Lettere agli uomini del Papa Celestino VI (anche Lettere agli uomini del Papa Celestino sesto) è un romanzo epistolare di Giovanni Papini, pubblicato nel 1946.
Presentato come traduzione di lettere latine di un pontefice immaginario rivolte «agli uomini», il libro propone un messaggio di rinnovamento cristiano e di riforma morale e sociale nel secondo dopoguerra.
Il testo conobbe più edizioni italiane e traduzioni in almeno cinque lingue.
Storia editoriale L'edizione originale uscì per l'editore Vallecchi a Firenze nel 1946, con il sottotitolo "per la prima volta tradotte e pubblicate". Una terza edizione, sempre Vallecchi, è attestata nel 1947; la copertina reca la variante Lettere agli uomini del papa Celestino sesto. Sono censite ristampe Vallecchi successive (ad es. 1964).
Trama Papa Celestino VI (un pontefice immaginario) rivolge una serie di lettere «agli uomini» dopo la catastrofe bellica, con appelli alla conversione personale, alla riforma dei costumi e alla ricomposizione dell'ordine cristiano nella vita civile. La voce papale — resa con tono parenetico — si indirizza a vari ambiti della società (clero, governanti, intellettuali, lavoratori) esortando alla penitenza, alla carità e alla giustizia, e richiamando la responsabilità morale di individui e comunità.
Accoglienza e critica Nel dibattito culturale cattolico del secondo dopoguerra il volume è stato letto come espressione dell'intransigentismo religioso, per l'enfasi sulla restaurazione morale e sull'ordine cristiano nella società. Il romanzo appartiene alla tarda produzione di Papini, accanto a raccolte di prose e memorie degli anni immediatamente successivi.
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Voci correlate Giovanni Papini Romanzo epistolare Letteratura cristiana
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