Sovrintendente alle finanze durante la minorità di Luigi XIV, protettore di scrittori e artisti, cadde in disgrazia nel 1661, fu rinchiuso in prigione e trasferito in fortezza, dove morì in circostanze misteriose. Fu uno dei nomi sospettati di essere stati la Maschera di Ferro.

Origini familiari e studi

I Fouquet provenivano dalla città di Angers, nell'Angiò, e avevano fatto fortuna con il commercio di drappi, lana e seta. Si erano poi dedicati alle professioni legali, riuscendo a raggiungere importanti cariche nei Parlamenti che, nella Francia dellAncien Régime, esercitavano le funzioni giurisdizionali superiori. Se, almeno per alcuni biografi, i Fouquet non erano entrati a far parte della cosiddetta nobiltà di toga, disponevano di un proprio blasone, raffigurante uno scoiattolo (nel dialetto angioino, fouquet) nell'atto di arrampicarsi su un albero, su cui spiccava il motto di famiglia Quo non ascendet? (Dove non salirà?), che i nemici del sovrintendente storpieranno poi in Quo non ascendam? (Dove non salirò?), stigmatizzandone la smisurata ambizione.

Il padre di Nicolas, François Fouquet, consigliere al Parlamento di Parigi, si era anche dedicato allo sviluppo delle colonie francesi nel Nord America. La madre, Marie de Maupeou, si era distinta per la carità e la cura dei poveri ed era stata vicina a san Vincenzo de' Paoli quando questi fondò le Figlie della Carità.

Dall'età di dodici anni il giovane Nicolas studiò dai Gesuiti, al Collegio di Clermont, mentre aiutava la madre a realizzare le medicine per i poveri. L'interesse di Fouquet per la chimica e la farmacia durerà per tutta la vita. Nel gennaio del 1631 ricevette la tonsura e ottenne alcuni benefici ecclesiastici. Sempre a sedici anni, conclusi gli studi di diritto, iniziò ad esercitare l'avvocatura.

Magistrato

Nel marzo 1633 suo padre richiese per Nicolas una carica di consigliere nel Parlamento di Parigi, ma la sua domanda venne rifiutata in quanto il fratello maggiore François possedeva già una carica identica. Ciò nonostante ottenne l'anno seguente una carica di consigliere nell'appena costituito Parlamento di Metz. Questo dimostrava la benevolenza di François e la fiducia del cardinale Richelieu in Nicolas, che ottenne una speciale autorizzazione data la giovane età. Gli venne affidato il compito di inventariare le carte del Tesoro della cancelleria di Vic dov'erano conservati tutti i titoli temporali del Vescovato di Metz e dell'abbazia di Gorze. Si trattava di verificare se il duca Carlo IV di Lorena ledesse i diritti del re di Francia, come sempre avveniva nel caso di territori esteri da poco annessi. Questo il casus belli: il vero scopo era di giustificare l'entrata di truppe francesi negli stati occupati dal duca prima delle conclusioni di Nicolas. Il giovane svolse il suo dovere con entusiasmo.

Nel 1635 il fratello maggiore entrò in un ordine religioso e fu Nicolas ad incarnare le speranze del padre di ascesa sociale, per cui comprò la carica di "Relatore sui ricorsi", per la quale ebbe nuovamente bisogno di una dispensa per l'età. Nel 1638 si allontanò dalla corte di Metz per partecipare al Consiglio reale imposto dalla Francia a Nancy. Qui condusse un alto tenore di vita, prendendo parte a commedie, balli e ricevimenti. Lo stesso anno suo padre, per associarlo negli affari, gli cedette un posto nella Compagnia delle isole d'America.

François Fouquet, sentendosi prossimo alla morte, spinse il figlio al matrimonio. Nicolas mise gli occhi su Louise Fourché de Quéhillac, nipote di Jean Fourché, signore di Quéhillac. Il contratto fu firmato il 10 gennaio 1640 a Nantes fra i genitori degli sposi. Si trattò di un ricco matrimonio: Louise portava in dote 160 000 lire in argento e rendite sulle terre di Bouvron (Loira Atlantica). Nicolas ottenne dai suoi genitori la proprietà della carica di Relatore sui ricorsi stimata in 150 000 lire e in più una rendita di 4 000 lire fino a raggiungere un capitale di 20 000 lire. Inoltre, sia Louise che Nicolas, avevano forti interessi in Bretagna: Louise, grazie ai genitori (suo padre era consigliere parlamentare nella regione) e Nicolas, per suo cugino Chalain e per i legami di suo padre con le compagnie di commercio dell'Atlantico. François Fouquet morì poco tempo dopo, seguito nel 1641 dal nonno materno di Nicolas, Gilles de Maupeou.

