Gli anni della prima guerra mondiale videro la più rapida accelerazione del progresso tecnologico della storia; se si eccettua l'invenzione della bomba atomica durante il secondo conflitto mondiale, le invenzioni tecnologiche si succedettero con ritmo molto più lento. Nel periodo 1939-1945 gli armamenti, le tattiche e l'organizzazione delle unità militari statunitensi, britanniche, tedesche e sovietiche non subirono sostanziali cambiamenti. Durante la Grande Guerra accadde invece che le compagnie di fanteria francesi, tedesche e britanniche nel 1918 fossero completamente diverse da quelle del 1914, sia per quanto riguarda la struttura organica, che per le tattiche e gli armamenti.. All'inizio della guerra nessun esercito intuiva ancora che la mitragliatrice leggera sarebbe diventata la principale arma della fanteria e che i fragili aeroplani, utilizzati esclusivamente per l'osservazione aerea, sarebbero diventati mezzi veloci e fortemente armati in grado di fornire appoggio tattico alle forze di terra. Nel 1918 i soldati indossavano elmetti d'acciaio, erano dotati di maschere antigas, combattevano muniti di una vasta gamma di armi e potevano contare sul supporto di carri armati e di forze aeree, cose del tutto impensabili solo quattro anni prima. Ancora, i soldati anglo-francesi nel 1918 avrebbero compiuto le loro più sensazionali avanzate dietro a un'ondata di carri armati.

L'evoluzione nell'uso dell'artiglieria

La prima guerra mondiale evidenziò, nel suo corso, la predominanza dell'artiglieria sulle altre armi degli eserciti.. La proporzione tra fanti e bocche da fuoco passò da 4 cannoni per mille soldati nel 1914 fino 13 cannoni per mille soldati nel 1918.. L'uso in massa di grandi e medi calibri caratterizzò le grandi battaglie, soprattutto sul fronte occidentale. Il cannone aveva raggiunto la maturità tecnologica nella seconda metà dell'800 con l'introduzione delle polveri infumi, della rigatura delle canne, il perfezionamento dei meccanismi di retrocarica e di freno del rinculo.. La grande guerra richiese la produzione in massa del materiale d'artiglieria con il perfezionamento delle tecnologie metallurgiche necessarie. Lo stallo della linea del fronte, dopo i primi mesi di guerra, causato dall'aumentato potere di fuoco delle armi moderne, la mitragliatrice ed i cannoni campali dotati di proiettili esplosivi ed oltre 10km di gittata, portò all'adozione di imponenti dispiegamenti di artiglieria per letteralmente "spazzare via" le postazioni dei difensori per permettere l'avanzata della propria fanteria.. Per l'offensiva su Verdun, 21 febbraio 1916, il comando tedesco preparò lo schieramento di artiglieria di bocche da fuoco in grado di riversare 2 milioni di proiettili nei primi sei giorni di bombardamento preparatorio ed altri 2 milioni per i seguenti dodici giorni.. La potenza delle artiglierie, unita alla loro scarsa mobilità, dava ai difensori un netto vantaggio sugli attaccanti, che, avanzando, perdevano l'appoggio della propria artiglieria e erano esposti al tiro delle artiglierie di seconda linea avversarie, troppo distanti e disperse, per subire il tiro di controbatteria. Inoltre, anche pochi nidi di mitragliatrici, che superavano indenni i bombardamenti preparatori all'attacco potevano causare ingenti perdite agli attaccanti ed arrestarne l'avanzata

