È noto anche per essere stato un maestro sufi.
Il cratere Al-Biruni, situato sul Mare Marginis della Luna, è stato così chiamato in suo onore. Gli è stato dedicato un asteroide, il 9936 Al-Biruni.
Biografia
Nacque in Corasmia (Khwārazm),
Studiò matematica e astronomia sotto la guida di Abū Naṣr Manṣūr. Fu anche abile poliglotta: parlava, infatti, il persiano, l'arabo, il sanscrito,Jean Jacques Waardenburg, Muslim Perceptions of other Religions: A Historical Survey, Oxford University Press, 1999, p. 27. il greco e aveva una discreta conoscenza anche del siriaco, dell'ebraico e del latino.
Fra i suoi più significativi contributi è meritevole di menzione il fatto che, a soli 17 anni, calcolò la latitudine di Kath (Khwārazm/Corasmia), basandosi sull'altezza massima apparente raggiunta dal Sole, ma è anche da ricordare che, al compimento dei 22 anni, scrisse diversi brevi trattati, incluso uno intitolato Cartografia, ovvero uno studio sulle proiezioni cartografiche che comprendeva la prima descrizione della proiezione azimutale equidistanteDavid A. King (1996), «Astronomy and Islamic society: Qibla, gnomics and timekeeping», in Roshdi Rashed (ed.), Encyclopedia of the History of Arabic Science, Vol. 1, pp. 128–184 , London and New York, Routledge. In seguito sviluppò degli spunti che sono visti come un'anticipazione di un sistema di coordinate polari.
La proiezione di al-Bīrūnī riapparve in Europa, indipendentemente dall'opera del geografo persiano, dopo dieci secoli. Nel 1660 il geografo siciliano Giovan Battista Nicolosi ne pubblicò due esempi: uno era la rappresentazione dell'emisfero est, l'altro dell'emisfero ovest. Un'altra applicazione apparve a Parigi nel 1676 e altre seguirono ancora.
Migliorò l'approssimazione del calcolo del raggio terrestre in 6 339,6 chilometri, migliorando la stima di 6 314,5 km, rispetto alla misura compiuta da Eratostene di Cirene nel 230 a.C.David Pingree, «BĪRŪNĪ, ABŪ RAYḤĀN iv. Geography», in Encyclopædia Iranica
Prima del compimento dei 27 anni, al-Bīrūnī aveva scritto un libro intitolato Kitāb al-āthār al-bāqiya, tradotto in inglese nel 1879 da Eduard Sachau col titolo Chronology of Ancient Nations o Vestiges of the Past, in cui si riferisce a una precedente opera - ora perduta - che comprendeva uno scritto sull'astrolabio, uno sul sistema decimale, quattro sull'astrologia e due di carattere storico. In questo libro egli discute la sua concezione della storia e presenta uno studio dei calendari di diverse culture e civiltà; sono descritti inoltre episodi relativi a diverse religioni: Manicheismo, Buddismo, Giudaismo e Cristianesimo.
Si ritiene che le opere di al-Bīrūnī siano state 146 e di queste 95 dedicate all'astronomia, matematica e argomenti collegati come la geografia matematica.George Saliba, «BĪRŪNĪ, ABŪ RAYḤĀN iii. Mathematics and Astronomy», in: Encyclopædia Iranica
Egli tradusse dal sanscrito all'arabo lo Yatrasutra (Libro dei simboli) usato dai mistici hinduisti e buddisti, annotando le convergenze di pensiero (soprattutto col filosofo indiano Patanjali) col sufismo.
Contributi alla matematica
Tra i suoi contributi alla matematica vi sono: teoria e pratica aritmetica valutazione di somme di serie numeriche analisi combinatoria regola del tre semplice e del tre composto numeri irrazionali teoria delle frazioni definizioni algebriche metodo per risolvere equazioni algebriche geometria teoremi di Archimede trisezione dell'angolo
Al-Biruni nella cultura italiana Franco Battiato riprende da una citazione di al-Bīrūnī il titolo del suo album musicale Come un cammello in una grondaia, espressione usata dallo scienziato persiano per indicare l’inadeguatezza della propria lingua nel descrivere argomenti di carattere scientifico.
Note
Bibliografia
D.J. Boilot, "Al-Biruni (Beruni), Abu'l Rayhan Muhammad b. Ahmad", in Encyclopaedia of Islam (Leiden), New Ed., vol.1:1236-1238. Excerpt 1: "He was born of an Iranian family in 362/973 (according to al-Ghadanfar, on 3 Dhu'l-Hididja/ 4 September — see E. Sachau, Chronology, xivxvi), in the suburb (birun) of Kath, capital of Khwarizm". Excerpt 2:"was one of the greatest scholars of mediaeval Islam, and certainly the most original and profound. He was equally well versed in the mathematical, astronomic, physical and natural sciences and also distinguished himself as a geographer and historian, chronologist and linguist and as an impartial observer of customs and creeds. He is known as al-Ustdadh, "the Master". Bosworth, C. E. (1968), “The Political and Dynastic History of the Iranian World (A.D. 1000–1217)”, J.A. Boyle (ed.), Cambridge History of Iran, vol. 5: The Saljuq and Mongol Periods, Cambridge University Press: 1-202. . Excerpt from page 7:"The Iranian scholar al-Bīruni says that the Khwarazmian era began when the region was first settled and cultivated, this date being placed in the early 13th-century BC)" Richard Frye: "The contribution of Iranians to Islamic mathematics is overwhelming. ..The name of Abu Raihan Al-Biruni, from Khwarazm, must be mentioned since he was one of the greatest scientists in World History"(R.N. Frye, "The Golden age of Persia", 2000, Phoenix Press. p. 162) David C. Lindberg, Science in the Middle Ages, University of Chicago Press D. N. MacKenzie, Encyclopaedia Iranica, "CHORASMIA iii. The Chorasmian Language". Excerpt: "Chorasmian, the original Iranian language of Chorasmia, is attested at two stages of its development..The earliest examples have been left by the great Chorasmian scholar Abū Rayḥān Bīrūnī." Louis Massignon, "Al-Biruni et la valeur internationale de la science arabe" in Al-Biruni Commemoration Volume, (Calcutta, 1951). pp. 217–219 all'epoca sotto il califfato arabo-islamico degli Abbasidi, attualmente nota come Khiva (Uzbekistan). M. A. Saleem Khan, "Al-Biruni's discovery of India: an interpretative study", iAcademicBooks, 2001. p. 11: "It is generally accepted that he was Persian by origin, and spoke the Khwarizmian dialect" Helaine Selin, "Encyclopaedia of the history of science, technology, and medicine in non-western cultures ", Springer, 1997. "Al-Biruni", p. 157: "his native language was the Khwarizmian dialect" Gotthard Strohmaier, "Biruni" in Josef W. Meri, Jere L. Bacharach, Medieval Islamic Civilization: A-K, index: Vol. 1 of Medieval Islamic Civilization: An Encyclopedia, Taylor & Francis, 2006. excerpt from page 112: "Although his native Khwarezmian was also an Iranian language, he rejected the emerging neo-Persian literature of his time (Firdawsi), preferring Arabic instead as the only adequate medium of science."
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