La Camera dei lord (), chiamata anche Camera dei pari (House of Peers), è, insieme alla Camera dei comuni, una delle due assemblee parlamentari che costituiscono il Parlamento del Regno Unito, del quale rappresenta la Camera alta.Il termine lord deriva dall'inglese antico (anglosassone) hlāfweard, «custode del pane» (da hlāf, "pane", e weard, "guardiano"), che designava il capo clan; analogamente il femminile lady deriva da hlǣfdīge, letteralmente «impastatrice del pane». Il nome completo e formale della Camera dei lord è The Right Honourable the Lords Spiritual and Temporal of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland in Parliament assembled, ovvero Gli Onorevoli Signori Spirituali (i prelati) e Temporali (i nobili) del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord riuniti in Parlamento.

In passato l'accesso alla Camera come lord temporale era per diritto ereditario. In seguito sono state approvate numerose riforme, come il Life Peerages Act 1958, lHouse of Lords Act 1999 e lHouse of Lords (Hereditary Peers) Act 2026, in forza delle quali è stato dapprima ridotto e infine abolito il diritto dei pari ereditari a fare parte della Camera.

A differenza della Camera dei comuni, il numero dei membri della Camera dei lord non è fisso.

La Camera dei lord, così come la Camera dei comuni, si riunisce nel Palazzo di Westminster.

Storia Il Parlamento d'Inghilterra

Il parlamento attuale del Regno Unito deriva dal parlamento d'Inghilterra, le cui origini risalgono ai consigli dell'alto medioevo: il termine parliament si afferma nel corso del XIII secolo per designare il consiglio reale (curia regis) allargato, composto da ecclesiastici, nobili e rappresentanti delle contee.

Viene considerato come primo Parlamento formale il cosiddetto "Model Parliament" di Edoardo I tenutosi nel 1295, che comprendeva arcivescovi, vescovi, abati, conti, baroni e rappresentanti delle contee. Nel tempo il potere del Parlamento crebbe lentamente e in maniera non lineare. Ad esempio, durante l'epoca di Edoardo II (1307–1327) la nobiltà era molto potente, la corona debole e i rappresentanti delle contee praticamente non considerati.

Il riconoscimento formale dell'autorità del Parlamento risale al 1322, quando venne promulgato uno statuto autoritario. Durante il regno di Edoardo III si ebbe la separazione in due camere: la Camera dei comuni, composta dai rappresentanti delle contee, e la Camera dei lord, composta da ecclesiastici e nobili. Il potere di quest'ultima camera fu per lungo tempo molto più forte di quello dell'altra a causa della maggiore influenza dell'aristocrazia e degli alti prelati.

Il potere della nobiltà subì un calo durante le guerre civili del tardo XV secolo, meglio note con il nome complessivo di Guerra delle due rose. Gran parte della nobiltà fu uccisa sui campi di battaglia oppure giustiziata per aver partecipato agli scontri; molti possedimenti (e titoli) nobiliari entrarono nei possedimenti della corona. Nel contempo si assistette al declino del sistema feudale e degli eserciti controllati dai baroni. Enrico VII (1485-1509) ristabilì con fermezza la supremazia della corona, che raggiunse l'apice durante il regno di Enrico VIII (1509-1547) e si mantenne durante tutta l'epoca Tudor.

La Camera dei lord continuò a essere più influente di quella dei comuni, ma il potere di quest'ultima crebbe lentamente fino alla metà del XVII secolo, quando i conflitti tra sovrano e parlamento (fondamentalmente la Camera dei comuni) portarono alla guerra civile (1642-1651). Nel 1649, dopo la sconfitta e l'esecuzione di Carlo I d'Inghilterra, fu dichiarata la repubblica, chiamata Commonwealth of England e di fatto completamente guidata da Oliver Cromwell, che aveva il titolo di Lord Protector of England. La Camera dei lord venne ridotta a un'entità priva di potere: il paese era guidato da Cromwell e dai Comuni. Il 19 marzo 1649 la Camera dei lord venne infine abolita con la motivazione che i Comuni ritenevano, per lunga esperienza, l'esistenza della Camera alta inutile e pericolosa per il popolo d'Inghilterra. La Camera dei lord non si riunì più fino al 1660 quando, in seguito alla Dichiarazione di Breda, venne restaurata la monarchia.