La particolarità della guerra di posizione portò allo sviluppo e all'impiego in massa di bombarde e lanciabombe, che, grazie alla traiettoria curva di lancio dei proietti, erano in grado di effettuare il tiro indiretto, colpendo l'obiettivo dall'alto. Inoltre il loro peso ridotto, e la semplicità di utilizzo li rendevano adatti alla guerra in trincea e ad accompagnare la fanteria nel movimento. L'introduzione, nel 1915, della spoletta istantanea, marcò uno netto progresso dell'uso dei proietti esplosivi, che, fino ad allora, si erano rivelati inefficaci contro i reticolati, dato che le precedenti spolette a percussione facevano penetrare nel terreno i proietti prima di innescarne l'esplosione, creando crateri che rallentavano l'avanzata della fanteria e lasciando quasi intatti i reticolati.. L'esercito italiano, durante la prima guerra mondiale, fece costruire all'industria nazionale tra bombarde e lanciabombe, cannoni e 70 milioni di proietti. Le tattiche di utilizzo dell'artiglieria subirono una evoluzione durante gli anni della guerra, si passò da un prolungato, oltre una settimana, bombardamento a cui seguiva l'attacco,. per poi passare a tattiche più sofisticate, come il barrage roulant (sbarramento mobile) che consiste nell'avanzamento regolare, secondo mappe preordinate, dello sbarramento d'artiglieria.

La fanteria seguiva più fedelmente possibile lo sbarramento in modo che il nemico non avesse il tempo di uscire dai ricoveri ed organizzare la resistenza.. I bombardamenti preparatori avevano lo svantaggio di annunciare l'attacco e consentire al nemico di prepararsi per la difesa, per tale ragione i tedeschi, dopo Verdun, rinunciarono a lunghi bombardamenti preparatori in favore di una improvvisa e breve azione,. anche a base di gas contro i centri di controllo e comunicazione e l'artiglieria avversaria, come ad esempio a Caporetto, dove il bombardamento fu della durata di sole 4 ore..

La strategia di utilizzo dell'artiglieria cambiò, nel 1917, da un utilizzo volto alla distruzione indiscriminata delle difese nemiche ad una strategia di neutralizzazione del nemico stesso, mirando solo ad obiettivi individuati in precedenza e ripristinando il fattore sorpresa eliminando, grazie ai migliorati sistemi di controllo del tiro, i tiri preparatori che erano prima necessari per l'acquisizione dei bersagli..

I grandi calibri

Mentre nelle guerre precedenti, in particolare la guerra franco-prussiana del 1870, l'artiglieria campale era rimasta padrona del campo relegando i grandi calibri all'assedio di postazioni fortificate, nella prima guerra mondiale, la necessità del tiro indiretto e la staticità della linea del fronte permisero l'utilizzo in battaglia di numerose bocche da fuoco di grande calibro tra cannoni, obici e mortai.. In questa specialità i tedeschi si rivelarono molto superiori ai francesi il cui parco d'artiglieria era costituito principalmente dall'ottimo cannone campale 75 mm Mle. 1897 che però non era adatto al tiro indiretto a causa della scarsa elevazione (solo 16°), mentre i cannoni francesi da 120mm e 155mm erano obsoleti. L'esercito tedesco, invece, impiegava numerosi moderni obici da campagna, aventi la stessa mobilità dei loro cannoni da 77 mm, con il calibro da 105 e da 150mm, inoltre erano in grado di schierare un obice da 210mm ed un mortaio da 170mm aventi una discreta mobilità. Nella battaglia di Verdun il parco di artiglierie tedesco era formato solo da un terzo di cannoni campali, mentre il resto delle bocche da fuoco era costituito da cannoni fino a 380mm di calibro ed mortai ed obici fino a 420mm di calibro..

La guerra aerea

Benché l'idea di impiegare gli aeroplani per fini bellici risalisse a ben prima dello scoppio della guerra ed escludendo i primi tentativi di mettere in pratica questa idea, fu proprio durante il conflitto che l'aereo conobbe per la prima volta un impiego significativo, nonostante l'iniziale scetticismo dei comandanti e i limiti tecnici degli apparecchi in servizio all'inizio del conflitto.

Durante la statica e logorante fase della guerra di trincea, gli aerei continuarono a fornire preziose informazioni tattiche, specialmente dopo l'introduzione delle macchine fotografiche a bordo a partire dal 1915. Ciò dopo la prima esperienza italiana di fotoaerea del 1911; quando venne fatto, per la prima volta al mondo, un rilievo aerofotografico per mappare l'oasi di Tripoli con un dirigibile per un'area con un raggio di 11 km.

