I <H-J>
Icona Idiofoni Gli I. sono strumenti a percussione il cui suono è prodotto con la vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l'utilizzo di corde o membrane. Questa famiglia è una delle cinque principali nella famosa divisione dei pionieri Erich von Hornbostel e Curt Sachs per la classificazione degli strumenti musicali. Gli idiofoni sono stati ulteriormente suddivisi in quattro sottocategorie: percussione, frizione, pizzico e ad aria. //⇒Aerofoni; Aerofoni; Cordofoni; Cordofoni; Idiofoni; Membranofoni; Membranofoni; Percussione
Implicito, metro
//⇒ Metro, Metro
Improvvisazione Per I. si intende un'esecuzione musicale spontanea ed immediata, non vincolata dal sistema di scrittura o da un atto creativo che la preceda e che stabilisca i materiali esecutivi. In realtà l'I. è spesso basata su modelli o stereotipi che fungono da guida ma che non costituiscono un impedimento troppo gravoso all'espressione personale dell'esecutore. In tal senso, l'I. si situa in un terreno centrale tra la composizione e l'esecuzione pura e semplice. Vi sono casi nei quali l'I. è prevista dal compositore ed inserita nelle opere musicali. Può essere lasciata completamente alla libera iniziativa dell'esecutore (alea) o guidata attraverso prescrizioni più o meno rigide (alea controllata). //⇒ Improvvisazione; Improvvisazione nel jazz e nella musica in generale
Improvviso L'I. è un genere di composizione musicale avente carattere d'improvvisazione. È generalmente scritta per strumento solista (quasi sempre il pianoforte).
//⇒Improvviso
In uno Indicazione che il compositore appone accanto all'andamento per segnalare una particolare scrittura: ogni misura del brano va considerata un tempo di una misura più grande, non determinata esattamente dalla frazione metrica. In pratica, ogni stanghetta di misura non separa più una misura dall'altra, come nella scrittura usuale, ma divide un tempo dal successivo. Il metro reale, non essendo più determinato con esattezza, va quindi ricavato dall'accentuazione del brano stesso. Il compositore approfitta spesso di questa indicazione per effettuare cambi metrici, creando in pratica composizioni a metro variabile senza che questi cambi siano effettivamente segnalati.
Inciso È la più piccola parte del discorso musicale. Due incisi sono uguali a una semifrase e due semifrasi sono uguali a una frase e due frasi formano un periodo musicale
Indeterminato, suono
Si dice di una sensazione uditiva nella quale non esiste una componente spettrale (frequenza) dominante. Gli strumenti a S.i. sono quindi essenzialmente quel genere di percussioni nelle quali non sia possibile identificare con chiarezza l'altezza del suono. In tal caso si preferisce spesso parlare di registri (2), grave, medio e acuto, per indicare l'ambito approssimativo dei suoni prodotti dallo strumento.
//⇒Nota
Indici acustici Indici di ottava Si dice I.d.o. un numero scritto in carattere minore – detto pedice – posto dopo il nome di una nota per indicare l'ottava alla quale quella nota appartiene. Per convenzione, in Italia l'ottava che ha inizio dal cosiddetto DO centrale è detta "ottava 3" e il DO suddetto viene contraddistinto dal pedice 3: DO3; di conseguenza tutte le note seguenti al DO3 saranno contraddistinte dallo stesso pedice: RE3, MI3, FA3, ecc. Le ottave precedenti all'ottava 3 saranno l'ottava 2, l'ottava 1, precedute a loro volta dalle ottave 0, -1 ("meno uno"), -2, ecc. mentre le ottave seguenti saranno le ottave 4, 5, ecc. Il sistema degli I.d.o. permette di indicare con esattezza l'altezza di un suono senza dover ricorrere alle note su rigo musicale. La convenzione degli indici di ottava varia da paese a paese: nei paesi anglosassoni, ad esempio, l'ottava centrale è detta "ottava 4".
