singola nel ritornello che abbiamo elaborato per conferirle un tocco punk nella tradizione dei Suicide». Due giorni prima che l'album dovesse essere consegnato all'etichetta, West ha scritto e cantato i testi di due canzoni, registrando anche le parti vocali di altre tre in due ore.

Descrizione

Secondo il critico del Chicago Tribune Greg Kot, Yeezus è un album «ostile, abrasivo e volutamente sgradevole» che fonde «i mondi» dell’acid house di Chicago degli anni ’80, della drill del 2013, della musica industriale degli anni ’90 e dell’«avant-rap» di Saul Williams, Death Grips e Odd Future. The Independent, Mass Appeal e The Village Voice lo hanno definito un lavoro sperimentale, mentre Meagan Garvey di The Outline lo ha descritto come l'«album industrial» di West. Rolling Stone lo ha descritto come «un album incredibilmente abrasivo, ricco di electro graffiante, hip-hop minimalista martellante, sonorità drone avvolgenti e rumori industriali stridenti» e un «capolavoro di rap industriale», mentre Vulture lo ha definito un «capolavoro di punk rap». Il critico di Slant Magazine Ted Scheinman ha descritto l'album come «costruito su ritmi alieni e spigolosi, droni e sirene che si trasformano lentamente, improvvisi momenti di silenzio e uno stile di interpretazione da parte dello stesso Yeezy che fa battere forte il cuore», scrivendo che West ridefinisce la «nozione di quale tipo di musica (o rumore) possa essere alla base dell'hip-hop». Secondo Charles Aaron di Spin, Yeezus è «un album hip-hop, non un album rap», per il modo in cui i suoni e i temi sono combinati tra loro, e sebbene gli ascoltatori possano cogliere influenze «punk, post-punk o industrial» in tutto il disco, «l’hip-hop è sempre stato sinonimo di rumore, dissonanza e musica dance intesa come agitazione». L'album include anche elementi di musica industriale e trap. L'album rimanda spesso al rock industriale degli anni '90, periodo in cui il genere ebbe un notevole impatto sulla cultura popolare, con artisti come i Nine Inch Nails, i Ministry e Marilyn Manson che riscuotevano grande successo. La scena industrial ha dato vita a una «vasta comunità underground globale» e, come sottolinea Esquire, uno dei suoi epicentri era proprio Chicago, dove West è cresciuto. Evan Rytlewski di The A.V. Club ha definito la serie di brani di apertura come electro e hip-hop industriale, mentre Billboard e Spin hanno rilevato elementi tipici dell'horrorcore, come i sintetizzatori e le urla.

Riferendosi al sound di Yeezus nel settembre 2013, West ha dichiarato: «Per me, in quanto Kanye West, devo mandare tutto all’aria... Prenderò la musica e cercherò di renderla tridimensionale... Non sono qui per fare musica facile da ascoltare, musica facilmente programmabile». Allo stesso tempo, dal punto di vista artistico si considerava «qui per rompere gli schemi e aprire nuove strade, dal punto di vista sonoro». In seguito, West avrebbe descritto il sound dell'album come «una protesta attraverso la musica», affermando poi che «era come se avessi detto: "Prendo il mio pallone e me ne vado a casa"».