La Ligue 1, nota come Division 1 fino al 2002 e denominata Ligue 1 McDonald's per ragioni di sponsorizzazione, è il massimo livello professionistico del campionato francese di calcio.
La squadra più titolata è il , che vanta quattordici vittorie, mentre l' è la compagine che ha disputato più edizioni (76); la più lunga striscia di vittorie consecutive spetta invece all', capace di trionfare per sette volte di fila tra il 2001 e il 2008.
Formula Vi partecipano diciotto squadre (dal 2023) che si affrontano a turni nel girone di andata (disputato orientativamente tra agosto e dicembre) e ritorno (tra gennaio e maggio). Per ogni partita sono assegnati tre punti alla vincitrice dell'incontro (a partire dalla stagione 1994-95, dopo un anno di sperimentazione nella stagione 1988-89) e zero a quella sconfitta. In caso di pareggio è assegnato un punto a squadra. Dal campionato 1973-74 fino al 1975-76 fu adottata una regola nell'assegnazione dei punti che consisteva nell'aggiunta di un punto bonus ad una squadra che vincesse un incontro con più di tre gol di scarto.
La squadra che si classifica al primo posto viene insignita del titolo di campione di Francia e, dal 2003, vince un trofeo chiamato HexagoalFrance Football, N. 2978 bis, 9 maggio 2003, pag. 23 (gioco di parole con Hexagon, esagono, che è il modo in cui i francesi identificano il loro paese dal punto di vista fisico, nello stesso modo che gli italiani chiamano l'Italia continentale "lo stivale"). Inoltre, la squadra campione ha il diritto ad accedere alla fase a gironi della UEFA Champions League, assieme alla seconda classificata e alla terza. La quarta classificata disputerà invece i preliminari della massima competizione continentale partendo dal terzo turno di qualificazione (percorso piazzate). La quinta, insieme alla vincitrice della Coppa di Francia, ha invece accesso alla UEFA Europa League. La sesta, o nel caso la settima, andrà ai play-off della UEFA Conference League.
Le ultime tre squadre classificate retrocedono in Ligue 2. Dal 1965 al 1970 i club classificatisi al quarto e al quinto posto in Division 2 e quelli classificatisi al sedicesimo e diciassettesimo posto in Division 1 si affrontavano in un mini-torneo, al termine del quale le squadre classificatesi nelle prime due posizioni avrebbero guadagnato la promozione o la salvezza, mentre quelle piazzate negli ultimi due posti sarebbero retrocessi o avrebbero perso la promozione. Dal 1979 al 1993 furono reintrodotti i play-off promozione-salvezza, che vedevano però opposte la terz'ultima della Ligue 1 contro la terza classificata della Ligue 2, una formula poi riproposta in pianta stabile a partire dal 2017.
Numero di partecipanti
1932-1933: 20 club (divisi in due gruppi da dieci squadre con finale) 1933-1934: 14 club 1934-1939: 16 club 1945-1946: 18 club 1946-1947: 20 club 1947-1958: 18 club 1958-1963: 20 club 1963-1965: 18 club 1965-1968: 20 club 1968-1970: 18 club 1970-1997: 20 club 1997-2002: 18 club 2002-2023: 20 club 2023-: 18 club
Storia I primi anni (1930-1939)
L'era del calcio professionistico in Francia inizia nel 1930: nel luglio dello stesso anno la federazione si pronuncia favorevolmente in questo senso con 128 voti favorevoli, 20 contrari e 1 astenuto (il presidente della Federazione e della FIFA Jules Rimet)Gabriel Hanot, Naissance, enfance, adolescence et maturité du football professionnel en France, pag. 18 in Gilles Gauthey, Le football professionnel français, tomo 1, Paris, 1961.
