Da non confondere con un altro Pitagora, pittore e scultore, nativo di Samo (la cui firma troviamo sulla statua del pugile Eutimo ritrovata a Olimpia).

Biografia e opere Nato a Rhégion, fiorente città della Magna Grecia, fu discepolo di Clearco di Reggio (Paus., VI.4.3).

Nell'elenco dei cinque migliori bronzisti greci, che Plinio il Vecchio riprende da Senocrate di Sicione, a Pitagora viene assegnato il quarto posto, dopo Fidia, Policleto e Mirone; inoltre, riferendosi all'arte di Mirone, Plinio afferma:

Pitagora viene indicato dunque come il primo scultore ad avere una cura minuziosa di particolari come capelli, tendini e vene, un'attenzione che è tipica dello stile severo e che non riguarda il minuto particolare fine a se stesso, ma la struttura dell'anatomia umana indagata come un tutto organico. Le caratteristiche del suo lavoro hanno permesso di attribuirgli dubitativamente moltissime opere e diversi capolavori dell'arte scultorea di passaggio tra lo stile severo e quello protoclassico: secondo recenti studi potrebbe essere l'autore di una o entrambe le statue note come Bronzi di Riace.

Le numerose opere attribuite a Pitagora dagli antichi (Plinio e Pausania), soprattutto statue di atleti vincitori a Olimpia e a Delfi, ma anche eroi mitologici e effigi divine, sono perdute e nessuna copia dei suoi lavori è stata identificata con certezza; alcune sono in parte riconoscibili in bronzetti, altre in riproduzioni fatte su gemme, cammei, o sulle monete siciliane e italiote.

Bronzi

Pitagora avrebbe realizzato, secondo il resoconto che Pausania fa nel VI libro della sua Descrizione, diverse statue di atleti olimpici: il lottatore Leontisco di Messina (VI.4.3); Protolao di Mantinea (VI.6.1); Dromeo di Stinfale (VI.7.10); Astilo di Crotone (VI.13.1); Mnasea di Cirene libico (VI.13.7); Cratistene di Cirene, vincitore della corsa coi carri (VI.18.1). Inoltre sono sue opere: Apollo che uccide il serpente Pitone di Crotone; Bronzi di Riace di Argo; Europa su Toro di Taranto; Filottete di Siracusa; Quadriga di Mnaseas di Cirene.

Marmi Benché gli antichi non facciano cenno alla sua attività statuaria in marmo, gli sono state attribuite le statue: l'Auriga di Mozia, forse proveniente da SelinunteFrel 1985.; il Guerriero caduto, dal frontone del tempio di Eracle ad AgrigentoDe Miro 1968..

Galleria di opere

Note

Bibliografia Henri Lechat, Pythagoras de Rhegion, Ouvrage contenant 18 figures dans le texte. Thèse pour le Doctorat présentée a la Faculté des Lettres de l'Université de Paris. Rey, Lyon 1905 Sebastiana Lagona, Pitagora di Reggio: cronologia e identificazione delle opere, "Cronache di archeologia e di storia dell'arte", 6 (1967). Ernesto De Miro, Il guerriero di Agrigento e la scultura di stile severo in Sicilia, "Cronache di archeologia e di storia dell'arte", 7 (1968), pp. 143–156. Jiri Frel, L'auriga di Mozia: un'opera di Pitagora di Reggio, "La Parola del Passato", VIII, 1985, pp. 64–68 Sandro Stucchi, Le due statue di bronzo dal mare di Riace, Una revisione, in "Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Rendiconti", XLI, 1986, pp. 111–135; Antonio Arcudi, Pitagora di Reggio: vita e opere di un artista magnogreco, in "I Bronzi di Riace studi e ricerche", 2020, pp. 151-158; Daniele Castrizio, Saverio Autellitano, Cristina Iaria, Dal mito alla storia, il mistero dei Bronzi di Riace, Soveria Mannelli 2023.

Voci correlate Rhegion Magna Grecia Bronzi di Riace

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