Salì al trono di Granada dopo la morte di suo padre Muhammad II, che secondo alcune voci fu dovuta a un avvelenamento causato proprio da Muhammad III. Il nuovo sultano si distinse presto per una personalità assai complessa e controversa, caratterizzata da un'incredibile crudeltà combinata a grande raffinatezza, cultura e passione per l'arte e la poesia. Con il passare degli anni diventò ipovedente, evento il quale lo costrinse a delegare molti compiti politici ad alti funzionari, in particolare al potente visir Ibn al-Hakim al-Rundi.

Muhammad III ereditò una guerra ancora in corso contro la Castiglia. Forte dei recenti successi militari conseguiti da suo padre, riuscì a espandere ulteriormente il territorio di Granada quando conquistò Bedmar nel 1303. Negoziò un trattato con la Castiglia l'anno successivo, ai sensi del quale le conquiste di Granada furono riconosciute a patto che Muhammad giurasse fedeltà al re nemico, Ferdinando IV, cosa che fece rendendogli omaggio. Muhammad cercò inoltre di inglobare entro i suoi domini Ceuta, nel Nord Africa. Per raggiungere questo obiettivo, incoraggiò prima la città a insorgere contro i suoi governanti merinidi nel 1304, e poi, due anni dopo, invase e conquistò lui stesso la città. Ciò permise a Granada di controllare entrambi i lati dello stretto di Gibilterra, poiché il lato europeo già faceva parte del sultanato. Ciò allarmò i tre vicini più grandi di Granada, ovvero la Castiglia, i Merinidi e l'Aragona, che alla fine del 1308 avevano formato una coalizione contro Granada. Le tre potenze si stavano preparando a muovere guerra contro Granada quando Muhammad III fu deposto con un colpo di stato di palazzo. La sua politica estera e i suoi passati ammiccamenti alle potenze cristiane lo avevano reso decisamente impopolare agli occhi dei nobili granadini, e il visir Ibn al-Hakim, che a causa della quasi cecità di Muhammad ormai diventato il sultano de facto, fu scacciato dalla corte e giustiziato. Il sovrano deposto venne rimpiazzato dal fratellastro Nasr il 14 marzo 1309. A Muhammad fu permesso di vivere ad Almuñécar, ma, in seguito a un tentativo dei suoi seguaci di rovesciare Nasr, egli fu condannato a morte cinque anni più tardi all'Alhambra.

A differenza dei lunghi regni di suo padre e suo nonno, Muhammad I, il regno di Muhammad III si rivelò notevolmente effimero; in seguito fu conosciuto con l'epiteto di al-Makhlu' ("il Deposto"). A lui si deve la costruzione della Grande Moschea dell'Alhambra (poi distrutta da Filippo II nel XVI secolo) e del Palazzo Partal all'interno dell'Alhambra. Supervisionò inoltre la costruzione dei vicini bagni pubblici, grazie alle cui entrate finanziò la realizzazione della moschea. Divenne infine noto per il suo senso dell'umorismo e per la composizione di diverse liriche, due delle quali sono conosciute perché integralmente trasposte nell'opera di Ibn al-Khatib intitolata Al-Lamha.

Contesto storico

Al-Andalus, ovvero la porzione di penisola iberica in possesso dei musulmani, era governata da numerosi piccoli regni o taifa dopo la disgregazione del Califfato almohade avvenuta all'inizio del XIII secolo.. Tra il 1230 e il 1240, il nonno di Muhammad III, Muhammad I, fondò un nuovo Stato musulmano, inizialmente circoscritto nei dintorni della sua città natale Arjona e poi sviluppatosi fino a diventare il Sultanato di Granada. Prima della metà del secolo, i regni cristiani in Iberia, in particolare la Castiglia, accelerarono la loro espansione nell'ambito della cosiddetta Reconquista a spese dei musulmani. Tre le conseguenze di queste campagne, Granada finì per diventare l'ultima entità politica musulmana indipendente della penisola.. Attraverso una combinazione di manovre diplomatiche e militari, il regno riuscì a preservare la sua indipendenza, nonostante fosse circondato da due vicini più grandi, la Castiglia a nord e il Sultanato merinide musulmano, il quale si estendeva in Marocco. Sotto il regno di Muhammad I e del suo successore Muhammad II, Granada portò avanti una politica di versatilità e frequenti cambiamenti di alleanze, entrando in guerra alternativamente al fianco di una tra le potenze sopraccitate o incoraggiando uno stato di lotta costante tra di loro, al fine di continuare a preservare la propria indipendenza.. Di tanto in tanto, i due primi sultani di Granada giurarono fedeltà e versarono dei tributi ai re di Castiglia, i quali costituirono un'importante fonte per l'erario del monarca cristiano.. Nell'ottica della Castiglia, Granada era a tutti gli effetti un vassallo, mentre le fonti musulmane non parlano mai di un rapporto bilaterale simile; nei fatti, Muhammad I dichiarò talvolta la sua obbedienza nominale ad altri sovrani musulmani..

