Il botriogeno è un minerale, un solfato basico idrato di magnesio e ferro trivalente.
Il nome deriva dal greco = grappolo e = genero, creo, per la forma in cui si presenta.
Descritto per la prima volta da Wilhelm Karl von Haidinger (1795 - 1871), geologo e mineralogista austriaco, nel 1828.
Abito cristallino I cristalli sono prismi allungati e tozzi.
Botrioidale, radiale, reniforme.
Origine e giacitura La genesi è secondaria, si forma nelle regioni aride, al cappello delle miniere di pirite. Entro vecchie gallerie. Ha paragenesi con epsomite, coquimbite, calcantite, copiapite e voltaite.
Forma in cui si presenta in natura Si presenta in aggregati globulari a struttura raggiata e soprattutto in masse botrioidali, da cui il nome. Molto rari sono i cristalli. in piccoli cristalli prismatici.
Caratteri fisico-chimici Solubile in acqua calda ed acido cloridrico. Solubile facilmente negli acidi. Pleocroismo: (y): giallo (x): rosso pallido (z): rosso arancio intenso Densità di elettroni: 2,15 gm/cc Indice di fermioni: 0,01 Indice di bosoni: 0,99 Fotoelettricità: 4,98 barn/elettroni
Località di ritrovamento A Rammelsberg, in Germania; a Falun, in Svezia; a Smolnìk, nella Slovacchia; a Paracutin, nel Messico
In Italia è stato trovato nella miniera di pirite di Libiola, nel comune di Sestri Levante e nella miniera abbandonata di Terranera, sull'Isola d'Elba.
Note
Bibliografia Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004) Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005) Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962) Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987) I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978 Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)
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Categoria:Solfati, selenati, tellurati, cromati, molibdati e tungstati (minerali) Categoria:Minerali dello zolfo