L'occupazione del Lussemburgo nella prima guerra mondiale ebbe inizio il 2 agosto 1914, quando truppe dell'Impero tedesco invasero il granducato del Lussemburgo nell'ambito degli eventi iniziali del fronte occidentale della prima guerra mondiale.

L'invasione fu decisa nell'ambito del cosiddetto piano Schlieffen, il piano strategico elaborato dall'alto comando tedesco per invadere la Francia aggirando le posizioni fortificate stabilite lungo la frontiera con la Germania; numericamente soverchiate dagli invasori, le forze lussemburghesi non opposero alcuna resistenza e il granducato fu rapidamente occupato senza colpo ferire. Poiché l'invasione era stata dettata da esigenze eminentemente militari, il regime di occupazione fu relativamente benevolo: le istituzioni statali lussemburghesi furono lasciate in piedi e poterono continuare a occuparsi delle questioni di politica interna con una certa autonomia, anche se l'economia del granducato fu assoggettata alle esigenze belliche della Germania e i diritti civili della popolazione furono ridotti.

L'occupazione perdurò per tutta la durata del conflitto, terminando solo con la resa della Germania l'11 novembre 1918: truppe francesi e statunitensi provvidero a liberare il suolo del granducato, che fu restaurato nella sua piena indipendenza dal trattato di Versailles.

Antefatti

Parzialmente indipendente dal 1867, il Lussemburgo fu proclamato Stato permanentemente neutrale con il trattato di Londra dell'11 maggio 1867, risolutivo di una disputa diplomatica sorta tra la Francia e il Regno di Prussia (la cosiddetta "crisi del Lussemburgo"): le pesanti fortificazioni che cingevano la capitale Lussemburgo furono smantellate e il piccolo ducato autorizzato a mantenere solo una ridotta forza militare (Lëtzebuerger Arméi); come garanti della neutralità lussemburghese, oltre a Francia e Prussia, furono nominate tutte le principali potenze europee del periodo, ovvero il Regno Unito, l'Impero russo, l'Austria-Ungheria e il Regno d'Italia. Il governo lussemburghese rimase comunque molto timoroso delle possibili mire espansionistiche della Prussia prima e della Germania poi., visto che lussemburghesi e tedeschi condividevano strette connessioni etniche e linguistiche che potevano spingere i secondi ad avanzare progetti di annessione del piccolo granducato; la principale preoccupazione del governo lussemburghese fu quindi quella di mantenere per quanto possibile la più stretta neutralità..

Il 28 luglio 1914, in conseguenza dell'attentato di Sarajevo e del periodo di tensioni diplomatiche noto come "crisi di luglio", l'Austria-Ungheria dichiarò guerra al Regno di Serbia, facendo scattare i meccanismi dei blocchi di alleanze contrapposti che avrebbero trascinato le potenze d'Europa nel primo conflitto mondiale: la Russia intervenne a favore della Serbia ordinando la mobilitazione delle sue forze armate al confine austro-ungarico, spingendo la Germania, alleata di Vienna, a prepararsi alla guerra.

La Russia aveva nella Francia un solido alleato, così lo stato maggiore tedesco dovette ovviare allo spettro di una guerra da combattersi su due fronti: il piano di guerra elaborato dai tedeschi fin dal 1905 ("piano Schlieffen" dal nome del suo ideatore, il generale Alfred von Schlieffen) in buona sostanza prevedeva di sconfiggere rapidamente la Francia prima che i russi potessero mobilitare completamente le proprie forze armate, tramite un aggiramento delle forti difese francesi poste sul confine comune con una manovra attraverso la regione dei Paesi Bassi; il piano avrebbe portato la Germania a violare la neutralità di due nazioni, il Belgio e appunto il Lussemburgo, i cui territori sarebbero stati attraversati da centinaia di migliaia di soldati tedeschi diretti alla volta di Parigi.

L'invasione

Il 1º agosto 1914 la Germania dichiarò guerra alla Russia e diede avvio alla mobilitazione generale delle sue forze armate, iniziando ad ammassare truppe sulle frontiere occidentali in vista dell'attuazione del piano Schlieffen; nei piani tedeschi, il Lussemburgo e la sua rete ferroviaria dovevano fungere da punto di transito della 4ª Armata del principe Alberto di Württemberg, le cui forze violarono per prime la neutralità lussemburghese prendendo a servirsi della linea transitante per la cittadina di Troisvierges, nel nord del granducato, senza autorizzazione da parte delle autorità locali; il primo ministro lussemburghese Paul Eyschen protestò con il governo di Berlino, ma non poteva fare alcunché per impedire ulteriori incursioni dei tedeschi.

Il 2 agosto la Germania lanciò un'invasione su vasta scala: truppe tedesche penetrarono nella zona sud-orientale del granducato, attraversando la Mosella presso le cittadine di Remich e Wasserbillig, e puntarono alla volta della capitale Lussemburgo; le forze armate del granducato ammontavano ad appena 125 uomini della gendarmeria e 140-170 soldati della "compagnia volontaria", forze chiaramente troppo esigue per opporsi all'invasore, e la granduchessa Maria Adelaide, appena ventenne, ordinò loro di non muovere contro i tedeschi. Il primo ministro Eyschen e la granduchessa si incontrarono con le avanguardie degli invasori sul ponte Adolfo alla periferia della città di Lussemburgo: il primo ministro presentò delle formali proteste al comandante delle forze tedesche, generale Richard Karl von Tessmar, ma le autorità lussemburghesi non poterono fare altro che accettare come inevitabile l'occupazione del granducato..

