Biografia
Bernardina fu figlia del pittore Giuseppe Floriani e di Girolama Oliva Tessadri. Nacque terza tra sette fratelli che morirono tutti in tenera età a parte Giovanni. Questi, abile musicista, lasciò presto la casa natale per trasferirsi nella dimora del conte e vescovo di Salisburgo Paride Lodron.
La casa dove nacque Bernardina apparteneva alla nobile famiglia Lodron e si trova nel centro di Rovereto, affacciandosi sulla piazzetta della chiesa della Beata Maria Vergine di Loreto. Il padre la crebbe trasmettendole la curiosità e l'amore per l'arte e la bellezza, mentre la madre, da parte sua, le diede una severa educazione religiosa e la spinse ad affrontare con grande assennatezza i doveri della vita domestica.
Si racconta di un episodio avvenuto nel 1609, durante una domenica di agosto. Bernardina sarebbe caduta nel torrente Leno, travolta dalla corrente e salvata da una mano invisibile. Lei lo ritenne un intervento del martire san Lorenzo..
Frequentò la scuola elementare e, da bambina, durante una delle sue consuete visite alla chiesa di Santa Caterina, rimase molto colpita da un'immagine di santa Chiara d'Assisi...
Ebbe momenti di vita spiensierata malgrado la situazione economica dei genitori non fosse florida, e per alcuni anni programmò seriamente di farsi una famiglia sua. Alcuni ripensamenti e, in particolare, l'incontro col frate Tommaso da Olera, la portarono a scegliere infine di farsi monaca..
Intanto nel 1616, assieme alla madre, aprì nella propria abitazione una casa per fanciulle, e il 19 dicembre 1623 fece voto di castità nella chiesa dei cappuccini di Santa Caterina, alla presenza di frate Tommaso. Nel 1630, durante la peste, fondò un convento femminile a Rovereto.
Come narra nell'Autobiografia, ebbe un'intensa vita spirituale: nel 1638 ebbe le stigmate, nel 1642 la transverberazione, e nel 1644 ci fu il matrimonio mistico con Cristo. Tenne corrispondenza con numerose persone (l'epistolario consta di 514 lettere), tra cui gli imperatori Ferdinando II, Ferdinando III e Leopoldo I e l'arciduchessa del Tirolo Claudia de' Medici..
L'Inquisizione analizzò le sue opere e i teologi censori le furono favorevoli; nel 1644 vi fu l'approvazione mediante un decreto. Grazie a un breve di papa Innocenzo X del 1646 si poté fondare il convento nell'Ordine di Santa Chiara, dove fece la professione come clarissa l'8 maggio 1651, prendendo il nome di suor Giovanna Maria della Croce. Dopo il Testamento spirituale scrisse le Costituzioni. Infine, grazie a un breve del 1668 di papa Clemente IX iniziò l'erezione di un monastero a Borgo Valsugana.
Morì a Rovereto il 26 marzo 1673.
Convento delle Clarisse Il convento delle Clarisse a Rovereto, che gestì a lungo anche la Chiesa di San Carlo, venne chiuso e i suoi beni venduti all'asta quando l'ordine venne soppresso nel 1782 per disposizione di Giuseppe II d'Austria. Stessa sorte toccò al monastero di Borgo Valsugana.
Culto Godendo fama di santità ancora vivente, la sua morte fu una grande manifestazione di venerazione. Pochi anni dopo, tra il 1675 e il 1678, venne avviato il processo di beatificazione. Nel 1733 Clemente XII approvò gli scritti e l'introduzione del processo di beatificazione, così che da allora fu insignita del titolo di venerabile. Nel 1738 la causa fu introdotta presso la Santa Sede e nel 1891 davanti alla Congregazione per procedere al processo sopra le virtù..
Opere
Giovanna Maria della Croce, Rivelazioni. Libro settimo a laude di Dio. Editio princeps a cura di Maria Teresa Casella Bise. Firenze, 2017
Note
Bibliografia
Voci correlate Chiesa di San Carlo Borromeo (Rovereto)
Altri progetti
Collegamenti esterni
Ven. Giovanna Maria della Croce, sito delle clarisse di Borgo Valsugana