Calculating Infinity è il primo album in studio del gruppo musicale statunitense The Dillinger Escape Plan, pubblicato il 28 settembre 1999 tramite Relapse Records.
L'album ricevette il plauso della critica per la complessità degli arrangiamenti e la bravura tecnica dei componenti, vendendo più di 100.000 copie negli anni e arrivando a essere considerato un disco fondamentale per l'hardcore punk e il metal in generale, nonché uno dei primi dischi mathcore.
Storia Nel 1998, i Dillinger Escape Plan scrissero e registrarono il loro secondo EP, Under the Running Board, guadagnandosi notorietà nella scena hardcore punk anche grazie alle esibizioni dal vivo, selvagge e spesso violente. Queste ultime, così come le doti tecniche dei membri, spinsero un dirigente discografico della Relapse Records a offrire alla formazione un contratto per più dischi.
Le registrazioni si svolsero a marzo, aprile e giugno del 1999 presso gli studi Trax East di South River, nel New Jersey; la produzione fu diretta da Steve Evetts, con l'aiuto del chitarrista solista Ben Weinman e del batterista Chris Pennie. Il processo di registrazione fu descritto da Weinman come "estremamente difficile" a causa delle limitazioni tecnologiche, e inizialmente era "molto insoddisfatto" delle registrazioni. In un'intervista per Decibel, il chitarrista aggiunse: "In studio è stato davvero difficile, perché all'epoca non usavamo Pro Tools e facevamo tutto su nastro".
Il gruppo rimase inoltre senza soldi durante le registrazioni, e fu costretto a cedere le royalties delle canzoni alla Relapse in cambio di 2.000 dollari. Weinman commentò questa decisione affermando: "Non pensavamo al futuro, solo al presente e a come questo disco dovesse dominare". Il cantante Dimitri Minakakis concordò: "Non eravamo concentrati su ciò che il disco avrebbe potuto fare; volevamo solo un disco di cui essere contenti", aggiungendo che si trattò di una decisione condivisa.
Il bassista originale della band, Adam Doll, non poté contribuire alle registrazioni di Calculating Infinity, poiché subì una frattura alla colonna vertebrale in un incidente stradale poco prima dell'inizio delle registrazioni, rimanendo paralizzato dal petto in giù e lasciando a Weinman il compito di suonare il basso. In un'intervista a Kerrang! riguardo all'infortunio di Doll, Weinman lo descrisse come "un momento che cambiò la storia" del gruppo, aggiungendo: "Era difficile pensare di andare avanti, ma sentivo che sarebbe guarito e volevo creare qualcosa per lui al suo ritorno".
Il chitarrista ritmico Brian Benoit si unì alla band a metà del processo di registrazione e contribuì suonando delle parti di chitarra aggiuntive su qualche brano, scrivendone una per Clip the Apex... Accept Instruction e collaborando agli arrangiamenti vocali di Variations on a Cocktail Dress. Quando gli è stato chiesto se la band avesse preso in considerazione l'idea di rimandare la registrazione dell'album fino a quando Benoit non fosse stato "pienamente integrato" nel gruppo, Weinman rispose: "L'idea era [...] di progredire e costruire su ciò che avevamo fatto" anziché "fermare la nostra progressione aspettando che qualcun altro ci raggiungesse"; Anche Benoit commentò a riguardo: "Conoscevo il mio ruolo, che era quello di essere all'altezza [del compito] dal vivo".
Descrizione La critica ha principalmente classificato Calculating Infinity come mathcore, a causa del suo frequente utilizzo di tempi dispari, ritmi atipici e improvvisi cambi di tempo. In molti affermarono che il gruppo avesse "spianato la strada" o addirittura "creato" il genere con l'uscita dell'album. Altri recensori descrissero lo stile dell'album come metalcore, avant-garde metal, hardcore punk e grindcore.
Parlando con The Independent, il chitarrista solista Ben Weinman suggerì che l'album fosse stato intenzionalmente reso difficile da ascoltare, spiegando: "Calculating Infinity è stato come se avessimo effettivamente stracciato un libro di teoria musicale; se qualcuno diceva 'non armonizzare con una seconda', allora ogni singolo assolo che facevamo, lo armonizzavamo con una seconda. Era disgustoso, ma lo facevamo". Natalie Zina Walschots di Exclaim! descrisse lo stile dell'album come "ancora più avanguardistico" rispetto ai primi due EP della band, che aveva notato contenessero "un lavoro di chitarra complesso e tecnico", "cambiamenti imprevedibili di tempo e tono" e "strutture delle canzoni frammentate". Daniel Lake, scrivendo per Decibel, classificò l'album come una combinazione di "sprazzi di rumore, caos ritmico, passaggi jazz e intermezzi cinematografici".
Secondo il cantante Dimitri Minakakis, la maggior parte dei testi di Calculating Infinity si basa sulla sua esperienza in relazioni tossiche. Parlando con la rivista Decibel, spiegò che "La maggior parte dei testi dei Dillinger erano basati su me stesso [...] Ho semplicemente avuto relazioni stupide con persone idiote, e ci scrivevo una canzone", concludendo che "la maggior parte dei testi di Calculating Infinity erano basati sull'insicurezza umana. È lì che ho trovato il materiale migliore". Il titolo dell'album fu suggerito dal chitarrista Brian Benoit, che ricordò per Decibel: "Dato che gran parte dei testi parlava di relazioni fallite, l'ho interpretato un po' come una cosa del tipo "l'amore non dura per sempre" [...] Ovviamente, il "per sempre" – o l'infinito – non accadrà [...] quindi vediamo per quanto tempo possiamo calcolare prima che questo ci esploda in faccia."
