Biografia I primi anni Giuseppe Alessandro Piola Caselli, figlio quartogenito del conte Antonio Piola e di donna Luigia Caselli (e fratello minore di Carlo Giuseppe Piola Caselli): poiché una parente di Carlo Alberto (28.XI.1837) aveva acconsentito che i loro figli assumessero anche il cognome della madre (reso illustre dal cardinale che aveva negoziato il Concordato napoleonico per ristabilire la religione cattolica in Francia dopo la Rivoluzione Francese), si è firmato dapprima Giuseppe Piola e poi Alessandro Piola Caselli ed a tale nominativo gli è stata dedicata la via nel litorale di Ostia.
Il suo esordio marinaro avviene nel 1843 nella Marina del Regno di Sardegna sulla corvetta a vela Aurora, comandata dal barone Filippo Augusto Corporandi d'Auvare, in una campagna d'istruzione nel Mediterraneo centrale ed orientale, toccando Malta e Corfù, facendo il periplo del Peloponneso e passando nell'Egeo, compendiando esercitazioni abbraccianti tutta la scienza e la vita marinara e facendo pratica delle manovre. Quindi si dirigono in Medio Oriente. Dopo aver navigato l'estate dopo sulla fregata Beroldo, passa per oltre due anni sul brigantino Daino, il cui comandante è dapprima Alberto Paroldo; trascorrono i primi mesi in Levante, al ritorno passano a Cipro, nuovamente a Malta, a Tripoli ed a Tunisi, quindi tornano a Genova.
Ma il 25 novembre 1845, comandante il capitano di vascello Federico Scoffiero, fanno vela per l'America Latina, toccando Rio de Janeiro, diretti al Mar del Plata. Arrivati a Montevideo trovano d'Auvare, al comando dellAquila, con cui Scoffiero intreccia della corrispondenza, girata al Principe Eugenio, il quale viene così informato che il Daino è stato destinato principalmente a Buenos Aires. Le autorità locali, nei vari conflitti, tra cui quello per la libertà di Montevideo, vedono di buon occhio delle unità della Marina Militare del Regno di Sardegna a far da ago della bilancia, ritenendola meno legata agli interessi di parte, rispetto alle potenti flotte francese ed inglese. Proprio qui al Plata ha occasione di conoscere personalmente Garibaldi. Il Daino vien richiamato in patria poiché Carlo Alberto, vista l'eccedenza di bilancio di questa missione, ha deciso di continuarla ma con meno unità, lasciandovi il Colombo, coadiuvato dalla Ninfa. Rientrato a Genova, trascorre una quarantina di giorni sull'avviso Authion, che fa la spola con la Sardegna, ed 1 giorno sull'Aquila.
La Prima Guerra d'Indipendenza Durante la Prima Guerra d'Indipendenza nel 1848 passa sul piroscafo Malfatano, poi sulla fregata Euridice e quindi sulla fregata San Michele, agli ordini di Persano. Quando Garibaldi, passando per la pineta di Ravenna, giunge in settembre a Genova, sarà per qualche giorno sul San Michele come prigioniero "del cavalleresco comandante Persano", come scriverà poi. Nell'autunno-inverno del 1849-50 è comandante della cannoniera Sentinella, lungo le coste della Sardegna, dove salva il carico del Nostra Signora del Carmine.
Poi effettua una crociera, sulla corvetta San Giovanni, comandata da Edoardo Tholosano, a Tangeri e Tunisi: qui il ministro degli esteri Raffo introduce gli ufficiali presso Sua Altezza il Bey e vengon decorati dell'Ordine del Nichau. Al ritorno, toccando prima la Sardegna, ricevono, tramite il Monzambano, la notizia che Cavour ha assunto un dicastero comprendente anche la Marina. Nel 1851 è sulla fregata Des Geneys; poi, sulla pirocorvetta Govérnolo, al comando di Persano, torna con la divisione navale (con San Giovanni, Aquila, Aurora, Staffetta e Colombo) in Levante: toccano Creta, Cipro, fissano vari consolati, quindi rientrando, sulla rotta Cagliari e Palmas, dove si eseguono delle esercitazioni, devono poggiare al sorgitore di Hyères per il maltempo, infine arrivano a Genova.
