Memorie di un cacciatore () è una raccolta di racconti di Ivan Sergeevič Turgenev pubblicata in una prima edizione nel 1852 e nell'edizione definitiva nel 1874. I singoli racconti erano apparsi fra il 1847 e il 1851, ventuno dei quali sulla rivista Il Contemporaneo () e gli altri quattro sulla rivista Il messaggero d'Europa ()Ivan Sergeevič Turgenev, , Tomo 10: Pisma: v trinadcati tomah 1872-1874, Moskva; Leningrad: Izdatelstvo Akademija Nauk SSSR, 1965, pp. 385-396.

Il titolo della raccolta corrisponde al sottotitolo attribuito da un redattore de Il Contemporaneo a Chor' e Kalinyč, il primo racconto. Per Ettore Lo Gatto Le memorie di un cacciatore sono la più perfetta creazione d'arte del genere, giudizio condiviso anche da Lev Tolstoj, il quale riteneva la raccolta quanto di meglio avesse scritto Turgenev..

Descrizione

La raccolta è costituita dai seguenti venticinque racconti: Chor' e Kalinyč () Ermolaj e la mugnaia () Acqua di lampone () Il medico del distretto () Il mio vicino Radilov () L'odnodvorec Ovsjanikov () L'gov () Il prato di Bež () Kas'jan di Krasivyj Meč () Il «Burmistr» () L'ufficio () Birjuk () Due proprietari () Lebedjan' () Tat'jana Borisovna e suo nipote () La morte () I cantori () Petr Petrovič Karataev () L'appuntamento () L'Amleto del distretto di Šigry () Čertopchanov e Nedopjuskin () La fine di Čertopchanov () Reliquia vivente () Cigolano! () Il bosco e la steppa ()

Ulteriori racconti ideati da Turgenev per questa raccolta rimasero incompiuti per vari motivi. Sono rimasti soltanto due frammentiIbidem, pp. 363—368 e pp. 368—370: Il russo tedesco (, lungo appena 1,5 pagine Il riformatore russo tedesco (, lungo 6 pagine

Trama

Chor' e Kalinyč Il narratore si imbatte in un piccolo possidente di Kaluga, un tale Polutikin, il quale lo invita a pernottare presso di lui. Il narratore ha così modo di fare la conoscenza di due contadini che lavorano per Polutikin. Il primo, Chor', è estremamente parsimonioso e vive lontano dagli altri contadini, in una casa nel bosco del padrone da solo con la sua famiglia, da quando la sua isba ha preso fuoco. Polutikin lo descrive come un uomo furbo e intelligente. Il secondo, Kalinyč, aiuta il suo padrone durante la caccia, è un servitore zelante, ed è un idealista.

Questo racconto riflette la disputa tra occidentalisti e slavofili, di cui i due contadini rappresentano in un certo senso i prototipi.

Cigolano! Il cacciatore è costretto a recarsi a Tula per poter ricaricare i fucili e acquistare un nuovo cavallo. Si fa scortare da un contadino del posto di nome Filofej e lascia il suo aiutante, Jermolaj, nel villaggio. Lungo la strada, i due sentono in lontananza lo sferragliamento di un carro che "cigola" e il contadino sostiene si tratti di un gruppo di banditi sulle loro tracce, pronti a saccheggiarli e ucciderli. Il carro dopo un po' li raggiunge e li sopravanza, ma comincia a rallentare il passo. Si scopre così che a bordo del carro ci sono diversi uomini che cantano e schiamazzano e sembrano ubriachi. In prossimità di un ponte, il carro si ferma e il più grosso del gruppo si avvicina a Filofej, chiedendo un po' di soldi per pagarsi da bere, dal momento che, a detta sua, sono appena tornati da un matrimonio e vogliono festeggiare il loro amico. Il narratore e Filofej scherzano tra di loro sull'accaduto e fanno ritorno sani e salvi nel villaggio. Solo allora apprendono che quella stessa notte un mercante è stato ucciso lungo la medesima strada e gli è stato rubato il carro.

Il bosco e la steppa Si tratta dell'epilogo presente in ogni edizione delle Memorie di un cacciatore. L'autore offre in questo breve racconto una descrizione dettagliata della vita del cacciatore: le ore di attesa, i cambi di luce e le ombre, il cielo e la natura nella sua varietà. Il racconto si apre con un'epigrafe in versi dello stesso Turgenev.

Edizioni Ivan Turghenjev, Le memorie di un cacciatore: racconti, prima trad. dal russo con note di Raissa Olkienizkaia-Naldi, Torino: Slavia, 1929. I. S. Turgheniev, Memorie di un cacciatore, trad. dall'originale russo di Raja Pirola Pomerantz, Firenze: Vallecchi, 1935. Ivan Turgheniev, Le memorie di un cacciatore; versione integrale conforme al testo russo e note di Maria Miro, Collana La Universale, Sesto S. Giovanni-Milano, Barion, 1941. Ivàn Turghenjev, Memorie d'un cacciatore, trad. di Clara Coïsson, con un saggio di Viktor Sklovskij, Collana Narratori Stranieri Tradotti n.43, Torino: Einaudi, 1950; Collana I millenni, Einaudi, 1964. Ivan Turgheniev, Memorie di un cacciatore, trad. di Silvio Polledro, Coll. Biblioteca universale Rizzoli nn. 189-192, Milano: Rizzoli, 1950. Ivan Serghejevich Turghenev, Memorie di un cacciatore; trad. a cura di Gianlorenzo Pacini, Novara: Edizioni per il Club del libro, 1962 Tutte le opere di I.S. Turgenev, Vol. II: Memorie di un cacciatore; Racconti (1844-1956), a cura di Ettore Lo Gatto, Milano: Mursia, 1964. Ivan Sergeevič Turgenev, Memorie di un cacciatore, introduzione di Gabriella Schiaffino, presentazione di Fausto Malcovati, trad. di Maria Rosaria Fasanelli, Collezione I grandi libri n.424, Milano, Garzanti, 1991, ISBN 88-11-58424-8.

Opere derivate Bežin lug (Бежин луг), film sovietico del 1937 diretto da Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, in gran parte distrutto prima di essere terminato. Vita e morte del nobile Čertopchanov (), film sovietico del 1971 diretto da Victor Turov. Il lupo solitario (), film sovietico del 1977 diretto da Roman Balaân.

Note

Bibliografia

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