L'amobarbital (conosciuto anche come amilobarbitone o amilato di sodio) è un farmaco con proprietà ipnotico-sedative derivato dai barbiturici.
Storia L'amobarbital fu sintetizzato per la prima volta in Germania nel 1923.
Caratteristiche strutturali e fisiche e metabolismo L'amobarbital si presenta come una polvere bianca e cristallina, inodore e dal sapore leggermente amaro. Dal punto di vista chimico ci troviamo di fronte a due catene (di cui una ramificata) alifatiche sature collegate ad un anello a sei atomi eterociclico, più precisamente un anello pirimidinico che presenta alle posizioni 2, 4 e 6 tre gruppi carbonile. L'amilato di sodio subisce sia l'idrossilazione per formare 3'-idrossiamobarbital e anche la N - glicossidazione per formare l'1-(β-D-glucopiranosil)amobarbital.
Sintesi del composto Come tutti i barbiturici, l'amobarbital è prodotto dalla reazione di derivati dell'acido malonico e dell'urea. In particolare, per produrre l'amobarbital è necessario fare reagire un estere malonico (in particolare l'estere α-etil-α-isoamil malonico) con l'urea (in presenza di etossido di sodio).
Farmacologia L'amobarbital è stato approvato ufficialmente come rimedio per: Ansia Insonnia Epilessia Viene altresì utilizzato per il test di Wada (ISAP)
Controindicazioni Le seguenti sostanze non dovrebbero essere assunte in concomitanza con l'amobarbital: Alcool Caffeina Cloranfenicolo Clorpromazina Ciclofosfamide Ciclosporina Digitossina Doxorubicina Doxiciclina Metossiflurano Metronidazolo Chinina Teofillina Warfarina Benzodiazepine Antiepilettici Antistaminici Analgesici narcotici Steroidi, come il cortisone Antiipertensivi Antiaritmici
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