A Satana è una poesia di Giosuè Carducci nella forma di inno in cinquanta quartine di quinari sdruccioli e piani alternati a schema rimico ABCB, secondo il modello del "brindisi", cioè di un componimento poetico estemporaneo da recitarsi a tavola. Claudia Bussolino, Glossario di retorica, metrica e narratologia, Alpha Test, 2006 p.39
«Tu solo, o Satana, animi e fecondi il lavoro, tu nobiliti le ricchezze. Spera ancora, o proscritto»,P.J.Proudon, De la Justice dans la révolution et dans l'église, Paris, Frères Garnier, 1858 scriveva Pierre-Joseph Proudhon. Jules Michelet produceva le prove storiche dell'ingiustizia perpetrata ai danni di Satana, identificato con la scienza e la natura, sacrificate alla mortificazione cristiana. Figura di martire politico in Proudhon, venato di riflessi scientifici in Michelet, Satana diveniva emblema del progresso e «del prodigioso edificio ... delle istituzioni moderne»,J.Michelet, La sorcière, Paris, Garnier-Flammarion, 1966 simbolo di una verità brutalmente calpestata o occultata dal clero.
Furono dunque questi i prodromi del celebre inno A Satana. Recatosi Carducci a Firenze nel settembre 1863 per la stampa dell'opera su Agnolo Poliziano, in una nottata insonne gli ruppe dal cuore la poesia che definì «chitarronata», ovvero non riuscita nello stile ma foriera di verità. «L'Italia col tempo dovrebbe innalzarmi una statua, pel merito civile dell'aver sacrificato la mia coscienza d'artista al desiderio di risvegliar qualcuno o qualcosa... perché allora io fu un gran vigliacco dell'arte», scriverà anni dopo. Piero Bargellini, Giosuè Carducci, Brescia, Morcelliana, 1934, p.151
L'inno nella prima stesura del 1863 fu inviato da Carducci all'amico Giuseppe Chiarini accompagnato da questo commento:
La poesia senza la terzultima strofe fu pubblicata a Pistoia nel novembre 1865 con lo pseudonimo, usato per la prima volta, di Enotrio Romano; del 1867 è l'edizione completa sempre con la stessa firma. Il testo definitivo è del 1881.
Testo A SATANA
A te, de l'essere Principio immenso,Infinito principio di tutto ciò che esiste Materia e spirito, Ragione e senso;4
Mentre ne' calici Il vin scintilla Sí come l'anima Ne la pupilla;8
Mentre sorridono La terra e il sole E si ricambiano Si scambiano D'amor parole,12
E corre un fremito D'imene arcano Da' monti e palpita Fecondo il piano;16 Dai monti arrivano suoni come quelli di un misterioso matrimonio (Imene) e la pianura feconda pullula di vita.
A te disfrenasi Il verso ardito, Te invoco, o Satana, Re del convito.20
Via l'aspersorio Prete, e il tuo metro! e le tue litanie liturgiche No, prete, Satana Non torna in dietro!24 Satana non teme i tuoi esorcismi
Vedi: la ruggine Rode a Michele Si sfalda nel tempo che la corrode la spada dell'ormai senza ali Arcangelo Michele con la quale l'angelo fedele a Dio cacciò gli angeli ribelli Il brando mistico, Ed il fedele28
Spennato arcangelo Cade nel vano. Ghiacciato è il fulmine A Geova in mano.32 Ormai spento è il fulmine nelle mani di Dio, il Geova ebreo
Meteore pallide, Pianeti spenti, Piovono gli angeli Da i firmamenti.36
Ne la materia Che mai non dorme, Re de i fenomeni, Re de le forme,40
Sol vive Satana. Satana è il signore della materia sempre viva e dei fenomeni naturali Ei tien l'impero Nel lampo tremulo D'un occhio nero,44
O ver che languido Sfugga e resista, Od acre ed umido Pròvochi, insista. 48 Satana prevale quando riluce nei neri occhi ammaliatori delle donne sia che resistano o invitino all'amore
