La chiesa di San Sulpizio (in francese: église Saint-Sulpice) è un luogo di culto cattolico del centro di Parigi, situato nella piazza omonima, nel VI arrondissement.

Seconda chiesa di Parigi per grandezza dopo la cattedrale di Notre-Dame, in seguito all'incendio di quest'ultima del 15 aprile 2019 pur senza essere insignita del titolo di procattedrale è divenuta sede delle principali celebrazioni diocesane fino al 7 dicembre 2024. Su di essa insiste l'omonima parrocchia, affidata alla cura dei chierici della compagnia dei sacerdoti di San Sulpizio.

La chiesa si trova nei pressi delle stazioni della metropolitana Mabillon (linea 10), Odéon (linee 4 e 10), Saint-Germain-des-Prés e Saint-Sulpice (linea 4).

Storia La chiesa medievale

Nel sito della chiesa attuale sorgeva nel medioevo un oratorio dedicato ai santi Giovanni Battista, Lorenzo martire e Sulpizio il Pio, citato per la prima volta come esistente già nel 807 all'interno del Martyrologium di Usuardo (IX secolo), monaco della non lontana abbazia di Saint-Germain-des-Prés, nel quale viene indicato il 10 maggio come giorno della dedicazione;. pur trattandosi nello specifico di un brano frutto di interpolazione, è comunque molto probabile che all'epoca esistesse già la chiesa, essendo stata rinvenuta nell'area una lapide sepolcrale con caratteri del X secolo, che indicherebbe la presenza di un luogo di culto con annesso cimitero. Sulle origini della parrocchia, che era l'unica del borgo di Saint-Germain-des-Prés allora situato fuori dalle mura di Parigi, vi sono due tesi distinte: per Jean Leboef la chiesa sarebbe stata fin da subito parrocchiale e battesimale, mentre secondo Jean-Baptiste-Michel Renou de Chauvigné la parrocchia vi sarebbe stata trasferita nel XII secolo dalla chiesa di Saint-Pierre,. situata lungo l'odierna rue des Saint-Pères che da essa trae il nome,. che dal 1942 cattedrale greco-cattolica ucraina di Saint-Volodymyr-le-Grand. Il primo documento nel quale viene citata la parrocchia è una bolla pontificia di Innocenzo III del 28 giugno 1210; essa dipendeva dall'abbazia di Saint-Germain-des-Prés e si estendeva sulla rive gauche sino a Grenelle. e a Gros-Caillou,. e fino al 1345 il suo territorio comprese anche un'area situata dentro le mura della città, sulla quale esercitava la propria giurisdizione il vescovo di Parigi..

La chiesa originaria venne ricostruita alla metà del XIII secolo e ampliata nel XIV; di modeste dimensioni e dall'aspetto rurale simile a quello di Saint-Denys ad Arcueil (della prima metà del XIII secolo) e di Saint-Hermeland a Bagneux (edificata tra la metà del XII secolo e il 1240 circa) era a tre navate di sei campate, delle quali la maggiore terminava con abside quadrangolare; sull'ultima campata della navatella destra insisteva la torre campanaria.. Tra il 1528 e il 1539 i proprietari di terreni attigui alla chiesa li vendettero alla parrocchia per consentire l'ampliamento dell'edificio (che nel 1530 fu dotato di un'abside poligonale con deambulatorio e cappelle radiali) e dell'annesso cimitero; il 29 marzo 1548 venne dedicato l'altare maggiore dall'abate dell'abbazia benedettina di Saint-Magloire, sulla rive droite (ridedicato il 24 maggio 1620 da René Breslay, vescovo di Troyes).. Tra il 1615 e il 1631 furono edificate delle cappelle anche lungo le navate minori su progetto dell'architetto Christophe Gamard.. Al momento della sua demolizione, la chiesa si presentava come un insieme eterogeneo di parti strutturali di diversi stili ed epoche, e misurava 51,18 metri di lunghezza e 27,17 di larghezza..

La chiesa attuale L'edificazione

Nel 1642 divenne parroco di Saint-Sulpice Jean-Jacques Olier, fondatore dell'omonima società di vita apostolica per la formazione dei seminaristi; all'epoca la parrocchia contava circa  abitanti, popolazione rispetto alla quale la chiesa si dimostrava del tutto insufficiente; inoltre quest'ultima era sede di numerose confraternite.. Il 10 ottobre 1643 si tenne un'assemblea generale dei parrocchiani presieduta dal principe Luigi II di Borbone-Condé durante la quale fu presa la decisione di demolire l'edificio esistente e sostituirlo con una chiesa più grande..

Venne interpellato nuovamente Gamard, il quale stilò tre progetti differenti dei quali ne venne scelto uno il 15 agosto 1645; nei giorni successivi iniziarono i lavori per la demolizione della chiesa medievale (della quale venne preservato soltanto il portale gotico fiammeggiante, trasferito dapprima sulla facciata del convento dei frati minori recolletti di rue de Varenne, poi sul fianco della chiesa di Saint-Saturnin a Nogent-sur-Marne ove si trova tuttora) e lo scavo delle fondamenta; la prima pietra fu posata nel 1646 alla presenza di Gastone, duca d'Orléans. L'edificazione procedette a rilento e subì un'interruzione a causa dei disordini legati alla Fronda parlamentare (1648-1650) e della morte dell'architetto (1649); inoltre, la chiesa ideata da Gamard risultò troppo piccola e fu necessario che il suo allievo e successore Louis Le Vau ne progettasse l'estensione; la ripresa dei lavori si ebbe nel 1655 alla presenza della reggente Anna d'Austria... Il 7 aprile 1667, giovedì santo, venne benedetta la cappella assiale e nel maggio 1673 venne realizzato un collegamento fra l'aula della chiesa medievale - che ancora non era stata demolita - e il nuovo coro, fra i quali vi era un dislivello di circa 6 metri. Alla morte di Le Vau (1670) il coro con il deambulatorio e le sue cappelle non era stato ancora portato a termine; furono completati sotto la direzione di Pierre Gittard, e benedetti il 20 dicembre 1673 dall'arcivescovo di Parigi François de Harlay de Champvallon; Gittard avrebbe voluto il rifacimento della cappella assiale, a suo parere troppo angusta, ma incontrò l'opposizione dei parrocchiani per le ingenti spese da loro sostenute per la realizzazione della stessa. L'edificazione della chiesa proseguì con il transetto e la navata laterale di sinistra, ma dovette bruscamente interrompersi nel 1675 per la mancanza di fondi..

