Il tempio di Onore e Virtù () era un edificio sacro, di cui non si conserva nulla, ubicato nella Regio I dell'antica Roma.
Sorgeva appena all'esterno della porta CapenaLivio, XXV.40.3; XXIX.11.13; XXVI.32.4: «Hiero […] cum ingrediens Romam in vestibulo urbis prope in porta spolia patriae suae visurus»., probabilmente sul lato settentrionale della via Appia. Di fronte a questi templi si trovava l'Ara Fortuna ReduxRes Gestæ, 11: «Aram Fortunae Reducis ante aedes Honoris et Virtutis ad Portam Capenam pro reditu meo senatus consacravit, in qua pontifices et virgines Vestales anniversarium sacrificium facere iussit eo die quo, consulibus Q. Lucretio et M. Vinicio, in urbe ex Syria redieram»..
Il tempio è citato come prima voce della Regio I nei Cataloghi regionari.
Storia La prima fondazione del tempio fu effettuata da Quinto Fabio Massimo Verrucoso nel 234 a.C. a seguito della sua vittoria sui Liguri. Il 17 luglio dello stesso anno esso fu dedicato a OnoreCicerone, De natura deorum, II.61..
Dopo la battaglia di Casteggio (Clastidium), nel 222 a.C., Marco Claudio Marcello fece voto di dedicare un tempio a Onore e a Virtù, voto che rinnovò dopo la cattura di Siracusa. Nel 208, egli provò, però, ad adempiere il voto ridedicando il tempio esistente di Onore ad entrambi gli dei, cosa che fu vietata dai pontefici (un'unica cella non poteva essere dedicata a due dei). Pertanto, Marcello restaurò il tempio di Onore ed edificò una nuova cella dedicata a Virtù, rendendolo un tempio doppio. Questo fu dedicato da suo figlio nel 205 a.C.Livio, XXV.40.1‑3; XXVII.25.7‑9; XXIX.11.13; Valerio Massimo, I.1.8; Plutarco, Marcell., 28.. In esso erano custoditi molti tesori che Marcello portò da SiracusaCicerone, De re publica, I.21; Verrine, IV.121; Livio, XXVI.32.4, di cui, ai tempi di Livio, gran parte era scomparsaLivio, XXV.40.3: quorum perexigua pars comparet.. In esso si custodiva anche l'aedicula Camenarum, l'antico sacello di bronzo che si riteneva risalire ai tempi di Numa Pompilio, che fu poi trasferito nel tempio di Ercole delle MuseServio, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, I.8..
Il tempio fu poi restaurato da Vespasiano e decorato dai due artisti Cornelio Pino e Attio PriscoPlinio, Naturalis Historia, XXXV.120..
Di esso si ha menzione per l'ultima volta nel IV secolo nei Cataloghi regionari.
Note
Bibliografia Samuel Ball Platner, Honos et Virtus, in: Topographical Dictionary of Ancient Rome, Oxford University Press, Londra, 1929 (completato e rivisto da Thomas Ashby), su: Bill Thayer's LacusCurtius.
Voci correlate Regio I Porta Capena Tempio romano
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