Brilla de' grappoli Nel lieto sangue, Per cui la rapida Gioia non langue,52
Che la fuggevole Vita ristora, Che il dolor proroga Che amor ne incora.56 La gioia che dura poco è ravvivata dal vino che ridà vita, allontana il dolore e incoraggia l'amore
Tu spiri, o Satana, Nel verso mio, Se dal sen rompemi se scaturisci dal mio petto Sfidando il dio60
De' rei pontefici, De' re crüenti: E come fulmine Scuoti le menti.64 inciti alla ribellione le menti
A te, Agramainio, Adone, Astarte, Alle antiche divinità orientali corrispondenti a Satana furono dedicate statue di marmo e quadri su tela e scritti su carta, E marmi vissero E tele e carte,68
Quando le ioniche Aure serene Beò la Venere Anadiomene. 72 Quando il clima mite della Ionia accarezzava Venere
A te del Libano Per te Satana-Adone amante di Venere ucciso e risorto i venti del Libano agitavano i cedri Fremean le piante, De l'alma Cipride Risorto amante: 76
A te ferveano Le danze e i cori, A te i virginei Candidi amori, 80
Tra le odorifere Palme d'Idume, Zona costiera della Siria dove si celebravano riti primaverili per il ritorno di Adone Dove biancheggiano Le ciprie spume.84 Per te erano danze e canti per te i primi innocenti amori tra le palme d'Idume dove s'infrangono le onde che vengono da Cipro
Che val se barbaro Il nazareno Furor de l'agapi Dal rito osceno 88
Con sacra fiaccola I templi t'arse E i segni argolici «segni argolici» (In Giosuè Carducci, Feltrinelli Editore, 2007 p.48 Vedi discussione) A terra sparse?92 A che cosa è valso che i cristiani, che celebrano riti osceni nei loro banchetti, come barbari furiosi hanno incendiato i templi e distrutte le testimonianze dell'Argolide?
Te accolse profugo Tra gli dèi lari La plebe memore Ne i casolari. 96 Scacciato dalle città Satana trovò rifugio e accoglienza nel mondo delle divinità contadine
Quindi un femineo Sen palpitante Empiendo, fervido Nume ed amante,100
La strega pallida D'eterna cura Volgi a soccorrere L'egra natura. 104 Dai casolari (quindi= da lì) tu Satana, ardente dio che riempie d'amore un seno di donna palpitante ti rivolgi a soccorrere la fragile umanità della strega pallida per l'eterna paura.
Tu a l'occhio immobile De l'alchimista, Tu de l'indocile Mago a la vista,108
Del chiostro torpido Oltre i cancelli, Riveli i fulgidi cieli novelli.112 Tu oltre le porte dell'addormentato chiostro monacale riveli nuove risplendenti verità all'alchimista immerso nei suoi studi e al mago che non si arrende a rinunciare a scoprire nuove conoscenze.
A la Tebaide Te ne le cose Fuggendo, il monaco Triste s'ascose.116 Si nascose a te nella Tebaide il triste monaco rifuggendo le cose umane.
O dal tuo tramite Alma divisa, Benigno è Satana; Ecco Eloisa. 120 Ecco per te Eloisa, anima divisa dal tuo amante, Satana è benigno.
In van ti maceri Ne l'aspro sacco: Il verso ei mormora Di Maro e Flacco124
Tra la davidica Nenia ed il pianto; E, forme delfiche, A te da canto, 128 Inutilmente (Eloisa) ti consumi nella tua rozza tonaca, Satana insinua (da canto) tra i salmi di Davide e i canti penitenziali i versi di Virgilio e di Orazio e la bellezza apollinea (delfiche) classica.
Rosee ne l'orrida Compagnia nera, Mena Licoride, Mena Glicera.132 Tra le terribili vesti nere dei monaci porti le fanciulle Licoride (cantata da Virgilio) e Glicera (celebrata da Orazio).
Ma d'altre imagini D'età più bella Talor si popola L'insonne cella.136 Ma di altre immagini dell'antica Roma, l'età più bella, si popola la cella dove il monaco trascorre le notti insonne.