Intavolatura Metodo di notazione musicale, ampiamente adottato a partire dal 1500, in cui la durata e l'altezza delle note vengono rappresentate con un codice di numeri, lettere e segni particolari. Questi segni vengono distribuiti su una rappresentazione grafica schematica della tastiera dello strumento, e quindi l'intavolatura è caratteristica di ogni singolo strumento (contrariamente alla notazione astratta di uso comune). Oggi viene adottata per indicare al chitarrista di musica leggera la corretta posizione delle dita nei vari accordi. Nei fiati è usata nelle tabelle sinottiche delle posizioni e talvolta insieme al rigo musicale per ricordare o suggerire determinate combinazioni di tasti e fori.
//⇒ Intavolatura
Intensità Dimensione del suono attinente alla forza con il quale esso è percepito. In musica viene segnalato attraverso i simboli di dinamica. L'unità di misura in fisica è il decibel.
//⇒ Intensità; Suono
Interferenza Fenomeno di sovrapposizione di due suoni. L'I., in musica, è responsabile delle sensazioni di consonanza e dissonanza.
//⇒ Interferenza
Intermedia, legatura Interludio Intero I. o semibreve.
//⇒Figura
Intervallo L'intervallo, in musica, è la distanza fra due suoni. Si dice di due note suonate contemporaneamente (intervallo armonico) o in successione (intervallo melodico). //⇒ Intervallo.
//⇒Intervallo vocale Irregolari, gruppi Irregolari, misure Isocronia Particolarità di più eventi di presentarsi sempre alla stessa distanza l'uno dall'altro, come lo scandire di un orologio o di un metronomo. Le forme di ritmo più diffuse nella musica occidentale sono a base isocrona.
//⇒Isocronia
J <I | K>
Jam session Si dice di evento musicale in cui i musicisti non sono parte di una formazione precostituita, ma formata estemporaneamente. Normalmente la jam session è basata sull'improvvisazione: i musicisti suonano senza aver provato assieme in precedenza i brani che stanno eseguendo; è frequente nel jazz e nel blues. //⇒ Jam session
Jazz Genere musicale che fu creato negli USA, all'inizio del XX secolo, dalla popolazione afroamericana. Il jazz dà grande spazio agli interpreti, e dà grande spazio all'improvvisazione.
//⇒Jazz
Jété K <J | L>
K Prefisso utilizzato per indicare brani di Wolfgang Amadeus Mozart catalogati secondo il Catalogo Köchel
L <K | M>
Lauda Canzone sacra dialettale in Italia nel tardo medioevo e nel rinascimento. Essa tornerà popolare nel XIX secolo. Inizialmente monodica, verso i primi anni del XV secolo divenne polifonica.
//⇒Lauda
Lh Lv Abbreviazione di "lasciar vibrare". In uso prevalentemente negli strumenti a percussione, indica che la vibrazione va lasciata estinguersi senza ulteriori interventi del musicista.
Legato Espressione che prescrive un'esecuzione priva di pause tra un suono e l'altro. In sostituzione, può essere utilizzata la legatura di portamento o la litote "non staccato". Si oppone a staccato.
//⇒ Legato
Legatura Simbolo grafico consistente in una linea curva che unisce due note. Nel caso che siano della stessa altezza (legatura di valore), si ha come risultante una note che somma il valore delle due note componenti; nel caso unisca due o più note di diversa altezza, è detta legatura di portamento o legatura di frase e attiene all'Articolazione. Questo tipo di legatura è eseguito diversamente a seconda se destinato al canto o ad uno strumento, in relazione alla natura di questo (sarà differente se è uno strumento ad arco, a fiato, o un pianoforte, e così via), ma in linea generale indica che le note interessate devono essere unite strettamente. L'effetto opposto al legato è lo staccato.
Leggiadro Anche agile. Indicazione agogica.
Legni
//⇒Legni
Levare
//⇒Levare
Libero Libro corale Pagina musicale per voci, nella quale queste siano scritte separatamente e sistemate su due facciate in modo da essere lette a libro aperto. A volte alcune parti vocali sono stampate in modo da essere lette dagli esecutori posti di lato o anche rovesciate, per chi è posto di fronte a chi legge il libro.