Biografia Primi anni di vita

Muhammad ibn Muhammad nacque il 15 agosto 1257 (mercoledì 3 Shaban del 655 AH) a Granada.. Suo padre era il futuro Muhammad II, mentre sua madre era la cugina di primo grado di suo padre (cosiddetto matrimonio bint 'amm).. Appartenevano alla famiglia dei Nasridi, nota anche come Banu Nasr o Banu al-Ahmar. Secondo lo storico e visir di Granada Ibn al-Khatib, vissuto nel XIV secolo, la famiglia discendeva da un importante compagno del profeta Maometto noto come Sa'd ibn 'Ubada della tribù dei Banū Khazraj. Sempre stando a Ibn al-Khatib, i discendenti di Sa'd emigrarono in Spagna e si stabilirono ad Arjona dandosi all'agricoltura.. Il piccolo Muhammad nacque quando al potere c'era ancora suo nonno, Muhammad I, il fondatore della dinastia nasride. All'inizio dello stesso anno, suo padre fu nominato erede del sultanato. Muhammad III aveva una sorella, Fatima, nata nel 1260 circa dalla stessa madre. Il loro padre aveva una seconda moglie, una donna cristiana di nome Shams al-Duha, che era la madre del loro fratellastro molto più giovane Nasr (nato nel 1287).. Loro padre, conosciuto anche con l'epiteto di al-Faqih ("il giurisperito") in virtù della sua grande erudizione e cultura, incoraggiò l'educazione dei suoi figli. Grazie a questi sforzi, Muhammad si appassionò e si dedicò intensamente alla poesia, mentre Fatima studiò il barnamaj (l'insieme di biobibliografie di studiosi islamici) e infine Nasr si interessò all'astronomia.

Quando non era ancora afflitto da problemi alla vista, il futuro Muhammad III era solito leggere fino a tarda notte. Fu nominato erede (wali l-'ahd) durante il sultanato di suo padre e si occupò degli affari di Stato.. In qualità di principe ereditario, quasi giustiziò il katib (segretario) di suo padre Ibn al-Hakim (peraltro futuro visir di Muhammad III), perché si diceva che il katib avesse fatto circolare a corte dei versi satirici critici verso la dinastia regnante di Granada i quali suscitarono l'ira del principe. Ibn al-Hakim sfuggì alla punizione nascondendosi in edifici abbandonati finché la rabbia del principe non si placò..

Sultanato Ascesa

Poco prima della sua morte, Muhammad II eseguì una vittoriosa campagna contro la Castiglia, approfittando della concomitante guerra in cui questa era impegnata contro l'Aragona e della giovanissima età del re castigliano, Ferdinando IV. Muhammad II sbaragliò l'esercito castigliano nella battaglia di Iznalloz nel 1295 e conquistò alcune città di confine, tra cui Quesada nel 1295 e Alcaudete nel 1299.. Nel settembre del 1301, Muhammad strinse in chiave anti-castigliana un accordo militare con l'Aragona, il quale riconosceva la legittimità delle rivendicazioni territoriali di Granada su Tarifa, un importante porto situato sullo stretto di Gibilterra conquistato dalla Castiglia nel 1292.. Tale intesa fu ratificata nel gennaio 1302 e Muhammad II avviò i preparativi per la spedizione bellica, ma morì l'8 aprile 1302 (8 Shaban 701 AH) prima che la campagna potesse avere luogo.