Ei, da le pagine Di Livio, ardenti Tribuni, consoli, Turbe frementi140
Sveglia; e fantastico D'italo orgoglio Te spinge, o monaco, Su 'l Campidoglio144 Satana attraverso le opere di Tito Livio risveglia le moltitudini frementi delle glorie romane dei tribuni e dei consoli e spinge sul Campidoglio un monaco acceso di italo orgoglio.
E voi, che il rabido Rogo non strusse, Voci fatidiche, Wicleff ed Husse,148
A l'aura il vigile grido mandate: S'innova il secolo Piena è l'etade.152 E voi, che non siete stati distrutti dal rogo rabbioso, [voi] voci che annunciano il fato, John Wyclif e Jan Hus diffondete nell'aria il vostro messaggio profetico: l'età è matura, sta per giungere una nuova era.
E già già tremano Mitre e corone: Dal chiostro brontola La ribellione,156
E pugna e prèdica Sotto la stola Di fra' Girolamo Savonarola.160 E già tremano mitre e corone: dai chiostri mormora la ribellione che combatte e predica nascosta dalla tonaca di Girolamo Savonarola.
Gittò la tonaca Martin Lutero: Gitta i tuoi vincoli, Uman pensiero,164
E splendi e folgora Di fiamme cinto; Materia, inalzati: Satana ha vinto.168 Come Martin Lutero si spogliò del saio così la ragione umana si liberi dalle superstizioni e sfolgori splendente avvolta da fiamme infernali poiché Satana ha vinto.
Un bello e orribile Mostro si sferra, Corre gli oceani, Corre la terra:172
Corusco e fumido Come i vulcani, I monti supera, Divora i piani;176
Sorvola i baratri; Poi si nasconde Per antri incogniti, Per vie profonde;180
Ed esce; e indomito Di lido in lido Come di turbine Manda il suo grido,184
Come di turbine L'alito spande: Ei passa, o popoli, Satana il grande.188
Passa benefico Di loco in loco Su l'infrenabile Carro del foco.192 Come un mostro bello e orribile corre sferragliando attraversando oceani e terre: fiammeggiante e fumoso come i vulcani va oltre i monti e divora velocemente le pianure, attraversa i baratri sui ponti, si nasconde nelle gallerie attraversando le profonde montagne ed alla fine riesce alla luce come il vento turbinoso lancia il suo fischio e spande il suo vapore: Satana il grande sta passando, o popoli, un carro di fuoco che porta benefici in ogni luogo.
Salute, o Satana, O ribellione, O forza vindice De la ragione! 196
Sacri a te salgano Gl'incensi e i vóti! Hai vinto il Geova De i sacerdoti. 200 Salve Satana, simbolo di ribellione, della forza vittoriosa della ragione! A te si rivolgano riti e preghiere! Satana ha ormai vinto il Dio dei preti.
Commento Il poeta invoca il demone Satana che egli vede agire prepotentemente nei fenomeni naturali, nell'ebbrezza del vino e nell'allegria del convito, nell'amore per le donne, nell'ispirazione artistica. Il vecchio Geova con i suoi angeli è ormai defunto. Era Satana ad essere invocato nei riti delle streghe. Era lui a fomentare le scoperte scientifiche degli alchimisti e dei maghi, a tentare con le sue seduzioni i monaci penitenti nel deserto, ad ispirare pensieri di verità nelle menti dei riformatori.Fonte: Giosuè Carducci, Poesie, a cura di Mario Saccenti, Utet, 2013
Come profeti del trionfo di Satana Carducci indica Heine, Quinet, Proudhon, Michelet che hanno esaltato la gioia di una vita tutta materiale, la superiorità del libero pensiero e della razionalità, il progresso delle scienze contro il fanatismo cristiano.
L'inno è regolarmente letto nelle logge massoniche miste. (al min. 5:30)
Evoluzione Dopo la conversione al cattolicesimo, la poesia subì un radicale mutamento. Nelle Rime nuove (Libro II, 1877) pubblicò Santa Maria degli Angeli in onore della dedicazione della basilica omonima.Raccolte in Carducci, Tutte le poesie, Zanichelli, Bologna
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