La Federazione decide di limitare lo status professionale a una ristretta élite; istituisce quindi per la stagione 1932/33 un campionato nazionale con venti club, gli unici che possono evolvere sotto lo status professionale. La FFF emana tre regole per limitare il numero di domande per lo status di professionista: aver avuto risultati convincenti in passato, avere incassi al botteghino sufficientemente elevati per pareggiare le finanze e reclutare almeno otto giocatori con lo status di professionista. Alcuni club si oppongono per principio allo status di professionista: i tre club di Strasburgo, l'RC Roubaix, l'Amiens AC e molti club parigini tra cui lo Stade Français si rifiutano di candidarsi. L'anno seguente viene istituita una seconda divisione. Alcuni club inizialmente riluttanti nel 1932 accettano di assumere lo status di club professionisti, tra cui l’RC Strasbourg, l’Amiens AC e l’RC Roubaix.
La prima edizione del campionato, chiamato Division Nationale, comincia nella stagione 1932-1933 ed è giocata da venti squadre divise in due gironi. Viene vinta dall', che nella finale ha la meglio sul : quest'ultima squadra era giunta all'incontro in luogo dell', squalificato a causa di uno scandalo di corruzione. Già a partire dalla stagione seguente il girone diviene però unico, e il torneo viene rinominato Division 1; inizialmente è composto da quattordici club, che vengono poi portati a sedici. In questi primi anni riportano due vittorie a testa il e il nel quale milita Roger Courtois.
Dopo il 1939 le vicende legate alla seconda guerra mondiale, culminate con l'invasione del Paese, fanno si che il torneo venga interrotto e sostituito da altre competizioni, che non verranno però riconosciute.
L'immediato dopoguerra (1945-1952) La fine della guerra coincide con la riorganizzazione del torneo, che nella stagione 1945-1946 viene vinto dal neonato . Poco dopo nasce la Coppa Latina, una competizione internazionale che vede la partecipazione dei campioni di quattro nazioni europee: qui nel 1950 il raggiunge la finale, e negli anni seguenti anche il Lilla e il fanno lo stesso. Nel 1953 lo riesce invece a vincere il trofeo.
Il dominio dello Stade Reims (1952-1963)
Proprio questa squadra, allenata da Albert Batteux e nella quale milita anche il futuro Pallone d'oro Raymond Kopa, comincia a dominare la scena nazionale. Nel 1953 lo Stade Reims vince la Coppa Latina (antesignana della Coppa dei Campioni) dopo aver battuto in finale il Milan per 3-0. Dopo aver ottenuto la terza vittoria in campionato nel 1954-1955, il club partecipa l'anno successivo alla prima edizione della Coppa dei Campioni, arrivando a disputare la finale di Parigi, dove viene sconfitto dal per 3-4 nonostante avesse condotto la gara prima 2-0, poi 3-2. In seguito Kopa si trasferisce proprio tra le file degli spagnoli, tuttavia la rosa viene rafforzata con gli ingaggi di Just Fontaine, Jean Vincent, Roger Piantoni e Dominique Colonna. Il club vince un altro titolo nel 1957-1958, a cui fa seguito un nuovo raggiungimento di un'altra finale continentale: i francesi vengono però nuovamente sconfitti dalle Merengues. In estate Fontaine è invece grande protagonista a con la maglia della poi arrivata terza: le 13 reti messe a segno rappresentano a tutt'oggi un record ineguagliato.
Negli anni immediatamente seguenti la squadra conquista altri due titoli, l'ultimo dei quali arriva nel 1961-1962: retrocede tuttavia alcuni anni dopo, senza riuscire più a tornare a questi livelli. Intanto il era arrivato al quarto successo nel 1958-1959, inoltre Thadée Cisowski era stato per tre volte capocannoniere con addosso la maglia del .
Nantes - Saint-Étienne (1963-1983)
Dal campionato 1963-1964, vinto dal , inizia un ventennio caratterizzato dal dualismo tra questa squadra e il : i Canarini conquistano il loro primo titolo nel 1964-1965, e si ripetono l'anno successivo, quando Philippe Gondet è il miglior marcatore. I Verts accolgono invece in panchina Batteux, che aveva appena concluso il ciclo allo : egli, dirigendo in campo Robert Herbin, Salif Keïta e Hervé Revelli tra gli altri, conquista quattro scudetti consecutivi, l'ultimo dei quali arriva nel 1970. È poi la volta dell', che, trascinato dai gol della Scarpa d'oro 1971 Josip Skoblar, vince i due titoli successivi. Rivoluzione in casa del Saint-Etienne: Herbin viene nominato allenatore, ed entra in rosa il giovane Dominique Rocheteau. La squadra, oltre a vincere tre scudetti di fila, arriva a disputare la semifinale della Coppa dei Campioni 1974-1975 e la finale dell'edizione successiva: ad avere la meglio è però sempre il .