Muhammad II, rimasto ventinove anni al potere, fu subito succeduto da suo figlio Muhammad III all'età di circa quarantacinque anni. Secondo alcune malelingue, riferite dallo storico medievale Ibn al-Khatib, pare che Muhammad III, forse impaziente di assumere il potere, uccise suo padre avvelenandolo, malgrado si tratti di un'ipotesi tutt'altro che certa..., citando Ibn al-Khatib: «Si è diffusa la diceria secondo cui [Muhammad II] fosse stato avvelenato da un dolce datogli dal suo erede»; : «Si è sostenuto che [Muhammad III] avesse davvero avvelenato suo padre». Un aneddoto riferisce che, durante la sua cerimonia di insediamento, un poeta disse: «Per chi vengono spiegate le bandiere oggi? Per chi marciano le truppe sotto i loro stendardi?». Muhammad replicò con una battuta: «Per questo sciocco che potete vedere davanti a tutti voi»..

Pace con la Castiglia e l'Aragona

Inizialmente, Muhammad III proseguì la guerra di suo padre contro la Castiglia, portò avanti l'alleanza con Aragona e i Merinidi e prestò sostegno ad Alfonso de la Cerda, un pretendente al trono castigliano... Spedì poi un'ambasciata al sultano merinide guidata dal suo visir Abu Sultan Aziz ibn al-Mun'im al-Dani, oltre a prestare al marocchino, intento ad assediare gli Zayyanidi d'Algeria a Tlemcen, un contingente di arcieri granadini esperti.. L'11 aprile, Muhammad scrisse al re aragonese Giacomo II informandolo della morte del padre e riferendo della sua amicizia con Giacomo II e Alfonso de la Cerda.. Sul fronte castigliano, le truppe granadine guidate da Hammu ibn Abd al-Haqq ibn Rahhu presero Bedmar, vicino a Jaén, così come i castelli nei dintorni, due settimane dopo l'ascesa al trono di Muhammad III.. Dopo la conquista, mandò la moglie dellalcaide (il castellano) della città, María Jiménez, dal sultano merinide. Il 7 febbraio 1303, Granada e Aragona conclusero un trattato di pace dalla durata annuale.. Sempre nel 1303, Muhammad dovette affrontare una ribellione fomentata dal suo parente Abu al-Hajjaj ibn Nasr, governatore di Guadix.. Soppressa rapidamente l'insurrezione, il sultano comandò che Abu al-Hajjaj fosse giustiziato da un altro parente, scelto probabilmente per inviare un messaggio.

Muhammad III aprì quindi i negoziati di pace con la Castiglia. Nel 1303, quest'ultima inviò a Granada una delegazione diretta dal cancelliere reale Fernando Gómez de Toledo. La Castiglia si offrì di soddisfare quasi tutte le richieste di Granada, inclusa la cessione di Bedmar, Alcaudete e Quesada. Tarifa, uno degli obiettivi principali di Granada, doveva rimanere in mano alla Castiglia e, in cambio, Muhammad avrebbe accettato il rapporto di vassallaggio rispetto a Ferdinando e di pagare il parias (tributo), un tipico accordo di pace tra i due regni. Il trattato fu concluso a Cordova nell'agosto del 1303 e sarebbe durato tre anni. Nel 1304, l'Aragona concluse anche il conflitto con la Castiglia con il trattato di Torrellas e i due regni riconobbero la validità dell'intesa tra Granada e Castiglia, circostanza la quale estese la pace tra i tre Stati lasciando invece isolati i Merinidi.

L'accordo, assieme alla conseguente alleanza stipulata con Castiglia e Aragona, concesse a Granada un momento di pace e le permise di vantare una posizione dominante nello stretto di Gibilterra. Tuttavia, non tutti i dissapori vennero dissipati, poiché molti non erano contenti dell'alleanza con i cristiani, in particolare i Volontari della Fede, un corpo militare composto da guerrieri del Nord Africa e attivo a Granada per combattere la jihad (la guerra religiosa contro gli "infedeli" cristiani). Muhammad III successivamente congedò delle sue truppe nordafricane. Il sultanato merinide si dimostrò preoccupato per l'isolamento geopolitico a cui sembrava essere stato costretto.. L'Aragona, pur facendo parte della coalizione, era preoccupata delle strette relazioni in corso tra Castiglia e Granada, in quanto temeva che i commerci aragonesi nello stretto di Gibilterra sarebbero stati praticamente azzerati. Il re aragonese Giacomo II inviò dunque un emissario, Bernat de Sarrià, al sultano merinide Abu Yaqub Yusuf, al fine di negoziare, malgrado le trattative si conclusero con un nulla di fatto..