Distribuzione Calculating Infinity fu pubblicato il 28 settembre 1999 mediante Relapse Records su CD e Hydra Head Records su vinile. In Giappone, l'album uscì il 5 aprile 2000, in un'edizione contenente le tracce bonus The Mullet Burden, Sandbox Magician e Abe the Cop, che compongono Under the Running Board. Per promuovere l'album, il gruppo aprì i concerti dei Mr. Bungle nella prima parte del loro tour promozionale per California, su invito del frontman Mike Patton, presenziando poi al Warped Tour e in vari festival. Patton fu presentato alla band dopo aver ricevuto l'album, ma secondo Weinman era stato "una delle prime persone" ad averlo ascoltato.
L'album vendette oltre 100.000 copie in tutto il mondo, il che all'epoca rese i Dillinger l'artista che vendette di più sotto contratto con la Relapse. Il 27 novembre 2015, dopo oltre dieci anni dall'ultima ristampa, Calculating Infinity fu ristampato in vinile insieme al secondo e al terzo album in studio del gruppo, Miss Machine e Ire Works.
Accoglienza e impatto
Il disco fu accolto positivamente dalla critica. Jason Hundey di AllMusic descrisse l'album come "un'esplosione di rabbia e miseria velenosa in un modo paragonabile solo alla combustione spontanea", aggiungendo che espande "l'approccio ultra-aggressivo e deliziosamente tecnico che adottano nei confronti del grindcore e dell'hardcore punk ". Hundey elogiò l'uscita definendola "sia stridulamente abrasiva [...] che morbosamente bella", bollandola "esplosiva e brillante" e lodando in particolare i brani 43% Burnt e Weekend Sex Change. Kevin Stewart-Panko, scrivendo per Decibel, affermò: "Indipendentemente da cosa pensiate di Calculating Infinity, non potete negare che gli 11 brani di questo album abbiano rivoluzionato la musica estrema e alzato l'asticella in termini di tecnicismo, abilità musicale, velocità e dinamica". Il CMJ New Music Report ha osservato che "questo album [...] è quasi doloroso da ascoltare, ma è abbastanza avvincente da trasformarti in un felice masochista". Nel 2017, Metal Hammer lo incluse in una lista retrospettiva dei dieci migliori album del 1999.
Da allora, Calculating Infinity fu acclamato come un album fondamentale per la band e per il genere. In un articolo del 2017, Rolling Stone lo classificò al 56° posto tra i migliori album metal di tutti i tempi, elogiando la presenza di "una logica di fondo e un senso di struttura che eleva le canzoni [...] a un livello superiore rispetto al rumore e alla furia del tipico hardcore". Nel 2023, la stessa testata inserì 43% Burnt nella lista delle 97 migliori canzoni metal di tutti i tempi. Stephen Hill, editorialista di Metal Hammer, sostenne che l'album abbia "cambiato il volto del metal" e dimostrò che i membri della band erano "musicisti seri e inventivi, non solo rumoristi monodimensionali". Scrivendo per MetalSucks, Amy Sciaretto suggerì che fu questo disco a rendere i Dillinger "così venerati dalla scena metal underground e, ovviamente, da chi ascolta metal", mentre lo scrittore di Alternative Press Colin McGuire definì l'album come "una delle raccolte di metal sperimentale più influenti che il genere abbia visto negli ultimi due decenni".
Nel 2016, Metal Injection classificò Calculating Infinity come il sesto miglior album di debutto nell'heavy metal, mentre Loudwire lo pose al decimo posto nella propria lista sullo stesso argomento nel 2017, ritenendolo "l'album metal più spastico, matematico, caotico e contraddittorio mai pubblicato". Nel 2021, Tom Morgan di Invisible Oranges scrisse: "I Dillinger Escape Plan avrebbero continuato a espandere i loro orizzonti e [...] sarebbero diventati delle leggende, ma il loro debutto del 1999 rimane la loro pubblicazione più intensa, esplosiva e francamente folle. Calculating Infinity è una vera pietra miliare, un album infinitamente inventivo che ha alzato la posta in gioco per la musica pesante e che è diventato uno dei gioielli più brillanti della ricca corona della Relapse."
Tracce
Tracce bonus dell'edizione giapponese
Variations on a Cocktail Dress termina a 2:15; una traccia nascosta, contenente dei campioni dal film Il diario di Anna Frank, inizia dopo tre minuti di silenzio.
Formazione
Musicisti Dimitri Minakakis – voce Ben Weinman – chitarra solista, basso, produzione Brian Benoit – chitarra ritmica Chris Pennie – batteria, tastiere, produzione
Produzione
Steve Evetts – produzione, ingegneria del suono Aaron Harris – assistenza tecnica Jason Hellmann – assistenza tecnica Alan Douches – mastering Adam Peterson – progettazione grafica Paul Delia – fotografia Scott Kinkade – fotografia aggiuntiva
Note
Collegamenti esterni