Il castello di Milazzo, conosciuto anche come Cittadella fortificata di Milazzo, è un castello ubicato a Milazzo, in provincia di Messina.Pagine 94, 543, 544 e 565, Capitolo VIII Tommaso Fazello, "Della storia di Sicilia, Deche due del r.p.m. Tommaso Fazello siciliano ...", Volume 6.
Il castello, e tutta l'area compresa nell'ampio recinto fortificato delle mura spagnole (città murata e borgo antico), oggi di proprietà comunale, costituisce la più estesa cittadella fortificata esistente in Sicilia con una superficie di 7 ettari e oltre occupati da edifici.
Storia
Il castello sorge sulla sommità meridionale della penisola di capo Milazzo e sovrasta il Borgo antico di Milazzo. L'insieme dei manufatti e dei sistemi difensivi costituiscono propriamente la "Cittadella Fortificata", altrimenti nota come Città MurataPagina 342, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", Dizionario geografico del Regno di Sicilia composto dall'abate Francesco ... - Google Libri , Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1800, i cui principali nuclei abitativi che la compongono sono posti a ridosso delle scoscese pareti nord-occidentali del rilievo.
I manufatti in ordine cronologico seguono uno sviluppo piramidale e concentrico verso il basso, al vertice è posta la parte più antica e via via verso il basso e digradanti verso l'esterno a levante, le varie sovrapposizioni identificabili negli stili delle architetture tipiche delle varie dominazioni. La necropoli e le aree che costituiscono l'agglomerato o i castrum sono ubicati nelle zone pianeggianti della Cittadella:
4000 circa - VIII secolo a.C., Nucleo preistorico costituito da insediamento del Neolitico e Necropoli;. VIII – III secolo a.C., Insediamento greco formato da agglomerato abitativo riconducibile alla dominazione greca; III a.C. – V secolo d. C., Insediamento romano o Castrum sorto durante il periodo della lunga dominazione romana; V – IX secolo, Insediamento bizantino o Castrum mutuato dalla dominazione bizantina; XI - XII secolo, costruzione del dongione normanno con il Salone del Parlamento dalle tipiche peculiarità dell'architettura della dominazione normanna; XIII secolo, Portale svevo dalle connotazioni tipiche dell'architettura della dominazione sveva; 1266 - 1282, Parentesi angioina, Vespri siciliani e tentativo di riconquista del Castello; XV secolo, Cinta muraria aragonese, baluardi protettivi ascrivibili all'architettura della dominazione aragonese; 1527, Primitiva chiesa di Santa Maria, la parziale demolizione dell'edificio nel 1568 comporta la costruzione della Cinta muraria spagnola da cui derivano le denominazioni di alcuni manufatti; 1529 - 1575, Cinta muraria spagnola e sistema difensivo tipico dell'architettura della dominazione spagnola; XVI secolo, Borgo Antico di Milazzo derivato dall'ingrandimento della primitiva Città Murata. 1608, Duomo Antico di Milazzo; 1713, Piazzaforte austriaca e quartiere generale austro-piemontese durante le battaglie contro gli spagnoli del 1718; 1805 - 1815, Piazzaforte inglese e quartiere generale durante le battaglie per contrastare le campagne di Napoleone; 1860, Ultimo baluardo borbonico; 1880, Carcere giudiziario; XX secolo, Declino e rinascita. Con la dismissione del carcere l'intera area dichiarata Monumento nazionale è oggetto di lunghe campagne di restauro.
Nucleo preistorico
Nella parte settentrionale dell'area del castello è presente una necropoli del neolitico, età di Thapsos. Il commercio della pomice e dei derivati dell'ossidiana d'origine vulcanica utilizzati come schegge, punte di frecce e di lance, lame, congiuntamente all'amena posizione, la fertilità dei territori favorisce l'insediamento delle prime comunità in epoca preistorica grazie agli scambi con le Isole Eolie a settentrione, con la popolosa area dello Stretto di Messina a levante e con le località del Golfo di Patti a ponente.
Allo stato attuale, a parte i ritrovamenti di primitivi insediamenti dovuti alle campagne archeologiche di scavi, ai rinvenimenti occasionali stimati alla Cultura dell'Ausonio I e II e all'Età del bronzo medio.
