La cappella di Nôtre-Dame du Haut è una chiesa francese, situata sulla collina di Bourlémont che sovrasta la cittadina di Ronchamp, nei pressi di Belfort.

Progettata dall'architetto Le Corbusier secondo i canoni dell'architettura brutalista e razionalista, è nota anche come Chapelle de Ronchamp ed è considerata uno dei più celebri esempi di architettura religiosa moderna anche se controverso.

Storia

Il sito della cappella di Nôtre-Dame du Haut ha una storia millenaria. La collina di Bourlémont infatti è stata meta di culto sin dall’antichità, poiché già in epoca Romana vi sorgeva un tempio pagano..

Sin dal XV secolo si ebbe notizia di una chiesa dedicata alla Natività della Vergine Maria costituita da una cappella edificata sulle rovine dello stesso tempio romano che vi sorgeva in precedenza. Secondo le cronache, già in epoca medievale la chiesa era meta di un importante pellegrinaggio che avveniva ogni 8 settembre, per celebrare la natività della Madonna.

Successivamente ampliata alla fine del XV secolo, la chiesa della Natività della Vergine venne elevata a dignità di santuario ma il 30 agosto 1913 essa subì un incendio causato dall’abbattersi di un fulmine sulla guglia di zinco del campanile che sovrastava il portale e che, crollando, distrusse la copertura della navata centrale..

Dopo alcuni anni di rovina, il santuario venne ricostruito e riaperto nel 1925. Tuttavia nel 1944 la chiesa venne nuovamente distrutta dall’artiglieria tedesca nemica, durante il secondo conflitto mondiale..

Alla fine della guerra gli abitanti della regione di Ronchamp e la Commissione Diocesana per l’Arte Sacra di Besançon, decisero di ricostruire il luogo di culto che per secoli aveva caratterizzato la verdeggiante collina di Bourlémont. Poiché il recupero della chiesa precedente si rese impraticabile, venne scelto di rivolgersi al celebre architetto svizzero Le Corbusier, già ampiamente coinvolto nel processo di ricostruzione postbellica francese e meglio conosciuto come l'inventore dell’Unité d'Habitation..

I primi contatti tra la comunità religiosa e Le Corbusier furono piuttosto tesi, poiché l'architetto svizzero non era particolarmente devoto; protestante di nascita, affermava di avere anche antenati Catari ma si definiva comunque ateo.. Tuttavia dopo alcune insistenze da parte del committente e un sopralluogo dello stesso Le Corbusier ormai sessantatreenne, l’architetto decise di accettare l'incarico e progettare la ricostruzione della chiesa, affrontando l’incognita del suo primo progetto completo per un edificio religioso, sebbene avesse già lavorato nel 1929 a progetti collaterali per la chiesa di Saint-Médard a Tremblay-en-France..

Progettata a partire dal 1950, la prima pietra di quella che divenne nota popolarmente come la Chapelle de Ronchamp venne posata il 4 aprile 1954 e a dirigere il cantiere fu il fidato collaboratore André Maisonnier... Completata nel 1955, in gran parte grazie ai finanziamenti degli abitanti stessi di Ronchamp, nonostante la crisi che la regione mineraria stava vivendo a seguito della progressiva chiusura dei suoi giacimenti di carbone, la nuova cappella di Nôtre-Dame du Haut fu consacrata il 25 giugno 1955 dall’Arcivescovo di Besançon Marcel-Marie Dubois.. Alla consegna delle chiavi, l’architetto Le Corbusier dichiarò: «En bâtissant cette chapelle, j'ai voulu créer un lieu de silence, de prière, de paix, de joie intérieure».«Costruendo questa cappella, ho voluto creare un luogo di silenzio, preghiera, pace e gioia interiore».

L'11 marzo 1960, la collina fu protetta ai sensi della legge del 1930, mentre il 5 ottobre 1965 la cappella e gli edifici adiacenti furono dichiarati monumenti storici.

A partire dall'8 novembre 1967, sulla collina sorsero ulteriori costruzioni come la Casa del Custode, il Rifugio del Pellegrino, la Piramide della Pace per commemorare i caduti della Seconda Guerra Mondiale, i tavoli in cemento per i pellegrini, e la caffetteria. Nel 1975, a vent'anni dal completamento della cappella, fu realizzato un nuovo campanile in acciaio progettato dal designer Jean Prouvé, con le tre campane che avrebbero dovuto essere originariamente installate nei campanili della cappella: le due più grandi provenienti dall'antica chiesa, mentre la più piccola fusa ad Annecy..

L'11 giugno 2004, anche tutti gli edifici annessi alla cappella e il nuovo campanile di Jean Prouvé furono dichiarati monumenti storici, nonché Patrimonio Unesco del XX secolo, mentre nel 2011 l’intero complesso religioso è stato oggetto di una profonda quanto contestata rivalutazione a opera del noto architetto italiano Renzo Piano, che ha progettato il nuovo edificio della Portineria e gli avveniristici edifici che ospitano il nuovo Convento di Santa Chiara per le Suore Clarisse di Besançon, stabilitesi a Besançon già nel 2009.https://www.chapelle-lecorbusier-ronchamp.com/it/benvenuti-a-ronchamp-2/

Nel gennaio 2014, una vetrata originale della cappella è stata infranta durante un'effrazione mirata al furto di denaro contenuto in una cassetta per le offerte e di tutte le vetrate dipinte da Le Corbusier, quella era l'unica a essere firmata. Pochi giorni dopo, la Fondation Le Corbusier si è adoperata per aumentare la sicurezza del sito e la vetrata rotta è stata sostituita da una realizzata da Pierre-Alain Parot, un maestro vetraio della Côte-d'Or.