In un telegramma del 2 agosto il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg giustificò l'occupazione del Lussemburgo in termini di necessità militari, indicando come la Francia stesse per prepararsi essa stessa a un'invasione del granducato; l'ambasciatore francese a Lussemburgo respinse queste accuse, sostenendo che la Francia non avrebbe mai violato la neutralità lussemburghese prima di un'azione dei tedeschi in tal senso. Bethmann Hollweg avanzò garanzie di compensazioni per le perdite causate dall'occupazione militare e promise che essa sarebbe durata solo finché gli obiettivi militari della Germania non fossero stati completati; con l'apparente prosieguo vittorioso della guerra, tuttavia, il cancelliere iniziò a fare progetti più ambiziosi: nel suo Septemberprogramm ("programma di settembre"), reso noto il 9 settembre 1914, Bethmann-Hollweg avanzò la proposta di trasformare il Lussemburgo in uno Stato federato alla Germania, includendo nei suoi confini una striscia di territori presi dalla provincia belga del Lussemburgo e la città francese di Longwy. La sconfitta tedesca nella prima battaglia della Marna e l'inizio della guerra di trincea fecero fallire questi piani: il conflitto iniziò a trascinarsi stancamente per molti anni, e di conseguenza l'occupazione tedesca del piccolo granducato non ebbe termine.

L'occupazione Il governo Eyschen

Il generale von Tessmar fu nominato comandante militare in Lussemburgo e truppe tedesche furono stanziate sul suolo del granducato, ma al governo lussemburghese fu lasciata una certa autonomia per quanto riguardava le politiche interne: divenne ben presto chiaro che se i lussemburghesi si fossero dimostrati pienamente recettivi alle richieste degli amministratori militari tedeschi e non avessero ostacolato lo sforzo bellico della Germania, il loro autogoverno non sarebbe stato messo in pericolo, almeno nel breve tempo. Il primo ministro Eyschen era un leader molto popolare tra i lussemburghesi, e tutte le fazioni politiche del granducato erano fiduciose nel fatto che questi fosse in grado di traghettare il paese durante il periodo dell'occupazione tedesca, garantendone il più possibile il diritto all'autogoverno. Il 4 agosto 1914, su richiesta dei tedeschi, il governo lussemburghese interruppe le relazioni diplomatiche con la Francia e ne espulse l'ambasciatore, misure applicate anche nei confronti del Belgio quattro giorni dopo e dell'Italia al momento della sua entrata in guerra nel maggio del 1915Jules Mersch, "Paul Eyschen", Biographie Nationale du Pays de Luxembourg, Lussemburgo, Victor Buck, 1953, p. 132.; allo stesso tempo, Eyschen si impegnò a mantenere il Lussemburgo all'interno della Zollverein (l'unione doganale degli stati tedeschi), sebbene in passato avesse progettato di lasciarla.

Ben presto tuttavia emersero vari motivi di attrito con gli occupanti: il 13 ottobre 1914, il giornalista lussemburghese Karl Dardar fu arrestato dai tedeschi per aver scritto un articolo contro la Germania, portato a Coblenza e condannato da una corte marziale tedesca a tre mesi di prigione; Eyschen avanzò subito forti proteste con l'ambasciatore tedesco ed espresse la sua indignazione per il "rapimento" di un cittadino lussemburghese e il suo processo da parte di una corte extraterritoriale, una chiara violazione della sovranità del granducato; proteste simili furono avanzate da Eyschen e dal ministro della Giustizia Victor Thorn nel gennaio del 1915, quando un ferroviere lussemburghese fu arrestato dai tedeschi e condannato al carcere in Germania con l'accusa di fare spionaggio a favore dei francesi. Queste proteste infastidirono i tedeschi, i quali tuttavia si dimostrarono relativamente accondiscendenti nei confronti di Eyschen, ritenuto l'unico in grado di mantenere l'unità tra le forze politiche lussemburghesi e la stabilità interna del granducato.

Una potenzialmente molto grave crisi politica interna si verificò nell'estate del 1915, quando Eyschen avanzò un progetto per ridurre il ruolo della Chiesa cattolica nel sistema scolastico lussemburghese: la granduchessa Maria Adelaide, fervente cattolica come la maggior parte del paese, si oppose con ostinazione alla proposta spingendo quasi Eyschen alle dimissioni, anche se poi la crisi rientrò e il primo ministro rimase al suo posto...

Il dopo Eyschen

L'11 ottobre 1915 Paul Eyschen morì, lasciando un grande vuoto nel sistema politico lussemburghese.: nominato primo ministro nel settembre del 1888, Eyschen aveva dominato la vita politica del granducato rimanendo in carica ininterrottamente per 27 anni, tanto che il suo era stato l'unico governo conosciuto da molti lussemburghesi; Eyschen era considerato un importante contrappeso nei confronti della giovane granduchessa, ritenuta troppo ingenua politicamente e pericolosamente faziosa per essere una monarca costituzionale., ed era riuscito a tenere insieme praticamente con la sua sola personalità un governo contenente tutte le principali fazioni politiche lussemburghesi, grazie a un solido rapporto di fiducia con la Camera dei deputati. A complicare il quadro politico, i problemi in campo occupazionale avevano spezzato l'alleanza anti-clericale pre-guerra tra le fazioni socialista e liberale, privando così sia i clericali che gli anti-clericali di una maggioranza legislativa; i conservatori cattolici continuavano a formare il blocco più consistente, ma erano ora molto meno propensi a dare vita a una coalizione di maggioranza.