Torna poi alla vittoria il Nantes, nel quale militano anche Henri Michel e Jean-Paul Bertrand-Demanes, che è seguito dal neopromosso di Delio Onnis, il miglior marcatore di tutti i tempi; in questo periodo in cima alla classifica dei capocannonieri c'è tuttavia spesso Carlos Bianchi. C'è gloria anche per il di Johnny Rep, che raggiunge la finale della Coppa UEFA 1977-1978: a sollevare il trofeo è però il .
Dal canto loro i Verts ottengono il loro decimo successo vincendo la Division 1 1980-1981, quando in rosa figurano anche Rep e il giovane Michel Platini. Tuttavia durante il campionato 1981-1982, vinto dal Monaco, emerge uno scandalo finanziario che vede coinvolto il presidente del Saint-Etienne, Roger Rocher: due anni dopo il club retrocede. L'anno seguente, invece, il Nantes vince il sesto titolo.
Il dominio del Bordeaux (1983-1988)
Nelle quattro stagioni a cavallo dei vittoriosi Europei di casa si svolge il periodo del , che vince tre titoli in quattro anni: 1983-1984, 1984-1985 e 1986-1987. La squadra, nella quale militano anche Alain Giresse, Patrick Battiston, Bernard Lacombe e Jean Tigana, raggiunge la semifinale nella Coppa dei Campioni 1984-1985 (eliminata dalla ) e la semifinale nella Coppa delle Coppe 1986-1987 (eliminata dal Lokomotive Lipsia).
I successi del Marsiglia (1988-1993)
Dopo una stagione in cui si afferma agevolmente il , nel campionato 1988-1989, il primo con l'assegnazione in via sperimentale dei tre punti per vittoria, inizia il ciclo dell'. La squadra del presidente Bernard Tapie, guidata da fuoriclasse del calibro di Jean-Pierre Papin, prolifico centravanti laureatosi capocannoniere per ben cinque volte consecutive e insignito del Pallone d'oro 1991, Éric Cantona, estroso attaccante genio e sregolatezza, Chris Waddle, ala inglese dotata di un dribbling funambolico, Abedi Pelé, considerato il miglior calciatore ghanese di tutti i tempi e uno dei migliori calciatori africani di sempre, e Dragan Stojković, trequartista jugoslavo particolarmente abile nel dribbling e dotato di un'eccellente visione di gioco, conquista quattro titoli consecutivi fino alla stagione 1991-1992. In campo continentale raggiunge invece la semifinale nella Coppa dei Campioni 1989-1990 e la finale nell'edizione 1990-1991: a Bari è però la a sollevare il trofeo. L'anno successivo è invece il Monaco di Arsène Wenger a disputare un'altra finale europea, nella Coppa delle Coppe 1991-1992: a vincere è però il .
Per l'OM le cose sembrerebbero andare meglio nel 1992-1993: il club vince sul campo il quinto titolo consecutivo, e si appresta a disputare nuovamente la finale della prima edizione della nuova Champions League. La partita, giocata a Monaco di Baviera contro il di Fabio Capello, viene vinta grazie a un gol di Basile Boli, tuttavia alcuni giorni prima era emerso uno scandalo che aveva coinvolto anche il : le due squadre si erano infatti affrontate nella precedente gara di campionato, che però sarebbe stata "addomesticata" per far sì che il Marsiglia non spendesse troppe energie in vista dell'impegno continentale. Il successo ottenuto sul campo viene quindi revocato e non viene assegnato, mentre la squadra viene retrocessa in Division 2.
Risultati variabili (1993-2001)