Pattada (Patada in sardosecondo le recenti norme della limba sarda comuna da scrivere senza la doppia.Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con delibera di Consiglio comunale n. 48 del 29.09.2010 In sardo barbaricino Pathàda) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Sassari. Appartenente all'antico territorio del Logudoro e più precisamente alla regione storica del Monteacuto. Fa parte dell'Unione dei Comuni del Logudoro assieme ad Ardara, Ittireddu, Mores, Nughedu San Nicolò, Ozieri e Tula. Il paese è famoso per la produzione di esclusivi coltelli a serramanico, detti resolza pattadesa.

Geografia fisica Territorio Il paese, con i suoi 828 m s.l.m. è il più alto della città metropolitana di Sassari e tra i primi in Sardegna.

Immerso nelle bellezze naturalistiche della regione del Monteacuto, il territorio pattadese annovera al suo interno il lago Lerno, fonte idrica anche per molti comuni confinanti, che prende il nome dalla sovrastante montagna: il monte Lerno, che con i suoi 1094 m di quota è il punto più alto del territorio comunale. Qui si è cercato di salvaguardare l'ambiente e dunque la flora e la fauna. Altra vetta presente nel comune di Pattada è il colle di San Gavino, dal quale si dominano i vasti territori del Sassarese, della Gallura e di buona parte della Barbagia. Molto rinomata anche l'acqua delle fontane di Pattada, che è apprezzata per la sua leggerezza e la sua purezza, è celebre nei dintorni la fontana de "Su Cuccuru". La parrocchia ha sede nella chiesa di Santa Sabina, essa è ricca di elementi architettonici e decorativi dal grande valore artistico come il massiccio portone bronzeo all'entrata principale. La bellezza e la particolarità con la quale, nei vari quadri in cui è suddiviso il portone, sono state rappresentate le più famose scene sacre, lo hanno reso oggetto di attenzione anche da parte dei media.

Nel paese è presente un istituto comprensivo di scuole elementari e medie, al quale fa capo anche una scuola materna, mentre un'altra, la Sant'Anna, fa capo alla parrocchia.

Flora e fauna Dopo un progressivo spopolamento, le foreste del monte Lerno e di tutto il territorio pattadese sono oggi animate da un ben più grande numero di rari esemplari faunistici: il muflone e il cervo sardo stanno via via ripopolando, e non è inoltre difficile scorgere esemplari di cinghiali e lepri. L'aquila reale, il falco, il nibbio, lo sparviero e l'astore sono spesso presenti nei cieli di questa area. Per quanto riguarda la flora particolarmente presenti sono l'agrifoglio e il tasso. In realtà tutta la zona pattadese era in passato più rigogliosa di vegetazione (leccio, roverella) che è stata devastata dagli incendi e dalle deforestazioni. Rimangono solo alcune parti dall'interesse naturalistico tuttavia molto grande.

Clima Secondo la classificazione fitoclimatica del Paveri quest’area rientra nel Lauretum sottozona fredda. Le precipitazioni medie annue si aggirano attorno ai 900 mm, distribuite prioritariamente nei mesi invernali ed autunnali, l’aridità estiva è inferiore ai 3 mesi. Le precipitazioni nevose nei mesi invernali non sono rare ma permangono a terra per pochi giorni. La temperatura media annua si attesta attorno ai 13 °C. Pattada essendo collocato sopra un colle è esposto a tutti i venti che soffiano sull'isola, molte giornate sono caratterizzate dalla presenza del maestrale. Questa località è apprezzata nei mesi estivi da chi vuole allontanarsi dal caldo torrido delle piane e delle coste sarde.

Origini del nome Secondo il linguista tedesco Max Leopold Wagner, il nome Pattada sarebbe riferito alla posizione geografica del paese e avrebbe il significato di altipiano, già utilizzato in periodo anteriore a quello romano. Tale tesi fu condivisa in parte anche dal collega nuorese Massimo Pittau, che pur ritenendo valido il significato del toponimo sposava la teoria del professor Virgilio Tetti secondo cui il termine Pattada avrebbe origini latine e sarebbe un participio del verbo sardo pactiare (mettere alla pari). Difatti gli anziani nei primi del 900, tramandavano ai giovani il nome derivasse da patto. La zona più a valle era composta da oltre 7 villaggi, tra i quali Bantine e Bunne. A seguito di saccheggi ed alluvioni, i capi villaggio si riunirono per decidere di unirsi e cercare una collocazione più sicura e difendibile per il nuovo centro abitato. Fu scelta l’attuale collocazione di Pattada. L’unico villaggio a non aderire fu Bantine che resta ancor oggi un centro autonomo frazione di Pattada.