Tuttavia, l'aereo cominciò ad essere impiegato anche per colpire obiettivi al suolo o condurre bombardamenti tattici, dapprima in via sperimentale con improvvisazioni sul campo, poi con sempre maggiore efficacia grazie ad appositi sistemi d'arma.. Il conseguimento della superiorità aerea sul il campo di battaglia divenne un presupposto tattico sempre più sentito e ricercato..

Inizialmente, quando due aerei degli opposti schieramenti si incontravano in volo, gli equipaggi si sparavano vicendenvolmente con rivoltelle o carabine con scarso effetto; verso la fine del 1914 però, quando la crescente potenza dei motori iniziò a consentirlo, vennero installate sugli aerei le prime mitragliatrici. Dopo la sperimentazione di vari espedienti sostanzialmente inefficienti, i tedeschi furono i primi a concepire un sistema di sincronizzazione tra elica e mitragliatrici, permettendo di poter sparare con armi montate sulla copertura del motore senza pericolo per il pilota: nacque così l'aereo da caccia nel senso moderno del termine.. I neonati caccia iniziarono subito a ingaggiare ricognitori e bombardieri, pur venendo contrastati a loro volta da velivoli similari provocando i primi combattimenti aerei; di tali battaglie divenne protagonista la figura del pilota militare. Per tutta la guerra, intorno agli aviatori (e specialmente agli assi) rimase un'aura romantica di cavalleria e sportività, non sempre smentita dai fatti.

Gli aerei da caccia furono anche i primi bombardieri, in quanto nella prima metà del conflitto molti piloti sganciavano piccole bombe o razzi sulle trincee, accompagnandole a mitragliamenti a bassa quota. Tuttavia, specialmente dopo il 1916, quasi tutte le nazioni belligeranti costruirono e utilizzarono aerei per il bombardamento strategico, con significativi effetti anche psicologici; velivoli tedeschi, britannici, russi e italiani eseguirono centinaia di missioni di bombardamento a lungo raggio colpendo linee di comunicazione, centri industriali, città. Nella prima fase della guerra anche i dirigibili Zeppelin presero parte ad azioni di bombardamento, in particolare a diversi raid su Londra La guerra accelerò significativamente lo sviluppo dell'ancora embrionale tecnologia aeronautica e i modelli in servizio nel 1918 erano in generale molto più avanzati di quelli di appena quattro anni prima. Contribuì in misura determinante alla vittoria alleata, anche dal punto di vista aeronautico, la differente potenza industriale dei paesi belligeranti: gli Alleati produssero aerei a fronte dei degli Imperi centrali..

La guerra navale

I cambiamenti tecnologici in atto stavano mutando anche il modo di combattere la guerra in mare: i miglioramenti delle tecniche siderurgiche portarono alla produzione di migliori leghe di acciaio, aumentando la qualità e lo spessore delle corazze al punto che l'artiglieria secondaria risultò inefficace contro bersagli ben corazzati; si verificò quindi un continuo incremento della frequenza di tiro e del calibro dei cannoni, con maggiore prevalenza dell'armamento secondarioSergio Masini, Le battaglie che cambiarono il mondo, Mondadori, 2005, pp. 328-329. ISBN 88-04-49579-0.. Fu introdotto il giroscopio e sistemi centralizzati per il controllo del tiro, che portarono a ulteriori miglioramenti nell'efficacia delle artiglierie: la gittata utile dei proiettili, fino ad allora limitata a meno di metri, passò a - metri.. Il pezzo britannico BL 15 inch Mk I, un cannone navale da 381 mm sviluppato per la classe Queen Elizabeth di navi da battaglia, arrivò inizialmente a una gittata utile di metri con alzo di 20°, prestazione notevole che fu aumentata solo nel dopoguerra. Anche i tedeschi fecero grandi progressi: il cannone Langer Max (Max il lungo), montato sulle navi da battaglia della classe Bayern e quindi apparso solo dopo la battaglia dello Jutland, aveva una gittata di metri con alzo di 16°, limite autoimposto per scelta progettuale ma presto portato a metri con alzo a 20°.