I rilievi della Colonna Traiana sono un fregio che si sviluppa, senza soluzione di continuità, intorno al fusto elicoidale della Colonna Traiana a Roma. I rilievi raffigurano la conquista romana della Dacia, voluta e guidata dall'imperatore Traiano.

Avvertenze Questo articolo segue la numerazione delle scene presentata nell'opera di Cichorius,C. Cichorius, Die Reliefs der Trajanssäule, Berlino 1896-1900. ma esistono altre proposte di segmentazione tra le varie scene.

Nelle tabelle sottostanti, le 61 rappresentazioni di Traiano sono numerate in ordine progressivo, con cifre in grassetto e tra parentesi.

Prime campagne militari del 101 e 102 Campagna del 101 Numerazionedi Cichorius Descrizione scena Rilievo scultoreo2-3La base della colonna, recante i trofei dei vinti, con la porta che conduce alla camera mortuaria dell'imperatore e l'epigrafe dedicatoria: SENATUS POPOLUSQUE ROMANUS IMPERATORI CAESARI DIVI NERVAE FILIO NERVAE TRAIANO AUGUSTO GERMANICO DACICO PONTIFICI MAXIMO TRIBUNICIA POTESTAS XVIII IMP VI COS VI PP AD DECLARANDUM QUANTAE ALTITUDINIS MONS ET LOCUS TANTIS OPERIBUS SIT EGESTUS.4Fortificazioni romane lungo il Danubio, tra cui alcune torri di avvistamento, cataste di legname e covoni di fieno.5L'esercito romano si appresta a oltrepassare il Danubio allestendo alcune barche. Nell'immagine di sinistra sono visibili alcune torri di avvistamento, presidiate da soldati ausiliari; dalle balaustre sporgono alcune fiaccole di segnalazione; in quella di destra è visibile un forte, anch'esso ausiliario.6Ancora barche sul grande fiume, cariche di approvvigionamenti per le armate romane in partenza per la prima campagna del 101. Sulla destra dell'immagine si intravede il fiume Danubio divinizzato, rappresentato - come di norma nell'antichità per le divinità fluviali - come un anziano di proporzioni eroiche dalla barba fluente. Sullo sfondo una città, probabilmente una fortezza legionaria: Viminacium o forse Singidunum..7L'esercito romano attraversa il Danubio su due differenti ponti di barche, a simboleggiare una penetrazione in territorio nemico, verso Tapae, lungo almeno due colonne di marcia (da Viminacium/Lederata e Singidunum). Sono rappresentati legionari in lorica segmentata, due legati legionis alla testa delle due colonne, oltre a numerosi signiferi.8L'esercito romano approda alla riva opposta del grande fiume, dove si riconoscono alcuni cavalieri appiedati, nei quali si è ritenuto di riconoscere degli equites singulares, ovvero la guardia a cavallo dell'imperatore, oltre ad alcuni soldati muniti di lance, identificati da Filippo Coarelli nella guardia pretoriana.. In testa alla colonna di marcia lo stesso imperatore Traiano (1), che qui è rappresentato per la prima volta.9Su una tribuna in muratura appare seduto l'imperatore Traiano (2), affiancato da due ufficiali, tra i quali sarebbe da identificare Lucio Licinio Sura a sinistra. Un gruppo di littori sullo sfondo fa da cornice al primo consiglio di guerra dopo l'attraversamento del Danubio. Proseguendo nella scena successiva, alcuni cavalieri ausiliari e dei signiferi muovono verso un vicino accampamento militare.10All'interno dell'accampamento romano (dove sono riconoscibili le tende dei soldati e le insegne militari, oltre all'aquila legionaria), nel Praetorium, l'imperatore (3) liba da una patera su un altare, circondato da sacerdoti. Al di là delle mura, alcuni tubicines (trombettieri) accompagnano la processione dei Suovetaurilia, con gli animali del sacrificio (un toro, una scrofa ed un montone) per purificare l'accampamento e l'esercito (lustratio). Ancora più a destra troviamo l'imperatore (4) che dall'alto di una tribuna osserva, in basso, un fatto curioso che sembra beneaugurante: un personaggio munito di clava (nella mano destra) cade a terra dal dorso di un mulo.. Si tratterebbe, secondo una più approfondita interpretazione, di un disertore, il quale non riuscendo nel suo intento di uccidere Traiano (su istigazione dello stesso Decebalo), cadde rovinosamente durante la fuga.Davide Nardoni, La Colonna Ulpia Traiana, Roma 1986, p. 58.11Dall'alto di una tribuna Traiano (5), accompagnato da due alti ufficiali del suo stato maggiore (tra cui Lucio Licinio Sura), parla alle truppe (adlocutio), rappresentate da legionari in lorica segmentata, ausiliari con corazza in cuoio e scudo ovale e signiferi in prima linea. Nella parte destra della scena numerosi legionari iniziano a costruire tutta una serie di opere di fortificazione e di approvvigionamento, atte a migliorare le comunicazioni in territorio dacico (nell'odierno BanatoInde Berzobim, deinde Aizi processimus. Prisciano di Cesarea, Institutio de arte grammatica, VI, 13.), man mano che l'avanzata prosegue. Sono infatti rappresentati soldati che trasportano tronchi, pietre e scavano fossati antistanti le mura degli accampamenti, mentre alcuni ausiliari sono di guardia.Davide Nardoni, La Colonna Ulpia Traiana, Roma 1986, p. 62.12Ancora soldati al lavoro in opere di costruzione di fortificazioni, terrapieni, fossati e un ponte (sulla sinistra), mentre Traiano (6), affiancato dai due soliti