Il Parlamento di Gran Bretagna

Tramite il trattato d'unione del 1706, ratificato dall'atto d'unione del 1707, venne istituito il nuovo Parlamento della Gran Bretagna, che rimpiazzò quello d'Inghilterra e quello di Scozia. In realtà il nuovo parlamento era la continuazione di quello d'Inghilterra, con l'aggiunta di 45 deputati e 16 pari a rappresentare la Scozia.

La Camera dei lord riprese il suo ruolo ma, pur mantenendo una grande influenza, non riuscì a scalzare completamente la Camera dei comuni, all'epoca eletta con un suffragio particolarmente ristretto e socialmente molto simile a quella dei lord, ma già capace tra il XVIII e il XIX secolo di determinare le maggioranze parlamentari, sostenere e rimuovere i governi.

La Camera dei lord manteneva un grande potere ed era un importante elemento di bilanciamento rispetto a quella dei comuni, anche dal punto di vista religioso (i lord erano quasi tutti anglicani e comunque protestanti), rivelandosi utile al partito conservatore per rallentare i percorsi di riforma e divenendo una delle principali forze di sostegno alla monarchia. La nomina alla Camera dei lord fu sempre più trattata come uno strumento per premiare alleati politici in seno alle classi elevate, senza che la corona riuscisse a controllare completamente né la nobiltà più antica né la Chiesa anglicana.

Il Parlamento del Regno Unito Nel XIX secolo vi furono diversi cambiamenti nella Camera alta. La Camera, che un tempo contava poche decine di membri attivi, venne notevolmente ampliata per l'elevato numero di pari nominati da Giorgio III e dai suoi successori. Il potere individuale di un lord all'interno del Parlamento subì quindi un calo, così come il potere complessivo della Camera, mentre si accrebbe quello della Camera dei comuni. Il Reform Act 1832 rappresentò un punto di svolta nei rapporti di potere fra le due camere: volta a correggere alcune gravi anomalie e iniquità del sistema elettorale della Camera bassa, la proposta di riforma, presentata nel 1831, venne rifiutata dalla Camera dei lord per ben due volte. La necessità di una riforma era però condivisa da molti, fra i quali il primo ministro Earl Grey, che suggerì al sovrano di rovesciare l'opposizione con la nomina di un elevato numero di pari favorevoli all'approvazione della proposta. Dopo un'iniziale perplessità il sovrano Guglielmo IV accettò di effettuare le nuove nomine, ma prima che potesse procedere l'opposizione alla Camera dei lord si dichiarò sconfitta e si astenne, permettendo l'approvazione della riforma. Questa lotta di potere danneggiò l'influenza politica della Camera dei lord, che nel corso del secolo vide il proprio potere erodersi ulteriormente e la Camera dei comuni cosicché divenne ineluttabilmente la più potente fra le due.

Dal XX secolo

Nel 1906, dopo l'elezione di un governo liberale, lo status della Camera dei lord tornò alla ribalta del dibattito politico. Nel 1909 il Cancelliere dello Scacchiere del governo Asquith, David Lloyd George, presentò alla Camera dei comuni il cosiddetto People's Budget, una manovra di bilancio che introduceva nuove imposte, tra cui un'imposta sui grandi possedimenti terrieri. La proposta, benché godesse di buona popolarità, venne respinta dalla maggioranza conservatrice della Camera dei lord.

Il governo liberale guidato da Asquith, rieletto nel 1910, propose una drastica riduzione del potere della Camera dei lords. Il Parliament Act 1911 tolse alla Camera dei lord il potere di respingere proposte di legge o di effettuarvi modifiche che ne stravolgessero il senso; le proposte potevano quindi essere solo rinviate per un massimo di tre sessioni parlamentari o due anni solari. Questa riforma era intesa come una misura temporanea in attesa di una riforma più organica della Camera alta, riforma che però non venne mai affrontata, lasciando il carattere ereditario della camera. Nel 1949 il tempo massimo di rinvio della Camera dei lord venne ulteriormente abbassato a due sessioni parlamentari o un anno.