Insediamento greco-siceliota e romano
In epoca classica la città è formata dalla zona portuale, dall'acropoli dell'antica subcolonia Mylai presso la Rocca adibita a emporion, il phrourion e da numerosi villaggi satelliti. Diodoro Siculo nelle sue cronache narra l'assedio e la conquista degli ateniesi. Sotto Dionisio I tiranno di Siracusa, la rocca è conquistata dai messinesi. Agatocle con la sua flotta, scaccia gli occupanti e s'insedia appropriandosene. Gerone II assale Mylai, costringe i difensori del castello alla resa, imprigiona 1500 occupanti, muove contro i mamertini comandati da Cione, sconfiggendoli nella Battaglia del Longano.
Le prime notizie storiche documentate risalgono però all'età imperiale che narrano della città definita Oppidum Mylae quale attivo porto sul mar Tirreno, le cui acque sono teatro dell'epica Battaglia di Milazzo del 260 a.C. e la Battaglia di Nauloco del 36 a.C. condotta per dissidi interni tra Augusto col fedele Marco Vipsanio Agrippa contro Sesto Pompeo Magno Pio.. Dall'evento deriva il motto civico Aquila mari imposita – Sexto Pompeo superato. Al castrum sulla rocca si contrappongono gli insediamenti urbani ubicati a valle nella zona portuale.
Dai bizantini all'Emirato di Sicilia
In epoca bizantina è riconfermata la centralità del castrum presso la Rocca come fulcro politico amministrativo. Del VII secolo è la primitiva Cattedrale. ai piedi della Rocca fortificata, nell'area corrispondente all'odierno quartiere di San Papino. Durante la battaglia di Milazzo dell'888, nel vano tentativo di recuperare la città e il possesso della rocca da parte della flotta e armate bizantine, furono prese le navi dei Rûm e uccisi 5000 uomini..
Tra il 836 e l'837 un primo tentativo di conquista è effettuato dall'armata di al-Fadl ibn Yaʿqūb. sostituito a settembre da un nuovo governatore, il principe aghlabide Abū l-Aghlab Ibrāhīm b. ʿAbd Allāh b. al-Aghlab, cugino dell'emiro Ziyādat Allāh. La flotta musulmana, condotta da al-Fadl ibn Yaʿqūb, devasta le Isole Eolie, espugna diverse fortezze sulla costa settentrionale della Sicilia, tra cui la vicina fortificazione di Tyndaris,. come riferisce Michele Amari. Nel 843, le truppe del condottiero Fadhl Ibn Giàfar radono al suolo il castrum bizantino e le costruzioni sommitali..
Epoca del Regno di Sicilia
Ai nobili del casato Borrell. fedeli al Gran Conte Ruggero intervenuti nella riconquista della Sicilia è affidata la proprietà dei territori del Vallo di Milazzo (teniménto). ovvero il versante settentrionale dei Peloritani compreso tra la penisola di Milazzo e lo spartiacque coi monti Nebrodi, con affido delle castellanie annesse. Infatti Raimondo Berengario III di Barcellona, genero di Roberto il Guiscardo essendo sposo della figlia Matilde d'Altavilla, contessa di Barcellona di Catalogna, è discendente Goffredo II Borrell, capostipite della Contea di Barcellona. Quest'ultimo è figlio di Goffredo il Villoso, considerato il fondatore della Catalogna..
Gli Altavilla costruirono il donjon normanno, successivamente ampliato dagli svevi. È caratterizzato dalla presenza di torrioni sul fronte di ponente, quello centrale dall'aspetto massiccio e imponente è denominato Torre Normanna, quello all'estremità meridionale Torrione del Parafulmine.
Il viaggiatore e cronista arabo Muhammad al-Idrisi documentò la grande fortificazione nel 1150. Alla forte rocca della Milâṣ. araba il poeta Ibn Qalāqis dedicò i versi:
Il castello di ''Federico II''.. L'ingresso del primitivo nucleo del castello costituito da un portale ogivale di chiara fattura sveva del XIII secolo, è inserito nell'addizione muraria aragonese, formata da una serie di torrioni tondi del XIV secolo. Le torri presentano una decorazione circolare costituita da tarsie laviche, inoltre sono presenti sagome stilizzate di tre tori che sovrastano la decorazione superiore del portale.
