Biografia Domenico Lenarduzzi nasce a Torino nel 1936, ed è il primogenito di otto figli. Quando la città è bombardata nel 1943, la famiglia decide di sfollare in Friuli a Ovoledo, città di origine del padre. Nel 1946 il padre decide di partire per il Belgio e va a lavorare in miniera a Charleroi. Dopo circa un anno rientra in Italia per portare la famiglia in Belgio con lui. Nonostante il lavoro in miniera del padre e i piccoli lavori della madre, la famiglia ha difficoltà economiche. Domenico Lenarduzzi arriva in Belgio all'età di 11 anni senza conoscere il francese. Un prete operaio, fiducioso delle sue capacità, lo aiuta a entrare in un collegio di gesuiti dove Lenarduzzi si formera, pagando i suoi studi con i numerosi lavori che riusciva a affiancare durante gli studi oltre a quelli più impegnativi durante le vacanze scolastiche.
Tutti questi sacrifici minano la sua salute e a 17 anni è colpito dalla poliomielite che lo paralizza in un anno. Nonostante tutto riesce a laurearsi in Ingegneria commerciale presso l'Université Catholique de Louvain nel 1959 e ottiene una seconda laurea in Scienze politiche e sociale nel 1963. È l'unico dei cinque fratelli sopravvissuti a laurearsi.
Domenico Lenarduzzi è deceduto a Bruxelles il 2 dicembre 2019.
Carriera professionale
Nel 1960 inizia a lavorare per il decano della Facoltà di Economia che, dopo la sua nomina alla Corte dei Conti europea nel 1960, decide di portarlo con lui.
Nel 1965 vince un concorso ed è assunto dalla Direzione Generale dell'Occupazione e Affari Sociali. Nel 1969 passa alla Direzione Generale della Politica Regionale, dove si occupa del coordinamento del Fondo Sociale e Agricolo. Nel 1970 divenuto Capo Divisione della task force "Risorse umane, educazione, formazione e gioventù", inzia a lavorare per promuovere l'educazione in Europa, oppoggiato dal suo direttore Hywell Jones. Lenarduzzi aveva capito che la mancanza di riconoscimento dei titoli di studio era un freno alla realizzazione della libera circolazione dei cittadini. In quegli anni nascono i Programmi Erasmus, Lingua, Commett, Petra e Jeunesse che poi convergono nei programmi Socrates e Erasmus.
Nel 1981 ritorna a lavorare per la Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali in particolare nel settore delle "Risorse umane" occupandosi anche del settore educazione, fino a diventare nel 1999 Direttore Generale della politica dell'Istruzione. In quegli anni lavorerà attivamente per facilitare la mobilità dei docenti e degli studenti, stimolando programmi di cooperazione fra le università europee. Fu un lavoro lungo e difficile perché i vari ministeri dell'educazione si opponevano. La situazione poi si sbloccò anche grazie a Franck Biancheri, presidente della prima associazione di studenti europei (Aegee), che riuscì a convincere François Mitterand.
Nel 1987 sarà approvato il programma Erasmus, nel 1995 il programma Gioventù d'Europa e il Programma Socrates .
Grazie alla sua profonda convinzione che non c'è Europa senza interculturalità, ed alla necessità di creare dei cittadini con una dimensione europea, Domenico Lenarduzzi ha operato per permettere ai giovani europei di conoscersi, confrontarsi e favorire la reciproca tolleranza. Domenico Lenarduzzi è ormai conosciuto in tutta Europa come il “Padre di Erasmus”
Premi e riconoscimenti "Gilbert Medal for Internationalisation" Universitas 21 (11/04/2014) "Career Prize" Università di Firenze e Società Europea per la formazione degli ingegneri (8/09/2013) "Laurea Honoris Causa" Universitat Ramon Llull (2003) "Laurea Honoris Causa" Universitè Libre de Bruxelles (2002) "Laurea Honoris Causa" Università di Lovanio (K.U. Leuven)(2002) "Laurea Honoris Causa" Università degli Studi di Udine (26/05/2004) "Premio Odorico" Provincia di Pordenone (28/07/2007) Inserito tra i 100 Campioni made in Europe, Rivista Nouvel Observateur 1998 La Commissione europea ha dedicato l'atrio della sua biblioteca centrale, che si trova presso il Convento Van Maerlant a Domenico Lenarduzzi. Note
Bibliografia Nomina a Direttore Generale INDIRE
Collegamenti esterni Articolo Articolo Articolo “padre di Erasmus” Articolo EducPros Laurea honoris Causa Università di Udine Centro Europeo Risorse Umane Youth for Europe Euractiv Le Nouvel Observateur Intervista "The creation of the Erasmus Programme" . Intervista TV7 "Generazioni erasmus"