Storia Di particolare importanza è il sito preistorico, tra Pattada e Buddusò, nei cui pressi sono stati riportati alla luce alcuni oggetti appartenenti alla cultura di Ozieri, cultura prenuragica sviluppatasi in Sardegna. Inoltre, nel territorio è possibile osservare alcune interessanti tombe dei giganti, monumenti funerari di età nuragica.

Durante il periodo medievale, Pattada fece parte della curatoria di Monte Acuto, nel giudicato di Torres. Non lontano dal centro abitato sorgono i ruderi del castello di Olomene presso il quale è stato ritrovato un importante ripostiglio monetale risalente al medioevo, periodo durante il quale il castello ebbe una notevole importanza. Alla caduta del giudicato (1259) fu annessa per un certo tempo al giudicato di Arborea. Quando l'Isola fu conquistata dai catalano-aragonesi, intorno al 1350, Pattada divenne un feudo. Fece parte delle diocesi di Castro. Nel XVIII secolo fu incorporato nel ducato di Monte Acuto, sotto la signoria dei Tellez-Giron di Alcantara, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Erede della tradizione urbanistica medievale, il paese presenta un centro storico dall'aspetto pittoresco, caratterizzato da vicoli e strade in acciottolato sulle quali si affacciano piccole costruzioni in stile liberty e case in granito che, in alcuni casi, ancora conservano i tipici infissi in legno. Accanto alle abitazioni in pietra sono presenti alcuni edifici dalle sobrie facciate neoclassiche.

Pattada è il paese natale del cardinale Giovanni Angelo Becciu.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Pattada sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 luglio 1999.

Lo stemma comunale riprende lo stemma del vescovo pattadese Filippo Campus Chessa.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose nel centro abitato chiesa di Santa Sabina; dedicata alla patrona di Pattada (XVI secolo) Nostra Segnora 'e su Garminu - La Madonna del Carmelo (XX secolo, sostituì una precedente struttura Settecentesca) Nostra Segnora 'e su Rosariu - chiesa del Rosario (XVI secolo, già chiesa di san Salvatore, con campanile eretto nel 1920) Santu Ainzu - chiesa di San Gavino (XI secolo, dedicata ai pattadesi caduti in guerra) S'Ispideru Santu - Il Santo Spirito (XVII secolo) Santu Juanne - chiesa di San Giovanni (XIV/XVII secolo) Santu Frantziscu - San Francesco - la chiesa dell'ospizio (ricostruzione moderna di una più antica precedente al '700) le chiese di Bantine Santu Jagu - chiesa di San Giacomo Santu Pedru - chiesa di San Pietro le chiese campestri Santu Nigola - chiesa di San Nicola Santu Miali - chiesa di San Michele queste due chiese, insieme alle rovine della chiesa di Santa Caterina, si trovano nella regione di Biduvè (a 5 km da Pattada) e sono l'unica testimonianza dell'omonimo villaggio ormai scomparso.

Architetture civili Su palatu 'e frades Bellos (1901), in piazza su sotziu Su palatu 'e Manuelle, in via Roma (sede del Municipio) Su palatu 'e mamai 'Itoria, in via Roma (sede della biblioteca e mediateca comunale) Nel ventennio tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento grazie alla presenza a Pattada dei tecnici che seguivano i lavori della vicina ferrovia Tirso-Chilivani, il paese si arricchì di pregevoli opere pubbliche costruite per lo più con granito locale: Funtana 'e Colveddu, in piazza Colveddu Funtana 'e sa Piedade, davanti alla chiesa di Santa Sabina Funtana 'e piatza, in piazza d'Italia (su Pebianu) il mercato pubblico (1892), oggi Museo del Coltello il deposito dell'acqua potabile in via Istria il deposito dell'acqua potabile di Bantine (1908) piazza su Pebianu, in particolare il muro di sostegno e le due scalinate (1891) il portale monumentale del cimitero