Un atto parlamentare del 1958 chiamato Life Peerages Act 1958 cambiò drasticamente la natura prevalentemente ereditaria della Camera dei lord, autorizzando la nomina di un numero illimitato di pari a vita. Per gran parte del XX secolo il Partito Laburista, fedele alla storica opposizione ai privilegi di classe, ebbe come obiettivo l'abolizione della Camera dei lord o perlomeno l'eliminazione dell'appartenenza basata sull'ereditarietà. Nel 1968 il governo laburista di Harold Wilson tentò di riformare la Camera alta limitando il potere dei pari alla mera presenza e togliendo loro il potere di voto. Questa proposta venne bocciata dalla minoranza conservatrice (guidata da Enoch Powell) della Camera dei comuni e dai sostenitori della necessità di eliminazione tout court della Camera alta (tra i quali Michael Foot). Quando quest'ultimo divenne leader del partito laburista la sua abolizione divenne un punto del programma di partito, ma nel frattempo la creazione di pari ereditari (fatta eccezione per i membri della famiglia reale) si era praticamente interrotta: solo durante il governo Thatcher ne erano stati nominati tre.

Prima ammissione delle donne Fino al 1958 non vi furono donne sedute alla Camera dei lord. Il Life Peerages Act 1958 rese possibile la creazione di pari a vita e le donne furono immediatamente ammissibili: quattro di esse figurarono tra i primi pari a vita nominati. Una di queste fu Irene Curzon, II baronessa Ravensdale, che aveva ereditato il titolo paterno nel 1925 e fu creata pari a vita per poter sedere in Camera. Le pari ereditarie titolari di un titolo in proprio continuarono invece a essere escluse fino al Peerage Act 1963, che ne ammise dodici.

Le riforme dalla fine del XX secolo L'esclusione della parìa ereditaria dalla Camera alta divenne uno dei punti del manifesto elettorale del Partito Laburista nel 1997. Nello stesso anno, in seguito alla vittoria elettorale, il governo Blair cominciò la riforma della Camera dei lord. Il primo passo fu quello di espellere (House of Lords Act 1999) i pari ereditari dalla camera, con esclusione di 92 lord ai quali venne concesso di rimanere fino al termine del processo di riforma, rendendo la Camera dei lord un organo prevalentemente di nomina. Dopo il 1999 la riforma si arrestò.

In seguito fu proposta l'introduzione di una componente elettiva pari al 20%, ma la proposta venne aspramente criticata. Nel 2001 venne nominato un comitato congiunto (Joint Committee) che non giunse ad alcuna conclusione definitiva, salvo proporre al Parlamento una serie di opzioni (camera completamente nominata, oppure eletta per il 20%, 40%, 50%, 60%, 80% oppure 100% dei componenti). Nel febbraio 2003 cominciò una frenetica attività di votazione per le diverse opzioni: tutte furono bocciate. L'opzione dell'80% venne sconfitta ai Comuni per soli tre voti. I deputati favorevoli all'abolizione della camera alta votarono contro ognuna delle opzioni presentate. Dal 2005 vi fu un susseguirsi di proposte di riforma della composizione della Camera dei lord, nessuna delle quali venne accettata dal parlamento.

Nel luglio 2008 il Segretario di Stato per la Giustizia Jack Straw presentò alla Camera dei comuni un White paper, proponendo la sostituzione della Camera dei lord con una camera composta dall'80%-100% di membri eletti, dei quali un terzo eletto a ogni elezione generale e con un mandato di 12-15 anni. Il documento, il cui scopo era la riforma del ruolo dell'organo, non si sbilanciava sul nome di questa nuova camera ma faceva presente che il nome "Camera dei lord" sarebbe stato inappropriato e che vi era un consenso trasversale per il nome Senato (Senate).