Andora (, Andȍa, Andeua, Andȍ(r)a, o Andȍra, in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del , pronunciato ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Savona in Liguria.
Geografia fisica Andora è situata nella parte più occidentale della Riviera delle Palme, al confine amministrativo con la provincia di Imperia, tra le insenature di Capo Mele (a levante) e Capo Mimosa (a ponente), alla foce del torrente Merula che l'attraversa. I suoi vasti arenili sono considerati tra i più belli del ponente ligure e si estendono per quasi 2 km di lunghezza. Lungo la costa si sviluppa la località di Marina di Andora.
Origini del nome
Il nome della città sarebbe legato ad una tradizione popolare, un racconto che narra la triste storia di Andalora. La leggenda vuole che il principe saraceno Al Kadir, durante una razzia lungo le coste liguri, vide la bella Andalora (che significa "landa d'oro") e la volle rapire, legandola all'albero maestro della propria nave.
Il promesso sposo di lei, Stefanello, la raggiunse nottetempo, mentre la nave era ormeggiata presso Capo Mele, ma nel vano tentativo di liberarla venne scoperto e ucciso. Andalora, per il dolore, e per non restare in mano dei Saraceni, si gettò in mare. Il sacrificio dei due giovani, sempre secondo la leggenda, spinse il principe Al Kadir a convertirsi alla fede cristiana. Da allora i due paesi limitrofi di Andora e Stellanello portano questi nomi in memoria dei due giovani.
Storia Secondo le fonti storiche il castrum Andoræ fu un antico possedimento d'epoca romana che, durante l'età dell'alto medioevo, trasferendosi dall'originaria ubicazione lungo la piana del torrente Merula si stanziò lungo l'altura del Castello. Il feudo dall'XI secolo fu in possesso dei monaci benedettini dell'abbazia di San Martino dell'isola Gallinara fino al XII secolo quando passò ai marchesi di Clavesana che fecero del castello un caposaldo e locale residenza marittima, che fortificarono e ricostruirono innalzadovi il loro castello, circondato da un nucleo fortificato.
Nel 1252 il feudo di Andora venne venduto alla Repubblica di Genova che promosse il territorio a sede di podesteria, dipendente dal vicariato di Porto Maurizio, e dando vita ad un nuovo impulso economico e sociale per tutto il XIII e XIV secolo. Fu nel corso del Quattrocento che il territorio e il castello andorese patì devastazione e danneggiamenti per la discesa in Liguria delle truppe dei Visconti, al comando del capitano Niccolò Piccinino, negli anni della dedizione della repubblica genovese verso il Ducato di Milano.
Le distruzioni del borgo causarono, inoltre, un lento ma progressivo abbandono dello stesso in favore dei nascenti nuclei lungo la piana del Merula. Nei secoli successivi però epidemie di malaria e di peste, e l'impaludamento del corso d'acqua, portò ad un lento fenomeno di spopolamento del territorio di Andora in favore del vicino centro costiero di Laigueglia. Lo stesso podestà trasferì, nel 1723, la sede della podesteria nella città laiguegliese, però con l'obbligo di recarsi almeno tre volte al mese ad Andora per amministrarvi la giustizia.
Durante questo periodo si svilupparono le coltivazioni dell'ulivo – da cui si ricaverà poi l'olio – nonché la pesca, e nacquero i primi cantieri navali.
Caduta la Repubblica di Genova, la nuova municipalità di San Giovanni d'Andora (nome ereditato dall'antica e omonima pieve) rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 fece parte del II cantone, con capoluogo Laigueglia, della Giurisdizione del Capo delle Mele e dal 1803 centro principale del V cantone di Alassio nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, ed inserito nel Dipartimento di Montenotte, riottenne il nome di Andora.
Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento omonimo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Ingauna. Dal 2014 al 2019 ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Val Merula e di Montarosio, ospitandone la sede.
Simboli
Lo stemma del comune era già utilizzato nel XVIII secolo e lo scudo veniva rappresentato cimato dalla corona patriziale genovese e sorretto ai lati da due puttini alati e in questa forma venne adottato ufficialmente con delibera del consiglio comunale n. 104 dell'8 settembre 1969.Stemma costituito da una specie di cartiglio settecentesco di colore dorato a forma di cornice che vuole simboleggiare uno scudo nel cui campo si notano una banda traversale che scende da destra a sinistra pure essa di colore dorato, nonché due sezioni, quella superiore don una croce rossa sul fondo bianco e quella inferiore campita in colore azzurro. Il cartiglio è sormontato da una corona di marchese pure di colore oro decorata con gemme, e completato in basso dalla dicitura: - Stemma della Magnifica Comunità di Andora. A seguito di rilievi da parte del Consiglio dei Ministri riguardo alla forma dello scudo e alla corona, venne approvata una nuova versione con delibera n. 41 del 7 aprile 1972Scudo sannitico, troncato, nel primo d'argento alla croce in rosso, nel secondo d'azzurro, trasversante sul tutto una banda d’oro; sormontato da una corona ed ai lati dello scudo due fronde, una di alloro ed una di quercia le quali s'incrociano alla base. assieme ad un gonfalone troncato d'azzurro e di bianco. Lo stemma e il gonfalone sono stati definitivamente concessi con decreto del presidente della Repubblica del 3 novembre 1987 registrato dalla Corte dei Conti n. 14/169 il 9 dicembre 1987 e trascritto nei registri dell'Ufficio araldico al n. 135/1987.