All'età di 26 anni Nicolas si trovò dunque a capo del suo clan familiare. Riprese le attività del padre in seno alle diverse compagnie marittime nelle quali la famiglia deteneva alcune quote: Compagnie delle isole d'America, del Senegal o ancora della Nuova Francia. Nel 1640 divenne uno dei principali azionisti della Società di Capo Nord e nel 1642 entrò nella Compagnia delle Indie orientali.

Parallelamente, per rafforzare la propria posizione sociale, acquistò il viscontado di Vaux, un territorio della Brie nei dintorni di Melun. In agosto, poco tempo dopo aver dato alla luce una figlia, Marie, morì sua moglie. Nel 1642 la morte del cardinale Richelieu, protettore da lunga data della famiglia Fouquet, mise fine ai suoi sogni coloniali e marittimi. Fouquet scelse allora di mettersi definitivamente al servizio dello Stato. Fortunatamente per lui la squadra ministeriale venne mantenuta da Luigi XIII e in seguito dalla reggente Anna d'Austria: il Cardinale Mazzarino succedette a Richelieu e diventò il nuovo protettore di Fouquet.

Nel 1644 fu nominato intendente di giustizia, polizia e finanza a Grenoble nel Delfinato. Era un posto difficile per un ragazzo con poca esperienza, in una provincia dal forte particolarismo regionale. Fouquet commise uno dei rari errori della sua carriera: nel corso dell'estate, dopo aver preso l'incarico, abbandonò il proprio posto senza autorizzazione per recarsi a Adge ad assistere all'insediamento di suo fratello maggiore François come vescovo. Durante la sua assenza scoppiò una sommossa anti-fiscale e lui venne subito destituito. Sulla strada del ritorno scoppiarono nuove sommosse. Fouquet si dimostrò calmo e capace nel sedare la rivolta. Come ricompensa venne reintegrato nella carica di Relatore dei ricorsi. Nel 1647, quasi al termine della Guerra dei Trent'Anni, venne nominato intendente presso l'esercito di Piccardia.

Sotto la Fronda

Durante la Fronda giocò un ruolo importante in qualità di intendente generale di Parigi, carica che aveva ottenuto nel 1648. Si pose subito dalla parte di Anna d'Austria e di Mazzarino, guadagnandosi così la piena fiducia della regina. Dopo l'arresto di Union scrisse una lettera alla sovrana per consigliarla di negoziare e di dividere i suoi nemici, tattica che utilizzerà per tutta la durata della Fronda. Durante l'assedio di Parigi si occupò del servizio di assistenza.

Il 5 febbraio 1651 sposò in seconde nozze la quindicenne Marie-Madeleine de Castille-Villemareuil, rampolla di una famiglia di mercanti divenuti nobili. La sua dote era inferiore a quella di Louise Fourché, ma in compenso la sposa aveva una vasta cerchia di parentele importanti. Il 31 luglio il parlamento venne trasferito a Pontoise, sotto la supervisione di Fouquet, che dovette vedersela con la derisione della folla, di cui comunque si vendicò alla fine della Fronda. Nel corso del lit de justice del 22 ottobre 1652, dopo la lettura dell'atto di amnistia, pronunciò un discorso in cui lodava la clemenza del re e accusava i colleghi frondisti rimasti a Parigi.

Sovrintendente delle finanze

Il 7 febbraio 1653, come riconoscimento per la buona condotta tenuta durante la Fronda e per intercessione del fratello Basile, capo della polizia segreta di Mazzarino, venne nominato sovrintendente delle finanze assieme a Abel Servien. La sua ascesa sociale venne coronata dal matrimonio della figlia Marie con Armand de Béthune, marchese di Charost, discendente di Sully, matrimonio per il quale Fouquet fornì la figlia di una dote principesca: 600 000 lire.