Piazze, strade e luoghi pubblici Piazza su Pebianu (piazza d'Italia) - area pedonale Piazza santu Juanne (piazza Crispi) Piazza su Sotziu Piazza su Cucuru (piazza Vittorio Veneto) Piazza dei Poeti di Sardegna (rione s'Enighedda), impreziosita dalle sculture di Pinuccio Sciola Piazza dei Caduti di tutte le guerre Piazza Concordia Parco comunale "Salvatore Pala"

Architetture monumentali nel territorio

Fino al 1969 il territorio pattadese era attraversato dalla ferrovia Tirso-Chilivani della quale sono rimasti i ruderi delle stazioni e dei caselli. Molto interessanti due ponti della linea ancora in piedi: Ponte Donna Teresa, altezza 10 m. con 3 arcate. Ponte Sa Corra Chervina, altezza 10 m. con 5 arcate.

Edifici pubblici Municipio, via Roma Biblioteca, mediateca e internet point comunale, via Roma Centro sociale, piazza su Cuccuru Centro culturale "Rotolo", sala per conferenze ed esposizioni, piazza s'enighedda

Siti archeologici Protonuraghi e nuraghi

su Anzu I su Anzu II Badde Sinara Bisellà sa Cadrea casa Campus su Casteddu 'e Olomene Crabiles sas Domos de sa Terra Donnigheddu Elvanosu sas Giobadas sa 'e Lambrone Lerron - con villaggio nuragico e, nelle vicinanze sotto le acque del lago Lerno, villaggio preistorico. Liolco Litu Pedrosu mannu - con villaggio Litu Pedrosu minore - con villaggio Malzanitu Mandrana Muzzone su Nelo Nennori sa Niera Norchetta Nuridolzu Olisè Ortusanu Otinera - con villaggio sant'Elia sa Patada - con villaggio sa Pedra 'e s'Abba sa Pira sa Punta 'e Bisellà sa Puzonina Serra 'e Sorighes Su Sauccu

Tombe preistoriche Norchetta - allée couverte nei pressi dell'omonimo nuraghe sant'Elia - tomba dei giganti nei pressi dell'omonimo nuraghe Otinnera - due tombe dei giganti nei pressi dell'omonimo nuraghe e villaggio Fonti sacre nuragiche sa Niera - nei pressi dell'omonimo nuraghe. altre testimonianze Lamparigos - muraglia megalitica sa Chidade - muraglia megalitica strada romana - a nord del paese nelle località sa Pedra Peltusa e Badu 'e Crasta ci son resti di una strada romana, circa 3 km, in buono stato di conservazione

Società

Evoluzione demografica

Lingue e dialetti

La lingua parlata a Pattada è il sardo, la cui variante locale appartiene in questo caso alla famiglia del sardo logudorese. Nonostante facciano parte della stessa sottovarietà, le parlate dei diversi centri del Logudoro presentano comunque differenze le une dalle altre. Alcune tra le importanti pagine della poesia e letteratura sarda sono state scritte da abitanti di questo paese.

Cultura Il canto a tenore Da sempre fucina di cantori a tenore, Pattada si è distinta nella seconda metà del Novecento per aver prodotto alcune interessanti voci di questo tipo di canto antico e misterioso proclamato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2005. Numerose formazioni in passato si sono dedicate alla pratica di questo tipo di canto richiamandosi nel nome a personaggi o santi venerati in paese, da Padre Luca a Santu Salvadore. Una delle esperienze più longeve è stata quella del Tenore "Sa Niera" (dal nome di un sito di epoca nuragica presente nel territorio).

Feste, sagre ed eventi Sos fogos de Santu Juanne (23 giugno); la notte che precede il 24 giugno (giorno di S. Giovanni Battista), i ragazzi del paese sono soliti organizzare in varie parti del centro abitato dei falò. Da soli o in coppia è usanza saltarli festosamente in segno di buon auspicio.