collaboratori, ispeziona l'avanzamento dei lavori. Alcuni soldati vigilano su un accampamento di forma circolare (ripreso anche nell'immagine successiva), altri trasportano tronchi (in alto).13Mentre alcuni soldati vigilano su un accampamento di forma circolare (ripreso anche nell'immagine precedente), altri ancora attingono a dell'acqua in prossimità di un ponte, altri abbattono numerosi alberi in una vicina foresta (in alto e a destra dell'immagine) per costruirvi una nuova strada. Dall'alto di un colle Traiano (7), affiancato da un collaboratore, sembra mostrare la direzione verso la quale i soldati stanno costruendo una via di penetrazione che li conduca nel "cuore" del regno di Decebalo.14Ancora Traiano sulla sinistra dell'immagine (8), assistito da alcuni soldati ausiliari, controlla scrupolosamente l'avanzamento dei lavori. Viene eretta una palizzata di legno da parte di alcuni legionari, all'interno della quale si vedono dei covoni di paglia e fieno per l'approvvigionamento della cavalleria. Ancora sulla destra dell'immagine appare l'imperatore (9), accompagnato dai due soliti collaboratori, mentre assiste alla scena in cui alcuni exploratores conducono un prigioniero dace al suo cospetto per essere interrogato (vedi immagine successiva).15Alcuni exploratores conducono un prigioniero dace al cospetto dell'imperatore per l'interrogatorio (vedi scena precedente). Dall'alto di un accampamento fortificato Traiano (10), affiancato dai due soliti collaboratori, ispeziona lo status dei lavori sottostante, dove numerosi legionari stanno costruendo un nuovo ponte fisso su un fiume, mentre altri legionari sono intenti a scavare un profondo fossato con ceste.16Sullo sfondo un accampamento, in primo piano un reparto di cavalleria ausiliaria pronto a mettersi in marcia e ad attraversare un ponte, in vista dell'imminente primo scontro con le schiere dei Daci.17Le legioni romane si muovono verso il nemico, precedute dalle insegne e seguita da cavalieri ausiliari. Davanti a loro altri legionari stanno abbattendo numerosi alberi di una foresta per costruirvi una strada, aprendo così la via alle armate romane.18Le legioni romane avanzano grazie al lavoro prezioso del genio militare. Sullo sfondo appare Traiano (11), dall'alto di un accampamento, al quale vengono portate delle teste mozzate di Daci. Frattanto un gruppo di cavalieri ausiliari avanza al galoppo e si lancia nella mischia dell'imminente battaglia. Si tratta probabilmente della battaglia di Tapae, secondo Filippo Coarelli..19Prosegue la scena della battaglia di Tapae. Un ausiliario romano-barbaro a torso nudo, armato di clava, attacca i Daci da una postazione più elevata. Ai suoi piedi alcuni caduti, mentre altri daci si difendono dalla furia romana. Un altro ausiliario si batte tenendo tra i denti i capelli di una testa mozzata di dace. Al di sopra delle due schiere si erge la figura di Giove Tonante, rappresentato come un mezzo busto che fulmina i Daci. Nella parte destra del rilievo si scorgono le insegne daciche a forma di drago (vexillifer introdotto poco dopo tra file dell'esercito romano), i corpi dei feriti e dei caduti, oltre al volto di Decebalo nascosto nella vicina foresta.20In alto sulla sinistra è Traiano (12), seguito da due collaboratori. L'imperatore ha in mano una lancia con la punta rivolta verso il basso nel significato di presa di possesso dei territori conquistati dopo la vittoria di Tapae. Vi sarebbe un chiaro atteggiamento da feziale. Poco più a destra, in basso, due soldati romani appiccano il fuoco a edifici di legno daci, mentre i nemici si allontanano. In alto una città sulle cui mura sono esposte aste con infissi dei teschi, probabilmente di soldati romani delle precedenti campagne daciche di Domiziano. Ancora più a destra, legionari romani attraversano prima una foresta e poi un fiume. Un legionario in alto si è denudato e solleva sopra la testa lo scudo ed il suo equipaggiamento, nell'atto di attraversare un fiume, per non bagnare la sua attrezzatura. Ci sono poi un tubicen ed un signifer.21Ancora Traiano (13), dall'alto di un pulpito, arringa le truppe sotto di lui (compresi alcuni soldati barbari alleati), ed impugna una lancia a doppia punta (sempre forse in atteggiamento da feziale). Da destra alcuni ambasciatori daci, tre dei quali a cavallo, si avvicinano all'imperatore. Ancora più a destra una fortificazione romana, all'interno della quale vigilano due sentinelle. Ancora Traiano (14), di fronte all'accampamento romano, riceve l'ambasceria dei Daci (la stessa della scena precedente).22Nella porzione inferiore, le truppe romane hanno raggiunto un nascondiglio di esuli daci. Alcuni cercano di opporre resistenza, altri fuggono; si distingue anche una grotta ove era i daci avevano condotto i loro armenti, per poi ucciderli pur di non farli cadere in mano nemica. Nella parte superiore, invece, la cavalleria romana appicca il fuoco a un villaggio nemico ove si sono rifugiati donne, bambini e anziani dei daci. Traiano (15) pare assicurare loro la sua protezione e addita una barca a una donna dace di alto rango, con bambino in braccio.

Inverno 101/102