Ritorno in America Latina Imbarcato dal 1852 al 1854 sulla corvetta Aquila, al comando del capitano di fregata Giovanni Battista Albini, torna al Mar del Plata. Arrivati a Montevideo, l'aspetto più rilevante di questa missione è la fondazione dell'Ospedale Italiano, ossia prevalentemente per i liguri che vi esercitano il cabotaggio, avendo i consoli Marcello Cerruti e Gavazzo già gettato zelantemente le basi per esso, avvalendosi anche dei notabili del posto. Grazie sempre ai buoni uffici di Cerruti vien fondato anche l'Ospedale Italiano di Buenos Aires, che le complicazioni politiche di Montevideo avevano fatto rimandare. Passando per le Azzorre, lAquila rientra a Genova.
La Campagna di Crimea Dopo un periodo di riposo, Piola Caselli riprende il mare, sulla pirofregata Carlo Alberto, prima facendo la spola con la Sardegna, per spostamenti di truppe, e poi per la guerra di Crimea. Comandandate è Vincenzo Ricardi di Netro. Il 25 aprile 1855 il Carlo Alberto parte da Genova con truppe e materiali per l'Oriente, toccando Malta, dove si rifornisce di carbone. La mattina del 1º maggio riparte ed il 5 sera, passati i Dardanelli, àncora alla Fontana del Pascià, per poi proseguire per Costantinopoli il mattino dopo. Il 18 maggio muore di colera un marinaio, il 22 si hanno 3 casi, per cui Alfonso La Marmora fa allontanare l'unità da Balaklava, lasciando solo 2 imbarcazioni con 33 uomini. Intanto, a bordo, Piola Caselli vien incaricato della batteria. Nella notte del 31 maggio gli equipaggi del Carlo Alberto e del Castelfidardo accorrono prontamente con tutte le lance in soccorso al Manila, che ha preso fuoco, riuscendo a far sbarcare, in sole 2 ore, ben 960 barili di polvere. Al plauso di lord Raglan e di Mackenzi, comandante del Manila, si unisce quello di Alfonso La Marmora e dell'ammiraglio Orazio Di Negro. Al 31 maggio i morti di colera del corpo di spedizione son saliti a 24 e solo il Carlo Alberto ne annovera altri 4; malgrado ciò, lascia la rada di Balaklava, per portarsi alla fonda di Kamiesh, pronto a qualsiasi evento, entrando in linea con le navi alleate, nel timore che la flotta russa possa compiere un atto aggressivo, ciò non avviene poiché essa ha sbarcati i cannoni per portarli sulle mura. Poi il 6 svanirà per il Carlo Alberto anche l'occasione di battersi. Nemico ben più insidioso continua ad essere il colera, che causa la morte persino del gen. Alessandro La Marmora. La notte del 18 giugno per ordine di Alfonso La Marmora il Carlo Alberto deve però p recarsi a Balaklava ad imbarcare 200 soldati, da portare all'ospedale di Jeni-Keni, in seguito altri 240 e poi ancora 200 a quello di Jeni-Koi.
In ottobre, destinato alla fregata oneraria Euridice, fa invece ritorno a Genova sul Carlo Alberto, perché affetto da vari mesi da congiuntivite. Ma una settimana dopo vi si deve reimbarcare, il 17 novembre 1855 per accompagnare Vittorio Emanuele II e la sua corte, con la scorta del Govérnolo, a Marsiglia, diretto a Londra ed a Parigi, un viaggio che influenzerà fortemente le sorti dell'Italia. Avendo però il Carlo Alberto bisogno di esser sottoposto ad alcuni lavori, Piola Caselli il 31 gennaio 1856 si imbarca sul Govérnolo, comandante Albini, per 14 giorni di guerra, diretto in Crimea. Qui, per ordine dell'ammiraglio Orazio Di Negro, passa immediatamente fino al 1° ag. come ufficiale al dettaglio sull'''Euridice, prendendo quindi parte alle operazioni di rientro degli uomini e dei materiali a Genova.