Nel giugno del 2015 sono stati organizzati eventi culturali e festeggiamenti per celebrare il 60° anniversario della cappella di Nôtre-Dame du Haut e il 50° anniversario della morte del suo architetto Le Corbusier con anche la celebrazione di una messa in suo suffragio.

Annualmente, la collina di Nôtre-Dame du Haut accoglie circa 65 000 visitatori all’anno provenienti da tutto il mondo.

Descrizione

Esterno L'edificio, situato sulla sommità di un rilievo collinare, si presenta con facciate rivolte ciascuna ai quattro punti cardinali, presentando da subito un gioco di superfici concave e convesse. L’elemento più caratterizzante dell’edificio è indubbiamente la grande copertura realizzata con una gettata di calcestruzzo armato modellata come a riprodurre una grande vela rovesciata, anche se Le Corbusier rivelò essersi ispirato al carapace di un granchio.. A contrastare la matericità del suo cemento grezzo sono le pareti perimetrali rifinite con semplice intonaco chiaro con una grana grossolana e dall'aspetto molto materico..

Il prospetto principale, disposto a sud, è caratterizzato da una spessa muratura obliqua in intonaco chiaro traforata da un variegato reticolo di venticinque feritoie quadrangolari di misura variabile che ospitano vetrate policrome e che consentono alla luce di filtrare all’interno. Ardito ma interessante l'accostamento proposto da Pierre Guéguen tra queste feritoie e i tagli che Lucio Fontana iniziò a praticare pochi anni dopo nelle sue tele..

Il principale portale di ingresso con battenti in acciaio smaltato è su questo lato ed è collocato a sinistra della grande parete obliqua, consentendo un accesso laterale alla navata. Un secondo accesso è sulla parete est, al termine della navata stessa, con affaccio sul patio absidale esterno. La chiesa, infatti, è stata concepita da Le Corbusier per essere utilizzata anche per celebrazioni all'aperto tanto che, in posizione absidale, l'ampia falda del tetto inclinato ospita una sorta di presbiterio esterno dove sono collocati un secondo altare e un altro pulpito..

Sul prospetto opposto a quello principale è possibile osservare ulteriori feritoie in un apparente ordine casuale e una scala metallica esterna che conduce al pulpito affacciato sulla navata interna al di sopra della sagrestia, nonché al secondo piano dell’edificio, dove sono collocati ulteriori locali di servizio e l'ufficio parrocchiale..

Il campanile principale sorge accanto al portale di ingresso e ripropone lo stesso intonaco chiaro delle pareti perimetrali. Alto e slanciato, esso ha un andamento obliquo e una copertura semicircolare sormontata da un'esile croce latina in metallo, mentre il prospetto affacciato sull’interno è rettilineo e uniforme, caratterizzato da una lunga feritoia verticale; un'ulteriore coppia di campanili analoghi e speculari ma più bassi sovrasta la copertura a vela. In realtà tutti e tre i campanili, compreso il principale, sono incompleti poiché non ospitano la cella campanaria e non sono nemmeno provvisti del sistema elettroacustico originariamente previsto dall'autore del progetto..

Interno

L’edificio è costituito da un'unica navata di forma irregolare a cui si accede dal portale in acciaio smaltato e può ospitare una platea di circa duecento fedeli.

Priva di eccessive decorazioni, la navata è caratterizzata dal contrasto tra il bianco dell'intonaco e il grigio sporco del cemento grezzo. Per enfatizzare il senso di leggerezza dell'insieme, la sinuosa copertura non poggia direttamente sulle pareti perimetrali, bensì su pilastri affogati nella muratura delle medesime. In tal modo l’autore ha consentito alle pareti di essere come svuotate e utilizzate come una tavolozza, ospitando una varietà di profonde feritoie e finestre con vetrate policrome che consentono di far trapelare la luce in maniera apparentemente casuale ma contribuendo a creare un’atmosfera mistica tipica di un luogo di culto. L'autore infatti ha dato molta importanza alla luce naturale all'interno, determinando suggestivi effetti di luce valorizzati dal contrasto del chiaroscuro accentuato dai materiali e dal pavimento, realizzato con pietre provenienti dalla precedente chiesa.

Sulla parete del lato nord sono ricavate tre piccole cappelle indipendenti, nonché la sagrestia.

La copertura obliqua consente anche un’ampia visuale interna della navata e, grazie al distacco dalla parete absidale dietro l'altare maggiore, lascia trapelare una lama di luce naturale che penetra dall'alto, tanto da dare l’illusione che essa possa quasi volar via da un momento all'altro.

Note

Bibliografia

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