//⇒Cartina; Libro corale; Partitura (4); Particella
Lidia, scala
La scala lidia dovrebbe essere più propriamente chiamata modo lidio, in quanto non può essere avulsa dal contesto delle sette scale modali. Secondo l'accezione odierna, che si distingue nettamente dal concetto dell'antica musica greca - che dava lo stesso nome di "lidia" ad una scala discendente ben diversamente costruita - la scala lidia in questione è il modo che inizia dal IV grado di una comune scala maggiore. Ad esempio, prendendo come riferimento la scala di Do maggiore (do re mi fa sol la si do), la scala lidia sarà costruita sul IV grado della scala in questione, si chiamerà perciò "fa lidio", e sarà dunque composta dalle note: fa sol la si do re mi fa. Analogamente, per esempio, la scala di re lidio si ottiene utilizzando le stesse note della scala di La maggiore (di cui il re è IV grado); dunque si ha che la scala di re lidio è così composta: re mi fa# sol# la si do# re. Quando una composizione è basata sulla scala lidia, pertanto ha un carattere modale, è necessario che nella melodia sia particolarmente evidenziato il IV grado alzato, che si distingue a livello di sonorità dal quarto grado della scala maggiore. Ad esempio, componendo in do lidio (do re mi fa# sol la si do) si metterà in evidenza la quarta lidia, nel caso specifico il fa#, che contraddistinge questo modo dalla comune scala di do maggiore (nella quale il fa è naturale e non diesis). Anche nell'armonia di una musica in modo lidio si darà la precedenza agli accordi che contengono la nota modale caratteristica - nell'esempio precedente il fa#; così in do lidio saranno più utilizzati gli accordi di do maggiore (in qualità di accordo tonale), di re maggiore, di fa# diminuito e di si minore (in quanto tutti e tre contengono il fa#). Il modo lidio è il più brillante di tutti i sette modi, all'opposto del locrio che è il più cupo. Per l'orecchio occidentale assuefatto alle scale maggiori e minori, suona come una scala maggiore con la sottodominante innalzata. È particolarmente utilizzato nella musica napoletana. La vecchia sigla della trasmissione serale 'l'almanacco del giorno dopo' prevedeva una melodia lidia.
Linea di chiave Linea di simultaneità
//⇒Sistema
Linea -Linea del [pentagramma]
Linee
Lira
//⇒Lira (strumento musicale)
Liutaio
//⇒Liutaio
Liuteria
//⇒Liuteria
Liuto
//⇒Liuto
Live electronics Pratica di manipolazione dei suoni di origine acustica o elettroacustica in tempo reale, cioè durante l'esecuzione. Tale manipolazione può avvenire sia a livello di elaborazione sia di riproduzione, attraverso l'uso di strumenti appositamente progettati per la musica elettroacustica, ovvero di sintetizzatori e computer.
//⇒Live electronics
Longa, duplex; Longa, dupla
//⇒Massima
Loudness In quasi tutti gli amplificatori HiFi esiste un pulsante per l'inserimento del Loudness. L'inserzione di tale dispositivo porta ad un miglioramento dell'ascolto, in quanto tiene conto dell'udito rispetto al livello di riproduzione. In pratica il Loudness enfatizza i toni bassi e i toni alti quando il livello di ascolto è basso. A livelli di ascolto elevati il loudness non interviene anche se inserito.
Lunga; Longa; Longa, simplex
//⇒Lunga (musica)
M <L | N>
Mandolino
//⇒Mandolino
Marcia; Marciato; Marziale
//⇒Alla marcia;
Martelletti Md MM Acronimo di Metronomo Mälzel, sigla che identifica l'indicazione metronomica dell'andamento di un brano musicale in pulsazioni al minuto. //⇒BPM, Metronomo, Tempo, Ritmo
Ms Abbreviazione per mezzosoprano.
Maggiore Manuale; Man Maschile, ritmo Massima; Maxima
//⇒Massima (musica)
Mediante Melodia
//⇒Melodia
Melodica, scala Scala minore che, rispetto alla scala naturale, presenta un innalzamento cromatico del VI e del VII grado in senso ascendente, che poi vengono riabbassati in senso discendente.
Melodico, intervallo Membranofoni