Biografia Esponente siciliano della corrente dello stile rinascimentale che con opere d'arte sacra e profana spaziano dai monumenti celebrativi a quelli commemorativi. Dediti alla statuaria in qualità di "sculptores" o "magistri marmorarii", anche come costruttori ed architetti "fabricatores". Il Bottone è annoverato nell'elenco del "Privilegium pro marmorariis et fabricatoribus", stilato in Palermo il 18 settembre 1487 e spesso citato nella monumentale opera di Gioacchino di Marzo tra il 1868 e il 1880, all'incirca, la scultura e gli artisti operanti in Sicilia a cavallo del XIV, XV e XVI secolo. Muore di "peste nera" durante l'epidemia che imperversa in Sicilia (1575-1578), nel nord Italia meglio conosciuta come peste di San Carlo Borromeo citata ne I Promessi Sposi.

Con Martino Montanini collabora e in seguito assume, la guida della Fabbrica del Duomo di Messina sostituendo nell'incarico il fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli.. Parecchie opere autografe sono presenti nel comprensorio di Messina, e nella vicina Calabria. Una Santa Caterina d'Alessandria, statua marmorea con tre bassorilievi su base ottagonale raffiguranti il martirio della Vergine inizialmente attribuita a Vincenzo Gagini per la somiglianza con un'altra Santa Caterina d'Alessandria scolpita dal padre Antonello Gagini per la chiesa di San Domenico a Palermo: una recente scoperta archivistica ne ha attribuito la paternità allo scultore eseguita intorno al 1560. Simile disputa per l'attribuzione della "Madonna della Febbre" riconosciuta anche a Giovan Battista Mazzolo nella chiesa di San Francesco d'Assisi a Cosenza.

Opere 1558, "Fabbrica del Duomo di Messina", succedendo a Giovanni Angelo Montorsoli assume la direzione dei lavori della basilica cattedrale protometropolitana della Santa Vergine Maria Assunta di Messina. 1558, "Santa Caterina", bassorilievo marmoreo, opera custodita nella chiesa di Santa Caterina di Forza d'Agrò. 1560, "Santa Caterina d'Alessandria", statua marmorea, opera custodita nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria di Milazzo. 1560, "Madonna della Febbre", attribuzione con Giovan Battista Mazzolo, opera custodita nella chiesa di San Francesco d'Assisi di Cosenza. 1568, "Madonna delle Grazie", scultura marmorea, opera custodita nella chiesa della Madonna delle Grazie di Sant'Eufemia d'Aspromonte. 1568, "Nostra Donna delle Grazie", immagine marmorea, opera custodita nella chiesa della Madonna delle Grazie di Santo Stefano in Aspromonte. 1568, "Ciborio", manufatto marmoreo, opera custodita nella Cappella del Santissimo Sacramento della chiesa di San Martino nella frazione di Drosi, Rizziconi. 1568, "Ciborio", manufatto marmoreo, opera proveniente dalla monumentale chiesa di San Nicolò dei Gentiluomini, conservata nel Museo Regionale di Messina.

Note

Bibliografia

Altri progetti