Fu il parroco Jean-Baptiste Joseph Languet de Gergy, nominato nel 1714, a dare nuovo impulso per il completamento della chiesa. La lavori ripresero nel 1719 dal braccio destro del transetto, diretti inizialmente dal figlio di Daniel Gittard, Pierre, poi dal solo Gilles Marie Oppenordt (il quale rimase fedele ai disegni di Gittard),. e nel 1721 fu indetta una lotteria finalizzata al finanziamento della costruzione (analogamente a quanto era successo nel 1705 per la chiesa di Saint-Roch), iniziativa che proseguì fino al 1746. Nel 1724 fu portato a termine il transetto e demolito quanto restava della chiesa medioevale, e l'anno successivo venne completata la cella campanaria ottagonale posta in corrispondenza della crociera (in luogo della cupola prevista da Gittard),. che però dovette essere demolita nel 1731 perché sovraccaricava la volta dando evidenti segni di cedimento.. Nel 1733 la nuova chiesa era completata ad eccezione della facciata principale..

La chiesa venne dedicata in onore della Vergine Maria, e dei santi Pietro apostolo e Sulpizio il Pio, mercoledì 30 giugno 1745 nell'ambito dell'assemblea del clero francese; la celebrazione non fu presieduta dall'arcivescovo di Parigi Charles-Gaspard-Guillaume de Vintimille du Luc, il quale rinunciò per la sua età avanzata, ma da quello di Tours, Louis Jacques de Chapte de Rastignac, secondo presidente dell'assemblea, e ad essa seguì un ottavario.

L'erezione della facciata

Oppenordt realizzò tra il 1720 e il 1728. due diversi disegni per la facciata di Saint-Sulpice, accomunati dalla suddivisione in due livelli (dorico quello inferiore e ionico quello superiore) e dalla presenza di una cripta per le sepolture e, alle estremità, di due torri campanarie;. essi tuttavia non furono presi in considerazione, probabilmente in seguito alle vicende legate alla sovrastruttura della crociera,. oppure per il mancato allineamento con i nuovi gusti dell'epoca.. Nel 1726 venne interpellato Juste-Aurèle Meissonnier, il quale presentò un progetto di chiara derivazione borrominiana e guariniana, anch'esso rifiutato.. Il concorso per la sezione architettura per il Prix de Rome dello stesso anno, ebbe come oggetto la facciata di una chiesa dalle dimensioni simili a quelle di Saint-Sulpice; il primo premio venne assegnato a François Carlier. Nel 1730 anche Languet de Gergy indisse un concorso per dotare la propria chiesa di un prospetto monumentale, riservato ad artisti francesi e italiani; il vincitore si sarebbe aggiudicato un premio di livres.. Il vincitore fu Giovanni Niccolò Servandoni, che era già stato interpellato dal parroco nel 1729 per rivedere il progetto presentato da Meissonnier (il quale aveva proposto anche un disegno per la facciata) tre anni prima per il rifacimento della cappella assiale.. Tanto Meissonnier, quanto Servandoni erano stati probabilmente chiamati a lavorare nel cantiere di Saint-Sulpice in quanto la chiesa era destinata «a diventare a Parigi un baluardo anti-giansenista e un simbolo del potere del papato d'oltralpe». Oppenordt proseguì a lavorare al cantiere delle navate e disegnò tutti gli arredi del coro, tra cui l'altare maggiore (realizzato tra il 1732 e il 1734,. la prima pietra del quale fu solennemente posata dal nunzio apostolico in Francia Raniero d'Elci a nome di papa Clemente XII),. l'altare posto al di sotto dell'arcata centrale dell'abside (con doppia mensa: quella verso il coro per le celebrazioni feriali e quella verso la cappella assiale per la custodia del Santissimo Sacramento, i centodieci stalli lignei, la balaustra e i due pulpiti, a ridosso dei pilastri d'ingresso, analoghi a quelli del duomo di Milano..

Il progetto di Servandoni, al quale si ispirerà Pablo Dambach per la facciata della cattedrale di Santiago a Managua, nel Nicaragua (eretta tra il 1928 e il 1938), prevedeva due campanili alle estremità di tre ordini (dal basso: dorico, ionico e corinzio), con cuspide sommitale assimilabile ad analoghe strutture barocche inglesi realizzate da Christopher Wren (quali, ad esempio, la cattedrale di St Paul's e la chiesa di St Mary-le-Bow a Londra); la parte centrale del prospetto, corrispondente ai due ordini inferiori delle torri, presentava un doppio loggiato e un timpano triangolare. L'impostazione generale era assimilabile al progetto di facciata redatto da Giuliano da Sangallo nel 1515 per la basilica di San Lorenzo a Firenze.. I lavori iniziarono il 4 marzo 1733..