Le finanze reali, dopo la bancarotta del 1648, erano in uno stato disastroso. Luigi XIV aveva bisogno di denaro per pagare l'esercito e per le proprie spese personali. Fouquet nel luglio 1653 impose la rivalutazione della moneta corrente in modo da aumentare il credito e migliorare la situazione.

Questa boccata d'aria, anziché invitare alla prudenza, provocò nuove spese sconsiderate tanto che nel 1654 la crisi si ripresentò. Servien, Mazzarino e Fouquet dovettero mettere mano alle proprie fortune personali. Come se ciò non bastasse, i rapporti tra Fouquet e Servien si deteriorarono al punto che Fouquet chiese un regolamento che delimitasse le funzioni di ciascuno. La sua fortuna e le sue amicizie gli permisero di ottenere ancora fiducia dai creditori e trovare nuovo denaro fresco per il re. Nel 1657 prestò 11 milioni e 800 000 lire a Mazzarino.

Al fine di ricorrere al prelievo obbligatorio delle imposte, nel 1655 fece emettere 17 editti finanziari, approvati con un lit de justice il 20 marzo di quell'anno. Alla morte di Servien, avvenuta nel 1659, Fouquet rimase solo fino alla soppressione della carica nel 1661. In quell'anno Mazzarino, sul letto di morte, lo raccomandò al re affermando che egli «è capace di grandi cose», purché «gli si tolgano dalla testa palazzi e donne». Venne così nominato ministro di Stato con Le Tellier e Hugues de Lionne.

Protettore delle arti e delle lettere Saint-Mandé

Fouquet possedeva numerose dimore: da ragazzo risiedeva nella casa di famiglia in rue de Jouy a Parigi; acquistò poi un edificio in rue de Matignon, prima di trasferirsi all'hotel de Castille, che ricevette in dote dalla seconda moglie. Possedeva poi l'hotel de Narbonne e quello d'Emery, vicinissimo alla dimora del cardinale Mazzarino. Comprò anche un'estesa proprietà a Saint-Mandé che fece ricostruire e abbellire e dove costituì una considerevole collezione di libri (27 000 volumi), seconda solo a quella di Mazzarino (50 000). Ivi sviluppò il proprio gusto per i giardini che fece risistemare decorandoli di statue e serre. In realtà non dimostrava un gusto molto raffinato: ricercava prima di tutto opere decorative e fastose che facessero da scenario ai ricevimenti e alle feste che vi teneva. Il 25 marzo 1656 vi ricevette l'intera Corte.

Vaux-le-Vicomte

A partire dal 1653 fece costruire un magnifico castello a Vaux-le-Vicomte (attualmente nel comune di Maincy). Al momento dell'acquisto si trattava solamente di una tenuta con un vecchio castello. Iniziò con l'impossessarsi di tutti i terreni nel circondario, fece radere al suolo il villaggio di Vaux, qualche boschetto, fece cambiare il percorso di un torrente e abbattere i vigneti, infine fece realizzare i lavori necessari ad assicurarsi la fornitura idrica.

Come architetti chiamò Le Vau, Le Brun e Le Nôtre. Si circondò di una piccola corte di scrittori di cui facevano parte Molière, La Fontaine, Madame de Sévigné o Madame de Scudéry. Il re vi si recò la prima volta nel luglio 1659, poi una seconda volta il 17 luglio 1660 mentre era di ritorno da Saint-Jean-de-Luz.

L'11 luglio 1661 vi ricevette un'altra volta la Corte, e poi ancora il 17 agosto, non avendo potuto Luigi XIV presenziare alla festa precedente. Si trattava di un evento sontuoso, con giochi d'acqua, fuochi d'artificio, buffet di oltre 1 000 coperti e supervisionato da François Vatel. Luigi XIV divenne furioso nel vedere tanto splendore, l'origine di tanta ricchezza gli parve sospetta. L'offerta di Fouquet di cedergli Vaux non fece che irritarlo maggiormente.

Il processo L'arresto

Mentre la corte si trovava a Nantes, il 5 settembre 1661 Luigi XIV fece arrestare Fouquet da un drappello di moschettieri comandato da D'Artagnan, con l'accusa di malversazione. Colbert, suo rivale, ne accelerò la disgrazia denunciandone l'arricchimento e la magnificenza della festa di Vaux-le-Vicomte per suscitare la gelosia di Luigi XIV.