Biografia Già ambasciatore della repubblica, fu eletto per la prima volta nel 1150 assieme a Ansaldo Mallone, Oberto Spinola, Rodano Furnaro e Lanfranco Pevere, rieletto nel 1153 assieme a Martino del Moro, Enrico Guercio e Guglielmo Negro ed eletto per la terza volta nel 1155 assieme a Guglielmo Porco, Oberto Cancelliere e Oberto Maluccelli.
Grazie al suo buon operato, Genova ridusse il proprio debito ma furono comunque iniziati molti lavori pubblici, come il rafforzamento delle mura e delle porte della città. La costruzione avvenne in tempi di record e impegnò l'intera cittadinanza e fu diretta da Guglielmo Luscio e Guglielmo Porco.
Nel gennaio 1153 i savonesi giurarono fedeltà a Genova e accettarono le condizioni della repubblica: ogni nave proveniente dalla Sardegna o da Barcellona doveva prima passare per Genova. L'anno seguente il marchese Enrico di Loreto, signore di Savona, riprese le ostilità e quindi i consoli lo richiamarono a Genova. Infine, i marchesi di Loreto si sottomisero alla Superba.
Furono stipulati accordi di pace con le potenze vicine; fu inviato un messo per firmare la tregua coi bizantini, i quali accettarono di concedere ai genovesi gli stessi privilegi di cui godevano pisani e veneziani. Ebbe ruolo importante, come ambasciatore, negli accordi che consentirono a Genova di sottrarsi ai dazi imposti dal Barbarossa alle città del Nord Italia. Luscio fu ben visto dal Barbarossa, e grazie a lui Genova entrò nelle grazie dell'imperatore.
Luscio è citato (come Wilielmus Lusius, in latino) nell'iscrizione incisa nell'arco di attraversamento di Porta Soprana.
Bibliografia Carlo Varese, "Storia della Repubblica di Genova, dalla sua origine sino al 1814" Agostino Giustiniani, "Castigatissimi Annali di Genova", XVI secolo. "Storia di Genova - Dalle origini al tempo nostro", Istituto per la storia di Genova - Garzanti (1942)
Categoria:Politici italiani del XII secolo Categoria:Diplomatici italiani Categoria:Nobili e cittadini della Repubblica di Genova