Stemma
Lo stemma utilizzato dal comune per le comunicazioni ufficiali e raffigurato anche sul gonfalone municipaleImmagine del gonfalone. è in realtà più simile ad un troncato (con la divisione a metà dell'altezza dello scudo) che ad un capo di Genova (ad un terzo). Nei cartelli del comune è presente anche uno stemma con solo lo scudo e la corona.
Gonfalone
Bandiera
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo nella borgata di Castello. Si basa sul modello della cattedrale di Albenga; si compone di tre navate con colonne a pilastri e pietre in vista. Edificata in stile romanico, è la chiesa patronale di Andora. Chiesetta di San Nicolò. Il piccolo edificio è situato all'ingresso del nucleo centrale dei resti dell'antico castello di Andora; la struttura presenta elementi architettonici protoromanici, molto probabilmente risalenti al primitivo impianto della chiesa. Chiesa della frazione di Colla Micheri. Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea nella frazione di Conna. Cappella dell'Immacolata Concezione nella frazione di Conna. L'ultimo restauro dell'edificio è datato al 1987. Cappella della Santissima Maria Vergine nella frazione di Conna. Conosciuto anche come oratorio di Maria Bambina, venne edificato tra il 1624 e il 1625. Chiesa parrocchiale della Santissima Trinità nella frazione di Rollo, ricostruita in stile barocco tra il 1616 e il 1634. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo nella frazione omonima, con il suo campanile alto ben 56 metri (uno dei più alti della Liguria). Oratorio di San Mauro nella frazione di San Bartolomeo. L'edificio venne edificato nel 1587 per volere della famiglia Lanfredi. Oratorio di San Michele Arcangelo nella frazione di San Bartolomeo. Oratorio di San Sebastiano nella frazione di San Bartolomeo. Cappella di Santa Lucia nella frazione di San Bartolomeo. La struttura è antecedente al 1585, anno della sua menzione in un documento. Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione omonima, del XV secolo con la canonica. Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione omonima. Eretta nel XVIII secolo presenta un tipico campanile in stile barocco. Chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria nella località di Marina di Andora, realizzata negli anni sessanta del Novecento. La facciata è dominata da un grande arco decorato e il sottarco funge da portico. Internamente è scandita da tre navate. Chiesa parrocchiale di Santa Matilde nella località di Marina di Andora. Chiesetta dell'Immacolata Concezione di Mezzacqua, non lontana da Marina di Andora, da dove inizia uno dei percorsi medievali. Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, risalente al XV secolo è ora abbandonata e giace in collina fra la vegetazione.
Architetture civili
Castello di Andora. Edificato nel XII secolo e sede del primo insediamento abitativo nella borgata di Castello, l'edificio fu dapprima dimora dei marchesi di Clavesana e, dal 1252, del podestà locale genovese. Spopolato nel XVI secolo, i resti del Paraxo (mura e parte dell'antica struttura) sono ancora oggi visibili tra la vegetazione. La porta-torre del castello, eretta tra il 1220 e il 1240. Il bastione, edificato dai Genovesi nell'XI secolo contro le invasioni da parte dei saraceni. Il ponte romano sul torrente Merula. Consistente in dieci arcate, di cui tre a schiena d'asino, il ponte collegava anticamente la strada romana tra la borgata di Colla Micheri direttamente con il castello andorese. L'acquedotto in stile romano. Un secondo bastione posto a guardia dei mari edificato in prossimità del borgo di Colla Micheri, poco visibile da Marina di Andora. La fontana medievale, costruita per dare ristoro ai pellegrini lungo il tracciato della via Julia Augusta, che si trova poco sotto il castello. Palazzo Tagliaferro, antica dimora di fine Settecento e inizio Ottocento ed ex-colonia marina di largo Milano, dopo un lungo periodo di abbandono è stato acquistato dal Comune di Andora nel 2001 per farne uno spazio culturale, didattico e ludico. I lavori di ristrutturazione hanno interessato il sito dal 2007 al 2009 e hanno permesso la riscoperta degli antichi affreschi e la conservazione delle pavimentazioni originarie. Il palazzo, consto da quattro piani di 360 m² ciascuno, ospita uno spazio espositivo di arte contemporanea e, al primo piano, il museo mineralogico "Luciano Dabroi". La sala polivalente all'ultimo piano del palazzo ospita altresì le riunioni del Consiglio comunale.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 629, pari all'8,69% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Romania, Albania, Marocco, Egittto, Ucraina, Germania, Bangladesh,
Geografia antropica
Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dai nuclei storici di Castello, Colla Micheri, Conna, Rollo, San Bartolomeo, San Giovanni e San Pietro per una superficie territoriale di 31,80 km².
Confina a nord con i comuni di Garlenda, Villanova d'Albenga e Alassio, a sud con Cervo (IM), a ovest con Stellanello, Villa Faraldi (IM) e San Bartolomeo al Mare (IM) e a est con Laigueglia e il mar Ligure.
Frazioni e località