Nella primavera del 1858 è addetto alla corvetta San Giovanni, in disarmo, passa quindi sul Daino (comandante Lampo), facente parte, della divisione navale che effettua una campagna d'istruzione a Cartagena, Lisbona, Gibilterra, Palmas, La Maddalena..
Nella primavera del 1859 è sul Malfatano, comandante Alessandro Wright, facente la spola con Tolone, dove carica i francesi che sbarcano a Genova per la Seconda Guerra d'Indipendenza. Subito dopo torna sul Carlo Alberto, comandato da Persano, sempre al come ufficiale al dettaglio. Intanto raggiunse il grado di Luogotenente di vascello
Nel marzo 1860 è sulla pirofregata Maria Adelaide. L'impresa dei Mille Dal 14 marzo 1860 passa immediatamente fino al 19 giugno come comandante sul veloce avviso Authion, impiegandosi in missioni che gli vengono affidate da Cavour, desideroso di esser informato della situazione in Sicilia. Infatti Francesco Serra Cassano, segr. gen. della marina, il 18 gli scrive, da Torino, per conto di Cavour, che si tenga pronto a partire, con la maggior quantità possibile di carbone. L'Authion fu spedito nelle acque di Messina per assumere tutte le possibili informazioni sul vero stato delle cose in quella città, e dopo aver toccato Trapani, per raccogliere altre informazioni, si recherà a Cagliari, dove, per telegrafo, spedì rapporto scritto. Puntualmente, il 27, dopo aver telegrafato, fa un rapporto a Cavour, in cui accenna ad una visita fatta al gen. Letizia ed agli "evviva all'Italia ed al Re Vittorio Emanuele". Malgrado la stretta sorveglianza della polizia intorno allAuthion, egli torna a Palermo, come attesta il console Rocca relazionando Cavour. Il 1º maggio Piola Caselli vien nominato cavaliere dell'Ordine Mauriziano.
La presenza dellAuthion nelle acque siciliane ha anche un duplice scopo, distrarre dall'arrivo del Piemonte e del Lombardo. Essendo infine Garibaldi partito da Quarto, occorre provvedere alle possibili conseguenze internazionali: Cavour incarica Persano di riunire nel Golfo di Cagliari tutta la squadra, meno l'avviso, che deve continuare a fare la spola, per recare notizie su quanto accade in Sicilia. Piola Caselli, riceve anche missive per Garibaldi.
Tornato a Genova, Piola corre a Torino da Cavour, per delucidargli di persona i propositi di prendere parte all'impresa dei Mille, ma deve congedarsi senza aver ricevuto l'assenso sperato: se ne torna perciò in treno mogio mogio al suo bastimento. Appena risalito a bordo, ha la sorpresa di leggere l'assenso telegrafico. Il Presidente del Consiglio, forse galvanizzato da altri, scrive anche una lettera a Mathieu, in cui profila addirittura che Piola potrebbe tentare di impadronirsi dei vascelli napoletani, purché si tenga estraneo ad intrighi né si associ a trame repubblicane portate avanti dai tanti che circondano Garibaldi. Infine gli raccomanda di tenerlo informato dell'andamento delle cose.
Garibaldi il 14 maggio 1860 era sbarcato a Marsala. Piola si dimette in giugno dalla Marina del Regno di Sardegna per organizzare la futura Marina dittatoriale siciliana di Garibaldi, col grado di capitano di fregata. Ministro della Marina siciliana Con decreto dittatoriale del 13 giugno fu nominato da Garibaldi segretario di stato per la marina siciliana.
Finalmente Piola può scrivere di tutta fretta a Garibaldi una lettera per annunciargli che sta facendo imbarcare sul Rubattino (sul quale anch'egli partirà per Cagliari), altri sul Washington, vari cannoni, acquistati da Orlando, l'industriale e macchinista del Lombardo, cui la Marina li vendeva come ferraccio: è evidentemente un modo di Cavour per agevolare l'impresa senza compromettersi prematuramente.