L'architetto di Federico II di Svevia, Riccardo da Lentini,. "praepositus aedificiorum", ovvero supervisore delle fabbriche regie, come si evince dalla corrispondenza datata 1239, dirige i lavori. Tra le dimore predilette del sovrano quando in Sicilia voleva essere lontano dalla convulsa vita di corte palermitana nel Palazzo dei Normanni.
Durante il regno federiciano è avviato un censimento dei castelli e con il decreto "Statutum de reparatione castrorum" (1231 - 1240), si prevede la loro ristrutturazione e manutenzione a carico dei cittadini. Il castello è inserito nel Castra exempta redatto per volontà dell'Imperatore Federico II con la collaborazione di Pier della Vigna stilato nel 1239. In esso non compaiono i palazzi e le residenze di caccia e svago, le "domus solaciorum", di pertinenza comunque regia e soprattutto alcuni siti molto noti, spesso sotto il controllo della Curia, che all'epoca non erano ancora stati costruiti o ultimati.
Il corpo principale della costruzione superiore, al quale si accede mediante una scala a gradoni incassata fra la Torre Normanna e le Segrete, è costituito da una serie di ampi vani delimitati a meridione dal Torrione del Parafulmine, l'ambiente principale è denominato "Sala del Parlamento". Sul finire del 1295 all'interno della grandiosa sala si riunisce una sessione itinerante del Parlamento siciliano dopo i moti dei Vespri siciliani presieduta da Federico III di Sicilia o di Trinacria.. Nella fattispecie l"Assise del Real Parlamento di Sicilia" è dettata da motivi bellici derivanti dalla congiura ordita da Giacomo II d'Aragona nei confronti del fratello monarca di Sicilia, tema del contendere la cessione dell'isola agli Angioini per alto tradimento.Pagina 147, Vincenzo Castelli, "Fasti di Sicilia" , Volume II, Giuseppe Pappalardo, Messina, 1820. La sala presenta una serie di poderosi archi di stile orientale, monofore, maestosi portali, particolare è la presenza di un monumentale camino. È completata la cinta comprendente otto torrioni e i muri di raccordo della piazza d'armi, nel sottosuolo è presente una capiente cisterna.
Cinta muraria aragonese. Fu dimora prediletta di Federico III di Sicilia e del fratello Giacomo II d'Aragona, nel periodo in cui era re di Sicilia.. Durante le Guerre del Vespro, la fortezza rientra nuovamente nelle mire di Carlo II d'Angiò ma, il tentativo d'assalto frutto della congiura ordita da Giacomo II d'Aragona, è arginato con la Battaglia di Capo d'Orlando del 1299.. La vicenda è legata alla Sala sede dell"Assise del Real Parlamento di Sicilia".
Vespri Siciliani: assedi e tumulti.. Nell'arco temporale che intercorre tra l'Assedio di Messina, la Pace di Caltabellotta, la Pace di Catania e il Trattato di Avignone, in ambito peloritano si assiste a lotte intestine tra fazione latina e catalana, capeggiate rispettivamente dalle potenti famiglie Chiaramonte, Palizzi, Rosso, Ventimiglia e Alagona, Aragona, Peralta.
Milazzo e il suo castello furano assaltati il 24 giugno 1282 da una consistente flotta armata di Carlo d'Angiò proveniente dalla Calabria. Acquartieratisi in loco, sferrarono l'assedio di Messina, dove furono prontamente respinti dalle truppe di Pietro III d'Aragona che il 22 settembre rioccupò la fortificazione milazzese.
L'iniziale disputa tra Giacomo e Federico III, le successive combinazioni matrimoniali tra componenti di fazioni contendenti, l'entrata in scena di personaggi filo angioini, le cospicue somme di denaro volte a corrompere elementi di coalizioni, degenerarono in guerra civile grazie appunto alle posizioni altalenanti di personalità che parteggiavano e tramavano ora per l'una, ora per l'altra corrente, salvo poi tornar fedeli alla vecchia causa. I componenti di Casa d'Aragona, invisi alla potentissima famiglia Chiaramonte, sono costretti a dimorare nelle fedeli roccaforti di Messina e Catania, e governare con sessioni itineranti del Parlamento Siciliano tenute anche a Taormina, Paternò.